NSA progetta l'intercettazione del Web

Il Web 2.0 è il terreno di caccia per l'intelligence americana. Lo rivela il New Scientist, che avverte: l'intelligence americana inizia a ravanare nei social network. Lo spettro del programma Total Information Awareness

Washington (USA) - Ci siamo: come avevano predetto alcuni tra i più critici osservatori, l'intelligence americana non ha alcuna intenzione di rinunciare al preziosissimo serbatoio di informazioni rappresentato dal cosiddetto "Web 2.0" o, per meglio dire, da alcuni dei servizi che maggiormente caratterizzano questa celebre definizione dell'evoluzione della rete.

Sono i cosiddetti social network, infatti, ad essere entrati a pieno titolo nel terreno di caccia ai dati delle persone della NSA - National Security Agency, il braccio più potente e ricco dei Servizi segreti americani.

A rivelarlo è un'inchiesta del New Scientist: l'autorevole rivista scientifica ha infatti messo insieme un paio di rapporti presentati da funzionari del Dipartimento di Stato e di società vicine alla NSA, definendo i reali scopi delle nuove attività di rilevamento in rete. Il quadro che ne esce è impressionante e ricorda da vicino gli archiviati ma mai morti progetti del TIA, il famigerato progetto dell'ammiraglio Poindexter (nella foto qui sotto), il Total Information Awareness.
Il quartier generale di NSAL'idea di NSA è piuttosto ovvia, secondo il giornale scientifico: oltre ad incrociare i database delle telecomunicazioni con quelli commerciali e finanziari, che già consentono all'intelligence di costruire nutriti dossier personali su chiunque ritenga utile tenere d'occhio, i Servizi possono ora mettere le mani sulle molte informazioni che nei network sociali in rete milioni di individui postano a beneficio di chi ne fa parte.

Dai blog ai network di siti come myspace fino alle chat online e a molti diversi generi di comunità, da quelle dedicate ai professionisti sino a quelle frequentate dagli adolescenti, il web contiene una miniera sempre più ricca di dati personali a cui non è difficile, per chi già controlla i sistemi di telecomunicazione e di connettività, associare altre informazioni di cui già si dispone. Il risultato è un nuovo database, ricolmo di profili dettagliati, di cui NSA potrà fare ciò che crede: difficile immaginare peraltro che in un paese come gli Stati Uniti, in cui le intercettazioni di massa vengono legalizzate, dove prosperano nel silenzio sistemi come Echelon, le istituzioni decidano di fermare quanto sta avvenendo prima che prenda corpo e diventi strumento operativo dei Servizi.

"NSA - spiega il New Scientist - sta perseguendo i suoi progetti volti ad intercettare il web, dal momento che i dati delle telecomunicazioni hanno un raggio limitato. Possono essere usati solo per costruire un'immagine essenziale della rete di contatti sociali di un individuo, un processo definito talvolta come unire i punti. Insiemi di persone in gruppi fortemente connessi tra loro diventano palesi, così come persone con poche connessioni che possono apparire come intermediari tra questi insiemi. L'idea è di verificare quanti ?gradì separino una persona, ad esempio, dai membri di una organizzazione ritenuta criminale".

L'ammiraglio del TIASi tratta, dunque, di andare più in là nella raccolta di informazioni e completare quella documentazione di base con una messe di altri dati provenienti, questa volta, dall'impulso stesso dell'individuo nell'era digitale a condividere le proprie esperienze, il proprio modo di essere, persino i propri gusti, il proprio orientamento sessuale e via dicendo all'interno di comunità elettroniche. Sfruttare queste nuove informazioni, incrociandole con quelle già in possesso di NSA, evidentemente, realizza in buona parte il "sogno" di Poindexter, a suo tempo affossato dal Congresso ma, come accennato, mai veramente defunto.

Se fino ad oggi tutto questo era reso complesso dai diversi formati e tecnologie, dai molti diversi strumenti utilizzati, oggi con l'avvento del cosiddetto Web semantico, che in nuce rappresenta una nuova era della comunicazione tra le persone, per NSA tutto diventa più facile.

Tra le prove dell'interesse di NSA per questa evoluzione della rete, fin qui vissuta da molti pionieri del web come l'alba di un mondo nuovo, anche un documento, denominato Semantic Analytics on Social Networks, disponibile in pdf, in cui i ricercatori spiegano come incrociare i dati di network sociali e altri database. Uno studio per alcuni versi inquietante che tra i suoi finanziatori trova proprio un'agenzia legata mani e piedi alla NSA. "Questi sistemi - spiega uno degli autori dello studio - fanno sì che sia molto più facile scovare relazioni tra le persone. Abbiamo individuato connessioni che prima non avremmo mai scoperto".

