martedė 9 maggio 2006

Untrusted/ TC, DRM scelta inevitabile?

di Alessandro Bottoni - Chi sostiene il trusted computing afferma che il DRM è solo una delle possibili applicazioni del PC blindato. In realtà è l'unica davvero innovativa. Ma non c'erano proprio altre soluzioni?

Il Modello "Free4Free, Pay4Sell"
Da quando sono apparse le licenze Creative Commons ( qui e qui ), molti autori hanno "scoperto" un modo più semplice e più "simpatico" di diffondere le proprie opere. Sostanzialmente, il messaggio di molte di queste licenze è il seguente. "Puoi fare tutto quello che vuoi di questo mio prodotto nella misura in cui non lo adoperi per fare soldi. Se ricavi del denaro da questo mio prodotto, me ne devi dare una parte."

Questo modello focalizza l'attenzione del titolare dei diritti sugli usi commerciali dei suoi prodotti e rende l'utente privato libero di usarli gratuitamente, nella misura in cui non tenta di utilizzarli per fare business. In altri termini, l'autore si preoccupa solo di vendere a chi vuole vendere e lascia in pace il consumatore finale.

Può sembrare un modo folle di gestire i propri diritti d'autore ma non è affatto detto che debba essere così. Molti musicisti, molti registi e molti scrittori non ricavano la maggior parte dei loro introiti dalla vendita del loro prodotto al consumatore quanto invece dalla vendita di questo prodotto alle aziende dell'entertainement (radio e TV) e da altri usi "ancillari" (uso come jingle nella pubblicità, uso come colonna sonora nel cinema, strumento di promozione professionale etc.).

Questo avviene in modo particolare all'inizio della loro carriera artistica, quando il vero problema è farsi conoscere, non incassare i diritti. Tanto per fare un esempio: quanti di voi hanno comprato il 45 giri di Pop Corn ? Probabilmente nessuno. Nonostante questo il suo autore, Gershon Kingsley, ha fatto i soldi con i diritti venduti agli autori dei videogame Digger e Pengo .

Gli spartiti musicali ed i testi teatrali sono un esempio classico di materiale che può essere trattato in questo modo. Ad alcuni autori (giustamente) non interessa niente se un gruppo di amici usa questi materiali a fini personali, ad esempio per suonare ad una festa tra amici o per una rappresentazione universitaria. Preferiscono sperare che la diffusione dei loro prodotti (anche) attraverso questi canali, in un futuro non troppo lontano, li metta nella condizione di poter chiedere il pagamento dei diritti a qualche radio, a qualche televisione od a qualche grande casa di produzione cinematografica.

Un altro esempio classico di materiale che viene trattato in questo modo sono i libri e gli articoli tecnici del settore informatico. Senza andare a cercare molto lontano, l'autore di questo pezzo viene pagato solo per la pubblicazione di questo testo su Punto Informatico (che, a sua volta, usa questo pezzo come vettore pubblicitario). Ogni altro impiego di tipo non commerciale è libero e gratuito (gli articoli sono sotto licenza Creative Commons - Some Right Reserved).

Modelli generici

Lo "Street Performer Protocol"
Alcuni dei programmi più famosi per la creazione di reti Peer-To-Peer di terza generazione (anonime e cifrate), come MUTE e ANTs P2P , vengono sviluppati seguendo la stessa logica che segue un qualunque artista di strada ("street performer"): l'artista continua a suonare soltanto finché gli spettatori continuano a pagare.

Questo "protocollo" è stato formalizzato in un famoso scritto di Bruce Schneier e John Kelsey di qualche anno fa e da allora è stato usato da diversi sviluppatori software, come ad esempio Tom Lord, l'autore del raffinato sistema di controllo delle versioni del codice sorgente Arch , una alternativa a CVS e SubVersion. Questo stesso modello di business può essere usato per qualunque prodotto digitale, soprattutto se fa parte di una sequenza.

I modelli di business che abbiamo descritto brevemente qui sopra sono solo alcuni di quelli esistenti e solo una minima parte di quelli che possono essere escogitati da uno specialista di marketing. Eppure, anche solo questi pochi esempi rendono evidente il fatto che esistono molti altri modi di affrontare il problema della copia abusiva, alcuni dei quali decisamente più adatti al terzo millennio di quanto lo sia quella improponibile azione di "blindatura" dei sistemi che cercano di mettere in atto da anni RIAA ed MPAA.

Bruce Schneier, nel suo articolo sullo Street Performer Protocol, fa notare come in futuro sarà sempre più difficile far valere i propri diritti d'autore, non importa quali siano gli strumenti di coercizione tecnologica che possano essere messi in campo dalle industrie e dai governi. Gli strumenti usati per la copia e per la distribuzione abusiva sono sostanzialmente gli stessi usati per la registrazione personale di eventi (telecamere, registratori, macchine fotografiche etc.) e per la comunicazione (Internet ma anche reti GPRS, UMTS, Wi-MAX e, in futuro, reti Mesh). Non è quindi immaginabile che si riesca a fermare a lungo questa rivoluzione. Ha molto più senso rinnovare il modello di business della propria azienda in modo tale che essa torni a svolgere un servizio socialmente utile e per il quale l'utente finale trovi giusto pagare.

Alessandro Bottoni
http://www.laspinanelfianco.it/


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TAG: sicurezza
71 Commenti alla Notizia Untrusted/ TC, DRM scelta inevitabile?
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  • I fautori del DRM possono impedire la copia perfetta (bit to bit) di un contenuto protetto, ma non si rendono conto che basta riregistrare (sempre in digitale) la canzone, o il video dalla uscita audio o dalla uscita TV per avere una copia analogica di qualità leggermente inferiore, senza nessun DRM!!!
    Basta una sola copia di questo tipo in rete p2p ed il sistema DRM diventa subito inutile. Allora perchè perderci tanto tempo e sprecare risorse?

