Scozia, 30anni di rughe in un clic

L'amministrazione scozzese ha deciso d'informare i cittadini del problema dell'invecchiamento demografico grazie ad un software che invecchia il volto degli utenti di almeno 30 anni. Perché si rendano conto di cosa li aspetta

Edimburgo (Regno Unito) - Uno dei grandi problemi delle società moderne è il cosiddetto invecchiamento demografico : la presenza sempre più massiccia di anziani in rapporto al totale della popolazione rischia, in futuro, di destabilizzare i delicati e sempre più onerosi equilibri dei sistemi di assistenza pubblica. L'amministrazione scozzese ha deciso quindi di prendere il problema di petto e di dar vita ad una campagna d'informazione decisamente insolita, basata su un applicativo online che "invecchia" le immagini degli utenti.

Il progetto, chiamato Sharing Experience, richiede il riempimento di un questionario e l'invio di una foto del volto . Il sistema, una volta ottenuta la foto, la modifica con una serie di filtri grafici che ne alterano le caratteristiche in maniera da simulare il processo di invecchiamento biologico. Secondo la BBC, l'applicativo permette di vedere il proprio volto "invecchiato di almeno 30 anni".

Entro pochi minuti dal riempimento del questionario, che richiede dettagli metrici sulle proporzioni del volto , il sistema invia la foto elaborata direttamente all'indirizzo di posta elettronica dell'utente. I risultati sono pressoché sconcertanti: "Non si può dire che non sia sorprendente", ha detto la giornalista Louise Andrew dopo il suo primo esperimento con la "macchina dell'invecchiamento". Una sua foto "invecchiata" è visionabile a questo indirizzo.
"La Scozia sta invecchiando", ha detto il ministro delle politiche sociali scozzesi Malcom Chisholm, "e questa applicazione online permette ai cittadini ed alle istituzioni di capire esattamente come sarà la Scozia del futuro". Nel 2004, stando ai dati diffusi dalla BBC, il 16% della popolazione aveva un'età superiore ai 65 anni: lo stesso segmento demografico, secondo le ultime previsioni, sarà oltre il 25% della popolazione entro il 2031. Il problema affligge anche l'Italia, che insieme al Giappone detiene il record mondiale di "paese più anziano".
36 Commenti alla Notizia Scozia, 30anni di rughe in un clic
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  • Ogni vita nella prospettiva del desiderio e del tempo necessario a realizzarlo è quasi un fallimento totale. Che cosa resta? I figli.
    non+autenticato
  • > Ogni vita nella prospettiva del desiderio e del
    > tempo necessario a realizzarlo è quasi un
    > fallimento totale. Che cosa resta? I
    > figli.

    E il morire prima di vedere irrealizzate le speranze che riponevi su di essi.

    Questa era da mettere nel forum del pessimismo cosmico. Comunque, sono dello stesso umore.
  • Si`, viviamo troppo poco.

    Qualcuno come riporta l'ultimo numero di Le Scienze sta indagando sui geni della longevita`, in particolare Sir2, e sulla rimozione dei meccanismi che impediscono alle cellule di superare un certo numero di replicazioni. Nell'ambito di queste terapie geniche, cosi` come alcune terapie aumentano il rischio di incidenza di tumori, altre non lo fanno.

    La questione apre una speranza, ma come del resto conclude l'articolo, probabilmente siamo nati troppo presto per sperare di ingoiare una pillola e vivere il doppio.

    Nel frattempo, bisogna solo farsi coraggio e dire un bel "pazienza!"...
  • ... ma l'avete vista la foto citata nella news ??!?!?!?

    E' orribile !! Altro che invecchiare foto.. questo software crea veri e propi mostri.. degni di un film d'orrore....

    P.S.
    ma qual'è la percentuale di over 65 in Italia ??
  • Si apre le frontiere e si fa entrare immigrati in massa che si prenderanno cura dei poveri anziani Indiavolato
    La soluzione sta funzionando in Italia perche' non all'estero Rotola dal ridere

    Eventualmente si puo' anche ricorrere a politiche che favoriscano i figli e le famiglie non sottoforma di 1000 euro per figlio ma di servizi funzionali e comodi che permettano ai genitori di lavorare e crescere bene i figli.

