Parigi: ecco il DRM alla francese

Il Senato approva nuove modifiche alla legge sul diritto d'autore: il codice del DRM dovrà essere svelato per garantire la possibilità di convertire i file da un formato all'altro. Pene leggere per chi scarica file protetti

Parigi - Il mese prossimo potrebbe vedere definitivamente la luce la nuova legge sul diritto d'autore francese che cambia alcune fondamentali regole del gioco: il Senato transalpino ha approvato delle modifiche che impattano direttamente sui produttori di tecnologie DRM e sulle case che utilizzano quei sistemi. Ed ha confermato sanzioni decisamente poco appariscenti per chi scarica e condivide file protetti senza scopo di lucro.

Il nuovo testo, costringerà le società che utilizzano tecnologie DRM, e il pensiero di tutti va ad aziende come Apple e il suo iTunes Music Store, a fornire alle rivali il codice sorgente . Lo scopo esplicito di questa misura è far sì che possano facilmente essere sviluppati sistemi capaci di convertire i file acquistati dagli utenti in qualsiasi formato utile.

Si tratta per molti versi di una rivoluzione, se si pensa che l'iPod, il player Apple che domina il mercato dei lettori portatili di musica, è oggi l'unico dispositivo su cui gli utenti iTunes possono "portarsi in giro" la propria musica. La sola eccezione sono i telefonini prodotti da Motorola in collaborazione con Apple ed esplicitamente dedicati agli utenti iTunes. A sua volta su iPod non può girare il DRM di altri produttori, come quello sviluppato da Microsoft.
La nuova normativa, se verrà approvata come è stata ora modificata, costringerebbe quindi la Mela di Cupertino ad accettare un sistema che garantirebbe, secondo i senatori francesi, maggiore concorrenza e più tutele per i consumatori. Per far funzionare lo "scambio di conoscenza" tra produttori di tecnologie DRM, il Senato prevede un sistema di licenze che andranno a compensare l'apertura del codice per la produzione di apparati interoperabili.

Su tutto questo, sullo scambio di conoscenze e sull'effettiva "apertura" del mercato veglierà un organismo ad hoc, l'Autorità per la regolazione delle Misure tecniche, che ne garantirà il funzionamento e tutelerà i singoli produttori.

Di interesse il fatto che, al di là della questione del DRM, la legge confermi quanto già emerso in precedenza, ovvero che il download per uso personale di file protetti da diritto d'autore potrà essere sanzionato con un massimo di 38 euro, multa che salirà a 150 nel caso in cui il file venga anche posto in condivisione.
Diverso invece il trattamento per i produttori di software destinati a stimolare le attività di pirateria: rischieranno sanzioni fino a 300mila euro.

Perché la legge diventi efficace dovrà essere approvata anche dall'altro ramo del Parlamento, cosa che potrebbe accadere già entro la fine del mese.

A contorno delle decisioni francesi è arrivata nelle scorse ore la presa di posizione dell'associazione dell'industria musicale britannica, la BPI, che stimola una maggiore tutela del diritto alla copia privata , ovvero la possibilità per il consumatore di effettuare una copia del materiale acquistato per backup, pur condannando qualsiasi forma di abuso o di pirateria.
16 Commenti alla Notizia Parigi: ecco il DRM alla francese
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  • perche' ci parla solo di Apple iTunes che dovrebbe aprire il codice etc e non di quello di Microsoft DRM?
    Saluti
    g.
    non+autenticato
  • ma non sarebbe meglio iniziare a fare leggi
    europee su queste cose, oppure devono valere
    solo per cioccolata e mucche ?
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > ma non sarebbe meglio iniziare a fare leggi
    > europee su queste cose, oppure devono valere
    > solo per cioccolata e mucche ?

    ma perchè adesso i francesi devo trovarsi cazzate di leggi come la urbani?
    credi che se le leggi fossero decise in maniera univoca si andrebbe più verso la legge francese che non verso quella italiana?

    e poi mica ci sono leggi solo per cioccolata e mucche; ci sono pure quelle che aiutano i grandi imprenditori a far circolare merci e soldi in ue...poi su sanità, istruzione e menate varie che ognuno faccia come vuole tanto mica sono cose importantiTriste
    non+autenticato
  • Piano con i plausi non è stata ancora approvata. E poi
    "Article 12 bis
    Après l’article L. 335‑2 du code de la propriété intellectuelle, il est inséré un article L. 335‑2‑1 ainsi rédigé :
    « Art. L. 335‑2‑1. – Est puni de trois ans d’emprisonnement et de 300 000 € d’amende, le fait :
    « 1° D’éditer, de mettre à la disposition du public ou de communiquer au public, sciemment et sous quelque forme que ce soit, un logiciel manifestement destiné à la mise à disposition du public non autorisée d’œuvres ou d’objets protégés ;
    « 2° D’inciter sciemment, y compris à travers une annonce publicitaire, à l’usage d’un logiciel mentionné au 1°. »
    "
    Ho letto anche tutto il resto ed oltre a fumosità che permettono delle scappatoie non ho trovato nessuna definizione di questo software.
    Per cui la faccenda è meno bella di quanto voglia farci credere l'autore dell'articolo.
    Un software, per brevità, di condivisione rientra nella sanzione di 300M euro anche se condivide fatture o beni di cui si dispongono i diritti, altrimenti un software che traduce da un formato all'altro pure?

    Dire poi che è meglio della Urbani ci vuole poco.

    Saluti Piero

    PS. A tutti questi legislatori consiglierei – almeno – la lettura del libro di Lawrence Lessing, Cultura libera (in Italia: Apogeo, Milano 2005
  • E' stata omessa la cosa più importante: se nel disegno originale "chiunque" poteva chiedere l'epertura del DRM, ora sarà un'apposita commissione a esaminare caso per caso e decidere in merito... come dire, una possibile scappatoia per Apple

    ciao
    non+autenticato
  • "stimolare le attività di pirateria" non è esatto.

    Più precisamente: tre anni di galera e 300K di ammenda per chi pubblica software che serve per condividere materiale coperto da diritto d'autore e chi pubblicizza tali software.
    non+autenticato
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