Neutralità, Google tira fuori i denti

BigG scuote il Congresso: se il principio di neutralità venisse eliminato, siamo pronti ad appellarci all'antitrust. Berners-Lee sottolinea: la Internet libera sta per finire, almeno negli USA

Washington (USA) - Il dibattito parlamentare sul futuro del principio di neutralità della rete, congelato dal parlamento federale americano, torna a far discutere: Google ha adottato toni minacciosi ed è passato all'attacco.

"Se non riusciamo ad ottenere il mantenimento dell'Internet neutrale con le nostre argomentazioni", ha detto il vicepresidente e superesperto Vint Cerf, "allora saremo costretti ad aspettarci il peggio e portare il caso direttamente all'attenzione dell'antitrust federale". Senza neutralità, gli utenti avrebbero differenti velocità d'accesso corrispondenti a differenti tipologie di content provider, in base ai singoli accordi tra soggetti ed operatori di telecomunicazione.

Il motore di ricerca di Mountain View non è certo la prima grande azienda che prende posizione contro il processo politico in corso: gli ISP nazionali, così come una cospicua maggioranza parlamentare, stanno facendo enormi pressioni affinché nasca la cosiddetta Internet a due velocità.
Per Tim Berners-Lee, inventore del Web, "la questione della neutralità della Rete è una cosa seria: milioni di persone stanno usando una tecnologia che ho creato senza dover chiedere il permesso a nessuno, ed ora sono preoccupato", ha detto il guru, "perché tutto questo potrebbe finire, almeno negli Stati Uniti".

Il concetto di neutralità, per Berners-Lee, è una questione di interoperabilità ed apertura riassumibile in poche parole: "Se pago per connettermi alla Rete ed avere una determinata qualità del servizio, ed altri pagano per averne una uguale o addirittura migliore, non dobbiamo avere problemi per comunicare tra di noi".

La richiesta della neutralità come fondamento per il futuro della Rete, specifica l'esperto, "non è una questione di volere Internet completamente gratis, oppure di non avere la possibilità di pagare di più per ottenere servizi di più alta qualità". Se le istituzioni statunitensi dovessero mantenere Internet così come è adesso, senza abolire quella che Berners-Lee chiama libertà di connessione, sarebbe necessario "regolamentare la Rete affinché rimanga sempre aperta, in quanto fondamento della società contemporanea, e non venga mai guidata dagli interessi a breve termine dei grandi ISP".

Malgrado l'accorato appello di Berners-Lee e le minacce di Google, ISP come Comcast continuano a sperare nel futuro "a doppio binario": una Internet pubblica a velocità discreta ed una Internet privata ad altissima velocità, accessibile soltanto agli utenti ed agli editori digitali disposti a pagare abbonamenti e servizi ad un prezzo maggiore.

Tommaso Lombardi
56 Commenti alla Notizia Neutralità, Google tira fuori i denti
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  • Neutralità?

    Perché i siti filonazisti vengono oscurati e i webmaster condannati mentre i siti filocomunisti hanno libertà di parola?

    Perché i siti contro l'immigrazione possono essere oscurati mentre i siti a favore dell'immigrazione no?

    Ma di quale neutralità stiamo blaterando?

    Esiste solo la legge del più forte che comanda sul più debole.

    Abbasso la legge mancino, chi l'ha votata e chi, avendo 5 anni di governo a disposizione, non l'ha abrogata.

    Vergogna.
    non+autenticato
  • - Scritto da:
    > Neutralità?

    > Perché i siti filonazisti vengono oscurati e i
    > webmaster condannati mentre i siti
    > filocomunisti hanno libertà di parola?

    Ovvio perche' hanno perso la guerra, e come spesso capita, il vincitore ha scritto la storia.

    Ovvio...

    > Perché i siti contro l'immigrazione possono
    > essere oscurati mentre i siti a favore
    > dell'immigrazione no?
    > Ma di quale neutralità stiamo blaterando?

    > Esiste solo la legge del più forte che comanda
    > sul più debole.

    > Abbasso la legge mancino, chi l'ha votata e
    > chi, avendo 5 anni di governo a disposizione,
    > non l'ha abrogata.

    > Vergogna.
    non+autenticato
  • ...gentilmente spiegarmi in due parole in significato di neutralità della rete?

    E soprattutto, cos'è il principio di neutralità? Quando e da chi è stato istituito?

    PI ne parla ogni settimana, ma puntualmente dimentica di chiarirne il significato. Imbarazzato

    Grazies
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > ...gentilmente spiegarmi in due parole in
    > significato di neutralità della
    > rete?
    >
    > E soprattutto, cos'è il principio di neutralità?
    > Quando e da chi è stato
    > istituito?
    >
    > PI ne parla ogni settimana, ma puntualmente
    > dimentica di chiarirne il significato.
    >Imbarazzato
    >
    > Grazies

    anch'io stesso dubbio
    Imbarazzato
    non+autenticato
  • Rete uguale per tutti? Newbie, inesperto
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Rete uguale per tutti? Newbie, inesperto

    Quindi rischiamo di non avere una rete uguale globale? Ognuno nel prossimo futuro creerà una rete privata limitata per zone/nazioni?

    Ma a questo punto anche il nome Internet sarebbe inappropriato. Triste

    Chiediamo a PI di fare per favore chiarezza su questo argomento con un qualche articolo di redazione facile facile da far capire a tutti noi tontini... in particolare:

    Cosa, Chi, Perchè, Cui prodest? Newbie, inesperto

    non+autenticato
  • - Scritto da:
    > ...gentilmente spiegarmi in due parole in
    > significato di neutralità della
    > rete?
    >
    > E soprattutto, cos'è il principio di neutralità?
    > Quando e da chi è stato
    > istituito?
    >
    > PI ne parla ogni settimana, ma puntualmente
    > dimentica di chiarirne il significato.
    >Imbarazzato
    >
    > Grazies

    Ci provo io, le solite manie di grandezza Occhiolino
    Neutralità della rete significa che ogni nodo deve trattare nello stesso modo il traffico che riceve. In pratica ogni incrocio (nodo) dell'autostrada deve trattare ogni auto (pacchetto) che passa in modo uguale.
    Non è possibile, ad esempio, decidere che le auto che vengono da Sud passano solo se non ci sono auto che vengono da ovest e così via.
    Non si possono fare favoritismi al semaforo.
    Questo garantisce tutti gli utenti ed evita guerre tra operatori.

    Il principio è insito nella struttura della rete (anche se non saprei dirti se è contenuto in qualche RFC) e credo sia una condizione contrattuale per connettersi, io mi impegno a far passare i pacchetti del resto della rete e il resto della rete si impegna a far passare i miei perchè in caso contrario non è più garantito il funzionamento (se il mio nodo butta i pacchetti del vicino antipatico, se quest'ultimo reagisce facendo altrettanto, e quei due nodi connettono una sottorete, questa potrebbe finire per essere isolata) oppure semplicemente ho connesso un parassita (lui sfrutta il resto della rete per collegarsi, ma non da' nulla in cambio perchè non inoltra i pacchetti del resto della rete attraverso se stesso, prende senza dare e questo comportamento uccide il sistema, se si diffonde).

