Londra - L'
Associazione Mondiale dei Giornali, gigantesca organizzazione che rappresenta oltre 18mila testate, dichiara
guerra ad Internet. Il mirino è puntato contro i
motori di ricerca che propongono servizi d'indicizzazione ed aggregazione delle notizie, come ad esempio
Google e
Yahoo!.
"Il loro modello di business è basato sullo sfruttamento gratuito dei contenuti che produciamo", attaccano i portavoce dell'AMG. I rappresentanti dell'editoria periodica esigono il
pagamento delle notizie che i motori di ricerca spesso forniscono sotto forma di
deep link. "Google e Yahoo non sono affatto dei benefattori che vogliono liberare l'informazione", dice il presidente dell'AMG Gavin O'Reilly, "ma fanno alle news ciò che Napster ha fatto alla musica d'autore".
O'Reilly usa parole fortissime: "L'ironia della sorte vuole che questi motori di ricerca esistano semplicemente perché capitalizzano sui prodotti dei media tradizionali". Le preoccupazioni dell'AMG sono motivate soprattutto dal
vento di crisi che sembra aver paralizzato la crescita dell'editoria stampata.
Qualcuno teme perciò che l'editoria possa seguire le orme dell'industria discografica ed inizi una gigantesca
diatriba legale per ottenere compensi e risarcimenti dalle aziende online.
O'Reilly esorta gli editori e gli operatori della carta stampata a non trascurare le potenzialità della Rete: "Abbiamo ignorato Internet troppo a lungo", sostiene, "ma ci sono ancora tante, tantissime opportunità di crescita da esplorare". "Non rappresentiamo un'industria morente", conclude, "e siamo confortati dal fatto che la diffusione di Internet, solitamente, indica contemporaneamente un'ottima diffusione dei quotidiani".
L'attacco contro Google e simili viene visto da molti come una contraddizione in termini, perché i motori di ricerca sono fondamentali per qualsiasi impresa online di carattere commerciale. L'indicizzazione e la ricerca dei contenuti, arricchita dall'ipertestualità del web, rappresentano il
vero potenziale dei cosiddetti nuovi media, osservano alcuni analisti. Investire in Internet senza lasciare che i motori di ricerca svolgano la loro opera equivale, in ultima istanza, a non volere affatto utilizzare Internet.
L'atteggiamento ostile dei
media tradizionali nei confronti della Rete non è una cosa nuova: l'assalto dell'AMG fa eco alle pretese di
Agence France Presse, l'agenzia d'informazione francese che
accusò Google di violare il diritto d'autore attraverso il servizio
Google News. La battaglia tra editori tradizionali e aggregatori di informazione è stata paventata per anni. Ora è iniziata ufficialmente.
Tommaso Lombardi