Più vicino il collegamento uomo-computer

L'arcinoto professor Warwick si è appena fatto impiantare i sensori che tra qualche giorno cercheranno di far dialogare il suo braccio con un computer

Londra - Procedono senza sosta gli esperimenti di connessione uomo-macchina del professore britannico Kevin Warwick, docente di cybernetica all'Università di Reading. Warwick ha infatti annunciato il successo dell'ultimo intervento chirurgico con il quale alcuni microsensori gli sono stati impiantati nell'avambraccio. La prossima settimana saranno utilizzati per "collegare" il corpo di Warwick ad un computer da lui realizzato.

L'ultimo impianto di Warwick, da anni impegnato nel testare direttamente le proprie invenzioni, tutte tese a creare un "dialogo" elettronico tra uomo e computer, è pensato per realizzare un esperimento ambizioso.

Il computer progettato da Warwick, infatti, registrerà gli impulsi nervosi del professore mentre muoverà le proprie dita. La speranza è che il computer, una volta effettuata la registrazione, possa a sua volta inviare un uguale "messaggio" al sistema nervoso di Warwick e provocare sull'uomo la medesima reazione.
Il professore WarwickL'idea di fondo è quella di aprire una breccia di speranza per chi ha sofferto una paralisi dovuta a patologie spinali, situazioni cliniche che in molti casi producono impossibilità di movimento per una parte consistente del corpo della persona che ne è colpita.

Warwick ha ammesso che le incognite sono molte, a partire dal fatto che i sensori impiantati sono un centinaio contro più di 10mila fibre nervose.

Alla Reuters Warwick ha dichiarato: "Abbiamo un obiettivo serio, dall'importante spessore clinico, cioè aiutare chi soffre di patologie spinali e simili, laddove vi sia un'interruzione nel sistema nervoso".
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