    Ora alcuni ISP sostengono che differenziando il trattamento dei pacchetti in transito sulla loro rete possono offrire un servizio migliore a chi paga di più. Quindi in condizioni di traffico passano i pacchetti deli amici e si buttano quelli di chi non paga la mazzetta.
    La parte divertente è che la mazzetta rischia di pagarla chi viene discriminato, perchè l'editore che paga il provider per avere la precedenza (o essere l'unico a passare quando la rete è congestionata) chiaramente ricaricherà sul servizio che offre (ad esempio il film) la mazzetta che gli chiede il provider. Alla fine è un modo per aumentare i profitti del provider a scapito del buon funzionamento del sistema.
    Infatti mantenendo la neutralità della rete i provider saranno costretti ad aumentare la banda delle dorsali per permettere la fruizione dei servizi a grande utilizzo di banda (come i video in streaming, la pay-per-view, ecc.) e di questo aumento ne beneficierebbero tutti (giusto, visto che tutti pagano per quel servizio), quindi anche chi fa un limitato uso di banda (es: e-mail).
    Se passa la non-neutralità, invece, il provider potrà ridurre la banda ai servizi poco remunerativi (es: e-mail, ftp, p2p) ed assegnarla a chi paga di più, ottenendo che risparmia sugli investimenti (non aggiunge banda, la sposta da qualcuno a qualcun'altro) e aumenta i profitti (chi pagava già per i servizi attuali si ritrova a pagare come prima, ma per qualcosa di più scadente, chi vorrà i servizi avanzati dovrà pagare di più, ma gli sembrerà normale perchè è un servizio nuovo, ha i suoi costi, no?).
    Come effetto collaterale ci sarà la possibilità di rendere più difficile la vita agli outsiders, quelli ad esempio che offrono gratis il loro tempo per fare cose utili, perchè non pagando saranno comunque limitati.

    Spero di esserti stato d'aiuto. Naturalmente lo scenario che ho descritto è un opinione personale, ma mi sembra ben fondata su fatti rilevanti.

    Ciao,
    Marlenus
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    Modificato dall' autore il 06 luglio 2006 12.52
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  • - Scritto da: Marlenus

    intanto ti ringrazio per dritta ma mi nasce comunque un dubbio...

    > Se passa la non-neutralità, invece, il provider
    > potrà ridurre la banda ai servizi poco
    > remunerativi (es: e-mail, ftp, p2p) ed assegnarla
    > a chi paga di più, ottenendo che risparmia sugli
    > investimenti (non aggiunge banda, la sposta da
    > qualcuno a qualcun'altro) e aumenta i profitti
    > (chi pagava già per i servizi attuali si ritrova
    > a pagare come prima, ma per qualcosa di più
    > scadente, chi vorrà i servizi avanzati dovrà
    > pagare di più, ma gli sembrerà normale perchè è
    > un servizio nuovo, ha i suoi costi,
    > no?).

    ciò appena detto non è già una normale realtà commerciale (buona o brutta che sia)?

    mi spiego, io posso avere alice e il mio vicino di casa tiscali, noi due paghiamo prezzi diversi per servizi e banda diversi

    se voglio 100 MBps devo ovviamente pagare molto di più

    Che casino... In lacrime
    non+autenticato
  • - Scritto da:
    > ciò appena detto non è già una normale realtà
    > commerciale (buona o brutta che
    > sia)?
    >
    > mi spiego, io posso avere alice e il mio vicino
    > di casa tiscali, noi due paghiamo prezzi diversi
    > per servizi e banda
    > diversi
    >
    > se voglio 100 MBps devo ovviamente pagare molto
    > di
    > più

    Quello è un vincolo del cosiddetto "ultimo miglio", ossia la connessione tra il tuo punto rete e la centrale più vicina.
    Una volta raggiunta la dorsale, il tuo pacchetto vale come quello degli altri, nel senso che ci possono essere rallentamenti, ma omogenei (tutti ne soffrono, non esistono corsie preferenziali per le "auto blu").

    Nello scenario che ti ha spiegato, AFAIK, il tuo pacchetto è marchiato a vita come meno importante, quindi viaggerà lentamente anche in caso di banda disponibile.
    In patica si rende artificiosamente più o meno prezioso un bene (la banda disponibile) per poterne differenziare i costi, a vantaggio di chi vende.
    non+autenticato
  • - Scritto da:
    > - Scritto da:
    > In patica si rende artificiosamente più o meno
    > prezioso un bene (la banda disponibile) per
    > poterne differenziare i costi, a vantaggio di chi
    > vende.

    Hai colto la sostanza della mia posizione. Nella mia visione delle cose, la non neutralità è una manovra anticompetitiva che ha lo scopo di creare scarsità artificiosa per lucrarci sopra.

    Un po' come se le autostrade permettessero l'ingresso solo delle auto dei comuni che gli pagano il pizzo. Per gli altri, attesa all'ingresso di 10 minuti, giusto per creare un po' di coda e fare pressioni per ottenere l'obolo. Un vero e proprio ritorno al medioevo, tipo il "casellante" del ben noto film con Troisi.
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    Modificato dall' autore il 06 luglio 2006 14.36
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  • - Scritto da:
    > - Scritto da:
    > > ciò appena detto non è già una normale realtà
    > > commerciale (buona o brutta che
    > > sia)?
    > >
    > > mi spiego, io posso avere alice e il mio vicino
    > > di casa tiscali, noi due paghiamo prezzi diversi
    > > per servizi e banda
    > > diversi
    > >
    > > se voglio 100 MBps devo ovviamente pagare molto
    > > di
    > > più
    >
    > Quello è un vincolo del cosiddetto "ultimo
    > miglio", ossia la connessione tra il tuo punto
    > rete e la centrale più vicina.
    >
    > Una volta raggiunta la dorsale, il tuo pacchetto
    > vale come quello degli altri, nel senso che ci
    > possono essere rallentamenti, ma omogenei (tutti
    > ne soffrono, non esistono corsie preferenziali
    > per le "auto
    > blu").
    >
    > Nello scenario che ti ha spiegato, AFAIK, il tuo
    > pacchetto è marchiato a vita come meno
    > importante, quindi viaggerà lentamente anche in
    > caso di banda disponibile.

    e chi di assicura che questo non accada già oggi, ad esempio la banda per il download i musica a pagamenti va sempre a gonfie vele, mentre l'asino è lento come un mulo Rotola dal ridere

