Editoria, fuoco incrociato su Google Book Search

La Martiniere denuncia BigG per violazione del copyright. La digitalizzazione dei libri manda su tutte le furie l'editore francese. Da Francia, Regno Unito e USA un solo grido: fermate Google

Parigi - La Martiniere, una casa editrice francese, ha deciso di denunciare Google per violazione del diritto d'autore: il pomo della discordia è il progetto di digitalizzazione libri lanciato dal motore di ricerca, successivamente diventato Google Book Search. L'editore francese pretende 100mila euro per ciascun libro digitalizzato senza autorizzazione: una cifra moltiplicabile, si legge in un lancio AFP, per ogni giorno di ritardo a partire dalla scoperta della singola infrazione.

Il gruppo editoriale possiede varie filiali ed aziende satellite anche in Svizzera e negli Stati Uniti. Non è la prima volta che editori francesi si scagliano contro Google: recentemente, alcune case editrici transalpine hanno protestato contro l'iniziativa di Google, accusata di fomentare la pirateria. Google si è difesa adottando sistemi DRM e varie limitazioni sulla consultazione dei tomi, così da mettersi al riparo da accuse di violazione del diritto d'autore.

I portavoce di Google, infatti, considerano la googleteca digitale come un "servizio a valore aggiunto che porta benefici diretti agli autori ed ai loro editori", si legge in un comunicato ufficiale rilasciato dall'azienda californiana. "Non siamo d'accordo con le pretese e con le esternazioni di Le Martiniere, anche perché Google Book Search aiuta gli utenti ad orientarsi per l'acquisto, non a scaricare copie pirata dei libri in maniera del tutto gratuita".
Neanche l'ira di oltre 8mila autori statunitensi, coalizzatisi contro il motore di ricerca, è riuscita a far desistere Google. Il gigante fondato da Brin e Page insiste sulla propria linea imprenditoriale: la digitalizzazione delle opere editoriali è l'equivalente dell'indicizzazione di contenuti online, che un tribunale federale americano ha chiaramente definito legittima.

Finora, nessun editore web si è opposto legalmente all'indicizzazione dei propri contenuti digitali. Lo stesso ragionamento non sembra avere validità per l'editoria tradizionale. Su questo argomento, gli editori francesi, britannici e statunitensi sembrano tutti d'accordo.

Come ben riassume Hugh Jones, consulente legale della Publishers Association britannica: "La digitalizzazione di una libreria gigantesca composta da volumi coperti da copyright rappresenta un problema enorme: Google esegue digitalizzazioni totali dei libri, non parziali, e soprattutto senza l'autorizzazione esplicita degli autori".

Rachel Whetstone, portavoce del distaccamento europeo di Google, ha risposto a Jones ribadendo che "la partecipazione al programma Book Search è completamente a discrezione degli editori: se non vogliono essere indicizzati, allora basta che lo comunichino". Whetstone sostiene che "nei motori di ricerca è sempre funzionato così: prima si digitalizza e si acquisisce l'informazione, poi si indicizza".

La frattura tra il vecchio mondo ed il nuovo mondo dell'editoria è sempre maggiore. Alcuni avvocati intervistati da News.com hanno inquadrato il problema con precisione: "Tutta la diatriba è ascrivibile alla perdita del controllo sui contenuti da parte delle case editrici", dice Laurie Kaye, esperta di copyright, "che vedono i loro libri su server altrui".

Tommaso Lombardi
49 Commenti alla Notizia Editoria, fuoco incrociato su Google Book Search
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  • Deve essere molto buono, oppure ci devono essere centinaia di persone a controllare gli OCR delle pagine.
    Io mi trovo abbastanza bene con Abbyy Finereader, ma qualche errorino c'è sempre....

    Chissà se quelli di google si sono scritti un proprio software.....Ficoso
    non+autenticato
  • Non capisco tutta questa opposizione a books.google.com da parte degli editori! Se solo si fossero disturbati provarlo e a leggere le FAQ, si sarebbero resi conto che Google non sta rubando niente: offre solo un servizio di ricerca all'interno dei libri, visualizzandone una minima parte. È per loro pubblicità gratuita, perché fra l'altro Google non li vende!

    http://books.google.com/intl/it/googlebooks/help.h...

