mercoledì 19 aprile 2006

Come sarà la nuova identità digitale

di Lorenzo Viscanti (NoosFactory) - Si lavora su Identity 2.0, un insieme di concetti, procedure e tecnologie condivise per risolvere uno dei più grandi problemi per lo sviluppo dei servizi Internet e la sicurezza degli utenti. Il quadro

Questa situazione ha fatto nascere l'idea di un sistema di identificazione aperto ed affidabile per tutti gli utenti Internet. Un primo tentativo è stato fatto da Microsoft nel 2001, con il nome di Passport: si trattava di un sistema per gestire l'autenticazione su più siti, avvalendosi di un protocollo comune. Applicazioni di questo tipo vengono dette SSO (Single Sign On), perché l'autenticazione viene eseguita una sola volta ed è poi valida su tutti i siti che utilizzano lo stesso sistema. La proposta rispondeva ad una necessità effettiva degli utenti ed il sistema era estremamente avanzato dal punto di vista tecnico, ma alcuni mesi fa, dopo quasi cinque anni di agonia, la casa di Redmond ha annunciato la fine dell'esperienza.

Quali sono le ragioni di questo fallimento? La risposta a questo problema, molto sentito dagli utenti, non può venire che sotto forma di un sistema aperto e totalmente affidabile. Passport, pur essendo per tanti motivi un sistema valido, prevedeva la gestione esclusiva da parte di una sola società del protocollo e di tutta l'infrastruttura di autenticazione: ovviamente questo non è tollerabile, ed è all'origine del fallimento dell'iniziativa.

Prima di ripartire dopo l'esperienza di Passport ed incorrere in giustificate obiezioni, bisogna specificare che il tentativo di introdurre queste tecnologie deve avere come unico obiettivo la protezione di tutti i soggetti, includendo sotto questo nome sia gli utilizzatori che il fornitore di servizi. L'utente deve essere portato al centro e messo nella condizione di controllare totalmente la propria identità in ogni transazione cui prende parte; la necessità di questo layer aggiuntivo è innegabile, per evitare in futuro l'ingigantirsi di problemi già presenti, sotto forma di phishing ed identity theft, tanto per fare un esempio.Proprio in questo momento di definizione delle tecnologie che saranno usate è importante che tutte le parti coinvolte partecipino attivamente, per assicurare il rispetto dei diritti di ognuno. Solo così si potrà scongiurare un utilizzo differente di queste tecnologie, ad esempio per controllare meglio chi usa la Rete.

Uno dei soggetti più importanti impegnati nella battaglia per la definizione di standard di gestione dell'identità è, come prevedibile, Microsoft, che in Windows Vista dovrebbe integrare la tecnologia Infocard; Kirk Cameron, il responsabile della casa di Redmond per questo settore, ha enunciato sette leggi divenute oramai famose, nelle quali sono contenuti i principi sulla base dei quali procedere alla definizione degli standard. Il cuore delle sette leggi risiede nel dare il pieno controllo all'utente sulle proprie informazioni, garantendone al contempo la minima diffusione.

Creando infatti un protocollo aperto ed affidabile, la necessità di diffondere i nostri dati diminuirà, ma sarà lo stesso sistema a garantire la nostra affidabilità ai soggetti con cui veniamo in contatto.

Ma quali sono i principi che determineranno il funzionamento di queste tecnologie? Quasi tutti i protocolli finora proposti prevedono l'utilizzo di un URL univoco per identificare gli utenti, fornito dal servizio di identificazione cui si è iscritti, che risulterà quindi del tipo www.identitymanager.com/username.
I siti che si avvarranno di questa tecnologia riconosceranno il gestore di identità sulla base della prima parte dell'URL (ovvero il dominio del fornitore del servizio di gestione dell'identità) e si appoggeranno ad esso per autenticare l'utente. Naturalmente è previsto che i soggetti che forniscono i servizi di autenticazione siano più di uno, assicurando comunque la piena interoperabilità dei protocolli.

In pratica una volta autenticati sul proprio identity provider, sarà sufficiente inserire il proprio URL in qualsiasi sito per essere rediretti al proprio identity manager e quindi riconosciuti. Dietro le quinte un sistema di redirect e cookie garantirà il funzionamento del protocollo.