    >
    > In patica si rende artificiosamente più o meno
    > prezioso un bene (la banda disponibile) per
    > poterne differenziare i costi, a vantaggio di chi
    > vende.

    chi decide tutto ciò? con quali autorizzazioni?

    e in italia qual è lo scenario?

    scusate se rompo ma l'argomento è molto interessante e non ci sono on line pagine informative chiare
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > > Nello scenario che ti ha spiegato, AFAIK, il tuo
    > > pacchetto è marchiato a vita come meno
    > > importante, quindi viaggerà lentamente anche in
    > > caso di banda disponibile.
    >
    > e chi di assicura che questo non accada già oggi,
    > ad esempio la banda per il download i musica a
    > pagamenti va sempre a gonfie vele, mentre l'asino
    > è lento come un mulo
    > Rotola dal ridere

    Se hai seguito le polemiche verso un ben preciso operatore, c'è chi ha già provato sul campo la tecnologia "band shaping" (chissà perchè c'è sempre un bel nome per ogni porcata inventata dal marketing!). Credo che tutti gli operatori abbiano fatto prove in proposito, ma i più seri si sono astenuti anche delle prove in field (cioè sugli utenti veri) e si sono fermati al laboratorio. Comunque non sono molto aggiornato sull'argomento.

    >
    > >
    > > In patica si rende artificiosamente più o meno
    > > prezioso un bene (la banda disponibile) per
    > > poterne differenziare i costi, a vantaggio di
    > chi
    > > vende.
    >
    > chi decide tutto ciò? con quali autorizzazioni?

    Il diritto della forza.
    Unica difesa il libero mercato Rotola dal ridere

    >
    > e in italia qual è lo scenario?

    Non sono aggiornato in proposito, quindi mi astengo dal buttar lì, ma se qualcuno con le mani in pasta vuole parlare, anche anonimamente, siamo quì in ascolto.

    >
    > scusate se rompo ma l'argomento è molto
    > interessante e non ci sono on line pagine
    > informative
    > chiare
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    >
    > - Scritto da: Marlenus

    > > Se passa la non-neutralità, invece, il provider
    > > potrà ridurre la banda ai servizi poco
    > > remunerativi (es: e-mail, ftp, p2p) ed
    > assegnarla
    > > a chi paga di più

    > ciò appena detto non è già una normale realtà
    > commerciale (buona o brutta che
    > sia)?
    >
    > mi spiego, io posso avere alice e il mio vicino
    > di casa tiscali, noi due paghiamo prezzi diversi
    > per servizi e banda
    > diversi
    >
    > se voglio 100 MBps devo ovviamente pagare molto
    > di
    > più
    >
    > Che casino... In lacrime

    Due aspetti.
    E' vero che provider diversi offrono servizi diversi, ma stiamo parlando del rapporto contrattuale con i loro utenti. Primo, è fatto alla luce del sole. Le differenze si vedono (purtroppo alcune solo dopo aver provato) e si firmano. Quindi la tua libertà di scelta è salvaguardata dal mercato, ammesso che non si formino cartelli o intese anticompetitive.
    Secondo, malgrado i contratti a cui siamo abituati in italia, il traffico che generi tu "dovrebbe" essere trattato uniformemente, cioè non importa che sia un pacchetto che porta una pagina web o un pezzo di file. Se vogliono trattare diversamente "dovrebbero" scriverlo nel contratto, altrimenti ti dovresti poter appellare al fatto che il servizio offerto non risponde alle tue esigenze per fatti che non potevi conoscere al momento della stipula del contratto e ascrivibili alla controparte (in pratica, contratto annullabile). Parliamo di teoria, comunque. Prova a vincere una causa di questo tipo in Italia.

    Il secondo aspetto è più importante. Quando si parla di neutralità della rete non si parla solo del rapporto contrattuale tra te e il tuo provider, ma anche del rapporto tra i vari provider. Se tu stai comunicando con il server X che ha come provider tizio, la non neutralità potrebbe significare che il tuo provider caio è in guerra commerciale con tizio e quindi lascia passare i suoi pacchetti solo nel primo secondo di ogni minuto (e non negli altri 59) oppure solo fino ad un massimo di un pacchetto ogni 10 e così via. Questo influisce su di te che sei cliente del tuo provider caio (e sono fatti vostri).
    Ma le reti non sono interamente connesse (sarebbe improponibile che ogni provider americano fosse direttamente collegato con ogni provider asiatico). Quindi per comunicare con tizio un utente di meio potrebbe dover passare per caio.
    Ma caio limita tutto il traffico verso tizio.
    Questa è la non neutralità che uccide la rete. Un organismo che non ha nessun rapporto contrattuale con me, che sono utente di meio, limita il mio servizio, violando il principio che i pacchetti in transito devono essere trattati come gli altri.
    E quindi danneggia qualcuno che non può difendersi. Se tu non sei contento del servizio di caio, cambi e vai con tizio. Se siete in tanti, caio capisce e corregge i suoi errori o fallisce. Il sistema continua a funzionare. Si chiama libero mercato.
    Ma senza la neutralità, caio può colpire chi non ha alcun rapporto con lui, e quindi pensare di far bene (o convincersi, che è più comune) e nessuno può farci niente.
    Caio diventa un parassita. Sfrutta le risorse degli altri (per comunicare all'esterno) e non da nulla in cambio. Ci guadagna, e diventa più competitivo verso i concorrenti. A questo punto i concorrenti devono o fare lo stesso o bloccare caio. Bloccare caio significa conteziosi infiniti ma soprattutto significa che una parte della rete non è più raggiungibile o comunque troppo lenta per essere utile (gli utenti di caio).
    Se fanno lo stesso, in poco tempo di nuovo la rete si separa in tante piccole sottoreti (quelle dei singoli provider) e di nuovo muore il concetto di internet.
    Alla fine qualunque sia la sequenza di eventi che si avvererà, il rischio è la morte di internet, trasformata in un insieme di sottoreti quasi disconnesse dove l'utente può solo viaggiare comodamente con il suo provider e gli amici. Le reti piccole sarebbero abbandonate (poca scelta per l'utente) e le reti grandi finirebbero per offrire tutte gli stessi servizi a grande profitto (per loro) eliminando "i rami secchi", cioè la varietà di materiale, opinioni e minoranze varie che animano la rete e la rendono così unica.

    Un gioco nel quale vincono i grandi a scapito dei piccoli. Ti lascio poi immaginare la zuppa simil-televisiva che finirebbe per crearsi.
    Ma soprattuttto un gioco in cui perde il sistema, perde l'umanità.

    IMHO, naturalmente.