    Certo far entrare immigrati e sfruttarli in nero sembra proprio essere la soluzione piu' facile Arrabbiato
    non+autenticato
  • /mode PULCE_NELL'ORECCHIO on

    notare che i meno prolifici siamo noi del mondo occidentale. viceversa (p. es.) i mussulmani sono formidabili riproduttori.

    che sia fatto apposta per consegnare le nostre terre, storie, e cervelli in mano loro? non c'è scampo saremo un minoranza oggetto di studio e di amarcord...

    e mi giro e sento: "ma noooo, io ho solo 65 anni, sono ancora giovane per fare figli! ma scherzi? ho appena preso il telefonino con la tv! ma poi devi fare body-fitnes-fumafuma-stika e non avrei tempo... sto tanto bene con mmammmà"

    e va bene, le cucciolate facciamole fare a loro che hanno più tempo libero!

    razza italiana? estinta nel periodo telefonistico!

    è "tutto intorno a noi..."

    /mode PULCE_NELL'ORECCHIO off
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > /mode PULCE_NELL'ORECCHIO on
    >
    > notare che i meno prolifici siamo noi del mondo
    > occidentale. viceversa (p. es.) i mussulmani sono
    > formidabili
    > riproduttori.

    Per forza, hanno il dovere religioso di figliare. In fondo, sarebbe persino il "nostro" dovere (Genesi - andate e moltiplicatevi? è un comandamento, in fondo).

    Peccato che l'Occidente sia dannato. Questa ne è una delle innumerevoli riprove. Non facciamo più figli, persi nel limbo del materialismo sfrenato.

    >
    > che sia fatto apposta per consegnare le nostre
    > terre, storie, e cervelli in mano loro? non c'è
    > scampo saremo un minoranza oggetto di studio e di
    > amarcord...

    Più che altro ci sarà un mescolume inimmaginabile. I geni recessivi degli occidentali (come ad esempio i capelli biondi o gli occhi chiari) si perderanno. ***E' per questo che molti scienziati sperimentano ogni tipo di ingegneria genetica... la vogliono far passare per "bioingegneria per la salute" ma in verità è un velato (manco troppo) programma eugenetico...*** (cinico mode off)

    >
    > e mi giro e sento: "ma noooo, io ho solo 65 anni,
    > sono ancora giovane per fare figli! ma scherzi?
    > ho appena preso il telefonino con la tv! ma poi
    > devi fare body-fitnes-fumafuma-stika e non avrei
    > tempo... sto tanto bene con
    > mmammmà"


    Eh già. Colpa della società, dei consumi sfrenati e soprattutto di un sistema scolastico che plasma cloni e non eroi, o uomini d'azione, o persone che abbiano le palle di rischiare. L'obiettivo medio della nostra generazione (20-30 anni), ma soprattutto di quelli prima di noi (gli attuali 30-40-50 enni) sembra l'eterna giovinezza. Sono ridicoli, sinceramente.

    Hai mai visto Brazil, il film di Terry Gilliam? In parte sarà il nostro futuro.Vecchi e vecchie che vivranno per ricostruzioni plastiche, chirurgia estetica etc. Perché abbiamo paura della morte.

    Ormai la morte è in TV. Così distante che tutti ne hanno paura. Si ha paura di cosa è distante, non di cosa è vicino. La morte è dappertutto ma non la vediamo se non tramite uno schermo. Ed è il nemico numero uno.

    La catena invecchiamento -> morte -> fine della vita è il vero nemico dell'occidente. Le paure indotte da questa catena sono il vero dramma.

    Ed è l'arma del terrore usata da media e mercanti per farti perdere fiducia in ogni prospettiva metafisica. E' il mantra(imposto) del "vivere giorno per giorno": la morte non è più la conseguenza naturale di ogni vivente, ma diventa un nemico da temere e scongiurare quotidianamente.

    A questo punto, l'uomo ne è schiavo. E fa tutto in funzione di questa paura. Quindi niente figli, perché avere famiglia è socialmente accostato all'invecchiamento (non è un caso che quei ridicoli 60enni "single" e "giovincelli" siano tra i maggiori avversari della "famiglia")

    >
    > e va bene, le cucciolate facciamole fare a loro
    > che hanno più tempo
    > libero!
    >

    Non è questione di tempo. Vedi sopra. IMHO è una questione prettamente culturale. Loro "credono", noi siamo abbandonati a noi stessi e persino il nostro Dio ci ha abbandonato. Viviamo rinchiusi in un vortice d'egoismo che ci distruggerà sicuramente.

