Italia motore della Nuova Rete nel Mediterraneo

Perché ricercatori del nostro paese stanno cercando di collegare in banda larga o larghissima le sponde del Mediterraneo? Che ruolo ha l'Europa? Cos'è la Ubuntu Alliance? PI ne parla con il Direttore del GARR Enzo Valente

Italia motore della Nuova Rete nel MediterraneoPI: Sono proprio i costi del networking in certi paesi a limitarne l'utilizzo e la diffusione...
EV: Oggi la situazione ci può apparire paradossale: un collegamento a 2 megabit che in Italia poniamo costa 100, in Algeria costa 5mila. Ci sono costi enormi anche per portare le reti sul territorio: avere delle infrastrutture locali costa 50 volte quello che costa in Italia.

PI: Anche investire è quindi molto difficile, anche per i partner europei intendo..
EV: Diciamo che il fatto di collegare in banda larga anche con il nostro aiuto punti più vicini al Mediterraneo, più accessibili anche per la posa delle infrastrutture, come ad Algeri o a Tunisi, significa spingere questi paesi a sviluppare i propri network interni.

PI: Questa è la situazione diciamo dell'Africa del Nord, naturalmente il problema dei network per lo sviluppo riguarda anche molti altri paesi...
EV: Anche in sede di Commissione Europea si parla, proprio in questo periodo, di interventi per l'Africa del sud-est, diciamo, dal Kenya al Mozambico, al Sudafrica ma anche Repubblica Democratica del Congo. Ma in Congo, ad esempio, la gente vive in media con un dollaro al giorno: in questi casi possiamo certo dargli connessioni internazionali per collegarli all'Europa ma loro non hanno fondi per sviluppare reti interne.
In altre aree africane non c'è nemmeno modo di intervenire, come nei paesi che si affacciano sull'Atlantico, anche tra di loro non trovano accordo.
PI: In Mozambico la cooperazione italiana è stata tradizionalmente molto presente...
EV: L'Italia ha un ruolo di riferimento in quella regione, ad esempio per la piattaforma San Marco a Malindi, o perché collegheremo l'Università di Nairobi, ci sono molte sinergie. Ma non mettiamo certo bocca sulle loro scelte interne, semmai li invitiamo a formare consorzi e associazioni tra reti della ricerca proprie, in modo da presentarsi all'Europa come un corpo unico.

PI: E' un lavoro che porta dei frutti?
EV: Proprio in Mozambico, su iniziativa di quel paese, è nata la Ubuntu Alliance. Ubuntu è un termine che in sostanza vuol dire "fare cose insieme ed onestamente": ecco il loro scopo è unire le forze tra i diversi paesi dell'area e presentarsi come regione del sud-est africano.

PI: E l'Italia in tutto questo che ruolo assume?
EV: Ci sono paesi come Kenya o Sudafrica che invece di avere come punti di riferimento il Belgio, il Regno Unito o la Francia, vedono l'Italia come opportunità e questo proprio per il successo che stiamo riscontrando nel nostro lavoro con i paesi del Nord, quelli del Mediterraneo.
Noi qui andiamo avanti, rispondiamo alle loro richieste: il nostro compito è quello di valorizzare le capacità di chi si trova lì, spesso gente molto preparata, ad esempio in Sudafrica: l'idea è quella appunto di sviluppare consorzi locali, scambiare conoscenze all'interno e poi interfacciarsi come tali con il resto del Mondo.

PI: Certo lavorate in paesi che spesso e volentieri hanno problemi di natura politica tutt'altro che secondari
EV: Noi problemi politici non ne vogliamo affrontare ma certo ci sono: ci sono problemi di rapporti tra Israele ed altri paesi, come la Siria, oppure esempi di ottima collaborazione come tra ricercatori israeliani e palestinesi. Ci sono anche collaborazioni non scritte: in teoria siriani ed israeliani non potrebbero lavorare assieme, eppure questo avviene, ad esempio in Germania, ma in modo informale, non alla luce del sole.
TAG: italia
30 Commenti alla Notizia Italia motore della Nuova Rete nel Mediterraneo
Ordina
  • Andate su http://serafmarc.blogspot.com/ e capite il perchè della domanda fata in questo articolo....
    Altro che europa e servizi globali....:)
  • "centri metEOROlogici"

    e non

    "centri metEREOlogici"

    non+autenticato
  • Credo che sia un'ottima idea e che possa contribuire sia alla nostra ricerca che allo sviluppo locale. Sicuramente in Africa qualche "problemino" politico c'é ed una rete globale non è proprio la massima priorità. Credo comunque che sia un passo per cominciare a rendere più consapevole, a lungo tempo, anche il popolo.
    Poi, se non sbaglio è proprio quello che invece la Cina non vuole che accada.
    Ormai oltre ai fini accademici, la rete si è rivelata una vera e proprio finestra sul mondo. Un bene comune. da proteggere e rendere accessibile a tutti.