    Ciao



  • alla fine ci siamo arrivati.
    il commercio sta veramente incatenando la tecnologia, sta imbrigliando l'innovazione, castrando la qualità, inimicandosi i consumatori più onesti, attenti e critici (= informati e consci)

    non si accontentano mai: è questo che rende un certo tipo di meccanismo economico dannoso per l'umanità. In sé non sarebbe male, ma non tiene conto dell'avidità, del fatto che questo tipo di persone ama passare il limite, eccedere... e sopraffarre pur di riuscirci.

    il discorso vale per molte, molte cose.

    internet (mica poco!!!)
    le opere dell'ingegno umano in realizzazioni concrete, astratte, artistiche o pragmatiche

    tutto ha degli sbocchi qualitativi e progressisti...

    ... e tutto viene ricondotto e schiacciato a "come posso succhiarvi più soldi di ieri?"
    non+autenticato

  • Il mercato dev'essere libero dentro regole che garantiscano i diritti. Quello che una politica liberale deve garantire è che i diritti non diventino privilegi delle classi economicamente forti, non c'è bisogno del comunismo. La libera concorrenza dev'essere semplicemente estesa a tutti. Le categorie professionali, e le aziende che rappresentano, sono così monopoliste e protezioniste verso sé stesse perché sanno che se uno esce dal mercato non è più nulla e non conta più nulla. Diventa uno che può solo lavorare una vita... Ma se ci fossero delle regole dove chi è fuori dal mercato non è escluso dalla possibilità di diventare imprenditore di sé stesso, con un reddito garantito (la cui ragione è una specie di indennizzo sull'altrui proprietà 1)non ci sarebbero tutte queste paure sociali e queste stupide lotte di classe, la cui radice è l'ossessione del capitale che non c'è. Il capitale è un diritto. Se così fosse non ci sarebbe lo spauracchio del comunismo (Che resta comunque un male.) I mezzi ci sono. Parliamone il più possibile. Pensate a quante risorse di lavoro e materiali sono sperecate ogni anno solo perché il mercato non le assorbe. Quanta roba viene buttata via mentre la gente deve pagare cifre esorbitanti per un affitto. Pensate all'inquinamento dovuto a questi sprechi. Le aziende preferiscono buttare la produzione per paura che il mercato poi non assorba quello che producono e intanto la maggiorparte delle spese va a finire nella busta paga degli operai (costo del lavoro), che starebbero volentieri a fare altro, potendo. Questa società non è pensata in modo razionale... E stiamo rischiando di diventare come la Cina. Se arriverà una crisi vedrete, con i valori che ci sono oggi, quanto valgono i diritti sulla carta delle vostre costituzioni.

    1 Uno nasce espropriato di tutto. Se non è figlio di una persona abbiente deve farsi schiavo o della società o dello stato o dell'azienda. In uno stato di diritto si deve per forza indennizzare questa persona delle risorse naturali che non gli sono disponibili, perché possedute da altri. Se il comunismo deve essere falso, l'indennizzo e il reddito garantito deve essere vero, in uno stato di diritto.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    >
    > Il mercato dev'essere libero dentro regole che
    > garantiscano i diritti. Quello che una politica
    > liberale deve garantire è che i diritti non
    > diventino privilegi delle classi economicamente
    > forti

    Ti voglio bene. Sono così abituato a sentire urlare i fautori delle utopie e dello schiavismo che sentire queste parole mi riconcilia con l'umanità.

    > I mezzi ci sono. Parliamone il
    > più possibile. Pensate a quante risorse di lavoro
    > e materiali sono sperecate ogni anno solo perché
    > il mercato non le assorbe.

    C'è un aspetto peggiore. Chiunque si sia occupato di produzione industriale sa che il costo unitario (tutto compreso, anche la quota impianti) di un oggetto decresce al crescere del numero di pezzi costruiti. Mettere delle persone nella condizione di non poter acquistare cio' di cui hanno bisogno o che semplicemnte vorrebbero causa un danno anche alle altre, perchè pagano di più. Sempreche queste persone siano disposte a scambiare il loro lavoro (=risorsa aggiuntiva) con gli altri (per coprire la maggiore produzione richiesta).
    I discorsi da ambientalisti sulle risorse finite (la tipica risposta a questa osservazione) sono facilmente confutabili dall'osservazione che esiste una risorsa (virtualmente) infinita, la conoscenza.

    > Quanta roba viene
    > buttata via mentre la gente deve pagare cifre
    > esorbitanti per un affitto.

    La scarsità crea il prezzo alto. La scarsità è data anche dalle eccessive regolamentazioni statali che impediscono di fatto la costruzione di ciò che serve, facendo gli interessi di chi crea scarsità indotta: o paghi questo o te ne vai, è il mercato bellezza!. Salvo poi che mercato non è, perchè non c'è scelta laternativa, impedita dallo stato.

    > E stiamo rischiando di
    > diventare come la Cina. Se arriverà una crisi
    > vedrete, con i valori che ci sono oggi, quanto
    > valgono i diritti sulla carta delle vostre
    > costituzioni.

    Chi ha un po' di cervello ne è ben cosciente.
    Basta vedere, in Italia, l'impossibilità di avere giustizia (in tempo utile) e i suoi risultati sulla società.

    >
    > 1 Uno nasce espropriato di tutto. Se non è figlio
    > di una persona abbiente deve farsi schiavo o
    > della società o dello stato o dell'azienda. In
    > uno stato di diritto si deve per forza
    > indennizzare questa persona delle risorse
    > naturali che non gli sono disponibili, perché
    > possedute da altri.

    Corretto. Uno è padrone del frutto del suo lavoro e, per convenzione fondata sull'efficienza, dei beni naturali di cui si è appropriato, ma siccome l'appropriazione iniziale è indebita (il primo che ha recintato non aveva alcun diritto di farlo) una soluzione razionale è fargli pagare un indennizzo perpetuo a chi ha indebitamente espropriato. Ci vorranno mill'anni perchè questa linea di pensiero diventi maggioritaria, purtroppo.

    > Se il comunismo deve essere
    > falso, l'indennizzo e il reddito garantito deve
    > essere vero, in uno stato di
    > diritto.

    Potremmo discutere se debba essere reddito garantito o no. Francamente non credo che nessuno abbia diritto di vivere del lavoro degli altri. E il reddito garantito porta a questo. A mio parere è più razionale pensare a un qualche tipo di investimento, che permetta a tutti di intraprendere l'attività che preferiscono in una condizione di vero libero mercato (quindi senza essere limitati dalla barriera all'ingresso del non aver nulla o comunque troppo poco per non cader vittima di scambi non equi).

    Ciao

    non+autenticato
  • > I discorsi da ambientalisti sulle risorse finite
    > (la tipica risposta a questa osservazione) sono
    > facilmente confutabili dall'osservazione che
    > esiste una risorsa (virtualmente) infinita, la
    > conoscenza.