    > razza italiana? estinta nel periodo telefonistico!
    >

    Ma quale razza. La razza italiana non è mai esistita. Siamo un mix di latini sabini etruschi greci fenici cartaginesi celti vandali longobardi e chi più ne ha, più ne metta. Le razze lasciale cacciare ai nazi. Magari pero', una Agharti dove vivono ancora i veri "puri" del pianeta, esiste davvero.

    Un po' di tempo fa vedevo un documentario sulla CNN, sembra che i "veri" umani (la pura razza umana) viva in una zona desertica del Ciad. Sono veramente strani: pelle nera ma lineamenti perfettamente "occidentali", alti ma con il naso semiaquilino. E vivono -in mezzo- al deserto.

    > è "tutto intorno a noi..."
    >

    Si, il cataclisma. E' impellente. La nostra generazione se lo beccherà tutto. Ah, non sono un testimone di geova, solo una persona curiosa che si pone domande.

    Si accettano flame.

    > /mode PULCE_NELL'ORECCHIO off
    non+autenticato
  • Quale flame? E' tutto vero... Perplesso
    non+autenticato
  • Mi ha fatto un brutto effetto trovare il messaggio che stavo per postare io uguale identico.
    Tipo deja-vu di MATRIX Deluso
  • Condivido tutto o quasi

    - Scritto da:

    > - Scritto da:
    > > /mode PULCE_NELL'ORECCHIO on
    > >
    > > notare che i meno prolifici siamo noi del mondo
    > > occidentale. viceversa (p. es.) i mussulmani
    > sono
    > > formidabili
    > > riproduttori.

    > Per forza, hanno il dovere religioso di figliare.
    > In fondo, sarebbe persino il "nostro" dovere
    > (Genesi - andate e moltiplicatevi? è un
    > comandamento, in
    > fondo).

    Il problema e' che la sovrappopolazione complessiva mondiale e' un problema che tocchera' tutti, mussulmani e non.

    > Peccato che l'Occidente sia dannato. Questa ne è
    > una delle innumerevoli riprove. Non facciamo più
    > figli, persi nel limbo del materialismo
    > sfrenato.
    > > che sia fatto apposta per consegnare le nostre
    > > terre, storie, e cervelli in mano loro? non c'è
    > > scampo saremo un minoranza oggetto di studio e
    > di
    > > amarcord...

    Per questo la maggiorparte dei regimi mussulmani teme l' occidentalizzazione... anche la Cina in fondo basa la sua forza sul numero.

    > Più che altro ci sarà un mescolume
    > inimmaginabile. I geni recessivi degli
    > occidentali (come ad esempio i capelli biondi o
    > gli occhi chiari) si perderanno. ***E' per questo
    > che molti scienziati sperimentano ogni tipo di
    > ingegneria genetica... la vogliono far passare
    > per "bioingegneria per la salute" ma in verità è
    > un velato (manco troppo) programma
    > eugenetico...*** (cinico mode
    > off)

    Ahh sei un seguace di Marcello Pera? Assolutamente avverso al meticciato che lui considera degenere...
    Beh in natura le razze migliori, + resistenti e inteligenti sono sempre quelle "mescolate". Le "pure" (che poi piu' che pure bisognerebbe definire "altamente selezionate") sono piene di problemi...

    > > e mi giro e sento: "ma noooo, io ho solo 65
    > anni,
    > > sono ancora giovane per fare figli! ma scherzi?
    > > ho appena preso il telefonino con la tv! ma poi
    > > devi fare body-fitnes-fumafuma-stika e non avrei
    > > tempo... sto tanto bene con
    > > mmammmà"
    > Eh già. Colpa della società, dei consumi sfrenati
    > e soprattutto di un sistema scolastico che plasma
    > cloni e non eroi, o uomini d'azione, o persone
    > che abbiano le palle di rischiare. L'obiettivo
    > medio della nostra generazione (20-30 anni), ma
    > soprattutto di quelli prima di noi (gli attuali
    > 30-40-50 enni) sembra l'eterna giovinezza. Sono
    > ridicoli, sinceramente.