    Diciamo che è una versione molto più avanzato del servizio offerto da una biblioteca o dal catalogo dei libri in commercio, ma poi, se lo vuoi leggere, il libro te lo devi comprare!

    Dove sta il problema?
    non+autenticato
  • > Dove sta il problema?

    Che Google lo fa senza il permesso.
    Anche tu e io non lo potremmo fare, se ti metti a scansire libri violi le leggi, ma Google ha avvocati migliori.

    E le garanzie che offre a protezione dei testi non piu' cartacei, non soddisfano autori ed editori che temono per il libro, cio' che accade con la musica.

    non+autenticato

  • - Scritto da:

    > E le garanzie che offre a protezione dei testi
    > non piu' cartacei, non soddisfano autori ed
    > editori che temono per il libro, cio' che accade
    > con la
    > musica.

    Perché, esiste un seppur remoto modo di estrarre integralmente il testo dei libri indicizzati da google? Altrimenti è solo aria fritta...

  • - Scritto da: Elendil
    >
    > - Scritto da:
    >
    > > E le garanzie che offre a protezione dei testi
    > > non piu' cartacei, non soddisfano autori ed
    > > editori che temono per il libro, cio' che accade
    > > con la
    > > musica.
    >
    > Perché, esiste un seppur remoto modo di estrarre
    > integralmente il testo dei libri indicizzati da
    > google? Altrimenti è solo aria
    > fritta...

    ma poi mi chiedo chi si leggerebbe mai un libro sul computer..anche stampandolo sarebbe sciocco(la carta costa e imho avere una "dispensa" in A4 non è la stessa cosa): tantovale comprarlo in libreria, prenderlo in prestito in bibilioteca o comprarlo in qualche bancarella dell'usato.
    Boooh.
    Secondo me è una gran cosa avere la possibilità di spulciare fra i libri da casa... e sarebbe conveniente anche per chi li vende(ma questa rimane sempre una mia opinione)

    Omissis Fan Apple
    non+autenticato
  • Mi piacerebbe scrivere un paio di libri, ma senza contrattare con delle case editrici per poi ricevere forse 1 euro per ogni copia venduta.
    Perchè si deve comprare un libro come un pacchetto più o meno chiuso?
    Io preferirei che i miei lettori si scarichino gratuitamente i libri dal mio sito o altro, che se lo leggano più o meno tutto (spererei) e poi se gli è piaciuto possono decidere di farmi una donazione con qualche click on-line.
    Meno spese, meno inquinamento e la consapevolezza che le donazioni spontanee sono frutto di persone soddisfatte dalla lettura del libro.
    Quante volte abbiamo acquistato un libro e dopo qualche capitolo lo abbiamo gettato nella libreria?

    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Mi piacerebbe scrivere un paio di libri, ma senza
    > contrattare con delle case editrici per poi
    > ricevere forse 1 euro per ogni copia
    > venduta.

    Fallo pure e poi distribuiscilo su internet.
    Non vedo pero' giustificata l'azione di Google, che danneggera' e cambiera' l'editoria.
    Belli i propositi culturali, ma di fatto Google sta prendendo gratis quello che gli editori pagano.

    Essi pagano l'autore, la selezione dei testi, la pubblicazione, i materiali, la distribuzione e la promozione.
    Google si taglia un bel po' di lavoro e di spese, li copia.

    Almeno se Google indicizza e copia il mio sito, i visitatori vengono comunque a visitarlo da me, e io ci metto le mie promozioni e pubblicita', nessuno salta il mio server per leggersi la cache, se invece Google indicizza i libri e li distribuisce, a chi vanno i soldi della vendita? Ad autore, editore, e.. Google, il nuovo socio che di fatto ogni editore forzatamente deve accogliere a spartirsi gli incassi (ma non le spese!). Questo e' davvero molto scorretto.