    Chissà perché esiste quest'antipatia della lippa dei liberali verso l'ambientalismo. È ovvio che i discorsi degli ambientalisti riguardano le risorse ambientali o legati all'ambiente. Discorsi analoghi sulle risorse economiche spetterebbero agli economisti, che chissà perché non li fanno.
  • Io sono liberale e pure ambientalista, ma quando la natura rimane l'unico ente che non ti sfutta e che non ti chiede soldi, e che ti lascia spazio vitale, è proprio *naturale* buttare gli occhi su di lei, pur a malincuore, per prenderne un nuovo pezzetto. Meglio sarebbe se chi ha i mezzi economici si dessero da fare perché la condivisione dei beni fosse possibile su un terreno diverso da quello comunista (dove purtroppo si sono arenati gli ambientalisti e senza fare nessuna pressione in questo senso), un terreno liberale nel vero senso della parola, e non solo a parole. Quando i comunisti diventeranno liberali e faranno pressioni in questo senso forse anche i capitalisti da liberisti diventeranno liberali. Allo stesso modo quando i capitalisti faranno pressione verso una società liberale, i comunisti perderanno la loro carica ideologica del livore. Bisogna andarsi incontro, e comprendere cha così non va. La preoccupazione per l'ambiente è giusta ma è soprattutto il segno che stiamo arrivando al capolinea.

    - Scritto da: Gatto Selvaggio
    > > I discorsi da ambientalisti sulle risorse finite
    > > (la tipica risposta a questa osservazione) sono
    > > facilmente confutabili dall'osservazione che
    > > esiste una risorsa (virtualmente) infinita, la
    > > conoscenza.
    >
    > Chissà perché esiste quest'antipatia della lippa
    > dei liberali verso l'ambientalismo. È ovvio che i
    > discorsi degli ambientalisti riguardano le
    > risorse ambientali o legati all'ambiente.
    > Discorsi analoghi sulle risorse economiche
    > spetterebbero agli economisti, che chissà perché
    > non li
    > fanno.
    non+autenticato
  • > > Chissà perché esiste quest'antipatia della lippa
    > > dei liberali verso l'ambientalismo.

    > Io sono liberale e pure ambientalista [...]

    Anch'io sono ambientalista e liberale, e mi dispiace questa infruttuosa impermeabilità tra i due ambiti ideologici.

    > terreno diverso da quello comunista (dove
    > purtroppo si sono arenati gli ambientalisti

    A mio parere, ciò che risulta dal lavoro individuale dovrebbe essere proprietà privata (inespropriabile) mentre aria, acqua (ma anche la rete telefonica...Indiavolato) e in generale tutte le risorse intrinsecamente comuni dovrebbero essere gestite in modo collettivo.

    La mentalità comunista degli ambientalisti - che a pensarci è la ragione dell'antipatia dei liberali - viene di qui. A pensarci ancor meglio, però, viene applicata in modo acritico. L'ambientalista sotto sotto sogna sempre di vedere territorio espropriato per farne parchi, l'idea di comprarlo non lo sfiora.

    Alla fine degli anni 80 nell'associazione di cui facevo parte si parlava di ripristinare un lago, prosciugato da una decina d'anni. La mia proposta, raccogliere i fondi e comprarlo, ha sempre ricevuto un'accoglienza tiepida. Non è che mi si dicesse chiaramente di non essere d'accordo, ma ogni volta che vi accennavo iniziavano una pioggia di critiche sotto forma di eeh, maah, sottolineature varie di problemi e difficoltà. Credo che quest'opposizione a muro di gomma derivasse dal fatto che la proposta appariva troppo privatista, capitalista, per piacere alla mentalità prevalente tra gli ambientalisti.
    I discorsi degli altri vertevano sempre su "dovrebbe comprarlo la regione... la provincia... lo stato..." e così via, l'idea di comprarlo privatamente era rifiutata pregiudizialmente. Così, di discussione in discussione, l'ha comprato il comune (per una cifra IRRISORIA) e ne farà quello che vuole lui.

    Questa plateale dimostrazione di mentalità perdente mi ha allontanato dal mondo delle associazioni, e probabilmente tiene alla larga dall'ambientalismo parecchie persone, dato che nella zona non c'è più neppure uno straccio di gruppo attivo.
     
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 07 luglio 2006 14.47
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  • - Scritto da: Gatto Selvaggio
    > > > Chissà perché esiste quest'antipatia della
    > lippa
    > > > dei liberali verso l'ambientalismo.
    >
    > > Io sono liberale e pure ambientalista [...]
    >
    > Anch'io sono ambientalista e liberale, e mi
    > dispiace questa infruttuosa impermeabilità tra i
    > due ambiti
    > ideologici.
    >
    > > terreno diverso da quello comunista (dove
    > > purtroppo si sono arenati gli ambientalisti
    >
    > A mio parere, ciò che risulta dal lavoro
    > individuale dovrebbe essere proprietà privata
    > (inespropriabile) mentre aria, acqua (ma anche la
    > rete telefonica...Indiavolato) e in generale tutte le
    > risorse intrinsecamente comuni dovrebbero essere
    > gestite in modo
    > collettivo.
    >
    > La mentalità comunista degli ambientalisti - che
    > a pensarci è la ragione dell'antipatia dei
    > liberali - viene di qui. A pensarci ancor meglio,
    > però, viene applicata in modo acritico.
    > L'ambientalista sotto sotto sogna sempre di
    > vedere territorio espropriato per farne parchi,
    > l'idea di comprarlo non lo
    > sfiora.
    >
    > Alla fine degli anni 80 nell'associazione di cui
    > facevo parte si parlava di ripristinare un lago,
    > prosciugato da una decina d'anni. La mia
    > proposta, raccogliere i fondi e comprarlo, ha
    > sempre ricevuto un'accoglienza tiepida. Non è che
    > mi si dicesse chiaramente di non essere
    > d'accordo, ma ogni volta che vi accennavo
    > iniziavano una pioggia di critiche sotto forma di
    > eeh, maah, sottolineature varie di problemi e
    > difficoltà. Credo che quest'opposizione a muro di
    > gomma derivasse dal fatto che la proposta
    > appariva troppo privatista, capitalista, per
    > piacere alla mentalità prevalente tra gli
    > ambientalisti.
    > I discorsi degli altri vertevano sempre su
    > "dovrebbe comprarlo la regione... la provincia...
    > lo stato..." e così via, l'idea di comprarlo
    > privatamente era rifiutata pregiudizialmente.
    > Così, di discussione in discussione, l'ha
    > comprato il comune (per una cifra IRRISORIA) e ne
    > farà quello che vuole
    > lui.
    >
    > Questa plateale dimostrazione di mentalità
    > perdente mi ha allontanato dal mondo delle
    > associazioni, e probabilmente tiene alla larga
    > dall'ambientalismo parecchie persone, dato che
    > nella zona non c'è più neppure uno straccio di
    > gruppo
    > attivo.
    >  
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    > Modificato dall' autore il 07 luglio 2006 14.47
    > --------------------------------------------------
    Quoto
    non+autenticato

  • > > Quanta roba viene
    > > buttata via mentre la gente deve pagare cifre
    > > esorbitanti per un affitto.
    >
    > La scarsità crea il prezzo alto. La scarsità è
    > data anche dalle eccessive regolamentazioni
    > statali che impediscono di fatto la costruzione
    > di ciò che serve, facendo gli interessi di chi
    > crea scarsità indotta: o paghi questo o te ne
    > vai, è il mercato bellezza!. Salvo poi che
    > mercato non è, perchè non c'è scelta laternativa,
    > impedita dallo
    > stato.
    >

    Sì ma ci sono una quantità impressionante di case vuote, perché nessuno ha i soldi. Secondo me c'è qualcosa che non funziona. Forse l'impossibilità di sfrattare, come quella di licenziare, rende gli affitti equi troppo svantaggiosi?

