Fuoco e fiamme sulla nuova macchina della verità

Negli USA esplode la polemica sul dispositivo che legge le reazioni del cervello umano. ACLU chiede a Washington di fermarsi subito: bisogna prima provarne l'efficacia. Ma i militari vanno avanti

Washington (USA) - Gli attivisti di ACLU, la potente American Civil Liberties Union, hanno richiesto al governo degli Stati Uniti di fermare l'adozione di un nuovo prototipo di macchina della verità che utilizza la scansione a risonanza magnetica del cervello per individuare indizi neurologici di spergiuro.

L'amministrazione federale di Washington sarebbe già sul punto di avviarne l'uso in ambito forense, ma ACLU si oppone e ha richiesto "sperimentazioni sull'efficacia e sulla precisione" prima d'introdurre il macchinario nel circuito della giustizia pubblica. "Questo strumento provoca moltissime implicazioni profonde per la struttura della nostra società e per tutta l'umanità", ha detto Barry Steinhardt, direttore del dipartimento tecnologico di ACLU, "abbiamo il diritto di sapere come funzionano e soprattutto come verranno utilizzate".

Il progetto, supportato dal Dipartimento di Difesa e dalla National Security Agency, prevede l'uso di questa macchina della verità per situazioni legate ad accuse molto gravi, come quella d'appartenere ad associazioni terroristiche. "Non sappiamo ancora se queste tecnologie funzionano", ha detto Steinhardt, autore di una lettera indirizzata a tutte le più importanti componenti del governo americano coinvolte nel progetto.
I portavoce di ACLU sostengono che ben due modelli del dispositivo saranno pronti per essere immessi sul mercato a partire dal prossimo giugno. I cittadini statunitensi, al momento, non sanno se l'uscita di questa fantascientifica "macchina della verità" coinciderà con la sua adozione da parte delle forze dell'ordine.

"Siamo ancora all'inizio del viaggio scientifico dentro i segreti del cervello", ha scritto Steinhardt, "e prima che l'America inizi ad usare questi macchinari, dobbiamo capire esattamente come incastrarne il funzionamento all'interno dei meccanismi democratici". Il timore è quello di letture cerebrali falsate: se i giudici dovessero mai appellarsi alla macchina della verità con totale fiducia ed il macchinario subisse un malfunzionamento, il danno graverebbe tutto sulle spalle di imputati innocenti.

Una delle aziende che producono questo tipo di strumenti, la Cephos, promette un grado di accuratezza pari al 90%. Secondo uno studioso di bioetica e tecnologia forense della prestigiosa Università di Stanford, Hank Greely, l'avvento della "macchina della verità" a risonanza magnetica "ha violato l'ultimo santuario della privacy".

Tommaso Lombardi
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