La banda larga vive nello Spazio

Il MIT ha sviluppato uno strumento per trasportare dati nello spazio. Alla velocitÓ della luce

Boston - Broadband, ultima frontiera. Un progetto di ricerca, sviluppato da alcuni ricercatori del MIT - Massachusetts Institute of Technology - ha portato alla realizzazione di un "light detector" che un giorno sarÓ in grado di veicolare comunicazioni interplanetarie ad alta velocitÓ.

Un broadband spaziale che potrebbe consentire la trasmissione di immagini a colori tra astronauti, satelliti e scienziati sulla Terra, attraverso distanze realmente "cosmiche", con tecnologie attualmente non ancora applicabili. Con il nuovo strumento si potrÓ aumentare del 57% la velocitÓ di trasmissione dei fotoni a una lunghezza di 1.550 nanometri, operando con la medesima lunghezza d'onda utilizzata dalle fibre ottiche per trasportare dati in banda larga agli utenti broadband.

"Possiamo impiegare ore, con le radiofrequenze wireless attualmente utilizzate, ad ottenere informazioni scientifiche da Marte alla Terra" riferisce Karl Berggren, membro del gruppo di ricerca del MIT. "Ma un collegamento di tipo ottico pu˛ raggiungere velocitÓ migliaia di volte superiori".
Oggi, i collegamenti tra la sonda Mars Odyssey e la Terra viaggiano al massimo a 128Kbit al secondo, ma presto, grazie alle nanotecnologie, si potrÓ comunicare nello spazio per ricevere e trasmettere dati e informazioni con velocitÓ mai raggiunte prima. E, oltre alle possibilitÓ di telecomunicazioni interplanetarie, Karl Berggren aggiunge che la stessa tecnologia pu˛ trovare impiego nella crittografia quantistica e nella biomedicina.

Dario Bonacina
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2 Commenti alla Notizia La banda larga vive nello Spazio
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  • con "light detector" si intende probabilmente un qualche tipo di ricevitore ottico avanzato.

    Il grande problema delle comunicazioni ottiche si sintetizza cosi: qualunque fotorivelatore per essere veloce deve ANCHE essere piccolo OPPURE funzionare ad alta tensione.

    E allora?

    Allora il problema e' che un fotorivelatore ha dei limiti pratici. Non puo' essere velocissimo e sensibilissimo, non puo' essere sensibilissimo e funzionare a bassa tensione e cosi' via.
    Il meglio che la tecnologia dei semiconduttori puo' offrire oggi e' lo SPAD, altrimenti detto Single Photon Avalanche Detector. Una specie di fotomoltipicatore a stato solido.

    Secondo me hanno roba del genere.

    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > con "light detector" si intende probabilmente un
    > qualche tipo di ricevitore ottico avanzato.
    >
    > Il grande problema delle comunicazioni ottiche si
    > sintetizza cosi: qualunque fotorivelatore per
    > essere veloce deve ANCHE essere piccolo OPPURE
    > funzionare ad alta tensione.
    >
    > E allora?
    >
    > Allora il problema e' che un fotorivelatore ha
    > dei limiti pratici. Non puo' essere velocissimo e
    > sensibilissimo, non puo' essere sensibilissimo e
    > funzionare a bassa tensione e cosi' via.
    > Il meglio che la tecnologia dei semiconduttori
    > puo' offrire oggi e' lo SPAD, altrimenti detto
    > Single Photon Avalanche Detector. Una specie di
    > fotomoltipicatore a stato solido.
    >
    > Secondo me hanno roba del genere.
    >

    Se la ragione non m'abbandona avevo letto qualche tempo fa di risultati superiori ma come spesso m'accade del link sono privo, e privato dalla memoria, ormai vestigia del tempo che fu