    >
    > >
    > > 1 Uno nasce espropriato di tutto. Se non è
    > figlio
    > > di una persona abbiente deve farsi schiavo o
    > > della società o dello stato o dell'azienda. In
    > > uno stato di diritto si deve per forza
    > > indennizzare questa persona delle risorse
    > > naturali che non gli sono disponibili, perché
    > > possedute da altri.
    >
    > Corretto. Uno è padrone del frutto del suo lavoro
    > e, per convenzione fondata sull'efficienza, dei
    > beni naturali di cui si è appropriato, ma siccome
    > l'appropriazione iniziale è indebita (il primo
    > che ha recintato non aveva alcun diritto di
    > farlo) una soluzione razionale è fargli pagare un
    > indennizzo perpetuo a chi ha indebitamente
    > espropriato. Ci vorranno mill'anni perchè questa
    > linea di pensiero diventi maggioritaria,
    > purtroppo.
    >
    > > Se il comunismo deve essere
    > > falso, l'indennizzo e il reddito garantito deve
    > > essere vero, in uno stato di
    > > diritto.
    >
    > Potremmo discutere se debba essere reddito
    > garantito o no. Francamente non credo che nessuno
    > abbia diritto di vivere del lavoro degli altri. E
    > il reddito garantito porta a questo. A mio parere
    > è più razionale pensare a un qualche tipo di
    > investimento, che permetta a tutti di
    > intraprendere l'attività che preferiscono in una
    > condizione di vero libero mercato (quindi senza
    > essere limitati dalla barriera all'ingresso del
    > non aver nulla o comunque troppo poco per non
    > cader vittima di scambi non
    > equi).
    >
    > Ciao

    Indennizzo perpetuo e reddito garantito sulla base di un accumulo di capitale esorbitante che oggi è in mano alle banche, che non corrisponde a nulla ma che determina in modo irrazionale a chi debbano appartenere le cose esistenti sul mercato. Se io lavoro un campo e me ne approprio, non per uso personale, ma per guadagnare, se poi qualcuno che non ha il diritto di lavorare su quel campo perché me ne sono appropriato, vuole una parte di quel guadagno extra, per comprarsi una parte del raccolto di quel campo oppure direttamente una parte del raccolto data la sua impossibilità di lavorarsi il campo come proprietario, posso rispondergli semplicemente vai a lavorare? Evidentemente no, perché se io sono il proprietario di tutti i campi l'unica risposta sensata è: emigra! o: lavora per me! Ma lavorare per me dovrebbe essere comunque più vantaggioso per lui che non ricevere un indennizzo, se presupponiamo una libertà di scelta. Ora se l'indennizzo dev'essere pari almeno (minimo)al necessario per sopravvivere, è ovvio che un eventuale "salario", per essere preferito all'indennizzo, dovrebbe essere superiore a quella cifra minima. E lo stesso dicasi per la qualità del lavoro. Tutto questo discorso presupposto un patto sociale o societario dove sia compreso il diritto di libertà (che non si distingue dal diritto di ugualianza: si è uguali solo in quanto si è liberi). Il discorso poi va complicato dal diritto di eredità, dal diritto di conoscenza, dal diritto di competenza, dal diritto di utilità, e da tutti i diritti che servono alla libertà. Altrimenti: guerra. E torniamo alle società illiberali.
    non+autenticato
  • A parte i monopoli che vanno evitati e va favorita la concorrenza a me sembra che il difetto del comunismo sia di togliere a chi ha... Mentre il problema sociale è colto in pieno solo dai liberalisti, ovvero i diritti. I diritti significa dare a chi non ha. A differenza del comunismo, che toglie diritti, il liberalismo garantisce dei diritti, solo che, ossessionato dal capitale, non li garantisce abbastanza. Il reddito minimo garantito dovrebbe essere un pilastro della società liberale. E in questo non ci sarebbe nulla di comunista, sarebbe liberalismo allo stato puro. Berlusconi insiste spesso sui talenti che ognuno deve usare per entrare nel mercato, e diventare imprenditore di sé stesso, sul fatto che il posto fisso è una pretesa irrazionale ecc. Ora, come puoi esprimere dei talenti se l'unica base di sopravvivenza è il lavoro? Se passi tutto il tempo a lavorare non puoi esprimere a sufficienza nessun talento, passi un po' di tempo a coltivare un hobbie qualsiasi, ma così non entri nel mercato.. La soluzione è il reddito minimo che liberi dalla necessità assoluta di lavorare. Questa libertà renderebbe migliori anche le condizioni di lavoro, perché nessuno sarebbe più disposto a farsi schiavizzare. Quindi sarebbe un incentivo a lavorare. L'Italia fondata sul lavoro è stata una concessione fatta dai Costituenti ai comunisti, che la volevano fondata sui lavoratori. Quindi va abolito questo articolo della costituzione con uno meno ideologico. L'Italia va rifondata sul diritto. E cos'è il diritto se non è diritto ad esistere, ad avere un assistenza primaria in caso di necessità? Perché dev'esserci la caritas che aiuta i barboni con tutta la sua carica ideologica? Noi vorremmo una caritas laica... Per non finire come gli Stati uniti e moltissimi altri paesi capitalisti, dove c'è una popolazione sotto la soglia della povertà che è peggio del terzo mondo. La ragione etica di tale reddito sarebbe che nessuno deve sentirsi obbligato a partecipare alla produzione e al mercato, la cui esistenza in ogni caso espropria il singolo del proprio ambiente naturale. Quindi reddito minimo come indennizzo di una invasione della società nella sfera personale.
    non+autenticato
  • Il meccanismo delle pensioni crea un circolo vizioso. Scoraggia la responsabilizzazione per il proprio futuro e premia una vita da schiavi Molte pensioni andrebbero abbassate e l'indennizzo minimo esteso a chiunque non ha reddito
    non+autenticato
  • Pura utopia. Se vogliamo, vera e propria bestemmia: Dio non ha creato il mondo così.
    Bisognerebbe vivere un pò di + secondo le regole della Natura, questa è la verità. E la Natura non ti garantisce un bel niente, nemmeno il pane!
    Quindi: un pò + di accettazione del rischio e piantarla di voler sempre delle garanzie.
    VIVERE SECONDO LE REGOLE DELLA NATURA, LE REGOLE CHE HA VOLUTO DIO.
    non+autenticato
  • o qualcosa di simile.
    10 megabit su rete interna e pochissimo su rete esterna.
    non+autenticato
  • Mi sa che non hai capito proprio niente...
    non+autenticato
  • Ti assicuro che fastweb é veloce anche fuori dalla sua rete (tutto dipende dal server esterno a cui ti colleghi).

