Redmond (USA) -
Microsoft sta preparando un ambizioso
search engine che potrebbe aprire nuove strade alla ricerca d'informazioni su Internet: battezzato
Photo2Search, il sistema permetterà agli utenti di effettuare ricerche sul web inviando al motore
una foto al posto di parole chiave.
La foto scattata ad un'insegna pubblicitaria con un
cameraphone, per esempio, potrà essere utilizzata per ottenere informazioni necessarie all'acquisto di un determinato prodotto. "Ha ragione il proverbio", dice il progettista di Photo2Search Xing Xie, "perché un'immagine vale mille parole".
La tecnologia si baserà su un
database di immagini, composto da centinaia di singoli soggetti correlati ad altrettante informazioni multimediali. "L'idea alla base del progetto è molto semplice", spiega Xie: "Vedi un oggetto nel mondo fisico, lo fotografi e lo contestualizzi all'interno del mare d'informazioni digitale". Il sistema targato Microsoft, in cantiere sin dal 2005, supera i
limiti strutturali di Semapedia e di altri
gateway che uniscono mondo reale e digitale, perché non necessita di etichette o codici a barre.
"Gli utenti potranno utilizzare un'immagine pura al posto di qualsiasi altro elemento di ricerca", aggiunge Xie. Il ricercatore promette infatti che Photo2Search "si spingerà oltre i limiti attuali della
tecnologia CBIR,
Content Based Image Retrieval", considerata troppo lenta e pesante, "attraverso l'uso di algoritmi che permettono l'identificazione degli oggetti ritratti nelle foto con precisione e poca potenza di calcolo".
Xie sembra molto convinto delle potenzialità della nuova tecnologia: "Il valore dei cameraphone è stato finora sottovalutato, specialmente per quanto riguarda l'acquisizione d'informazioni: con le giuste tecnologie e con il loro grado di penetrazione nel mercato, i telefonini equipaggiati di fotocamera hanno le carte in regola per innescare una vera e propria rivoluzione che coinvolgerà milioni di persone in tutto il mondo".
Il maggiore competitor di Microsoft nel settore della ricerca delle informazioni, il poliedrico
Google, ha recentemente
brevettato la ricerca vocale: lo scontro tra gli
approcci sensoriali dei due titani appare ormai inevitabile.