    Da partre nostra l'unica cosa che dobbiamo cercare di fare è mantenere tale riorsa libera, da qualsiai forza politica.

    Un grande in bocca al lupo al GARR, che sia l'inizio di qualcosa di ancora più profondo. Sorride
    non+autenticato
  • Algeria-Tunisia - "Ad un recente incontro ad Istanbul, per fare un esempio, un ricercatore dell'Università di Gaza ci ha impiegato 6 giorni per venire e 6 per tornare"

    Cina - "È anche successo, per esempio quando siamo andati per parlare del progetto EU-China-GRID, di dover andare in pochi e per una delegazione più ampia, che dovrà tornare là a giugno, abbiamo già iniziato a chiedere i visti"

    Italia - "In verità sono anni che non arrivano fondi dal Governo: la rete GARR si autosostiene grazie ad Università e Centri di ricerca. In passato abbiamo avuto finanziamenti ma allo stato non se ne prevedono altri"

    La ricerca si muove in una direzione, i governi nell'altra. Ottima tattica. Ora laciamo perdere Cina, Algeria e Tunisia ma l'Italia della ricerca e della scuola, dell'innovazione e del progresso dove sta? Qui, nella mancanza di fondi per progetti così interessanti. Il GARR non esiste da pochi mesi eppure si sostengono a stento grazie ad Università e Centri di ricerca (che in Italia notoriamente non è che navighino nell'oro).

    -------------------------------------

    "In quei paesi c'è un problema di mercato, dove le TLC sono generalmente dominate da monopolisti, in situazioni per noi di difficile comprensione: basti pensare che formalmente la rete telefonica marocchina appartiene al Re. Per statuto, ed è sempre così"

    Da noi appartiene a Telecom, che in territorio italiano E' di fatto monopolista. L'unica consolazione è che la situazione qui da noi non è di difficile comprensione: al contrario è chiarissima ma come al solito guai a chi muove un dito.

    -------------------------------------

    "Ma in Congo, ad esempio, la gente vive in media con un dollaro al giorno: in questi casi possiamo certo dargli connessioni internazionali per collegarli all'Europa ma loro non hanno fondi per sviluppare reti interne"

    Certo: fa comodo sfruttare i paesi del terzo mondo, rovinarli con le guerre e con gli interessi di pochi a scapito della gente comune e poi scopriamo che non hanno soldi per sviluppare le reti interne e collegarsi al mediterraneo in fibra. Reti e fibre le usano si e no per pescare e vestirsi.

    ________________________
    http://bit01.wordpress.com

  • - Scritto da: bit01

    > La ricerca si muove in una direzione, i governi
    > nell'altra. Ottima tattica. Ora laciamo perdere
    > Cina,

    Per inciso, la Cina investe TANTISSIMO in ricerca.

    > ma l'Italia della ricerca
    > e della scuola, dell'innovazione e del progresso
    > dove sta?

    All'estero.
    non+autenticato

  • - Scritto da: bit01

    > Certo: fa comodo sfruttare i paesi del terzo
    > mondo, rovinarli con le guerre e con gli
    > interessi di pochi a scapito della gente comune e
    > poi scopriamo che non hanno soldi per sviluppare
    > le reti interne e collegarsi al mediterraneo in
    > fibra. Reti e fibre le usano si e no per pescare
    > e vestirsi.
    >

    io aggiungo:

    EV: Ci sono paesi come Kenya o Sudafrica che invece di avere come punti di riferimento il Belgio, il Regno Unito o la Francia, vedono l'Italia come opportunità e questo proprio per il successo che stiamo riscontrando nel nostro lavoro con i paesi del Nord, quelli del Mediterraneo.

    Cioè, per meglio chiarire: siccome i paesi del Nord Europa ci tratterebbero con superficialità, quasi snobbandoci, meglio fare l'importante con chi non lo può essere

    Meglio primi tra gli ultimi che ultimi tra i primi insomma.
    bleah
    non+autenticato

  • Ti quoto il
    > bleah

    Mi son dimenticato di mettere un link che sul blog ho inserito. Guarda in che situazione si trova il Congo:

    http://www.warnews.it/index.php/content/view/43/29/



    ________________________
    http://bit01.wordpress.com
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
Successiva
(pagina 1/2 - 9 discussioni)