    Certo, fw ha qualche problema sul p2p, ma CHI SE NE FREGA. Il p2p serve solo ai ladri di musica e film. A me sta benissimo cosí: meno p2p, piú banda disponibile per chi non fa pirateria.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Ti assicuro che fastweb é veloce anche fuori
    > dalla sua rete (tutto dipende dal server esterno
    > a cui ti colleghi).
    >
    >
    > Certo, fw ha qualche problema sul p2p, ma CHI SE
    > NE FREGA. Il p2p serve solo ai ladri di musica e
    > film. A me sta benissimo cosí: meno p2p, piú
    > banda disponibile per chi non fa
    > pirateria.

    Ti sbagli, oltre a dire frescacce varie:
    dove Fastweb primeggia ancora rispetto a tutti gli altri ISP italiani è proprio nel P2P: dove tutti lamentano basse o bassissime velocità, ovvero utenti di Alice, libero, tiscali ecc. fastweb riesce spesso ad andare a banda piena o quasi.
    Anche la tua ultima frase denota una profonda ignoranza: chi 'ruba', come dici tuTriste musica e film non sottrae banda agli utenti "onesti".
    non+autenticato
  • Dovresti prima passare a fastweb e poi accenderlo, il computer.
    non+autenticato


  • > 10 megabit su rete interna e pochissimo su rete
    > esterna.

    Da utente fibra Fastweb ti assicuro che vai veloce anche con l'esterno...
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Da utente fibra Fastweb ti assicuro che vai
    > veloce anche con
    > l'esterno...

    Rispondo a te perché sei stato l'unico che ha risposto senza arroganza o inciviltà.
    Il fatto che vada veloce non ci piove, ma non va veloce come su rete interna, ovvero: 2 velocità.
    non+autenticato
  • - Scritto da:
    >
    > - Scritto da:
    > > Da utente fibra Fastweb ti assicuro che vai
    > > veloce anche con
    > > l'esterno...
    >
    > Rispondo a te perché sei stato l'unico che ha
    > risposto senza arroganza o
    > inciviltà.
    > Il fatto che vada veloce non ci piove, ma non va
    > veloce come su rete interna, ovvero: 2
    > velocità.

    Non sono l'utente di prima ma un'altro utente fastweb in fibra, e ti assicuro che non c'è differenza fra la velocità raggiungibile all'esterno e quella raggiungibile all'interno, sempre 10Mbit sono. Ma essendo le 10Mbit in italia solo fastweb la comunicazione a quella velocità può avvenire solo tra di noi. Se becchi un utente o un server estero con una banda molto larga allora puoi raggiungere le stesse velocità che sulla rete interna, difatti i trial dal sito della Corel li scarico a un Megabyte al secondo, esattamente la stessa velocità massima che personalmente ho raggiunto su una rete interna.

    Tornando all'argomento...
    Se ho capito bene (cosa di cui non sono certo) questa internet sarebbe definita a "due velocità" proprio perchè la mia linea a 10Mbit non sarebbe più tale sempre, ma solo se navigo su quello che vogliono loro, e diventerebbe molto più lenta su tutto il resto. Suppongo che ciò non sia attuabile adesso proprio perchè in contrasto con alcune normative dell'antitrust. (in fondo i provider già hanno offerte diverse a prezzi diversi, e sono tecnologicamente in grado di bloccare o limitare la connessione in base alla porta o all'ip)
    non+autenticato
  • se nonostante tutto non si potesse far nulla e venisse approvato il principio di non neutralità, secondo voi queste tariffe "plus" con supporto a miglior velocità per contenuti specifici, funzionerebbe?

    cosa cercherebbero di venderci, stavolta, sfondi e suonerie "ad alta velocità"?

    ma lolA bocca aperta è evidente che la cosa non può funzionare per lo più a causa della lobotomia congenita che affligge la stragrande maggioranza dei responsabili di marketing.
  • mmmhh... Produco un film e senza passare per nessun'altro che non sia un isp lo posso distribuire a costi infinitesimali rispetto agli attuali. Dici che non funzionera'? Per gli utenti non cambia molto pagare un abbonamento maggiorato ad internet piuttosto che uno a sky.
    Iptv, servizi integraati per aziende, sistemi di calcolo distribuito. Spazi dove andare a mungere quattrini ne trovano eccome.

  • - Scritto da: medioman
    > mmmhh... Produco un film e senza passare per
    > nessun'altro che non sia un isp lo posso
    > distribuire a costi infinitesimali rispetto agli
    > attuali. Dici che non funzionera'? Per gli utenti
    > non cambia molto pagare un abbonamento maggiorato
    > ad internet piuttosto che uno a
    > sky.
    > Iptv, servizi integraati per aziende, sistemi di
    > calcolo distribuito. Spazi dove andare a mungere
    > quattrini ne trovano
    > eccome.

    E comunque internet quello vero rimane lo stesso, poi gli isp possono fare quello che vogliono, ma tanto qualcuno che si decritta qualsiasi film o telefilm e lo rimette nella Internet vera, ci sarà sempreOcchiolino

  • - Scritto da: avvelenato
    > cosa cercherebbero di venderci, stavolta, sfondi
    > e suonerie "ad alta velocità"?

    Non credo che sia a noi che vendono direttamente, ma è chi fornisce i contenuti che dovrà pagare i provider.
    E' per questo che google è contraria, perché poi ogni azienda dovrà pagare ogni provider per avere con loro una velocità alta.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    >
    > - Scritto da: avvelenato
    > > cosa cercherebbero di venderci, stavolta, sfondi
    > > e suonerie "ad alta velocità"?
    >
    > Non credo che sia a noi che vendono direttamente,
    > ma è chi fornisce i contenuti che dovrà pagare i
    > provider.
    > E' per questo che google è contraria, perché poi
    > ogni azienda dovrà pagare ogni provider per avere
    > con loro una velocità
    > alta.

