I videogiochi politici danno scandalo

Le tensioni geopolitiche entrano nei videogiochi: in uno si gioca per rovesciare il venezuelano Chavez, nell'altro si lavora per la vittoria della Repubblica Islamica in Iraq. Solo due esempi delle nuove rotte videoludiche

Roma - I progettisti di videogiochi, solitamente, abbondano di creatività e riescono a far nascere splendidi mondi virtuali : altre volte, è la tumultuosa società nella quale vivono a divenire fonte d'ispirazione per realizzare simulazioni digitali che valicano i confini dell' arte ed entrano in quelli della politica .

Ed è così che nascono titoli come Commander Bahman , nel quale le truppe iraniane devono scacciare gli Stati Uniti dall'Iraq, oppure Mercenaries 2: World in Flames , dove gli Stati Uniti invadono il Venezuela per rovesciare un "regime del terrore" studiato per criticare il paese forgiato dal suo presidente Chavez, figura tutt'altro che filoamericana. Ironia della sorte: entrambi i videogiochi usciranno nel 2007.

Non a caso in questi giorni i media di mezzo mondo riportano la notizia secondo cui il governo venezuelano, a pochi giorni dall'annuncio del videogioco da parte dei progettisti di Pandemic Studios, ha immediatamente accusato gli Stati Uniti di "allestire una campagna all'insegna del terrore psicologico, così da far accadere in seguito tali eventi".
I portavoce di Pandemic Studios hanno immediatamente replicato con durezza: "Non abbiamo legami con il governo statunitense e siamo una società privata che si occupa unicamente dello sviluppo di videogiochi". Le simulazioni digitali sono diventate un' arma in mano alla propaganda interventista ? Vengono progettati dai governi per influire sullo scenario geopolitico globale?

Il videogioco antiamericano made in Iran , ad esempio, è stato progettato dagli studenti delle scuole coraniche nazionali in risposta ad Assault on Iran, game prodotto da Kuma Reality Games, nel quale l'obiettivo principale è la distruzione dei siti atomici iraniani.

Il titolo iraniano è un vero e proprio caso di propaganda governativa per inasprire i rapporti internazionali: secondo le agenzie stampa di Teheran, il videogioco "Commander Bahman" narra le gesta di un fantomatico supereroe sciita che parte in una missione segreta per liberare un ingegnere nucleare iraniano tenuto ostaggio nella città santa sciita di Kerbala, in Iraq. Le gesta di "Commander Bahman", dicono le fonti ufficiali, potranno essere giocate solo a partire dal Marzo del prossimo anno, quando il titolo raggiungerà gli scaffali dei negozi.

Tommaso Lombardi
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