Tin.it: no linea Telecom? No ADSL

Una variazione contrattuale decreta la fine dell'ADSL solo dati per il provider del gruppo Telecom. Adiconsum e MDC sostengono però che i contratti attuali non tutelano i diritti dei consumatori

Roma - Inversione di tendenza in casa Telecom Italia: se sul fronte ADSL 2 plus, l'incumbent ha aperto la porta alle linee SenzaVoce, su quello dell'ADSL di Tin.it la chiude, mettendo i clienti dinanzi ad una scelta: senza linea Telecom, niente ADSL Tin.it.

In sé non è una novità: Tin.it ha smesso da tempo di commercializzare questa offerta ma la questione si pone per chi a suo tempo vi ha aderito. Come segnalato alla redazione di Punto Informatico e come da numerosi interventi nei forum del quotidiano telematico, il provider ha diffuso nei giorni scorsi la seguente comunicazione via e-mail:

"Gentile Cliente,
Le ricordiamo che l'utilizzo del Suo abbonamento ADSL Tin.it, nella versione da Lei prescelta in fase di adesione, è subordinato al fatto che la linea telefonica fissa di RTG/ISDN, cui è associato il servizio, sia ubicata in una zona coperta dal servizio stesso.
Con la presente La informiamo inoltre che l'utilizzo del Suo abbonamento ADSL Tin.it è stato, altresì, subordinato al fatto che alla suddetta linea telefonica fissa sia associato un contratto di servizio di telefonia con Telecom Italia S.p.A.
La invitiamo pertanto a cliccare su il mio contratto ADSL e prendere visione delle nuove condizioni.*
Il nostro Numero Verde 80 33 80 è a Sua disposizione tutti i giorni dalle 8 alle 24 per qualunque chiarimento dovesse aver bisogno.
Cordiali saluti.
Tin.it - Customer Care
* La informiamo che qualora non intenda accettare le nuove condizioni proposte potrà comunicarci la Sua volontà di recedere dal servizio secondo le modalità e i tempi previsti dal contratto".

In altre parole, i clienti Tin.it sono tenuti ad avere un contratto di telefonia con l'incumbent sulla linea abbinata alla connettività ADSL (niente contratto Telecom Italia? Niente ADSL Tin.it!). Coloro che riterranno di non accettare tale variazione delle condizioni contrattuali dovranno lasciare Tin.it allo scadere naturale del contratto.

Questa novità annuncia le esequie, per Tin.it, della connettività ADSL solo dati, annoverata nella propria offerta fino al dicembre 2004, prima dell'avvicendamento con Alice, avvenuto la scorsa estate. La nota di Tin.it, dunque, avverte di modifiche contrattuali che non riguardano i contratti in essere ma vanno ad incidere sul loro rinnovo.

Sono diversi coloro che ritengono la variazione illegittima. Ma è davvero così?
Secondo Mauro Vergari, responsabile Nuove Tecnologie di Adiconsum, interpellato da Punto Informatico, "non si tratta di una clausola da accettare o meno. L'?utente è informato che fino a quando resta con Telecom anche per il collegamento voce può aderire a Tin.it, altrimenti no. Altra cosa è obbligare l'abbonato che è passato ad altro operatore voce a pagare un canone per un servizio che Tin.it non è in grado di fornire. Nella lettera inviata non sembra sia scritto, esplicitamente, ciò".

Nonostante la correttezza dell'operazione, Adiconsum spiega di comprendere i sentimenti di alcuni degli utenti che hanno ricevuto la lettera: a suo dire "Questo è uno dei tanti esempi che dimostrano che la vendita di connessione ad internet non è correttamente regolamentata e che soprattutto non tiene conto dei diritti dei consumatori". Una posizione che non sorprende, quella dei consumatori, se si considera che proprio Adiconsum ha recentissimamente abbandonato il tavolo presso Agcom organizzato per realizzare la Carta dei servizi per chi fornisce accesso ad Internet da postazione fissa. In ballo in questo caso, più che la posizione di Telecom o degli altri operatori, è l'approccio dell'Autorità TLC, peraltro da qualche tempo decisamente più dinamica che in passato in questo ambito.

Molto più drastico il parere di Francesco Luongo, responsabile del Dipartimento Nazionale Tlc del Movimento Difesa del Cittadino, secondo cui l'azione di Tin.it andrebbe segnalata all'Antitrust "per valutarne gli estremi di anticoncorrenzialità quanto all'abuso di posizione dominante". Va detto che alla scadenza del contratto in essere con Tin.it gli utenti possono però cambiare operatore, scegliendone uno che offra linea ADSL senza voce. La "vessatorietà" dell'azione sarebbe dovuta al fatto, insiste Luongo, che "i servizi di Tin.it non attengono per nulla alla telefonia fissa". Secondo Luongo "una tale modifica giustifica non solo il recesso (di cui Tin.it fa correttamente memoria ai clienti, ndr), ma anche una richiesta di risarcimento da parte dell'utente, che viene costretto ad un'obbligazione nuova e dal costo non indifferente (la linea fissa) assolutamente non prevista nel contratto orginario". Un costo che, però, è legato direttamente all'eventuale volontà dell'utente di rimanere con Tin.it.

Dario Bonacina
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