    I processori non sono ancora in grado di capire se un bitstream è una canzone di john lennon o di cristina d'avena e quindi, bisogna ammetterlo, non sono in grado di gestire correttamente i diritti d'autore.
    non+autenticato
  • Esiste un'altra questione non meno importante:
    La durata del diritto d'autore.
    1. Visto che i brevetti sui farmaci durano 5 anni e visto che le aziende farmaceutiche sembrano godere di buona salute, mi sembrerebbe sensato applicare anche al mondo delle aziende produttrici di software commerciale le stesse regole
    2. Per quanto riguarda i singoli autori (musicisti, scrittori, programmatori indipendenti ecc..) se i 5 anni sembrano troppo pochi per remunerarli del loro sforzo creativo e a me non sembra proprio, visto che per tutte le altre categorie vale la regola che si viene pagati o a progetto o a orario (e questo vale dal manovale al più illustre degli avvocati), si pensi che attualmente dei diritti incassati dalla SIAE un'autore ne vede una frazione minima. Oggi gli strumenti per una gestione /distribuzione diretta del proprio lavoro ci sono, vedi internet.
    La realtà è che in campo editoriale e musicale le Major non hanno più ragione di esistere, sono ormai solo un cartello di parassiti che impone il suo prezzo.
    non+autenticato

  • > La realtà è che in campo editoriale e musicale le
    > Major non hanno più ragione di esistere, sono
    > ormai solo un cartello di parassiti che impone il
    > suo
    > prezzo.

    A maggior ragione vogliono tecnologie che le "tutelino" (la bestia è molto più pericolosa quando è ferita)
  • è solo frutto della vostra mente malata.
    non+autenticato
  • - Scritto da:
    > è solo frutto della vostra mente malata.

    E nemmeno il PC esiste !!!
    non+autenticato


  • - Scritto da:
    > - Scritto da:
    > > è solo frutto della vostra mente malata.
    >
    > E nemmeno il PC esiste !!!

    E nemmeno la mafia, se è per questo.
  • > E nemmeno la mafia, se è per questo.

    Questo è vero
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > è solo frutto della vostra mente malata.

    Chi ti ha pagato per dire questo??
    non+autenticato
  • > Chi ti ha pagato per dire questo??

    zio Billo
    non+autenticato
  • ...il drm spazzera via il pinguino copiatutto una volta e per tutte dalla faccia del pianeta

    yeaaahhhh! Rotola dal ridere
    non+autenticato
  • Ancora sto patetico troll? E vattene!
    non+autenticato
  • ehm guarda che e' stato integrato nel kernel il supporto al trusted computing almeno da due o tre release; informati prima di trollare
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > ...il drm spazzera via il pinguino copiatutto una
    > volta e per tutte dalla faccia del
    > pianeta
    >
    > yeaaahhhh! Rotola dal ridere
    Hai capito male, saranno i sistemi operativi eccessivamente DRM compliant a essere spazzati via da Linux. Secondo te chi vorrà utilizzare un Pc con MS Vista se da remoto gli possono cancellare i file "abusivi" o su cui si possano installare solo programmi certificati (e quindi a pagamento)o ancora un Pc in cui il sistema operativo sarà molto difficile se non impossibile da reinstallare in caso di necessità (ti immagini il dover ritrovare le password di magari due o tre anni prima, e che magari il sistema non considererà più valide per l'aggiornamento di un qualche componente, il dover telefonare a qualche 848 a qualche tecnico che magari parla anche male l'italiano?)
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > ...il drm spazzera via il pinguino copiatutto una
    > volta e per tutte dalla faccia del
    > pianeta
    >
    > yeaaahhhh! Rotola dal ridere

    ma sai almeno che cos'è il drm
    mi sa di no
    non+autenticato
  • Premesso che son d'accordo con tutto quanto scrivi, ricordo che bisogna stare attenti anche al tipo di licenza (con il quale, solitamente, si viene intortati non poco).

    Per fare un esempio: negli USA, a differenza dell'Europa, la Xbox la "vendono" in "licenza d'uso"... non è "veramente tua" quindi e, di conseguenza, non puoi utilizzarla come vuoi, moddarla, picchiarla o farne altro che "usarla".

    Per quanto riguarda la mia personale visione delle cose, questo è un pò un abuso... ma il fatto che la licenza sia nota da prima di fare un acquisto rende la cosa legale.

    La trappola di cui parlo potrebbe avere un risvolto economico non indifferente: ben consci che nessuno acquista un "oggetto" per vedersene limitate le libertà, le aziende potrebbero proporre al grande pubblico (quello che di 'ste cose ne sa di meno) cose del genere:
    - ti vendo $hardware_o_software (chiaramente con DRM) e lo paghi $cifrone
    - ti vendo la licenza d'uso e la paghi $cifra_molto_più_sensata/contenuta... ma limito le tue libertà: non la puoi copiare, modificare, prendere a martellate, guardare/usare/ascoltare quando vuoi ma puoi solo usarla per il periodo di tempo che dico io: scaduto il termine devi "rinnovare la licenza d'uso" (perchè dire "ricomprare" sta male).

    Quindi si avrà l'opzione [_] cedi la tua anima pagando meno? (SI/NO)

    Il vero pericolo è quello, IMHO.
    non+autenticato
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