giovedì 29 giugno 2006

Nuovi vecchi computer per la Scuola italiana

Questa la proposta del Progetto Butterfly che punta sul riutilizzo di sistemi in disuso, su tecnologie software miste e su una serie di nuove funzionalità da offrire agli istituti. Spendere poco ed ottenere molto

PI: Quindi non pensate ad un Linux per le singole postazioni
MC: Riguardo la questione dell'alternativa fra Windows o Linux come sistema che offra l'ambiente di lavoro all'utente, è obiettivo il divario di immediatezza d'uso ed ancor più di implementazione di programmi settoriali e non "generalisti". Mi riferisco cioè a banche dati installabili dall'utente per la giurisprudenza, la medicina, la letteratura ecc., o a gestionali per scopi particolari, oppure ad interfacce d'interazione con molti prodotti tecnologici di consumo. Un divario che tuttora persiste tra l'ambiente operativo Windows e tutti gli altri.

PI: Chi installa materialmente la nuova rete ad esempio in un'aula di informatica, ci pensate voi? Quanto costa alla scuola un intervento di questo tipo? Se i PC non ci sono li fornite voi?
MC: L'intervento sui PC Obsoleti è molto semplice ed è illustrato sul nostro sito web, a questo indirizzo.
Per ora non abbiamo ancora una procedura standard per l'installazione della parte Server e la trasformazione del Client. Grazie alle esperienze maturate nell'attuale fase di sperimentazione stiamo delineando una procedura standard che potrà essere applicata da chiunque con un minimo di competenze informatiche.
Per ora le installazioni vengono effettuate da nostri tecnici.

A breve termine saranno organizzati mini-corsi di formazione per poter eseguire le procedure di installazione direttamente da parte dei fruitori o degli eventuali consulenti o tecnici di riferimento.
Per ora non esistono listini. Quando verranno creati prevederanno unicamente il costo del servizio di installazione per ogni singolo client, più il costo del supporto di memoria (DOM).
PC trasformati Pentium 133 - 32MB + Celeron 300 - 32MBPI: Parlate di un "chip" che trasforma il PC in un videoterminale. Di cosa si tratta esattamente, come funziona e come viene prodotto? Perché utilizzarlo?
MC: Il termine "chip" da noi utilizzato ha valore riassuntivo e schematico, con il fine di offrire un'indicazione pratica di un aspetto della revisione dell'hardware da noi effettuata anche per chi non possiede una preparazione specifica e nozioni tecniche nel campo e pertanto non è avvezzo a certe categorie tecnologiche.
Il recupero e riuso delle vecchie macchine richiede una procedura di revisione, rigenerazione e collaudo, allo scopo di individuare solo componentistica tutt'ora valida e funzionante, eventualmente apportando dei rimpiazzi oltre alle solite operazioni di ricostituzione.

Di tutti i componenti di un PC, quelli con parti meccaniche in movimento sono i più suscettibili di usura e perciò di guasti, e tra questi il disco fisso è in assoluto il componente sollecitato più intensamente e per questo il più soggetto a decadimento funzionale: per tali ragioni come dispositivo di memoria di massa ospitante il sistema ricorriamo ad una DOM, unità di memorizzazione ATA/IDE di ridotta capacità (comunque esuberante rispetto alle necessità del caso) senza parti in movimento, ed in questo modo assicuriamo ai beneficiari una ragionevole affidabilità delle macchine ripristinate.

PI: Chi c'è "dietro" Progetto Butterfly, vi ponete come un'iniziativa non profit?
MC: La nostra azienda si occupa di consulenza informatica. Il progetto Butterfly nasce direttamente dalle esperienze sistemistiche maturate dai nostri tecnici sia in ambiente Windows che Linux. Attualmente per le installazioni viene richiesto un contributo minimo da parte dell'utilizzatore che copre i costi di consulenza e di installazione.

In base ai risultati della sperimentazione, valuteremo se creare un ente non profit che raccoglierà hardware obsoleto per creare aule da regalare a centri di aggregazione giovanile o contro la dispersione scolastica.