    > Perchè si deve comprare un libro come un
    > pacchetto più o meno
    > chiuso?

    Aprilo prima di compralo, informati sull'autore e sull'opera.
    Fattelo prestare (ma poi se ti piace lo compri davvero? Vai davvero in libreria e tiri fuori dal portafoglio i 20-40 euro necessari?).

    I giornali li paghi prima di leggerli, i libri no?
    Quante volte hai letto solo qualche articolo di un giornale e poi lo hai gettato?

    > Io preferirei che i miei lettori si scarichino
    > gratuitamente i libri dal mio sito o altro, che
    > se lo leggano più o meno tutto (spererei) e poi
    > se gli è piaciuto possono decidere di farmi una
    > donazione con qualche click
    > on-line.

    Ok, nulla di male, ma e' una tua scelta. Google agli editori e agli altri autori questa scelta non la lascia.

    > Meno spese, meno inquinamento e la consapevolezza
    > che le donazioni spontanee sono frutto di persone
    > soddisfatte dalla lettura del
    > libro.

    Non ti offendere, ma parli da dilettante. Per te forse la soddisfazione e' sufficiente, ma nell'editoria moderna la soddisfazione non basta a pagare tutti i lavoratori del settore. Gente come te che si impegna nel proprio lavoro. C'e' gente che vive della vendita dei propri libri, studia, scrive, si informa e sgomita per farsi avanti. Il professionista, dalla cui opera dipende il reddito e la vita, sicuramente apprezza anche la soddisfazione, ma non basta. E' facile invocare la soddisfazione come premio, ma solo quando non ci coinvolge. Prova a non farti pagare nel tuo lavoro (lavoro, non hobby), se ti soddisfa e vedrai che gia' rabbrividisci all'idea.


    non+autenticato
  • E' un fatto però che l'editroia come la conosciamo oggi sparirà, non so bene come ma la digitalizzazione e la facilità nella dstribuzione via Internet cambieranno inevitabilmente le cose. Giusto e sacrosanto il diritto degli autori a vedere pagati i loro sforzi, ma c'è tutto un mondo di "rendita di posizione" che è minacciato: le librerie tradizionali, gli stampatori, le struttre di distribuzione dei libri che materialmente perderebbero molto lavoro ecc.
    Sono ancora forti e si lamentano, ma il loro destino è segnato.
    Purtroppo anche gli autori son miancciati: copiare, scannerizzare un libro e poi distribuirlo in rete o nei mercatini sottobanco in un cd-dvd rom sarà sempre più facile. Non mi riesce di immaginare niente di valido per correggere queste cose 8soprattutto per tutelare gli autori), se non l'inserimento a posteriori di pubblicità tramite un'agenzia super-partes (statale?) all'interno del libro. A posteriori e su decisione oculata di questa agenzia per evitare che a priori l'autore venga influenzato dagli inserzionisti publicitari nella redazione della sua opera e quindi a tutela della sua indipendenza e creatività.
    Mi rendo conto che suona un pò astrusa come idea (ed è comunque appena appena abbozzata), ma io non vedo molte alternative alla pirateria dilagante.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > E' un fatto però che l'editroia come la
    > conosciamo oggi sparirà

    (lol "editroia")
    Secondo me non e' un fatto.
    Si diceva lo stesso dei giornali anni fa.
    Eppure non e' stato cosi'.

    Non sono nemmeno sparite le case editrici musicali, che producono un bene volatile fruibilie ovunque e che sono sotto assedio dal P2P, figuriamoci quelle cartacee, che producono beni fisici, che chiunque puo' fruire senza pile ovunque.
    Io credo che l'editoria elettronica si affianchera' a quella tradizionale.
    La piu' grande batosta al libro e' stata la televisione, con il suo arrivo la gente ha smesso di leggere (e di fare figli).
    Se il libro e' sopravvisuto a questo, terra' bene con internet,che a differenza della televisione, gli dara' molto spazio.
    non+autenticato

  • - Scritto da:

    > Se il libro e' sopravvisuto a questo, terra' bene
    > con internet,che a differenza della televisione,
    > gli dara' molto
    > spazio.
    Secondo me no.Basta che arrivino sul mercato dei mini portatitli tascabili , magari con schermo che si apre a libro, delle dimensioni di un librino non rilegato e a costi
    non proibitivi e la diffusione dell'editria elettronica esploderà e con essa la pirateria sui libri con la sparizione dei libri fisici.
    Poi non è vero che per la musica non è cambiato ninete. Gli editori e autori musicali sono sotto assedio!
    Semmai il problema che tutela un pò più il futuro dei libri è che leggere è più impegnativo che non ascoltare un brano musicale in mp3 (magari correndo nel parco o dormicchiando sul treno dei pendolari).
    non+autenticato

  • > > Se il libro e' sopravvisuto a questo, terra'
    > bene
    > > con internet,che a differenza della televisione,
    > > gli dara' molto
    > > spazio.
    > Secondo me no.Basta che arrivino sul mercato dei
    > mini portatitli tascabili , magari con schermo
    > che si apre a libro, delle dimensioni di un
    > librino non rilegato e a
    > costi non proibitivi

    la diffusione dell'editria
    > elettronica esploderà e con essa la pirateria sui
    > libri con la sparizione dei libri
    > fisici.
    > Poi non è vero che per la musica non è cambiato
    > ninete. Gli editori e autori musicali sono sotto
    > assedio!

    Si ma non sono SCOMPARSI come qualcuno prospetta per gli editori di libri. E non ci sono nemmeno i mini portatitli tascabili che hai descritto, mentre nella musica si.

    Per cui chi dice che scompariranno gli editori, non si e' guardato bene attorno.

    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > E non ci sono nemmeno i mini portatitli
    > tascabili che hai descritto,

    Per esserci ci sono e già permettono di leggere il giornale (mi pare che sia Repubblica ad aver fatto una cosa del genere, se n'era parlato proprio su Punto-Informatico qualche mese fa), solo che il costo è ancora troppo alto. Tempo qualche anno e scenderanno alla portata di tutti.
    Quello che manca oggi a una copia digitale di un libro (o un fumetto, o un giornale) è la comodità di lettura ovunque. Stamparsela da soli è costoso e in buona parte non dà un risultato accettabile a meno di non spendere altri soldi per rilegare etc.
    Quando saranno sul mercato a prezzi accessibili questi mini-schermi che potrai portarti ovunque (in bagno, in treno, in aereo) allora l'editoria tradizionale sarà saltata a pié pari dagli autori per andare direttamente al digitale.
    Lo dimostra il fatto che la stessa Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze (la più grande d'Italia) ha iniziato tempo fa la lenta opera di digitalizzazione dei volumi (specie di quelli più preziosi, ma l'obiettivo è farlo per tutti).


  • - Scritto da: Brontoleus
    >
    > - Scritto da:
    > > E non ci sono nemmeno i mini portatitli
    > > tascabili che hai descritto,
    >
    > Per esserci ci sono e già permettono di leggere
    > il giornale (mi pare che sia Repubblica ad aver
    > fatto una cosa del genere, se n'era parlato
    > proprio su Punto-Informatico qualche mese fa),
    > solo che il costo è ancora troppo alto.

    Quindi mi dai ragione, come li aveva descritti (non esosi) non ci sono ancora.

    > Lo dimostra il fatto che la stessa Biblioteca
    > Nazionale Centrale di Firenze (la più grande
    > d'Italia) ha iniziato tempo fa la lenta opera di
    > digitalizzazione dei volumi (specie di quelli più
    > preziosi, ma l'obiettivo è farlo per
    > tutti).