    Il vecchio edonismo Reaganiano di dagostiniana memoria che sta' cominciando a dare i suoi frutti (scherza scherza....) ma del resto e' questa la societa' che TUTTI abbiamo voluto e STIAMO volendo istante per istante... poca solidarita', molto individualismo ecc. ecc. prima dovremmo cambiare noi stessi e le nostre priorita', tenendo piu' spento il televisore.

    > Hai mai visto Brazil, il film di Terry Gilliam?
    > In parte sarà il nostro futuro.Vecchi e vecchie
    > che vivranno per ricostruzioni plastiche,
    > chirurgia estetica etc. Perché abbiamo paura
    > della morte.
    > Ormai la morte è in TV. Così distante che tutti
    > ne hanno paura. Si ha paura di cosa è distante,
    > non di cosa è vicino. La morte è dappertutto ma
    > non la vediamo se non tramite uno schermo. Ed è
    > il nemico numero
    > uno.
    > La catena invecchiamento -> morte -> fine della
    > vita è il vero nemico dell'occidente. Le paure
    > indotte da questa catena sono il vero dramma.
    > Ed è l'arma del terrore usata da media e mercanti
    > per farti perdere fiducia in ogni prospettiva
    > metafisica. E' il mantra(imposto) del "vivere
    > giorno per giorno": la morte non è più la
    > conseguenza naturale di ogni vivente, ma diventa
    > un nemico da temere e scongiurare
    > quotidianamente.
    > A questo punto, l'uomo ne è schiavo. E fa tutto
    > in funzione di questa paura. Quindi niente figli,
    > perché avere famiglia è socialmente accostato
    > all'invecchiamento (non è un caso che quei
    > ridicoli 60enni "single" e "giovincelli" siano
    > tra i maggiori avversari della
    > "famiglia")
    > > e va bene, le cucciolate facciamole fare a loro
    > > che hanno più tempo
    > > libero!
    > Non è questione di tempo. Vedi sopra. IMHO è una
    > questione prettamente culturale. Loro "credono",
    > noi siamo abbandonati a noi stessi e persino il
    > nostro Dio ci ha abbandonato. Viviamo rinchiusi
    > in un vortice d'egoismo che ci distruggerà
    > sicuramente.

    Riflessione interessante, a tal proposito vorrei citare un film non riuscitissimo ma dal tema molto interessante: La Fuga Di Logan/Logan's run
    http://www.delos.fantascienza.com/delos45/loganfm....
    Se volete vederlo pero' non leggete tutta la trama... eh.

    Eppure in fondo tutte le religioni hanno come parte fondamentale del loro insegnamento quella che tratta della morte e del nostro rapporto con essa... S. francesco la chiamava "sorella morte" che non e' remissione o elogio dell' autodistruzione ma accettazione/consapevolezza di un evento importante... per non parlare dell' induismo/buddismo dove la morte e' evento centrale per il passaggio e l' evoluzione nelle vite successive. Certo questo comporta una buona dose di FEDE intesa nel senso di FIDUCIA in quel che si crede ma almeno di positivo ha che aiuta a non attaccarci ossessivamente alla vita, a costo di rovinare quella degli altri. insegnamento purtroppo perduto...

    > > razza italiana? estinta nel periodo
    > telefonistico!
    > Ma quale razza. La razza italiana non è mai
    > esistita. Siamo un mix di latini sabini etruschi
    > greci fenici cartaginesi celti vandali longobardi
    > e chi più ne ha, più ne metta. Le razze lasciale
    > cacciare ai nazi. Magari pero', una Agharti dove
    > vivono ancora i veri "puri" del pianeta, esiste
    > davvero.

    Verissimo anche qusto, l' italiano e' un miscuglio di razze e popoli, che nel tempo si sono sovrapposti, mescolati, peccato che a questo punto sembra aver preso il peggio di tutti.
    Cmq in Agharti saranno puri ma non nel senso della razza...

