Il testo è autentico? Lo decide un software

Alcuni ricercatori americani hanno sviluppato uno strumento per verificare se un testo è stato generato al computer o scritto da un essere umano: per identificare spam e pubblicazioni scientifiche fasulle

Bloomington (USA) - Il modo migliore per scoprire se un testo non è stato generato da un calcolatore elettronico? Metterlo sotto la lente d'ingrandimento di un calcolatore elettronico. È quanto sostengono alcuni ricercatori della Indiana University , che hanno sviluppato un software per "smascherare" i documenti testuali assemblati da algoritmi informatici.

L' Inauthentic Paper Detector è infatti un intuitivo applicativo online in grado di calcolare l'autenticità di un blocco di testo. Basta incollare i paragrafi selezionati all'interno di un box e lasciare che il software ne analizzi la struttura sintattica, grammaticale e linguistica: in pochissimo tempo, IPD emette il suo verdetto.

Una percentuale prossima al 100% - sostengono i ricercatori - indica buone possibilità che il documento sia stato scritto da un essere umano, mentre un punteggio molto basso è un buon indizio per scovare spam generato da macchine . "Possiamo analizzare la struttura e la validità di notizie, componimenti e soprattutto documenti tecnici e scientifici", sostengono i creatori di IPD.

Si tratta principalmente di un esperimento di data-mining , ideato per combattere il fenomeno delle pubblicazioni scientifiche fasulle , un vizio molto diffuso nell'ambiente accademico informatico. IPD è quindi l'antidoto "naturale" a SCIgen , un generatore di paper completamente falsi.

Naturalmente, come puntualizzano gli autori, il software anti-falsi si limita all'analisi strutturale dei testi e non ne può assolutamente determinare il tenore scientifico: riesce soltanto a scoprire le "bufale" generate tramite algoritmi. Uno studio completamente errato ma scritto da un uomo, in poche parole, ha buonissime probabilità di superare il test IPD.
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5 Commenti alla Notizia Il testo è autentico? Lo decide un software
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  • E` stupendo, guardate che popo' di studio ho confezionato sotto falso nome in 5 secondi!Sorride

    http://0x44.com/tmp/vm.pdf
  • uaua... assai piu intrigante di questa ricerca, mi sembra il SciGen... e di come sia facile far approvare a delle conferenze la propria ricerca completamente "non sense".

    i blisset(*) con i loro "attacchi mediatici", avevano minato la credibilita' di giornali e programmi tv e pure case editrici... qua' si e' passati alle conference... belloSorride


    (*) se non li conoscete, basta google ed esce un pacco di roba.. magari cercate anche la loro "re-incarnazione adulta" : i "wu-ming"
    non+autenticato
  • Serve solo in ambiente anglosassone, dove pare sia si moda creare lavori scientifici fasulli con programmi tipo Scigen.
    In realtà non serve a niente per il plagio vero e proprio e nemmno per il copia e incolla fatto da Internet.
    Qui semmai c'è qualcosa che va "più avanti". In molti College USA i docenti hanno a disposizione dei software (sostanzialmente delle customizzazioni di motori di ricerca) che cercano in internet alo scopo di di smascherare gli allievi che copiano dal web i paper. In Italia non esiste niente del genere e se qualche liceale (o universitario) vuole fare il furbo, per sua fortuna può ancora tradursi e copiarsi tranquillamente tesine, paper e anche tesi vere e proprie.. basta che almeno si sia studiato un po' di inglese...
    Di sicuro è più probabile che lo conosca meglio dei suoi docenti...
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > se qualche liceale
    > (o universitario) vuole fare il furbo, per sua
    > fortuna può ancora tradursi e copiarsi
    > tranquillamente tesine, paper e anche tesi vere e
    > proprie...

    Per fortuna basta poco a sputtanarli con domande mirate, approfondimenti, richieste sugli autori e sulle fonti. Se uno scopiazzando mi cita Elemire Zolla ma non sa cos'altro abbia scritto o qual era il suo pensiero, come minimo si becca un calcione nel culo. Se il malcapitato non sa dare ragione profonda alle sequenze di teoremi e dimostrazioni scritte nel paper che porta, peggio ancora. Quanto alle tesi, quelle sperimentali in voga nella facoltà scientifiche sono decisamente poco copiabili e vanno accompagnate con fatti e prototipi: non bastano le chiacchiere.

    > Di sicuro è più probabile che lo conosca meglio
    > dei suoi docenti...

    Se è in un liceo artistico o in una facolta di "scienze" della comunicazione, forse sì. In caso contrario, la probabilità tende a zero: anche il più scalcinato ricercatore ex-assistente in campo scientifico parla conosce almeno l'inglese, se vuole minimamente pubblicare e citare lavori altrui. La norma è che i discenti ne sanno sempre molto meno dei docenti, soprattutto quando si credono furbetti.
    non+autenticato
  • 94.7 e 89.6.
    Bene, ho appena scoperto che le persone con cui ho lavorato fino all'anno scorso non sono dei bot...
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