Darknet, Freenet si tinge di scuro

La nuova release del Freenet Project consente la creazione di darknet: separate dalla rete attuale saranno totalmente invisibili. Marco Calamari racconta le novità in arrivo con Freenet 0.7

Roma - L'altro ieri il Progetto Freenet ha annunciato una nuova release di Freenet, notizia prontamente riportata su Slashdot. Ma quali sono le caratteristiche principali della nuova versione e in che direzione ci si sta muovendo?

Innanzitutto una cosa importante; le voci sulla morte di Freenet 0.5 sono state grandemente esagerate. Freenet 0.7 (che d'ora in poi chiameremo "Dark", anche se il nome è stato solo proposto, ma non è ufficiale) è solo una versione pre-pre-alpha, instabile, in pieno sviluppo e priva ancora di una parte delle funzionalità essenziali.

Il fatto che sia stata presentata adesso è dovuto all'urgente necessità di rifinanziare il Progetto Freenet, che non riceve praticamente più nessun contributo. La speranza è che mostrando al pubblico i progressi fatti, possano arrivare nuovi, indispensabili finanziamenti. Il "pubblico" siete voi, quindi mano al portafoglio e visitate l'apposita pagina.
Premettiamo che non è possibile, e tanto meno conveniente, migrare dalla Freenet 0.5 attuale a Dark. Le installazioni di Dark attuali servono solo ai core developer per portare avanti lo sviluppo, ma per gli utenti non esiste ancora una rete stabile, e nemmeno contenuti significativi. La stessa sicurezza di Dark è senz'altro insufficiente, a causa dei bug scoperti (ed introdotti) quotidianamente nel lavoro di sviluppo.

Chi ha necessità di privacy, desidera pubblicare e mantenere contenuti, gestisce od utilizza un nodo Freenet 0.5 dovrebbe continuare come se niente fosse per almeno i prossimi 6-12 mesi, in attesa di una Dark completa ed almeno "tendente" alla stabilità. Chi lo desidera potrà comunque installare un secondo nodo Dark insieme al preesistente nodo Freenet, visto che il carico aggiuntivo è basso.

Tutte le novità della nuova release
Si tratta di una riscrittura completa, sempre in Java ma totalmente incompatibile rispetto alla Freenet attuale; vediamone le novità più importanti.

Il protocollo di trasporto adottato da Dark non è piu TCP ma UDP, e la dimensione delle "chiavi" (termine che in Freenet indica un pacchetto di dati) passa dai 256KB a 1KB. Dark, grazie a questo e ad alcune tecnologie adottate, potrà operare in maniera trasparente attraverso i firewall, mentre attualmente è necessario un port forwarding attraverso il NAT od il firewall per poter pubblicare un nodo Freenet.

Il formato delle chiavi, il protocollo/API client FCP ed il protocollo di comunicazione server-to-server verranno completamente cambiati e quindi l'interoperabilità' tra la rete Freenet 0.5 e quella (futura) Dark sarà esattamente zero.

La distribuzione definitiva di Dark includerà nuove versioni di tool popolari come Frost e Freenet Insertion Wizard, ma non di FUQUID, non essendo quest'ultimo scritto in Java.

Il routing delle chiavi tra nodi, che in Freenet era il NGR, algoritmo lento adatto solo a chiavi di grandi dimensioni, in Dark viene sostituito dal più semplice e veloce Metropolis-Hastings; ci si aspetta che il routing si velocizzi moltissimo anche quando la rete Dark arriverà alle migliaia di nodi di dimensione della rete attuale.

Mentre Freenet è una rete pubblica, omogenea e paritaria, Dark permetterà di definire delle darknet al suo interno; trovate una definizione di cosa è una darknet in questa paper e in questa presentazione.

Le darknet di Dark (perdonate il gioco di parole) saranno a tutti gli effetti separate dalla Dark pubblica, e non potrà nemmeno esserne dimostrata l'esistenza al suo interno.

Inizialmente, la modalità darknet di Dark sarà la prima ad essere resa disponibile; una darknet è una rete ad invito, in cui è necessario ottenere la fiducia di almeno due nodi già appartenenti alla darknet per poter entrare a farne parte. Nell'implementazione attuale di Dark è necessario ottenere due chiavi da due nodi, operazione che sarà parzialmente automatizzata nella versione definitiva ma che adesso viene svolta via IRC comunicando sul canale #freenet del server irc.freenode.net.

La direzione assunta dall'evoluzione da Freenet a Dark è resa necessaria dal fatto che la Rete si sta trasformando sempre più in una grande struttura di tecnocontrollo, in cui persino le modalità anonime di funzionamento di Freenet 0.5 non sono abbastanza. Nei tempi cupi che ci aspettano Dark sarà (speriamo) la risposta, o meglio una delle risposte, che la comunità della Rete saprà e dovrà dare.

Nel frattempo, se avete tempo e voglia di imparare, date una mano al gruppo di sviluppo installando un nodo Dark, che puo' essere scaricato da qui e collegandovi poi al canale #freenet, chiedendo istruzioni su come collaborare.