L'articolo del prestigioso settimanale americano si chiude con l'invito a pensarci due volte prima di divulgare in rete proprie informazioni. "Forse è tempo - scrive l'autore dell'inchiesta - di premere il pulsante Delete".
45 Commenti alla Notizia NSA progetta l'intercettazione del Web
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  • Una volta esisteva gente capace di saper giudicare la gentwe con un solo sguardo.
    Ora, pur considerando i limiti di tale capacità, guardate la faccia del tipo della foto, e ditemi, gli affidereste qualcosa d'importante di vostro?

    E a Tremonti, gli prestereste 5 euro?
    non+autenticato
  • E ti sbaglieresti. La foto è molto brutta, ricorda una foto segnaletica, ma si tratta di un eroe, che che collaborò strettamente col Presidente Reagan.
    non+autenticato
  • Grazie a queste tecnologie entro pochi anni il crimine sarà solo storia, entro breve queste telecamere riusciranno a distinguere gli individui (grazie alle nuove tecnologie potranno confrontare dettagli come ad esempio l'iride degli occhi ma non solo) e così non solo vedere cosa sta accadendo, ma pure individuare in breve il soggetto. Naturalmente tutto ciò avverà dopo una schedatura globale. Finalmente vivremo in una società perfetta, senza crimine, senza violenza, senza terrorismo. Evviva, evviva!
    non+autenticato
  • negli anni sucessivi avremo il bozzolo e la presa della corrente col buco dietro la nuca.
    non+autenticato

  • Zitti schiavi, lo faccio per il vostro bene.

    L'avete visto anche voi, i terroristi non colpiscono mai le persone di potere come me (amenochè non siano dalla loro stessa parte, si sà, sono stupidi e quindi si danno la zappa sui piedi da soli), ma anzi, sapendo che vi amo colpiscono sempre panettieri, salumieri, e passeggeri di qualche mezzo che porta la gentucola a lavorare.
    Quindi, è per amor vostro tutto questo controllo.

    Ma quanto vi amo?
    non+autenticato
  • MA NON HAI CAPITO CHE IL CRIMINE SONO LORO? IL CRIMINE E' IL GOVERNO STESSO!!!
    non+autenticato
  • L'informazione la puoi pilotare tu, perché sei tu che sei al centro della loro attenzione.
    Poi, se ti girano i maroni, basta andare in un blog e scrivere post e commenti in cui dici che ti piacciono le acciughe bollite per vedere le quotazioni delle azioni dei mercanti di pesce raddoppiare. Provare per credere. Tutto questo per dire che se so di essere controllato, mi può far comodo difforndere informazioni ad arte per condizionare il mercato a mio piacimento senza farlo credere. "Signori della NSA, a me piacciono le lucertole fritte. Ne mangio in grande quantità tutti i giorni e le condisco con la maionese". Bene, ora mi aspetto che qualche azienda americana mi venga ad offrire lucertole e maionese in scatola.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > L'informazione la puoi pilotare tu, perché sei tu
    > che sei al centro della loro
    > attenzione.
    > Poi, se ti girano i maroni, basta andare in un
    > blog e scrivere post e commenti in cui dici che
    > ti piacciono le acciughe bollite per vedere le
    > quotazioni delle azioni dei mercanti di pesce
    > raddoppiare. Provare per credere. Tutto questo
    > per dire che se so di essere controllato, mi può
    > far comodo difforndere informazioni ad arte per
    > condizionare il mercato a mio piacimento senza
    > farlo credere. "Signori della NSA, a me piacciono
    > le lucertole fritte. Ne mangio in grande quantità
    > tutti i giorni e le condisco con la maionese".
    > Bene, ora mi aspetto che qualche azienda
    > americana mi venga ad offrire lucertole e
    > maionese in
    > scatola.


    Vedi, in rete non finirebbe solo quello che dici tu e che controlli direttamente tu, ma anche gli acquisti che fai con la tua carta di credito (hai mai dato un'occhiata allo scontrino del supermercato?), le telecamere a circuito "chiuso" (sempre piu' spesso in rete per risparmiare) ecc... ecc... ecc...