    > Un po' di tempo fa vedevo un documentario sulla
    > CNN, sembra che i "veri" umani (la pura razza
    > umana) viva in una zona desertica del Ciad. Sono
    > veramente strani: pelle nera ma lineamenti
    > perfettamente "occidentali", alti ma con il naso
    > semiaquilino. E vivono -in mezzo- al
    > deserto.

    Sarebeb interessante capire come avrebbero avuto luogo poi tutte le differenzizzioni.

    > > è "tutto intorno a noi..."
    > Si, il cataclisma. E' impellente. La nostra
    > generazione se lo beccherà tutto. Ah, non sono un
    > testimone di geova, solo una persona curiosa che
    > si pone
    > domande.

    > Si accettano flame.

    Rilancio
    E' tutto dentro di noi, il bene e il male che vediamo fuori di noi.
  • - Scritto da: Alessandrox
    > Condivido tutto o quasi
    > > > e mi giro e sento: "ma noooo, io ho solo 65
    > > anni,
    > > > sono ancora giovane per fare figli! ma
    > scherzi?
    > > > ho appena preso il telefonino con la tv! ma
    > poi
    > > > devi fare body-fitnes-fumafuma-stika e non
    > avrei
    > > > tempo... sto tanto bene con
    > > > mmammmà"
    > > Eh già. Colpa della società, dei consumi
    > sfrenati
    > > e soprattutto di un sistema scolastico che
    > plasma
    > > cloni e non eroi, o uomini d'azione, o persone
    > > che abbiano le palle di rischiare. L'obiettivo
    > > medio della nostra generazione (20-30 anni), ma
    > > soprattutto di quelli prima di noi (gli attuali
    > > 30-40-50 enni) sembra l'eterna giovinezza. Sono
    > > ridicoli, sinceramente.

    > Il vecchio edonismo Reaganiano di dagostiniana
    > memoria che sta' cominciando a dare i suoi frutti
    > (scherza scherza....) ma del resto e' questa la
    > societa' che TUTTI abbiamo voluto e STIAMO
    > volendo istante per istante... poca solidarita',
    > molto individualismo ecc. ecc. prima dovremmo
    > cambiare noi stessi e le nostre priorita',
    > tenendo piu' spento il
    > televisore.

    C'e anche da osservare come attenuante una cosa: oggi con il precariato cosi' diffuso non compensato da bassi costi della vita e adeguate retribuzioni e' piu' difficile (almeno nel nostro paese) poter pianificare una famiglia; persino mantenere un figlio oggi ha piu' oneri di una volta perche' gli obblighi scritti e NON a cui si deve attenere un genitore sono maggiori (prima non era necessario farli studiare a lungo, assicurargli un tenore di vita come l' attuale e si mandavano a lavorare molto presto); a questo poi vanno aggiunte tutte le altre considerazioni fatte come le maggiori *aspettative* individuali in termini di qualita' della vita; ne viene fuori una miscela esplosiva che, se non riconosciuta e neutralizzata in tempo, e' destinata a fare gravi danni alla societa'.
  • > e' piu' difficile (almeno nel nostro
    > paese) poter pianificare una famiglia

    Ti mostro un esempio.

    Negli anni 70 la mia famiglia ha comprato un alloggio al mare, di due stanze, per circa sette milioni di lire, usando soldi di mia nonna e di mio padre.
    Mio padre, che era caporeparto in un'officina, guadagnava sei milioni di lire all'anno.

    Qualche anno fa l'abbiamo rivenduto per oltre trecento milioni di lire, per comprare una casa a mio fratello (spero che mio padre riesca prima o poi a fare lo stesso regalo a me...!).

    Chi cappero, oggi, guadagna trecento milioni l'anno?

    I costi e le retribuzioni non sono andati di pari passo. Non si mette da parte niente. Siamo immensamente più poveri, e più spremuti, dei nostri genitori.
  • Mmm...

    Sono l'iniziatore del 3d

    Questo tuo esempio calza a metà: la casa al mare era in una zona non valutata di quanto lo sia adesso. Anche mia Mamma ha comprato un appartamento a 35Mega in un palazzo in mezzo ai campi di grano, e... dopo solo 5 anni... Oplà: negozi, supermercati e servizi vari. 180Mega! E parlo dal 1985 al 1990.