Tra le varie tecnologie che sono state proposte e che si contendono la leadership, le più interessanti sono probabilmente Sxip e Lid. Il primo protocollo è stato creato dall'omonima società e si contraddistingue per essere estremamente potente e versatile, ma è affetto da una grave mancanza di interoperabilità con i concorrenti. Al contrario Lid, sviluppato da Netmesh, è un protocollo più semplice (lo dice il nome stesso, Lightweight IDentity), ma si è fatto promotore di Yadis, un tentativo di avvicinare, tramite uno strato uniforme di interoperabilità, i vari protocolli. Recentemente Sxip ha intrapreso il processo di standardizzazione presso IETF del proprio protocollo.

Un altro approccio interessante, e che promette di dare un miglior feeling all'utente è quello di pass.net, che prevede di utilizzare gli indirizzi esistenti di posta elettronica come URL di identificazione. I vantaggi per gli utenti in questo tipo di soluzione sono evidenti, mentre è richiesta una complicazione a livello dei protocolli necessari al funzionamento del procedimento di autenticazione. inoltre probabilmente non tutti i fornitori di indirizzi e-mail supporteranno il protocollo, impedendone l'uso ad alcuni utenti.

Indipendentemente da quella che sarà la proposta che avrà la meglio e sarà quindi alla base dei sistemi che fra pochi mesi potremo cominciare ad usare, possiamo già ipotizzare con una certa sicurezza che i protocolli per la gestione dell'identità giocheranno un ruolo prioritario nella Internet del futuro, difendendo i diritti di tutti i soggetti, siano questi utenti finali oppure fornitori di servizi.

Lorenzo Viscanti
http://www.noosfactory.com/blog
TAG: privacy
4 Commenti alla Notizia Come sarà la nuova identità digitale
Ordina
  • L'interesse degli utenti e` NON dare i propri dati.
    Adesso per lo meno puoi darne di falsi che e` uguale.
    Questa roba e` solo l'ennesima operazione delle corporation per impadronirsi del tuo culo.
    Considerate che il 99,9% dei servizi online che richiedono dati personali, non ne hanno alcun bisogno, vedasi la miriade di servizi di hosting, blog, messaggistica, email...
    Vogliono solo i tuoi dati x poterti svendere alle agenzie pubblicitarie, inondarti di spazzatura ed infine eventualmente passarli al governo per la prossima versione di war-on-qualcosa.
    Io dico no al mercatino delle identita` e no al tracciamento dei fatti altrui.
    non+autenticato
  • Gira e rigira torniamo sempre al punto di partenza.

    Username e password crescono a dismisura...
    Passport non ci sta bene perchè Microsoft conosce tutto di noi e con le info ci manda newsletter mirate per avere la dovuta pagnotta...
    Non tutti gli Stati sono tecnologicamente abbastanza avanzati...

    Come la risolviamo? Lo stesso identity2.0 pone un nuovo problema. La proliferazione di milioni di diverse Authority di identità, anche a conduzione familiare visti i bassissimi costi di ingresso nel settore ICT, pone il problema della frammentazione e della fiducia.
    Chi sono io per dire chi sono?
    Sarebbe a limite meglio comprarsi una bella smart card e inserirci dentro una coppia univoca di chiavi a 10240 bit? Certo a smarrirla si smarrisce l'identità... E allora che diremmo di chi si registra a più provider?

    Un problema dove l'Open Source può davvero molto poco.

    In ogni caso navigare anonimi è davvero una gioia...
  • Ma non fidarsi e' meglio. Spero che davvero prenda piede questa cosa, non ci si puo' affidare ad un solo ente.....
    non+autenticato
  • Il problema è che nella proliferazione di 1000 enti come fai a sapere chi è affidabile e chi no?
    Lo Stato è un ente unico, e ad esso noi diamo fiducia...
    Con un sistema aperto potrei diventare anch'io ente di certificazione: basta un server acceso e voilà...
 

La soluzione ideale per Worry-Free Business Security 7.

Windows Phone 7 Programming

Windows Phone 7 Programming

Il mobile è il futuro. E Windows Phone 7 sarà uno dei protagonisti del mercato. Questo approfondimento tematico è stato pensato per chi vuole scoprire tutti i segreti del nuovo sistema [...]