Brevetti AT&T tengono sotto scacco MPEG-4

Il gigante delle TLC americano rivendica la paternitÓ di alcuni brevetti essenziali: le aziende coinvolte in produzioni MPEG-4 potranno scegliere fra il pagamento della licenza o la difesa in tribunale

Roma - AT&T sta lavorando a una sorta di progetto Manhattan nel settore della video compressione digitale. In camice bianco, per˛, questa volta ci sono dei compiti legali, alle prese con una serie di brevetti proprietari considerati essenziali per la tecnologia MPEG-4. Insomma, Enola Gay si prepara a sganciare nel settore IT un programma di licenza globale su aziende del calibro di Apple Computer, CyberLink, DivX, InterVideo, e Sonic Solutions.

Chi opporrÓ resistenza dovrÓ prepararsi a fastidiose battaglie legali. "Ogni azienda che commercializza o distribuisce prodotti che violano i brevetti Ŕ stata avvertita, AT&T Ŕ disponibile al confronto per risolvere la questione", ha scritto Michael J. Robinson, direttore del AT&T Intellectual Property Management, nella lettera recapitata alle aziende. "Se la tua impresa distribuisce prodotti o software MPEG4 sei responsabile per la sottoscrizione del programma licenziatario direttamente con AT&T, oppure passibile di denuncia per la distribuzione di prodotti illegali. I danni provocati dalla distribuzione di prodotti - in violazione delle licenze - possono includere la perdita di profitti per AT&T, di royalty e, in caso di infrazioni continuate, risarcimenti e spese legali".

I rappresentati legali delle imprese, citate da AT&T nella lettera, hanno dichiarato di non aver mai ricevuto in passato comunicazioni riguardanti le violazioni dei suoi brevetti. "Crediamo di disporre di tutti i necessari diritti e licenze per la legalitÓ di tutti i nostri prodotti", ha confermato il portavoce di Sonic Solutions.
AT&T Ŕ convinta che una serie di brevetti in suo possesso siano strettamente legati all'operativitÓ della tecnologia MPEG-4. PC Magazine, che per primo ha scoperto l'affaire, Ŕ riuscita a strappare alcune dichiarazioni alla portavoce dell'azienda, Jason Hillary.

"La proprietÓ intellettuale sviluppata da AT&T Ŕ una componente essenziale del MPEG-4. Stiamo discutendo ed elaborando i termini di licenza a cui le aziende dovranno sottostare, per poter sfruttare al meglio, e in legalitÓ, la suddetta tecnologia", ha risposto ai giornalisti del magazine. "Il confronto attualmente Ŕ con un gran numero di aziende. Per ora non possiamo fornire ulteriori dettagli".

L'impatto di questa nuova querelle, secondo molti analisti, potrebbe essere devastante. La tecnologia MPEG-4 Ŕ uno degli elementi chiave di numerose applicazioni di media streaming; a sua volta Ŕ composta da ulteriori sotto-tecnologie che rendono funzionali i moderni player e piattaforme multimediali.

MPEG Licensing Association (MPEG LA) - della quale non fa parte AT&T - supervisiona i programmi licenziatari per le tecnologie MPEG-2 e MPEG-4. Entrambi gli standard sono stati "regolamentati" dal comitato International Standards Organization (ISO), che richiede espressamente ad ogni azienda aderente di sottofirmare un documento RAND, ovvero uno statuto licenziatario - correlato ai brevetti in possesso - con "termini ragionevoli non-discriminatori".

In pratica il programma MPEG-4 di MPEG Licensing Association Ŕ basato sui brevetti che sono essenziali per la definizione del suo standard. Il sistema licenziatario per˛ Ŕ volontario e i proprietari dei brevetti, a discrezione, possono decidere di aderire o meno. Alcune funzioni e implementazioni MPEG-4, attualmente, non sono registrate presso MPEG LA, quindi Ŕ evidente che i detentori dei brevetti correlati possano rivalersi su chi li utilizza.

"Anche se un brevetto non Ŕ essenziale per la standardizzazione del MPEG-4, potrebbe essere considerato importante per una particolare implementazione. Non sapevo comunque che At&T disponesse di questi elementi essenziali", ha dichiarato Larry Horn, presidente de "licensing and business development" per MPEG LA. "Possono esserci numerosi motivi per cui l'azienda statunitense non abbia aderito. Noi comunque non possiamo assicurare che tutti brevetti essenziali siano inclusi nel programma".

"Sono cose che succedono, l'unico aspetto intrigante che alcuni prodotti, come iPod Video, sono molto diffusi e popolari. Se le aziende coinvolte utilizzano tecnologie AT&T potrebbero aver problemi", ha dichiarato Greg Aharonian, redattore della newsletter Internet Patent News Service.

Nel 2005 AT&T annunci˛ che Pentax e Nero avevano aderito al suo programma licenziatario MPEG-4, per non subire alcun tipo di limitazione nell'utilizzo dei suoi brevetti. "Nero 7 supporta MPEG-4 Part 2 Visual e quindi avevamo bisogno di una licenza per utilizzarlo e distribuirlo in legalitÓ ai consumatori e OEM", ha confermato un portavoce di Nero.
"Nero Ŕ un'azienda sviluppatrice di software, quindi in questo modo ha potuto fornire funzioni di encoding. Pentax, invece, ha reso possibile la riproduzione di questi file sulle sue piattaforme hardware", ha spiegato Hillary.

"AT&T potrebbe mirare ai produttori come ai distributori. Se chiederÓ troppo si ritroverÓ in tribunale, se farÓ richieste adeguate le aziende aderiranno ai programmi licenziatari per risparmiare sui costi legali e per non rischiare pesanti sanzioni", ha dichiarato Aharonian.

"Quello che stiamo facendo Ŕ piuttosto comune. Stiamo cercando di agevolare le aziende nel massimo utilizzo di queste tecnologie. Allo stesso tempo ci mettiamo in condizioni di ottenere un giusto compenso per gli investimenti profusi nella ricerca e sviluppo", ha aggiunto Hillary. "Un gran numero di tecnologie che abbiamo sviluppato riguardano i servizi di comunicazione che forniamo. Basta pensare alle tecnologie video, una delle aree che ci siamo prefissati di espandere".

Dario d'Elia
TAG: brevetti
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