Nella Spagna di Zapatero s'azzoppa il P2P

Decine di siti sono stati chiusi, e così server utilizzati per la diffusione di materiali pirata. 18 i fermati. In un blitz arrestati anche 10 utenti per aver diffuso un file: conteneva materiali pedoporno

Madrid - Le autorità spagnole non intendono dare tregua al crimine online e concludono la terza operazione di polizia su larga scala a partire dall'inizio del 2006. Dopo l'ultima maxi-operazione antipedofilia, denominata Azahar e giudicata dagli inquirenti un successo di proporzioni globali, il nucleo telematico della Guardia Civil madrilena ha arrestato 28 persone accusate di aver trafficato contenuti pedopornografici, film, musica e videogiochi attraverso piattaforme di sharing come BitTorrent o eDonkey.

Gli utenti accusati di pedofilia sono stati scoperti solo in seguito all'arresto di 18 pirati telematici: il blitz, infatti, è iniziato come una operazione antipirateria, la prima mai condotta nella Spagna dell'era Zapatero. Stando al resoconto della Direzione Nazionale degli organi di polizia spagnoli, 10 dei 28 cittadini spagnoli finiti nelle indagini sono stati immediatamente sbattuti in galera perché "colpevoli di aver distribuito un filmato di uno stupro ai danni di una bambina di 10 anni".

Il filmato incriminante è stato rinvenuto sui sistemi informatici dei 10 utenti, tutti di nazionalità spagnola e sparsi tra l'area di Madrid, dell'Andalusia e delle isole Canarie.
Gli altri arresti, effettuati secondo le vigenti norme in protezione della proprietà intellettuale, hanno invece permesso di azzoppare un network di server e pagine web che secondo la polizia indicizzavano numerosi contenuti protetti, rendendoli disponibili abusivamente sulle reti P2P. Ben 17 siti web sono stati immediatamente chiusi, tra i quali i tracker pctracker.com, pctorrent.com e tododatos.com

Soddisfazione per la Sociedad General de Autores y Editores, la controparte spagnola della nostrana SIAE. "I responsabili di questo crimine erano in grado di causare almeno 900000 euro di danni all'anno a tutta l'economia nazionale ed internazionale", fanno sapere alcuni portavoce. I siti incriminati, stando alla stampa locale, erano frequentati da oltre sessanta milioni di utenti ogni mese: una stima che si riferisce, con ogni probabilità, all'uso delle piattaforme di sharing rilevate nell'operazione su scala globale.
TAG: p2p
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