    Si ma e' una operazione legale, le biblioteche possono, hanno il consenso degli autori ed editori.
    non+autenticato


  • > Per cui chi dice che scompariranno gli editori,
    > non si e' guardato bene
    > attorno.


    non voglio criticare chi, ormai è palese nel tuo caso, con le case editrici ci campa e vive con paura il fatto che il ruolo degli editori andrà progressivamente diminuendo, ma di fatto il futuro è quello. si possono fare leggine illiberali quanto si vuole ( coem quella che limita gli sconti praticabili sui libri nei supermercati) ma il mercato alla fine prevale. e se gli utenti preferiranno il formato elettronico, gli editori dovranno accettare questa sfida o sparire.
    non+autenticato


  • - Scritto da:
    >
    >
    > > Per cui chi dice che scompariranno gli editori,
    > > non si e' guardato bene
    > > attorno.
    >
    >
    > non voglio criticare chi, ormai è palese nel tuo
    > caso, con le case editrici ci campa e vive

    Critica pure, non e' il mio caso.

    > paura il fatto che il ruolo degli editori andrà
    > progressivamente diminuendo, ma di fatto il
    > futuro è quello. si possono fare leggine
    > illiberali quanto si vuole ( coem quella che
    > limita gli sconti praticabili sui libri nei
    > supermercati) ma il mercato alla fine prevale. e
    > se gli utenti preferiranno il formato
    > elettronico, gli editori dovranno accettare
    > questa sfida o
    > sparire.

    Sono d'accordo, purche' non si creda che Google e' la salvezza della cultura.
    E' solo un altro editore piu' grosso e moderno.
    non+autenticato
  • - Scritto da:

    > Fallo pure e poi distribuiscilo su internet.
    > Non vedo pero' giustificata l'azione di Google,
    > che danneggera' e cambiera'
    > l'editoria.

    L'editoria sta vivendo di rendita da un bel
    pezzo.
    Un bello scossone non puo' che fare bene...

    > Belli i propositi culturali, ma di fatto Google
    > sta prendendo gratis quello che gli editori
    > pagano.

    Uh, vediamo...

    > Essi pagano l'autore,

    Ok.

    > la selezione dei testi,

    Vale solo per i nuovi autori. Mica selezioneranno quelli affermati, vero?

    > la pubblicazione,

    Ok, ma con un dettaglio: Google non mi da'
    il libro fisico. Se lo voglio, me lo devo
    comunque comprare...

    > i materiali,

    Fa parte del punto precedente, direi.
    Oppure chiarisci meglio.

    > la distribuzione

    Scarsa efficienza?

    > promozione.

    Vedi oltre.

    > Google si taglia un bel po' di lavoro e
    > di spese, li copia.

    Google paga alcune spese (digitalizzazione,
    promozione).
    Mi pare che pero' quello che dia fastidio sia
    sostanzialmente la perdita della promozione.
    Nel senso che l'editore ha meno forza contrattuale nei confronti dell'autore.
    Questo va a vantaggio degli autori e a svantaggio degli editori.
    Considera poi che un nuovo autore potrebbe (magari
    non adesso, ma in futuro) saltare a pie' pari l'editore (che non e' piu' necessario nel 200X) e distribuisca il libro solo tramite Google.
    Credo che siano pensieri come questi che fanno
    rabbrividire gli editori...
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > God Fuck Business ,avanti cosi Google !

    DelusoDelusoDeluso

    Google e' notoriamente no profit, vero ?

    Cambiano i musicicsti, ma la musica e' sempre la stessa (fra poco protetta da drm)Triste
    non+autenticato
  • Quando si parla di cultura si fottano pure gli editori, se non sanno adattarsi dovrebbero affidare gli affari a chi li sa curare anche nel mondo digitale. Io ho sempre sognato una biblioteca infinita racchiusa in unico oggetto portatile, che differenza c'e' con una biblioteca tradizionale a mia disposizione? E in biblioteca ho letto gratuitamente anche libri recenti.
    Nel vecchio modo di non vedere le cose non c'e' bisogno di internet, nel mondo di internet non c'e' bisogno del vecchio modo di non vedere le cose.


