Confinare i siti porno in un cyberdistretto

Questa una delle misure di una proposta di legge che negli USA si scaglia anche contro le riprese effettuate con spycam senza il permesso di chi viene ripreso

Washington (USA) - Una proposta di legge federale negli Stati Uniti si propone di relegare i siti che contengano materiale pornografico in domini con una estensione riconoscibile, ad esempio.prn. Secondo la proposta, allo stesso modo dovrebbero essere trattati i siti che contengono espressioni di odio razziale e in generale quel materiale che possa essere considerato dannoso per i minori.

Queste sono alcune delle normative proposte da una senatrice democratica, Mary Landrieu, e ampiamente promosse dalla star televisiva Angie Harmon.

Quella di confinare i siti pornografici o comunque "dannosi per i minori", definizione inevitabilmente piuttosto vaga, non è peraltro un'idea nuova. Se ne parlò, e molto, quando l'ICANN dovette valutare le proposte per il lancio di nuove estensioni di dominio internazionali, tra le quali erano state inserite da alcune aziende anche le.xxx. Ma l'ICANN, in quell'occasione, si rifiutò di creare il "distretto a luci rosse" della rete. Ora le cose potrebbero cambiare.
Tra le altre misure proposte, anche quella di considerare reato, in tutto il territorio americano, riprendere con telecamere spia persone che non abbiano dato il loro consenso a farlo. Una misura richiesta dopo il clamoroso caso di una cittadina americana, ripresa per mesi di nascosto, che non è riuscita a far condannare l'autore di quelle riprese rubate per l'assenza di una legge specifica nel proprio stato.

L'idea della proposta non è quella di colpire usi legittimi delle riprese, come quelli legati alla sicurezza, ma di rendere un reato specifico "lo scopo lascivo" delle stesse, con pene che possono arrivare a 10 anni di carcere se chi viene ripreso ha meno di 18 anni.
TAG: pornoweb
4 Commenti alla Notizia Confinare i siti porno in un cyberdistretto
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    Chiamamolo TELEBANANIA
    non+autenticato
  • Vaglielo a spiegare alla senatrice americana che i pochi siti che ancora riescono a trarre profitti dalla rete sono per l'appunto quelli porno. Prova anche a ricordarle che essendo questi nella piena legalita' mal digerirebbero l'espropriazione di domini magari pagati fior fiore di ? (www.sex.com per dirne uno) e che essendo il loro commercio di materiale pornografico l'estensione .com gli e' propria. Non esistevano gia' (almeno sulla carta) i domini .sex ? Aggiungici che le nuove generazioni di "minori" bypasserebbero un filtro che inibisca i siti .prn magari con un semplice Dns lookup; e i siti di free hosting?I newsgroup a carattere erotico li mettiamo su news.tin.prn? Le porcherie peggiori (leggi illegalita') di certo non stanno su un dominio .com quindi questa genialata non prevenirebbe i minori dall'entrare in contatto con realta' inquietanti come la pedofilia o lo snuffing. Il passo sucessivo e' dichiarare guerra ai dns che abbiano in cache i domini .prn? Gli americani eccellono in quanto a battaglie bigotte..
    non+autenticato
  • Condivido quanto da te detto.
    non+autenticato
  • Purtroppo l'ignoranza ha come conseguenza la paura e dunque la voglia di censurare
    non+autenticato