L'SMS molesto è reato

Lo ha stabilito la Cassazione in una recente sentenza che ribalta una decisione precedente già commentata su Punto Informatico

Roma - La molestia può correre sugli SMS: inviare con insistenza messaggi sgraditi può costituire reato. Lo stabilisce la prima sezione penale della Corte di Cassazione, applicando in una sentenza l'articolo 660 del Codice Penale.

La condanna definitiva è conseguenza di un ricorso, che la cassazione ha respinto, presentato da tale Rosalia C., accusata di aver subissato via SMS Gianfranco G., e già condannata dal Tribunale di Udine al pagamento di un'ammenda dell'importo di 300 euro. La reiterazione dei messaggi, motivati da "gelosia e rancore" che la ragazza covava nei confronti del malcapitato, è stata giudicata come molestia per il tenore "sgradevole e derisorio".

La ragazza ha motivato il ricorso con la convinzione che un SMS potesse essere assimilato ad una lettera e non ad una telefonata. Secondo la Cassazione, però, un SMS non può essere trattato come la corrispondenza epistolare: una lettera può essere rifiutata o cestinata, senza che venga neppure aperta. Un SMS raggiunge il destinatario, che lo legge senza poter sempre sapere chi glielo ha spedito. E, secondo la suprema Corte, può nuocere alla serenità psichica del destinatario.
La sentenza ribalta una decisione, presa sempre dalla Cassazione, di circa un anno fa e relativa ad un caso analogo. In quella fattispecie, la Corte aveva scagionato l'SMS, perché privo della caratteristica di petulanza: i messaggi erano stati inoltrati in orari diurni e quindi senza un disturbo connesso all'orario di riposo notturno, e in numero esiguo (solamente due SMS).

Dario Bonacina