    A quel punto scatterebbero i controlli incrociati: tu affermi che ti piacciono le lucertole fritte, ma al supermercato (o dal pizzicagnolo, non importa) hai comprato lonza e formaggio, non c'e' nessun filmato di te che zompetti per prati & campi a caccia di lucertole... al 99% hai mentito.

    Leggiti 1984, va', che cosi' avrai un'idea molto piu' chiara (e drammatica) di cosa vuole NSA, che gli piaccia o meno.

    >GT<
    non+autenticato
  • ... se non hai niente da nascondere ?

    Cominciamo a dire che rovesciare i termini del problema è un modo quantomeno singolare di affrontare la questione.

    Partiamo invece da principi fondamentali, postulati che non necessitano di dimostrazione, giustificazione od approvazione.

    "La privacy è un diritto fondamentale ed inalienabile dell'individuo, esattamente come libertà di parola e di pensiero."

    Non si tratta di idee originali od estremistiche; due secoli fa questi principi erano già scolpiti nel pensiero illuministico, e sono stati ben recepiti in quello splendido (ed individualistico) sogno che è la Costituzione degli Stati Uniti, ed in misura minore, ma comunque fondamentale, nella Costituzione Italiana.

    È facile anche spiegare perché i due principi sono strettamente interconnessi e si pongono in contrasto con la pervasività dei poteri "forti", economici, politici e religiosi.

    La libertà di parola richiede, in generale la possibilità di anonimato poiché espone l'individuo a forme di pressione che non possono essere equilibrate in maniera formalizzata; d'altra parte forme limitate di "pubblico anonimato" sono ricorrenti nella storia, dai Greci a Pasquino, e dimostrano l'esistenza di questa esigenza fondamentale.

    La privacy, cioè la possibilità di limitare l'accesso alle proprie idee, alle proprie informazioni, è l'altra faccia della medaglia; la libertà di decidere cosa esternare implica la possibilità di mantenere riservate o segrete alcune informazioni, a sola discrezione degli individui.

    La libertà individuale è la forza equilibratrice di tutti i poteri sovra-individuali; in assenza di essa questi poteri tendono, storicamente ed inevitabilmente ad occupare tutta la sfera del sociale, riducendo od annullando le libertà individuali.

    Perché ci sia equilibrio, mediazione, perché possa esistere un contratto sociale ci deve essere una spinta equilibratrice a questa invadenza, che non può che venire dagli individui.

    Non devono quindi essere gli individui a giustificare una richiesta di privacy e di anonimato, come non devono giustificare altre richieste di libertà ed autodeterminazione; al contrario sono i poteri forti che, in regimi che si dicono democratici e libertari, devono avere il consenso dei singoli per ottenere anche piccole e brevi eccezioni a questi principi generali.





    E perché l'esigenza di "nascondersi" in Internet ?

    Perché Internet, che rappresenta un potere enorme per l'individuo in termini di possibilità di informarsi ed informare, mette un potere ancora più grande nelle mani di chi voglia spiare, controllare, censurare e reprimere.

    Ciascuno di noi, quando pubblica pagine web, scrive mail, chatta o semplicemente naviga tra i siti web, diffonde intorno a sé una quantità incredibile di informazioni, fatte di file di log, controllo di accessi, messaggi su mail list e su news, ma anche (purtroppo) intercettazioni, selezioni ed archiviazioni permanenti del traffico di rete.

    Il fatto che ogni individuo che si muove in internet, come del resto in qualunque altra parte della società dell'informazione, produca e diffonda dati personali attorno a sé ha ispirato la creazione di un nuovo temine informatico,





    Infosmog

    L'infosmog descrive apponto la "nuvola" di dati personali che l'individuo produce e diffonde, quasi sempre in maniera inconsapevole, attorno a sé. L'analogia però finisce qui; non si tratta infatti di inquinamento; chi produce infosmog produce e cede informazioni personali, che sono ricercate ed ambite da una quantità di organizzazioni ed individui, che ne fanno una preziosa merce di scambio e di arricchimento, spesso a danno dell'individuo.

    Prendiamo ad esempio le carte fedeltà, comunissime in tutti i supermercati, ed analizziamone le conseguenze.

    La percezione e la giustificazione formale di queste carte è che l'utente viene fidelizzato all'ente che emette la carta, e riceve in cambio sconti e/o un migliore servizio, personalizzato sulle esigenze individuali; questo è senz'altro vero, ma si tratta solo di una faccia della medaglia.