    - Scritto da:
    >
    > - Scritto da:
    > > God Fuck Business ,avanti cosi Google !
    >
    > DelusoDelusoDeluso
    >
    > Google e' notoriamente no profit, vero ?
    >
    > Cambiano i musicicsti, ma la musica e' sempre la
    > stessa (fra poco protetta da drm)
    >Triste
    non+autenticato
  • - Scritto da:
    > Quando si parla di cultura si fottano pure gli
    > editori

    Gli editori vivono di libri ma fanno anche cultura. Sono loro a sceglierli, comprarli, pubblicarli e distribuirli. Un lavorone sai, per questo e' corretto pagare i libri.
    Prova a farne uno da solo, poi ritorna a scrivere insulti se sei capace.

    > se non sanno adattarsi dovrebbero
    > affidare gli affari a chi li sa curare anche nel
    > mondo digitale.

    Sanno adattarsi bene, ma non sono Google e non hanno i suoi mezzi, Adattati a Google, se ci riesci.
    Adattarsi, certo, e' quello che Google chiede agli altri, non il contrario.
    Google vuole vendere i libri al posto degli editori, e prendersi la sua fetta.
    Senza chiedere il permesso e senza "adattarsi" a nessuno, anzi scavalcando le leggi di tutti i paesi.
    Prova ad andare in copisteria a duplicare un lbro dicendo che e' per la cultura e che si fo****o. Tu non puoi, Google lo sta facendo e per fini di profitto, non culturali come faresti tu, ci guadagnera' milioni, altro che cultura, e' una bandierina che sventolano per abbindolarti.

    > o ho sempre sognato una
    > biblioteca infinita racchiusa in unico oggetto
    > portatile,

    Bello.

    > che differenza c'e' con una biblioteca
    > tradizionale a mia disposizione?

    Che se tu li avessi in digitale, non sarebbero piu' oggetti, ma informazioni.
    Un apocalisse nel mercato, che passerebbe da beni a servizi. E passerebbe di mano quindi.
    Si impoveriranno gli editori, si arricchira' Google. Un passo avanti?
    Alla lunga per i lettori penso di si, ma non e' certo una bella azione filantropico-culturale come vogliono far credere, e' una invasione di mercato con i cannoni.
    Ovviamente la scusa fa presa, dici cultura e tutti annuiscono, non importa se a distrubuire cultura si fa torto morale, economico e legale a chi la fa e l'ha fatta fino ad oggi. Spuntano su subito i paladini della gigantesca multinazionale Google, mascherata da fanciulla benefattrice, che a colpi di slogan...

    > Nel vecchio modo di non vedere le cose non c'e'
    > bisogno di internet, nel mondo di internet non
    > c'e' bisogno del vecchio modo di non vedere le
    > cose.

    ... si fanno usare.


    non+autenticato
  • - Scritto da:

    > Gli editori vivono di libri ma fanno anche
    > cultura. Sono loro a sceglierli, comprarli,
    > pubblicarli e distribuirli. Un lavorone sai, per
    > questo e' corretto pagare i
    > libri.

    E' corretto pagare gli autori.
    Gli editori, nel 200x, semplicemente non
    servono piu'.
    L'autore puo' usare Internet per farsi
    conoscere e vendere.
    Affidare a una stamperia 'on demand' le
    eventuali richieste di copie cartacee.
    L'editore, figura necessaria nel secolo
    scorso, non serve piu'.

    > Prova a farne uno da solo, poi ritorna a
    > scrivere insulti se sei capace.

    Ma parli di scrivere? Nessun editore SCRIVE
    libri.

    > Sanno adattarsi bene, ma non sono Google e non
    > hanno i suoi mezzi, Adattati a Google, se ci
    > riesci.
    > Adattarsi, certo, e' quello che Google chiede
    > agli altri, non il contrario.

    Benvenuto nella globalizzazione.
    Il pesce grande mangia il pesce piccolo.
    La rendita e' finita, il call center aspetta.

    > Prova ad andare in copisteria a duplicare un lbro
    > dicendo che e' per la cultura e che si fo****o.

    Leggi corporative a tutela di minoranze non
    necessarie ma organizzate.

