I siti di Google arma dei phisher?

Lo pensano gli esperti di Anti-Phishing Italia, secondo cui il nuovo strumento di Google per facilitare la realizzazione di siti web è un'arma per spammer e phisher

Roma - C'è dell'inquietudine attorno ad uno dei più recenti servizi messi a disposizione del pubblico da Google, ovvero quel servizio, Google Page Creator, che permette di realizzare pagine web fruendo di strumenti accessibili anche ai meno esperti. Tutto questo potrebbe rappresentare un'arma in più per truffatori e spammatori.

A sostenerlo sono quelli di Anti-Phishing Italia, che rilevano come per accedere al servizio e realizzare il sito sia necessario utilizzare un indirizzo di posta elettronica di Gmail, il servizio email di BigG. Un indirizzo che, una volta realizzato il sito, caratterizza anche il suo indirizzo web.

"Se all'indirizzo http://casellagmail.googlepages.com che il sistema ci assegnerà (non può essere modificato) eliminiamo il googlepages.com e lo sostituiamo con gmail.com - spiega l'associazione antitruffe - ecco che una imponente lista di ignari utenti pronti a ricevere spamming e phishing è pronta per essere utilizzata".
In effetti è sufficiente recarsi sul motore di ricerca di Google per individuare una lunga lista di indirizzi "googlepages" e, dunque, di indirizzi potenzialmente "spammabili". Il fatto poi che sia un servizio rivolto a chi non conosce approfonditamente l'Html aumenta le possibilità che tra coloro che verranno presi di mira dagli spammer e dai truffatori che sfruttano l'email alcuni non siano utenti esperti, e quindi più "esposti" alle truffe stesse.

Un altro problema, secondo A-P Italia, è dato dalla possibilità che il Page Creator sia utilizzato anche per costruire siti fasulli, siti "trappola" capaci di "sottrarre username e password, numeri di carta di credito e credenziali di autenticazione di servizi di on-line banking, sfruttando anche l'impossibilità delle toolbar anti-phishing di rilevare la natura del sito, visto che vengono ospitati nei server di Google".

Vista la giovanissima età del servizio è però assai probabile che la stessa Google provvederà a sistemare queste incertezze, peraltro comuni ad altri sistemi di pubblicazione, forse però destinati a rimanere meno noti di quelli offerti dal colosso di Mountain View.
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