    Pochi si soffermano a pensare che utilizzare una carta fedeltà vuol dire informare un ente delle proprie dettagliate abitudini; che cosa mangiamo, cosa leggiamo, quanto beviamo, quanti preservativi compriamo (o non compriamo) e quando, quali farmaci (e quindi quali sono i problemi di salute) e così via.

    Ancora meno persone si rendono conto che questi dati vengono acquisiti direttamente in forma digitale, e possono essere trattati, elaborati, sommati, incrociati con altri dati, e permettere così di scoprire, in maniera automatica, economica ed incontrollabile particolari incredibili sulle nostre vite.
    non+autenticato


  • Negli Stati Uniti sono già stati documentati casi di persone ammalate (e guarite) di un tumore che non sono più riuscite ad avere mutui da banche, o a trovare lavoro perché ospedali e case farmaceutiche avevano venduto i loro dati personali, che erano serviti a banche, assicurazioni ed agenzie di informazioni, per costruire database di persone "a rischio" che non rappresentavano buoni affari.

    Possiamo quindi affermare, senza possibilità di smentita che



    I dati personali, questi mi-sconosciuti

    sono frequentemente un pericolo per gli individui, ed un utile strumento, ed anche una lucrosa merce di scambio, per le organizzazioni.

    Una ulteriore dimensione del problema, che sfugge ad un'analisi superficiale come quella che abbiamo esposto, è quella della durata e della diffusione dei dati.

    I dati digitali, contrariamente a quelli cartacei nei faldoni e nei fascicoli conservati dalle anagrafi, dai dottori, dalle assicurazioni, dai Carabinieri, dalle circoscrizioni elettorali, dagli investigatori privati e dalla portinaia (che non usa carta ma ha una memoria lunga) sono naturalmente eterni, liberamente ed economicamente duplicabili ed elaborabili in qualsiasi momento e per qualsiasi scopo.

    I principi di riservatezza che la legge 675/96 (la famosa Legge sulla Privacy) pone a tutela dell'individuo (possibilità di richiedere la correzione o la distruzione dei dati personali archiviati) sono praticamente inapplicabili in situazioni reali in cui i dati sono stati copiati, trasmessi, elaborati e venduti in un numero ignoto di copie e di archivi.

    Almeno, in Italia ed in buona parte dell'Europa vige il principio generale che i dati individuali sono e rimangono sempre di proprietà dell'individuo, che ha quantomeno la possibilità teorica di far valere questi suoi diritti in un'improbabile causa civile.

    Al contrario, nell'ombelico della società dell'informazione, gli Stati Uniti, i dati non appena trasmessi ad un ente qualsiasi, cessano di essere proprietà dell'individuo e diventano proprietà dell'ente che li ha raccolti, che può legittimamente farne l'uso che ritiene. Non esiste quindi neppure una teorica possibilità di impedirne l'uso, a meno di dimostrare dolo o danno diretto.

    La durata dei dati digitali rispetto a quelli cartacei è un 'altra fonte di preoccupazione per gli individui; infatti, almeno in generale



    I dati digitali sono eterni

    Il sistema socio-economico "perde" la capacità di dimenticare e di cancellare; in questo contesto i dati personali, accumulandosi, possono arrivare a schiacciare e distruggere la privacy individuale. L'accumulazione dei dati, nel senso di



    Aggregazione di dati

    da fonti diverse, ne moltiplica la significatività e quindi il potere, nel bene e nel male; purtroppo riduce contemporaneamente le già quasi solo teoriche possibilità di controllo, e così provenienze, obblighi e responsabilità sbiadiscono fino a scomparire del tutto.

    Cosa resta quindi ? Restano definizioni asettiche quali



    Profilazione degli utenti

    che, pur garantite da presunte anonimizzazioni ed accorpamenti, terminano spesso, specie fuori dalla Comunità Europea, con sistematiche violazioni della sfera privata che potrebbero definirsi senza esagerazione un genocidio della privacy.



    Ma internet è nata libera, si o no ?

    Internet si è sviluppata in una "nicchia ecologica" tecnicamente e storicamente rara.

    Chiesta da militari, che volevano le loro reti di comando e controllo resistenti ad attacchi nucleari, finanziata prima da loro e poi dall'equivalente del CNR americano, cresciuta nelle aziende di alta tecnologia che la consideravano uno strumento di lavoro, esplosa a causa del web, dei siti porno e del commercio elettronico.

