Modena si diffonde via internet

Il Comune ha lanciato una serie di newsletter tematiche

Roma - Migliorare la comunicazione tra amministrazione e cittadino ma anche dare spazio e visibilità alle iniziative nei settori della cultura, del lavoro, della famiglia e via dicendo. C'è questo dietro il varo da parte del Comune di Modena di una serie di newsletter tematiche.

L'iniziativa si chiama "Uno X 1" e oltre a inviare le informazioni nella mailbox degli utenti consente anche la ricezione di SMS sul cellulare per chi è interessato.

Per iscriversi ad "Uno X 1" ci si può collegare alla pagina dedicata sul web della rete civica modenese: www.comune.modena.it/unox1
TAG: italia
7 Commenti alla Notizia Modena si diffonde via internet
Ordina
  • e' una cosa che noi cittadini 'non voluti' chiadiamo da sempre!
    non+autenticato
  • Che cosa vuol dire "non voluti" e sopratutto "bisogna"...
    Il comune addotterà il software che più gli conviene economicamente, opinione mia è che costa di più (in tempo e denaro) una personane che tenga in piedi un sito e un sistema in linux&C. rispetto di ad un sistema WIN dove si pagheranno si le licenze ma almeno la conoscenza di tale sistema non è di nicchia.
    Non venitemi a raccontare che un esperto linux si fa pagare meno di uno NT, magari anche il doppio visto che ce ne sono pochi in giro...
    non+autenticato


  • - Scritto da: Usul
    > Che cosa vuol dire "non voluti" e sopratutto
    > "bisogna"...
    > Il comune addotterà il software che più gli
    > conviene economicamente, opinione mia è che
    > costa di più (in tempo e denaro) una
    > personane che tenga in piedi un sito e un
    > sistema in linux&C. rispetto di ad un
    > sistema WIN dove si pagheranno si le licenze
    > ma almeno la conoscenza di tale sistema non
    > è di nicchia.
    > Non venitemi a raccontare che un esperto
    > linux si fa pagare meno di uno NT, magari
    > anche il doppio visto che ce ne sono pochi
    > in giro...


    Beh, questa obiezione viene fatta spesso quando si parla di sw open (sia nella PA che nell'industria).
    E' però un obiezione che tende a cadere se la selta viene fatta con consapevolezza e con apertura mentale.
    Mi spiego meglio: il discorso del costo della gestione dei sistemi va ovviamente affrontato e non è detto che la risposta ottimale sia Linux. Ma non è neppure detto che sia Windows. Dipende dai casi.
    non+autenticato
  • Ho schiacciato "Invia" troppo presto...

    Il free-software esiste anche per Windows e non è detto che questo possa rappresentare il compromesso migliore in molti casi.
    non+autenticato


  • - Scritto da: TeX
    > Ho schiacciato "Invia" troppo presto...
    >
    > Il free-software esiste anche per Windows e
    > non è detto che questo possa rappresentare
    > il compromesso migliore in molti casi.

    La testa al toro va tagliata.

    non+autenticato


  • - Scritto da: WinCow
    >
    >
    > - Scritto da: TeX
    > > Ho schiacciato "Invia" troppo presto...
    > >
    > > Il free-software esiste anche per Windows
    > e
    > > non è detto che questo possa rappresentare
    > > il compromesso migliore in molti casi.
    >
    > La testa al toro va tagliata.

    Beh, considera 3 alternative:

    1) 200¤ di Windows + 500¤ di Office.

    2) 200¤ di Windows + OpenOffice (senza problemi per gli utenti che si trovano a lavorare in un ambiente noto).

    3) Linux + OpenOffice (ma gli utenti potrebbero trovarsi a disagio su un s.o. diverso e comunque nel complesso più difficile da utilizzare. Inoltre rimane aperto il discorso della amministrazione).

    Possiamo anche stare quì a discutere che la soluzione migliore è la terza. Ma dubito che venga vista sempre di buon occhio. Adottare la seconda invece vorrebbe dire un risparmio di 500¤ per sistema installato. Soldi che possono essere investiti anche su sviluppi a medio termine in ambiente Linux o BSD.
       


    non+autenticato

  • - Scritto da: TeX
    >
    > 2) 200¤ di Windows + OpenOffice (senza
    > problemi per gli utenti che si trovano a
    > lavorare in un ambiente noto).
    >
    > Possiamo anche stare quì a discutere che la
    > soluzione migliore è la terza. Ma dubito che
    > venga vista sempre di buon occhio. Adottare
    > la seconda invece vorrebbe dire un risparmio
    > di 500¤ per sistema installato. Soldi che
    > possono essere investiti anche su sviluppi a
    > medio termine in ambiente Linux o BSD.
    Aggiungi magari un bel serverino dipartimentale SMB su OpenBSD o Suse/Caldera Linux, con tutte le features necessarie e amministrazione (quasi) zero, e il quadro è completo.
    Una volta si chiamavano implementazioni integrate multivendor, i nomi e le carrozzerie erano un pò diversi (Novell, Wyse, Bull, IBM, SUN, HP, Compaq, emulatori di terminale, token ring...) ma il concetto rimane assolutamente identico.
    non+autenticato