    Però apprezzo.Sorride
    non+autenticato
  • Il fattore da te citato attenua il rapporto numerico tra il valore di ieri e di oggi, però resta il fatto che allora, con i risparmi di qualche anno di lavoro ci si comprava una casa, adesso la casa costa una vita intera di lavoro.
  • > Beh in natura le razze migliori, + resistenti e
    > inteligenti sono sempre quelle "mescolate". Le
    > "pure" (che poi piu' che pure bisognerebbe
    > definire "altamente selezionate") sono piene di
    > problemi...

    Mai capita l'ostilità all'uso del termine "razza" diffuso da una certa retorica "multirazzista" e politically correct.

    "Razza" è un concetto del linguaggio comune che si riferisce a un insieme identificato da alcune caratteristiche. Nulla più. Classificare gli uomini in razze è lo stesso che classificare quadri o edifici in stili. Si tratta di nomi per indicare degli insiemi.

    Lo vedo come se qualcuno fosse ostile alla teoria degli insiemi perché raggruppare in insiemi presuppone delle differenze e "non sta bene" ammettere l'esistenza di differenze.

    Nel caso di esseri viventi, le caratteristiche si propagano ai discendenti: è una caratteristica degli esseri viventi. Nel caso di esseri che si riproducono trasmettendo le caratteristiche, il concetto si fonde con quello di stirpe.
    Si capisce meglio la cosa, evitando tipiche questioni di lana caprina, pensando alle razze dei gatti. I gatti tigrati rossi formano una razza naturale, nel senso che la progenie di due tigrati rossi sarà in gran parte tigrata e rossa. Questa è la definizione comune di razza, nulla più. Le critiche al concetto di razza si basano sul farne un'ipostasi e poi criticare banalmente l'esistenza delle ipostasi. Probabilmente perché i razzisti, sostenitori della superiorità razziale, intendono le razze come entità metafisiche - e quindi la razza cui appartengono dotata di una superiorità essenziale.
    Se condizioni naturali, o allevamento artificiale, portano a una situazione per cui la progenie è sempre tigrata rossa, diciamo che la razza è pura. Così sono le razze da esposizione.

    Le razze da esposizione sono ricavate selezionando caratteri mediante incroci ripetuti di individui dello stesso tipo, per cui soffrono dei problemi legati all'endogamia e per esse vale la constatazione di fatto che sono più deboli.
    Questa non vale per le razze umane perché si tratta di differenziazioni operate dalla selezione naturale su un numero ristretto di geni, e ogni popolazione umana possiede - tranne gruppi particolarmente isolati - l'intero patrimonio genetico della specie. In altre parole, non è che in un villaggio della Norvegia siano più esposti alle malattie perché sono biondi e rosei.

    > citare un film non riuscitissimo ma dal tema
    > molto interessante: La Fuga Di Logan/Logan's
    > run

    Perché non riuscitissimo? L'ho visto quando ero bambino e non ci ho trovato nulla di particolarmente ingenuo o impacciato. Teniamo conto che è fantascienza degli anni 70: c'erano ancora in televisione film in bianco e nero con i razzi con la fiammata che girava all'insù...

    > > Ma quale razza. La razza italiana non è mai
    > > esistita. Siamo un mix di latini sabini etruschi
    > > greci fenici cartaginesi celti vandali
    > longobardi
    > > e chi più ne ha, più ne metta.

    Certo che una "razza italiana" non è mai esistita. Però non vedo neppure tutto questo mix. Le popolazioni locali presentano caratteristiche definite, volti e lineamenti tipici.

    Queste caratteristiche si presentano in combinazioni che si mantengono nelle generazioni, forse perché i relativi geni stanno sugli stessi cromosomi, chissà.

    Per esempio quando sono stato in Austria, dando un'occhiata alle ragazze era impossibile non notare, pur con la presenza di tipi intermedi, l'emergere di due tipi fondamentali: castane o biondo scure con faccia alla Romi Schneider, e bionde chiare e rosee con lineamenti nordici (da me denominate, e probabilmente anche a ragione, "celtiche" e "germaniche"). Era difficile trovare una bionda chiara con faccia alla Romi Schneider, per intenderci.

    > Le razze lasciale cacciare ai nazi.