Supporto ed aiuto possono essere ottenuti anche tramite la lista italiana dedicata a Freenet.

Marco Calamari

Marco Calamari è il titolare della rubrica Cassandra Crossing pubblicata da Punto Informatico
TAG: privacy
104 Commenti alla Notizia Darknet, Freenet si tinge di scuro
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  • immaginate una rete indipendente da server, provider e autorità di controlllo di qualunque tipo: l'unico requisito indispensabile è il collegamento fisico tra computer, impensabile fino a pochi anni fa. Oggi con il wi-fi (e wi-fi max) è possibile. Un progetto in questo senso è netsukuku
    http://netsukuku.freaknet.org
    fonte: hacker journal n.98
    non+autenticato

  • > http://netsukuku.freaknet.org
    > fonte: hacker journal n.98

    ma soprattutto "hacker journal n.98"...


    omfg
    non+autenticato
  • Netsukuku è un progetto serio, con grandi potenzialità IMO. Punto Informatico ci ha pure fatto un articolo.

    Dagli uno sguardo, e non ti fissare su Hacker Journal! Sorride
    non+autenticato
  • Ma perchè i progettisti di Mute, Ants, TOR e Freenet non si mettono tutte insieme, a lavorare ad un bel progetto in comune? Non sarebbe meglio? Metterebbero in quel progetto comune tutto il meglio dei loro sforzi individuali.

    Mi sa che devo convincere papà a sganciare un bel milioncino di euro, tanto per cominciare, sennò qui nessuno si da una mossaTriste

    Con un bel milioncino iniziale, ve la dareste una mossa?!

    Solo risposte serie, please!
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Ma perchè i progettisti di Mute, Ants, TOR e
    > Freenet non si mettono tutte insieme, a lavorare
    > ad un bel progetto in comune? Non sarebbe meglio?
    > Metterebbero in quel progetto comune tutto il
    > meglio dei loro sforzi individuali.
    >
    > Mi sa che devo convincere papà a sganciare un bel
    > milioncino di euro, tanto per cominciare, sennò
    > qui nessuno si da una mossaTriste
    >
    > Con un bel milioncino iniziale, ve la dareste una
    > mossa?!
    >
    > Solo risposte serie, please!

    E che ci dovesse nascondere vossia in Freenet, se sgancerebbe un milioncino per lo sviluppo?

    (Le sembra abbastanza seria come risposta?)
    non+autenticato
  • TOR The Onion Router, http://tor.eff.org/, è decisamente un idea + promettente, freenet è stato un bell'esperimento ma ora bisogna fare sul serio.

    TOR è un progetto serio per creare un layer anonimo e criptato sopra una rete aperta, è duttile (permette sia di nascondere il proprio percorso verso siti in internet, sia di creare contenuti all'interno della rete tor stessa), non ha biosogno di creare darkqua e freela, è nativamente un protocollo di routing non un sistema di sharing di contenuti e come tale molto piu estensibile.

    Basta freenet, è vecchio.
    non+autenticato
  • Aggiungo, ad esempio su TOR ci posso far girare emule, non devo cambiare software, basta dire al mulo che usi un SOCKS locale e poi via, sei anonimo (e a 2k al secondo per ora, però vabbeh)
    non+autenticato
  • Personalmente non capisco il nodo comune...
    Freenet garantisce la ridondanza dei dati, il fatto che non vi sia un'indirizzo ip da chiudere o puntare per raggiungere l'informazione, la liberta di esprimersi e sopravvivere(cito dal testo) anche al suo creatore...

    Insomma Tor è meglio?
    E' una mia opinione ma pare come paragonare ostriche e pizza...
    Mha...Sbaglio?

  • - Scritto da:
    > Aggiungo, ad esempio su TOR ci posso far girare
    > emule, non devo cambiare software, basta dire al
    > mulo che usi un SOCKS locale e poi via, sei
    > anonimo (e a 2k al secondo per ora, però
    > vabbeh)

    E se vuoi pubblicare un sito web ????

    Lascia stare, ha ragione il tipo che ti ha gia' risposto: confondi mele con pere.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > TOR The Onion Router, http://tor.eff.org/, è
    > decisamente un idea + promettente, freenet è
    > stato un bell'esperimento ma ora bisogna fare sul
    > serio.
    >
    > TOR è un progetto serio per creare un layer
    > anonimo e criptato sopra una rete aperta, è
    > duttile (permette sia di nascondere il proprio
    > percorso verso siti in internet, sia di creare
    > contenuti all'interno della rete tor stessa), non
    > ha biosogno di creare darkqua e freela, è
    > nativamente un protocollo di routing non un
    > sistema di sharing di contenuti e come tale molto
    > piu estensibile.
    >
    > Basta freenet, è vecchio.