    In questa storia non ci sono motivi per supporre che queste condizioni di libertà siano permanenti, anzi, qualunque analisi porta a concludere che non sono destinate a durare (almeno non in questa forma), vista la "naturale" contrarietà alla deregolamentazione della maggioranza delle forze economiche e politiche.



    Ma Internet è libera e lo resterà sempre !

    Per rispondere in tre parole - non è vero! Le tecnologie su cui internet si basa non sono pensate per tutelare la privacy; del resto non sono pensate nemmeno per essere sicure, ma questa è un'altra storia.

    Internet è "naturalmente" controllabile, come lo sono tutte le tecnologie informatiche; sono necessari appositi accorgimenti, software, protocolli e soprattutto comportamenti perché si possa raggiungere un ragionevole livello di privacy individuale.

    Uno degli slogan più famosi dell'informatica è "Information wants to be free"



    L'informazione vuole essere libera ...

    ... ma non è affatto detto che ci riesca. La libertà dell'informazione, come del resto tutte le altre libertà, non è cosa che venga da sola, che sia regalata o che comunque possa essere data per scontata. La libertà va cercata, praticata e difesa, come ben sapevano e sanno tutti quelli che adesso e nella storia ne hanno sperimentato la mancanza.



    ... e per tutti questi motivi, eccoci qui!
    non+autenticato
  • ecco un post realmente intelligente
    blackout
    non+autenticato
  • Veramente interessante, se ti loggavi ti davo subito un punto!

  • - Scritto da: puffetta
    > Veramente interessante, se ti loggavi ti davo
    > subito un
    > punto!


    registrazione su sito = altro infosmog

    un'altro anonimo
    non+autenticato
  • Quoto tutto!

    Ehm, a quando il virus, personalizzabile dal solito "Sig. Rossi Mario", che va a caccia dei suoi dati personali, ovunque risiedano, per scovarli e distruggerli?
    Sarebbe interessante...Sorride


  • - Scritto da:
    > ... se non hai niente da nascondere ?
    >


    concisamente mi verrebbe da rispondere: perchè quando vado in bagno a ca*are, preferisco farlo con la porta chiusa, anche se tutti possono immaginare cosa stia facendo...
    mra
    12
  • La soluzione c'è:

    Spacciarsi sempre per Mario Rossi e crittografare qualsiasi comunicazione.

    ...e mai dare l'autorizzazione per la cessione a terzi dei propri dati personali...(però tanto quelli se li vendono sottobanco).

    ____________________________
    ...più sicuro:

    Cambiate nome (tanto la frittata ormai è fatta) e andate a vivere nel deserto del gobi senza nulla di elettrico.
    ____________________________

    ps. mi dispiace per Mario Rossi (se la piglieranno tutti con lui)
    non+autenticato