    Ecco, il punto è proprio questo: è sbagliato lasciare che se ne occupino solo i nazi. Se ne parlano solo i nazi, se ne parlerà solo in termini nazi.
    A me hanno parlato delle razze (o come le si voglia chiamare) europee nell'ora di geografia alle medie, come una cosa ovvia e naturale, e proprio non riesco a capire i tabù e l'evitazione che sono poi calati sull'argomento.

    A meno di non entrare in <modalità maliziosa> e osservare che tutto ciò che concorre a formare un'identità locale non piace all'internazionalismo di sinistra, né allo stato che negli anni 70-80 era impegnato a soffocare gli ultimi rigurgiti vitali delle "piccole patrie" ostili all'unità. Mentre a noi i preti ne parlavano come di una cosa ovvia, i miei coetanei della scuola di stato imparavano che "le razze non esistono".</modalità maliziosa>

    A meno di non entrare in <modalità paranoide> e osservare che ogni forma di pensiero che si opponga all'appiattimento della diversità è d'ostacolo all'economia... Sempre l'economia c'è di mezzo.</modalità paranoide>

    > Verissimo anche qusto, l' italiano e' un
    > miscuglio di razze e popoli, che nel tempo si
    > sono sovrapposti, mescolati, peccato che a questo
    > punto sembra aver preso il peggio di
    > tutti.

    Ancora, non esiste un "italiano" omogeneo frutto di un miscuglio. Esistono tipi locali ancora differenziati, solo la mobilità degli ultimi sessant'anni ha infranto questa situazione nelle città.
    "Italiano" è una caratterizzazione culturale e geografica. Che poi, culturalmente, l'italiano abbia preso il peggio pare anche a me. Però non è che gli stranieri siano poi così differenti (gli inglesi, tanto gelosi della privacy, ora sono tutti in fila a farsi scannerizzare alle stazioni della metropolitana). Si favoleggia tanto di quanto sono civili gli stranieri, ma modernizzazione, europone e televisione faranno presto piazza pulita di eventuali residui di civiltà.

    .
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    Modificato dall' autore il 18 maggio 2006 15.35
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  • E interessante notare come i due problemi:
    invecchiamento demografico e sovrapopolazione del mondo ( siamo 6 miliardi e mezzo) siano sempre dibattuti separatamente.
    ci vogliono far fare piu' figli per poter pagare le pensioni degli anziani, ma non ci spiegano come vivranno i nostri figli in un mondo sovrappopolato, con i deserti e le zone aride che avanzano e l'effetto serra che rendera' inabitabili le coste.
    C'e' sempre meno posto per vivere.
    Allora che fare? Fare piu' figli o farne di meno?
    Decidetevi!
    non+autenticato
  • > E interessante notare come i due problemi:
    > invecchiamento demografico e sovrapopolazione
    > del mondo ( siamo 6 miliardi e mezzo) siano
    > sempre dibattuti
    > separatamente.
    > ci vogliono far fare piu' figli per poter pagare
    > le pensioni degli anziani, ma non ci spiegano
    > come vivranno i nostri figli in un mondo
    > sovrappopolato, con i deserti e le zone aride che
    > avanzano e l'effetto serra che rendera'
    > inabitabili le
    > coste.
    > C'e' sempre meno posto per vivere.
    Questo è un dato di FATTO.A bocca aperta

    > Allora che fare? Fare piu' figli o farne di meno?
    La risposta è evidente!
    non+autenticato
  • > > Allora che fare? Fare piu' figli o farne di
    > meno?
    > La risposta è evidente!

    Veramente la risposta (cinica) è: ammazzare gli anziani.

    Una volta si arrivava con difficoltà a 60 anni adesso si campa fino a 100...
    (Infatti non c'era mai code nè in posta nè dal dottore A bocca aperta)

    (Oh, non voglio istigare nessuno, è solo un ragionamento!)
    --
    Ciaociao
    ilGimmy
  • > E interessante notare come i due problemi:
    > invecchiamento demografico e sovrapopolazione
    > del mondo ( siamo 6 miliardi e mezzo) siano
    > sempre dibattuti separatamente.

    Stavo per dire la stessa cosa.
    Anzi, del problema demografico non è che se ne parli poi più molto.

    Per fortuna qualche particella di sodio che ragiona ancora c'è.
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