    > Tu non puoi, Google lo sta facendo e per fini di
    > profitto, non culturali come faresti tu, ci
    > guadagnera' milioni, altro che cultura, e' una
    > bandierina che sventolano per
    > abbindolarti.

    Anche la pretesa degli editori di fare cultura
    e' una bandierina, o non te ne sei accorto?

    > Un apocalisse nel mercato, che passerebbe da beni
    > a servizi. E passerebbe di mano quindi.
    > Si impoveriranno gli editori, si arricchira'
    > Google. Un passo avanti?

    Per chi?
    Per Google si.
    Per gli editori no.
    Per i lettori?

    > Alla lunga per i lettori penso di si, ma non e'
    > certo una bella azione filantropico-culturale
    > come vogliono far credere, e' una invasione di
    > mercato con i cannoni.

    Vedi sopra: la globalizzazione, ecc.
    non+autenticato
  • > > Gli editori vivono di libri ma fanno anche
    > > cultura. Sono loro a sceglierli, comprarli,
    > > pubblicarli e distribuirli. Un lavorone sai, per
    > > questo e' corretto pagare i
    > > libri.
    >
    > E' corretto pagare gli autori.
    > Gli editori, nel 200x, semplicemente non
    > servono piu'.

    Non servono piu'.. quanto hai ragione...
    Allora credo che sarai pronto a leggere i libri francesi in francese, quelli russi in russo, quelli portoghesi in portoghese, ecc.
    Ovviamente impaginati dall'autore stesso, magari in corpo 16 comics sans.
    Ah tra l'altro se non servono piu' allora Google perche' ne vuole prendere il posto?

    > L'autore puo' usare Internet per farsi
    > conoscere e vendere.

    No, gli occorre un numero ISBN per farsi distribuire da Google.
    Sai quanto costa? Una cifra che sono gli editori ad affrontare, perche' per meno di 20 libri non merita.

    > Affidare a una stamperia 'on demand' le
    > eventuali richieste di copie cartacee.
    > L'editore, figura necessaria nel secolo
    > scorso, non serve piu'.

    Sorride

    > > Prova a farne uno da solo, poi ritorna a
    > > scrivere insulti se sei capace.
    >
    > Ma parli di scrivere?

    Ho parlato di scrivere? no.

    > Nessun editore SCRIVE libri.

    Quindi evidentemente parlavo di pubblicarli, no?
    Fare libri. Ne hai mai fatto uno?

    > > Sanno adattarsi bene, ma non sono Google e non
    > > hanno i suoi mezzi, Adattati a Google, se ci
    > > riesci.
    > > Adattarsi, certo, e' quello che Google chiede
    > > agli altri, non il contrario.
    >
    > Benvenuto nella globalizzazione.
    > Il pesce grande mangia il pesce piccolo.
    > La rendita e' finita, il call center aspetta.

    Si ma almeno non scambiamo il pesce grande per il paladino della cultura contro il male.

    > > Prova ad andare in copisteria a duplicare un
    > lbro
    > > dicendo che e' per la cultura e che si fo****o.
    >
    > Leggi corporative a tutela di minoranze non
    > necessarie ma organizzate.

    Evidentemente queste inutili minoranze organizzate non riescono a tutelarsi da Google nonostante le leggi.
    E' davvero un pescione quello che e' arrivato. Eppure gli applausi si sprecano.

    > > Tu non puoi, Google lo sta facendo e per fini di
    > > profitto, non culturali come faresti tu, ci
    > > guadagnera' milioni, altro che cultura, e' una
    > > bandierina che sventolano per
    > > abbindolarti.
    >
    > Anche la pretesa degli editori di fare cultura
    > e' una bandierina

    E allora perche' bisogna credere a Google se ci dice le stesse bugie, dato che le conosciamo? Diciamo pane al pane per tutti. Altro che "Vai Google falli fuori" .
    non+autenticato


  • > E' davvero un pescione quello che e' arrivato.
    > Eppure gli applausi si
    > sprecano.

