Il Modello "Free4Free, Pay4Sell" Da quando sono apparse le licenze Creative Commons (
qui e
qui ), molti autori hanno "scoperto" un modo più semplice e più "simpatico" di diffondere le proprie opere. Sostanzialmente, il messaggio di molte di queste licenze è il seguente. "Puoi fare tutto quello che vuoi di questo mio prodotto nella misura in cui non lo adoperi per fare soldi. Se ricavi del denaro da questo mio prodotto, me ne devi dare una parte."
Questo modello focalizza l'attenzione del titolare dei diritti sugli usi commerciali dei suoi prodotti e rende l'utente privato libero di usarli gratuitamente, nella misura in cui non tenta di utilizzarli per fare business. In altri termini, l'autore si preoccupa solo di vendere a chi vuole vendere e lascia in pace il consumatore finale.
Può sembrare un modo folle di gestire i propri diritti d'autore ma non è affatto detto che debba essere così. Molti musicisti, molti registi e molti scrittori non ricavano la maggior parte dei loro introiti dalla vendita del loro prodotto al consumatore quanto invece dalla vendita di questo prodotto alle aziende dell'entertainement (radio e TV) e da altri usi "ancillari" (uso come jingle nella pubblicità, uso come colonna sonora nel cinema, strumento di promozione professionale etc.).
Questo avviene in modo particolare all'inizio della loro carriera artistica, quando il vero problema è farsi conoscere, non incassare i diritti. Tanto per fare un esempio: quanti di voi hanno comprato il 45 giri di
Pop Corn ? Probabilmente nessuno. Nonostante questo il suo autore, Gershon Kingsley, ha fatto i soldi con i diritti venduti agli autori dei videogame
Digger e
Pengo .
Gli spartiti musicali ed i testi teatrali sono un esempio classico di materiale che può essere trattato in questo modo. Ad alcuni autori (giustamente) non interessa niente se un gruppo di amici usa questi materiali a fini personali, ad esempio per suonare ad una festa tra amici o per una rappresentazione universitaria. Preferiscono sperare che la diffusione dei loro prodotti (anche) attraverso questi canali, in un futuro non troppo lontano, li metta nella condizione di poter chiedere il pagamento dei diritti a qualche radio, a qualche televisione od a qualche grande casa di produzione cinematografica.
Un altro esempio classico di materiale che viene trattato in questo modo sono i libri e gli articoli tecnici del settore informatico. Senza andare a cercare molto lontano, l'autore di questo pezzo viene pagato solo per la pubblicazione di questo testo su Punto Informatico (che, a sua volta, usa questo pezzo come vettore pubblicitario). Ogni altro impiego di tipo non commerciale è libero e gratuito (gli articoli sono sotto licenza Creative Commons - Some Right Reserved).
Modelli generici Lo "Street Performer Protocol" Alcuni dei programmi più famosi per la creazione di reti Peer-To-Peer di terza generazione (anonime e cifrate), come
MUTE e
ANTs P2P , vengono sviluppati seguendo la stessa logica che segue un qualunque artista di strada ("street performer"): l'artista continua a suonare soltanto finché gli spettatori continuano a pagare.
Questo "protocollo" è stato formalizzato in un
famoso scritto di Bruce Schneier e John Kelsey di qualche anno fa e da allora è stato usato da diversi sviluppatori software, come ad esempio Tom Lord, l'autore del raffinato sistema di controllo delle versioni del codice sorgente
Arch , una alternativa a CVS e SubVersion. Questo stesso modello di business può essere usato per qualunque prodotto digitale, soprattutto se fa parte di una sequenza.
I modelli di business che abbiamo descritto brevemente qui sopra sono solo alcuni di quelli esistenti e solo una minima parte di quelli che possono essere escogitati da uno specialista di marketing. Eppure, anche solo questi pochi esempi rendono evidente il fatto che esistono molti altri modi di affrontare il problema della copia abusiva, alcuni dei quali decisamente più adatti al terzo millennio di quanto lo sia quella improponibile azione di "blindatura" dei sistemi che cercano di mettere in atto da anni RIAA ed MPAA.
Bruce Schneier, nel suo articolo sullo Street Performer Protocol, fa notare come in futuro sarà sempre più difficile far valere i propri diritti d'autore, non importa quali siano gli strumenti di coercizione tecnologica che possano essere messi in campo dalle industrie e dai governi. Gli strumenti usati per la copia e per la distribuzione abusiva sono sostanzialmente gli stessi usati per la registrazione personale di eventi (telecamere, registratori, macchine fotografiche etc.) e per la comunicazione (Internet ma anche reti GPRS, UMTS, Wi-MAX e, in futuro, reti Mesh). Non è quindi immaginabile che si riesca a fermare a lungo questa rivoluzione. Ha molto più senso rinnovare il modello di business della propria azienda in modo tale che essa torni a svolgere un servizio socialmente utile e per il quale l'utente finale trovi giusto pagare.
Alessandro Bottoni
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