    [notice] Tor v0.1.x.xx. This is experimental software. Do not rely on it for strong anonymity.

    non+autenticato
  • Loro lo scrivono, dubito freenet ti dia garanzie di qualche tipo, stiamo parlando di progetti best effort. Entrambi, inoltre questo non toglie che TOR è il futuro.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > TOR The Onion Router, http://tor.eff.org/, è
    > decisamente un idea + promettente, freenet è
    > stato un bell'esperimento ma ora bisogna fare sul
    > serio.
    >
    > TOR è un progetto serio per creare un layer
    > anonimo e criptato sopra una rete aperta, è
    > duttile (permette sia di nascondere il proprio
    > percorso verso siti in internet, sia di creare
    > contenuti all'interno della rete tor stessa), non
    > ha biosogno di creare darkqua e freela, è
    > nativamente un protocollo di routing non un
    > sistema di sharing di contenuti e come tale molto
    > piu estensibile.
    >
    > Basta freenet, è vecchio.

    e io son sempre qui a chiedere una bella intervista al Minotti sule responsabilità di fare girare un nodo TOR In lacrime
    non+autenticato


  • > Basta freenet, è vecchio.

    si si, Tor e' bello tutto buono e' il futuro..... almeno fino a che gli exit point vorranno sobbarcarsi la responsabilita' delle sciocchezze commesse da chi sta nei layer superiori.


    non+autenticato
  • Premesso che mi interessa il tema del combattere la censura in rete, e per questo cerco di seguire quello che Punto informatico scrive su Freenet ma gli articoli mi sembrano in arabo, e il sito Freenet è in inglese (che per me è arabo):

    che differenza c'è tra Freenet, TOR e altri strumenti per l'anonimato in rete?
    non+autenticato
  • sono nella tua stessa condizione con la sola differenza (credo) che sono anche uno studentello di informatica Arrabbiato

    Ciau
    - Dean
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > che differenza c'è tra Freenet, TOR e altri
    > strumenti per l'anonimato in rete?

    premessa: imparare l'inglese ti da' molta più libertà di quanta te ne potrà mai dare freenet/TOR/quant'altro.

    FREENET:
    E' una rete slegata dal WWW.
    Non puoi vedere google, usare emule, ecc...
    Usi un browser tradizionale e tutti i link contengono dei numeri che servono a freenet a trovare la risorsa.
    i "siti" sono simili a quelli del web tradizionale, ma
    1) non esistono motori di ricerca! (si parte da una o più pagine standard e si seguono i collegamenti in base alle descrizioni fino a trovare quello che si vuole.
    2) tutto è lentissimo. Andrebbe fatto girare a regime per ore, ma io ho disinstallato molto prima anche per mancanza di interesse nei contenuti che, bene o male sono pochi, uguali a quelli tradizionali oppure controversi.
    3) oltre a navigare freenet puoi "uppare" (non ricordo il termine corretto) un tuo sito. Tale sito si troverà, anche quando sei disconnesso, ovunque e da nessuna parte! Ogni pc in rete potrebbe averne una parte se è richiesto abbastanza spesso.

    TOR:
    E' uno strato al di sopra di quello di comunicazione tradizionale dei protocolli.
    Si usano i programmi internet tradizionali (anche emule, se vuoi) che vanno configurati per puntare al proprio PC anzichè direttamente ad internet.
    E' più veloce di freenet, se usi un browser puoi navigare tutta la rete tradizionale.
    Se usi un programma che prevede l'utilizzo di sock puoi usarlo.

    La sicurezza di TOR è minata dal fatto che il programma che usi potrebbe comunicare, a causa di specifiche del protocollo o a causa di exploit, il tuo ip a chi sta dall'altra parte.
    Esempio:
    Se usi un browser con tor e vai su un sito che contiene un'applet java (ma basterebbe un javacript che invoca a sua volta java), l'applet java si esegue sul tuo pc locale e può comunicare il tuo ip e il nome della macchina in rete allo stesso o un altro sito.
    Allo stesso modo, se usi un browser non aggiornato, il sito potrebbe sfruttare un buffer overflow per farti eseguire una connessione tradizionale in cui apparirebbe il vero IP.
    L'utente non esperto sarebbe quindi comunque in balia degli eventi (a meno che non usi pacchetti di installazione già opportunamente configurati, ne esiste uno per le chiavi usb, ma non l'ho provato ne so se sia affidabile).
    Ultima cosa, mi sembra che anche TOR permetta di uppare pagine proprie, ma non ho mai sperimentato

    Ah dimenticavo, sconsiglio di tenere un tor server attivo perchè fai passare richieste web di chissachi con le coseguenze legali/pratiche del caso.

    Comunque chiederei anche io alla redazione di fare una serie di articoli veramente esaurienti su questi tipi di software

    Walter Table
    non+autenticato
  • Non per essere maleducato ma mi sa che l'inglese è fondamentale...
    non+autenticato

  • ... ma io preferisco correre i rischi derivanti dalla liberta', non quelli derivanti dai divieti e dal tecnocontrollo.
    non+autenticato
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