
Roma - Un titolo apparentemente allarmista richiede subito una spiegazione: la comunità Fon, in particolare quella italiana, costituita ad oggi da 2229 persone, si trova in una doppia situazione di pericolo, sia dal punto di vista legale che da quello informatico.
Fon è un progetto
nato qualche tempo fa, allo scopo di creare una comunità di utenti (detti appunto "foneros") che, tramite opportuni access point wireless collegati alle proprie ADSL flat, creassero una struttura di accesso wireless pervasiva, non centralizzata e gratuita.
Il progetto ha attraversato alcuni notevoli cambiamenti ed adesso si è evoluto in una iniziativa commerciale, portata avanti da una società spagnola, FON Technology S.L. non quotata in borsa, che ha ricevuto finanziamenti sia da Google che, pare, da Skype, con la quale presenta diverse similitudini in termini di piano di marketing.
La rete conta su circa 20mila punti di accesso al mondo di cui oltre 2mila in Italia.
La situazione organizzativa attuale prevede che gli utenti che vogliono utilizzare la rete Fon (in questo caso definiti di tipo "Linus") debbano registrarsi ed installare un router wireless Fon collegandolo con la propria linea ADSL.
Un router Fon non è altro che un router Linksys WRT54Gx o Netgear di modello opportuno, modificato caricandovi sopra un firmware ad hoc, fornito da Fon. Questo firmware è ottenuto utilizzando due noti software GPL che sono una distribuzione GNU/Linux chiamata
OpenWRT e
Chillispot.
Chi si è registrato al sito di Fon.com, registrando successivamente anche il suo router, abilita il suo username all'utilizzo di tutti gli hotspot Fon al mondo.
Chi non potesse o non volesse eseguire tutte le operazioni necessarie per costruire un router Fon funzionante, può approfittare di una interessante offerta di Fon.com che vende un Linksys WRT54GL già modificato a prezzi stracciati; nel trascorso mese di maggio questo prezzo è variato da 25 ad 1 (dicasi 1) euro, di fronte ad un valore commerciale del router di oltre 60 euro. È da notare che le spese di spedizione e le tasse aggiungono altri 24 euro al costo, e che se il router non viene collegato alla rete e registrato entro 30 giorni, FON Technology si riserva di addebitare al mancato fonero altri 25 euro.
Visto che il progetto è portato avanti non da una fondazione benefica ma da una società privata, dove è il business, che ha addirittura interessato Google?
Per quello che è dato di sapere, prossimamente dovrebbero essere definiti altri due tipi di foneros oltre quelli "Linus", che sono i soli attualmente esistenti, i quali si chiameranno "Bill" ed "Alien".
Mentre i Linus continueranno ad avere e fornire accesso gratuito tra loro, gli utenti Bill (dotati di router) faranno pagare tramite FON Technology agli utenti Alien (non dotati di router) una certa quota oraria, che verrà suddivisa tra FON Technology ed il possessore del punto di accesso utilizzato.
Non entriamo qui nella bontà o meno di questo piano di marketing. È comunque il caso di notare che Fon.com è oggi una iniziativa commerciale il cui controllo gestionale, commerciale e tecnologico, è completamente centralizzato nelle mani di FON Technology. Si tratta quindi di cosa ben diversa da altre iniziative no-profit e collettive come ad esempio
NYCwireless, che vogliono costruire lo stesso tipo di struttura, ma su base esclusivamente volontaria e gratuita, utilizzando tecnologie non centralizzate ma distribuite dette "reti mesh" come
Pebble.
Una partecipazione diretta a Fon ha rivelato alcuni punti critici del progetto, che fanno sorgere dubbi sulla opportunità di iniziare o continuare a parteciparvi.