  • Divulgate meno informazioni possibili e divulgatele false; in genere le statistiche sono affidate ai software che sono meno intelligenti nel classificare l'utenza.
    Se ve lo chiedono dite che non siete mai andati a votare in vita vostra; se dovete dare l'indirizzo modificate il numero civico; avete il 10? scrivete 10/c e poi 10/d per un altro cosi' se un giorno verra' usato in quella maniera sapete da dove l'informazione e' uscita.
    Sul pc non usate MAI il vostro nome e cognome, niente indirizzi o riferimenti a cognomi, per gli amici usate solo soprannomi ed evitate Outlook che troppe informazioni passa all'explorer?
    Attenti alle compravendite online, purtroppo la traccia che lasciate con la carta di credito e' indelebile quindi attenti ai servizi che comprate.
    Ricordatevi sempre che i dati raccolti oggi su di voi verranno usati fra 5-10 anni quindi e' bene evitare di distribuirli adesso.
    Ricordatevi che Google fra ip e cookies traccia l'attivita' degli utenti per anni, se reinstallate il sistema ma non avete cambiato l'ip riesce a riagganciarsi al vostro precedente; su Firefox potete impedire il salvataggio dei cookies a tutti i siti che volete, usateo, e usate anche la possibilita' di account multipli su firefox per distinguere fra navigazione web e aquist/pagamenti, IE e' un distributore di informazioni eccezzionale.
    E inoltre, google mail non cancella la posta, preferite le email gratuite dei piccoli provider anche se l'accesso e' solo web.
    Ricordate che Bush ha vinto nel 2004 perche' e' riuscito a NON consegnare qualche milione di certificati elettorali a chi avrebbe votato Kerry nei paesi chiave evitando anche chi non votava, come faceva a sapere in anticipo ogni elettore per chi avrebbe votato?
    Ricordatevi inoltre che l'azienda che gestisce i database degli italiani per comuni e province etc. appartiene al nano portatore di democrazia.
    Le liste nere delle banche vi hanno insegnato niente? (mi scuso, non ricordo il nome corretto).
    uando comprate un televisore non lasciate il vostro nome, ne comprai uno su CentroHL e da allora la Rai mi da' tuttora la caccia sebbene viva in casa dei miei gia' abbonati.
    E ribadisco, laddove siete costretti a lasciare i vostri dati e aggiungere informazioni addizionali non scrivete mai la verita'; in futuro ne gioverete quando le aziende e tutti gli altri futuri non avranno un profilo utile su di voi, io lo faccio da anni e i rusltati li vedo gia' di fronte alle forzature di banche, assicurazioni e telefonia.
    Qualcuno dice di usare Tor, e' un'ottima idea, anche l'ip che il forum di PI sta memorizzando su questo messaggio non e' il mio e non sto usando IE come suggerisce il browser.
    A casa i miei pc sono chiusi come scatole nere e senza (il mio intervento) le partizioni non sono accessibili.
    Molti conoscono i miei gusti musicali, pochi amici e familiari le mie tendenze politiche, nessuno conosce le mie deviazioni sessuali, nemmeno a casa o mi guarderebbero male.
    Diquesto messaggio non rimane ne cache ne' cookie sul pc.
    non+autenticato
  • ..io invece non collego il pc ad internet, non esco di casa, non compro nulla e vivo di quello che mi dà l'orto. La poca energia necessaria ad accendere il pc deriva da una turbina attivata dal torrentello che passa a fianco del giardino e che mi serve pure per irrigare. Per scaldarmi d'inverno, se fa freddo, uso una coperta che mi sono fabbricato. Se fa più freddo uso due coperte che mi sono fabbricato.....Dai, io non voglio vivere come un ricercato. Se non ci fossero i tuoi il contratto enel come lo fai, dando i dati falsi? Se ti assunono da qualche parte ti fai pagare in contanti ogni mese facendo la transazione dentro un garage buio? Va bene la privacy, ma anche fornire dati falsi è reato (non sto parlando di servizi fuffa che cercano di sapere tutto di te, sto parlando di cose che servono). Poi se non accetti il trattamento dei dati la maggior parte dei servizi semplicemente non li puoi attivare, ed il consenso deriva da una legge sulla privacy. Il problema vero è preservare il diritto alla privacy a livello legislativo, far applicare le leggi e ridimensionare l'influenza dell'industria. Diverso il discorso per i propri dati personali come mail, file etc, su cui sono d'accordo a crittografare e fare in modo di tenere tutto nel più stretto riserbo. Ciao
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    Modificato dall' autore il 14 giugno 2006 13.42
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    Modificato dall' autore il 14 giugno 2006 13.45
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    Modificato dall' autore il 14 giugno 2006 13.46
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    Davz
    189
  • --- CUTTONE ---

    Maschio adulto, 30 anni circa. Meridionale. Elettore di sinistra (forse estrema), omosessuale (o peggio), evasorefiscale. Ha effettuato acquisti tramite CHL. Discrete conoscenze informatiche. Ha una webmail. Usa un sistema operativo MS. È facilmente localizzabile qualora dovesse rendersi necessario.

    Se ne riescono ed estrapolare di informazioni, anche da un semplice testo anonimo. Certo niente nome e cognome, ma all'occorrenza (anche usando TOR che se necessario può essere forzato) c'è modo di ottenere anche queste informazioni.
    non+autenticato
  • Hai azzeccato solo le piu' chiare ma non ha molta importanza nel complesso del discorso, probabilmente passando tutti i messaggi che ho postato su PI si potrebbe denotarne alcuni che sicuramente ho scritto io e raccolgiere altre informazioni, volevo anche scrivere molte altre cose ma per vari motivi non l'ho fatto e se anche una sola persona trova informazioni utili nel mio messaggio precedente allora significa che e' servito.
    L'importante e' che quando mi presento con il nome Mario Rossi scritto nella carta d'identita' da una qualunque parte non abbiano informazioni che possono sfruttare soprattutto contro di me, lo fanno gia' le banche per esempio e tutti lo sanno ma il rischio e' che un giorno lo facciano tutti.
    non+autenticato
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