    Capito. Ma ci sono troppi isp, e le aziende già non sono del tutto convinte nell'investire in internet, aggiungici costi aggiuntivi, ergo dissuadi tutti e si ritorna alla internet pre-neweconomyA bocca aperta
  • - Scritto da: avvelenato
    > se nonostante tutto non si potesse far nulla e
    > venisse approvato il principio di non neutralità,
    > secondo voi queste tariffe "plus" con supporto a
    > miglior velocità per contenuti specifici,
    > funzionerebbe?
    >
    > cosa cercherebbero di venderci, stavolta, sfondi
    > e suonerie "ad alta velocità"?
    >
    >
    > ma lolA bocca aperta è evidente che la cosa non può
    > funzionare per lo più a causa della lobotomia
    > congenita che affligge la stragrande maggioranza
    > dei responsabili di
    > marketing.

    La cosa funzionerebbe per lo stesso motivo per cui ci sono milioni d polli che comprano suonerie o chiamano i numeri di cartomanti satellitari.

    Ti mettono la TVOIP e il VOIP in abbonamento e poi anche navigare su internet, ovviamente navigherai a 3Kb. Ma a te pollo (non tu in particolare) non interessa, tanto tu l'abbonamento lo hai voluto per il voip e la tv on demand. Ovviamente non ne sai niente di download, di emule, di torrent, di usenet, di qualsiasi cosa non entri nella tua testolina e quindi vivi felice facendo zapping via internet sui tuoi 200 canali over ip.
    non+autenticato
  • Prova a leggere la mia risposta ad un altro thread, che mi sembra affronti anche il tuo dubbio.

    http://punto-informatico.it/pm.aspx?m_id=1556530&i...

    Mi piacerebbe sentire cosa ne pensi e se credi ancora che non funzionerebbe.

    Ciao,
    Marlenus
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Prova a leggere la mia risposta ad un altro
    > thread, che mi sembra affronti anche il tuo
    > dubbio.
    >
    >
    > http://punto-informatico.it/pm.aspx?m_id=1556530&i
    >
    > Mi piacerebbe sentire cosa ne pensi e se credi
    > ancora che non
    > funzionerebbe.
    >
    > Ciao,
    > Marlenus


    Il post è interessante, ma vorrei proprio vedere come riuscire a conciliare la non-neutralità che descrivi con il numero esagerato di isp esistenti. Alla fine, al massimo, ci ritroveremo dei providers con contenuti esclusivi o comunque supportati con maggior qualità (es. velocità di connessione), che in pratica usano la rete come supporto alternativo ai canali dedicati come il satellite o la tv via cavo.
    Ovviamente non sono favorevole a questo, ma anche se venisse attivato dubito che si avrebbero gli scenari apocalittici che te ed altri descrivono.
    Anche perché in primis sono gli utenti che decidono, e gli utenti non mi paiono molto interessati a premiare iniziative concettualmente simili (vedi fastweb, conosco più gente che ce l'ha o l'ha avuta e se ne lamenta di chi ne é soddisfatto).

  • - Scritto da: avvelenato
    >
    > - Scritto da:
    > > Prova a leggere la mia risposta ad un altro
    > > thread, che mi sembra affronti anche il tuo
    > > dubbio.
    > >
    > >
    > >
    > http://punto-informatico.it/pm.aspx?m_id=1556530&i
    > >
    > > Mi piacerebbe sentire cosa ne pensi e se credi
    > > ancora che non
    > > funzionerebbe.
    > >
    > > Ciao,
    > > Marlenus
    >
    >
    > Il post è interessante, ma vorrei proprio vedere
    > come riuscire a conciliare la non-neutralità che
    > descrivi con il numero esagerato di isp
    > esistenti.

    Numero esagerato? Evitando di contare chi non ha una rete sua, cioè i meri rivenditori di banda altrui con potere decisionale nullo, tralasciando i ricorsi all'autority, quanti sono secondo te gli ISP in Italia?
    Anche negli altri paesi, non solo europei, parliamo sempre di poche decine.

    > Alla fine, al massimo, ci ritroveremo
    > dei providers con contenuti esclusivi o comunque
    > supportati con maggior qualità (es. velocità di
    > connessione), che in pratica usano la rete come
    > supporto alternativo ai canali dedicati come il
    > satellite o la tv via
    > cavo.
    > Ovviamente non sono favorevole a questo, ma anche
    > se venisse attivato dubito che si avrebbero gli
    > scenari apocalittici che te ed altri
    > descrivono.

    Tutto dipende dalla reazione. Mi muovo abbastanza nelle stanze del potere (sia pure come scendiletto) per sapere che questi scenari vengono sognati. Perseguiti è prematuro dirlo, ma certo qualche abboccamento per vedere le reazioni puoi aspettartelo pure da noi. Comunque tutto dipende dalla reazione dei clienti, se è decisa e forte fin dall'inizio di solito queste "grandi idee" finiscono in un cassetto. Ma sempre pronti a riprovarci se le condizioni cambiano. Ma se per qualche ragione si riesce a farla digerire al popolo bue, apriti cielo. Una volta che i pezzi grossi ci hanno messo la faccia sopra, poi si va avanti, a meno di sollevazioni popolari (leggi: disdette a migliaia o redditualità che diminuisce in modo sensibile, tanto da non poterla nascondere).


    > Anche perché in primis sono gli utenti che
    > decidono, e gli utenti non mi paiono molto
    > interessati a premiare iniziative concettualmente
    > simili (vedi fastweb, conosco più gente che ce
    > l'ha o l'ha avuta e se ne lamenta di chi ne é
    > soddisfatto).

    [OT] Ne hai beccato uno. Ho fastweb e ci litigo da un po'. Sto anche attivando Alice per confrontare le prestazioni e poi butterò via chi mi sembrerà peggio. Ma da me la fibra non è mai arrivata, e sono limitato dai 2 Mbit dell'ADSL. Comunque, dai siti che la birra la danno (esterni) la banda la saturo, quindi nel mio caso posso lamentarmi solo del fatto che non riescono a darmi una banda sufficiente per fare streaming e che i costi sono, a mio parere, eccessivi per il servizio.
    non+autenticato

  • - Scritto da: avvelenato
    > se nonostante tutto non si potesse far nulla e
    > venisse approvato il principio di non neutralità,
    > secondo voi queste tariffe "plus" con supporto a
    > miglior velocità per contenuti specifici,
    > funzionerebbe?
    >
    > cosa cercherebbero di venderci, stavolta, sfondi
    > e suonerie "ad alta velocità"?
    >
    >
    > ma lolA bocca aperta è evidente che la cosa non può
    > funzionare per lo più a causa della lobotomia
    > congenita che affligge la stragrande maggioranza
    > dei responsabili di
    > marketing.

    suonerie?!?!? naaaa...

    diciamo che anche il più stupido accesso interattivo sarà a pagamento, tipo scrivere in un forum qualsiasi, altrimenti si viaggia alla miticaaaaa 56kPerplesso
    non+autenticato