PI: Il progetto è ormai attivo da diverso tempo, in quante scuole siete intervenuti? Quanti PC sono stati "rivitalizzati"?
MC: Il Progetto è attivo da circa 6 mesi. Abbiamo installato fino ad oggi 7 aule informatiche, 3 delle quali presso istituti di pubblica istruzione, per un totale di 103 computer (dei quali 54 forniti da noi e 49 presenti negli stessi istituti).
122 Commenti alla Notizia Nuovi vecchi computer per la Scuola italiana
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  • > Tra i benefici anche la sottrazione alla
    > dismissione, spesso assai inquinante, di
    > computer obsoleti

    Ma quale sottrazione... mica si vaporizzano? Al massimo vanno dismessi dopo, ma comunque andranno dismessi. Mi pare la solita furbata a breve termine italiana, dove se il problema è rimandato è come se fosse risolto.
    non+autenticato
  • E sono un linuxiano, ma tra il costo della mano d'opera per sistemare il bidone il flashdisch e la licenza terminal di Windows spendono quasi come prendere una PC nuovo entrylevel con un celeron 2800Mhz ...

    Usano Windows Server per andare in contro all' ottusaggine dei professori mica perche' un dekstop Linux sarebbe piu' difficile da usare.
    non+autenticato
  • il personale scolastico a stento sa accendere un pc, immagino che succederebbe affidando a costoro compiti decisamente più complessi...
    non+autenticato
  • Il Progetto Butterfly richiede meno preparazione di quanto si possa credere. Una volta creata l'aula multimediale Butterfly, la manutenzione richiesta è 100 volte inferiore a quella di un'aula normale
    non+autenticato
  • un server nx da 1000 euro è in grado di erogare una ventina di desktop remoti, sia in lan che su internet (persino tramite modem 56k), utilizzabili tramite computer 486dx o 386dx con w31 o w96 che abbiano un browser java compatibile o un piccolo modulo da 100kb installato in 10 secondi

    questo tipo di soluzione è targata made in Italy:
    nomachine.com
    e viene attualmente considerata la piu efficente in circolazione per quanto riguarda
    desktop remoti unix/linux

    naturalmente è multipiattaforma

    solo la profonda ignoranza di chi lavora nelle scuole e di chi si presume informatico impedisce di risparmiare montagne di denaro utilizzando queste soluzioni

    esiste naturalmente un server open per linux, freenx

    non+autenticato
  • NoMachine (NX) ci è noto: in sostanza, consiste nella canalizzazione in un proprio protocollo di rete dei vari protocolli di ditribuzione d'ambienti operativi (MS-RDP, XWindow-XRDP ecc.), ai fini di ottimizzazione; in definititiva, ciò comporta la necessità di componenti software aggiuntivi sul lato server e più in generale una maggiore articolazione dell'implementazione: per tali ragioni, ed in considerazione del fatto che il progetto mira ad implementazioni in sole LAN per le quali non serve un'ottimizzazion spinta, l'abbiamo escluso.
    Inoltre, in dettaglio la nostra implementazione sul lato terminal può arrivare anche a recuperare PC con dotazioni al ribasso fino ad un 486 con 8 MB di RAM, ma preferiamo evitare per non aggravare alcuni tempi di risposta.
    Ringraziamo per "solo la profonda ignoranza [...] di chi si presume informatico".
    Cordiali saluti.
    - Il sistemista referente tecnico per il rpogetto -
    non+autenticato
  • una buona proposta. Bisogna lodare chi ha iniziative di questo genere nei confronti della scuola sempre più sfinanziata e precariata.
    Sono tante le scuole italiane carenti di tutto che non hanno nemmeno un pc. Auguro di cuore a tutti gli interessati al Progetto Butterfly di riuscire nei loro intenti.Sorride
  • Ti ringraziamo della considerazione.
    Cordiali saluti.
    - Il sistemista referente tecnico per il progetto -
    non+autenticato
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