    qualcosa impedisce agli editori di fare la stessa cosa? google è l'unico portare esistente su internet? msn e yahoo e amazon sono forse delle caccole? non mi pare.se questo affare si rivelerà profittevole arriveranno anche loro, magari facendo prezzi più bassi o allettando gli autori con percentuali più alte.

    quanto al lavoro di traduzione : vai su liberliber.it, li ci sono decine di testi che vengono tradotti, senza bisogno di affittare giganteschi uffici con centinaia di persone.

    le case editrici , esattamente come tante altre realtà produttive, devono capire che hanno fatto il loro tempo . lo hanno capito tante altre categorie, non vedo perchè gli editori debbano avere un trattamento privilegiato. vanno a morire? chissenefrega.
    non+autenticato


  • - Scritto da:
    >
    >
    > > E' davvero un pescione quello che e' arrivato.
    > > Eppure gli applausi si
    > > sprecano.
    >
    > qualcosa impedisce agli editori di fare la stessa
    > cosa?


    Si la legge, NON PUOI duplicare libri senza consenso.

    > quanto al lavoro di traduzione : vai su
    > liberliber.it, li ci sono decine di testi che
    > vengono tradotti, senza bisogno di affittare
    > giganteschi uffici con centinaia di
    > persone.

    Tu si che sei un genio.

    > le case editrici , esattamente come tante altre
    > realtà produttive, devono capire che hanno fatto
    > il loro tempo.

    E' vero, c'e' liberliber, siamo a posto.

    > lo hanno capito tante altre
    > categorie, non vedo perchè gli editori debbano
    > avere un trattamento privilegiato. vanno a
    > morire?

    Ammetterai che al loro posto lotteresti per difenderti.
    Non vedo perche' odiarle per questo. Non vedo perche' saltare di gioia per Google quando fiata "cultura".
    Come gli editori, lo fa per "bilancio".
    non+autenticato

  • > Si la legge, NON PUOI duplicare libri senza
    > consenso.

    esiste il diritto di citazione. sotto una certa percentuale un'opera protetta può essere citata (google ne mette on line solo alcune pagine)
    hanno fatto


    > E' vero, c'e' liberliber, siamo a posto.

    c'è liberliber.itm c'è books.google, e con il tempo ci sarano molti altri siti


    > Ammetterai che al loro posto lotteresti per
    > difenderti.

    già. ma a ciascuno la propria battaglia, e le battaglie si vincono coi muscoli. e google ( ma dietro google, se questo business prende piede, arriveranno msn ebay amazon e yahoo)ha più muscoli della più grande casa edistrice dle mondo.

    > Non vedo perche' odiarle per questo. Non vedo
    > perche' saltare di gioia per Google quando fiata
    > "cultura".
    > Come gli editori, lo fa per "bilancio".


    il motivo è presto detto. per secoli gli editori hanno fatto i padroni della cultura, spesso affamando autori che finivano in miseria per contratti capestro. ora tocca a loro cavalcare la tigre . eco il motivo per cui in questa storia tutti fanno il tifo per google.
    non+autenticato


  • - Scritto da:
    >
    > > Si la legge, NON PUOI duplicare libri senza
    > > consenso.
    >
    > esiste il diritto di citazione. sotto una certa
    > percentuale un'opera protetta può essere citata
    > (google ne mette on line solo alcune pagine)

    Google mette online una parte ma duplica tutto, andando ben oltre la citazione.

    > il motivo è presto detto. per secoli gli editori
    > hanno fatto i padroni della cultura, spesso
    > affamando autori che finivano in miseria per
    > contratti capestro. ora tocca a loro cavalcare la
    > tigre . eco il motivo per cui in questa storia
    > tutti fanno il tifo per
    > google.

    Che e' il nuovo padrone.

    non+autenticato
  • eco il motivo per cui in questa storia
    > > tutti fanno il tifo per
    > > google.
    >
    > Che e' il nuovo padrone.


    si ma mentre a mondadori nessuno fa realmente concorrenza, c'è una mezza dozzina di portali che fanno concorrenza a google.
    non+autenticato