Contrappunti/ Quella connettività anarcoide

di Massimo Mantellini. Il Wi-fi mette nelle mani degli utenti uno strumento a basso costo che nega tutti i paradigmi della grande industria del wireless e proietta nuove prospettive. Una voragine che si allarga per molti big

Contrappunti/ Quella connettività anarcoideRoma - Io immagino che David Farber o qualcun altro dei padri putativi del protocollo wireless 802.11 non avesse troppa fiducia nella sua creatura per darle un nome tanto poco attraente. E pensare che oggi, dietro questa sigla che qualcuno si è affrettato a rinominare in Wi-fi, si nasconde uno dei possibili fulcri dell'evoluzione tecnologica del pianeta.

Uso il verbo nascondere perché l'impressione diffusa è che gli operatori del wireless, le compagnie telefoniche in primis ma anche gli ISP e perfino i governi nazionali siano dentro un incubo causato da qualcosa che sembrava dimenticata: la tecnologia a misura d'uomo.

Per far capire meglio cosa intendo, cito un passaggio di una intervista proprio a David Farber comparsa su Business Week solo pochi giorni fa:
"Per anni l'uso delle tecnologie senza fili è stato assai controllato. C'erano compagnie che compravano le frequenze, compagnie di telefonia cellulare che vendevano i terminali, ma esistevano scarse possibilità di quell'innovazione che scaturisce dal lavoro di moltissime persone alla ricerca di differenti utilizzi della tecnologia senza fili. Il Wifi consente invece tutto cio'. Puoi crearti una rete e costruirti un business senza dover pagare degli avvocati a Washington che ti consentano di farlo."

Mentre gli americani temono le parcelle degli avvocati, in Inghilterra si stima che circa 300.000 case siano già collegate a reti WLAN gratuite in aree metropolitane come quella londinese. Non è un caso che British Telecom stia spingendo perchè il parlamento britannico liberalizzi le frequenze utilizzate dal Wi-fi (2,4 Ghz) per poterle sfruttare commercialmente. La stessa cosa sta accadendo un po' in tutto il mondo: da Perth alla Bay Area, da New York a Seattle singoli utenti hanno esteso la propria LAN casalinga alle abitazioni vicine fino a creare reti wireless che coprono ampie aree cittadine. I costi di tali operazioni sono molto bassi ed è sufficiente una piccola antenna sul terrazzo di casa per entrare a far parte di una rete a 11 mbit/s attraverso la quale condividere qualsiasi tipo di contenuto o periferica. Non è difficile capire perchè tutto ciò, da un certo punto di vista, possa essere visto come un grosso problema.

ll grosso problema

Molti analisti in conseguenza del diffondersi a macchia d'olio del protocollo 802.11 (anche nelle sue varianti commerciali come le reti wi-fi in via di sperimentazione dentro aeroporti, alberghi e cafeterie) si sono affrettati ad immaginare le pesanti implicazioni che tale nuova tecnologia causerà sulle reti 3G. Si tratta di un allarme tardivo anche se difficilmente discutibile e sarebbe interessante capire cosa stia accadendo dentro i centri studi delle grandi compagnie telefoniche dove qualcuno una mattina si è svegliato accorgendosi che migliaia di miliardi investiti in frequenze potevano forse essere risparmiati, che esistevano schede da poche decine di dollari che potevano sostituire terminali dall'aspetto avveniristico ma dalle funzionalità assai misere che, infine, la banda utilizzabile poteva essere immaginata almeno dieci volte quella disponibile nelle reti 3G e questo solo senza considerare le successive e già avvenute evoluzioni del protocollo.

I nostri "tecnologi" - mi scrisse qualche tempo fa il direttore di uno dei grandi consorzi per la telefonia di terza generazione quando già tali tecnologie erano utilizzate e ben conosciute - non vedono alcun problema allo sviluppo dell'UMTS. Beati loro.

Così forse oggi qualche piccolo problema sta salendo in superficie e i più assennati già ipotizzano futuri telefonini che integreranno 3G e Wi-fi. Con una posizione molto originale, John Stanton, CEO di Deutsche Telekom ha recentemente affermato che vede il wi-fi come un possibile traino al futuro UMTS, il che sarebbe un po' come dire che per acquistare una fiammante Cinquecento potrebbe essere utile prima farsi un giretto su una Porsche. Oppure Stanton semplicemente mette in pratica (come molti altri suoi colleghi in questi ultimi mesi) una delle leggi di Murphy più importanti, la ben nota Legge di Truman che recita: "Se non puoi vincere confondili".

Lasciando perdere battute o le analisi di modelli di business futuri, il discorso per me interessante sta altrove.

"Altrove"

Oggi esiste una tecnologia, restituita e quasi per miracolo ancorata saldamente nelle mani degli utenti. Non accadeva da molti anni. Siamo a ben vedere di fronte a una vero e proprio infortunio, poiché il grande circo della tecnologia è quotidianamente sondato da eserciti di "tecnologi" (quelli di prima) pagati per immaginare come trasformare piccole o grandi invenzioni in vagonate di contanti: bene, questi signori oggi hanno fallito. Se così non fosse non potrebbero esistere iniziative gratuite e dal basso di utenti del wireless come quella londinese di Consume.net o le tante reti wireless statunitensi come Seattlewireless o SFLAN. Il setaccio commerciale che ogni giorno viene agitato alla ricerca della "next big thing" aveva un buco e il Wi-fi c'è evidentemente passato attraverso.

La comunicazione attraverso queste LAN senza fili è oggi quanto di più libero e deregolamentato sia possibile immaginare (con tutte le controindicazioni e i rischi del caso) ed esistono inoltre, come è noto, anche problemi aggiuntivi inerenti alla sicurezza dei dati. Si tratta di barriere superabili ma quello che resta di concreto è il prevalere di una idea, quella della comunicazione digitale slegata dal grande business, che non può non affascinare. E che si tenta di minimizzare il più possibile.

Ecco che allora non è troppo interessante capire se il 3G sarà ucciso dal wi-fi o meno, se i nostri dati transiteranno domani attraverso questa o quella rete o se le iniziative di nuovo business che stanno pensando in questi mesi società innovative come Joltage o Boingo Wireless incontreranno i gusti degli utenti.

No, oggi parlando di wi-fi sembra utile ragionare soprattutto su due cose.

Due cose.

La prima: esiste una tecnologia a disposizione di tutti, sostanzialmente libera (anche in Italia le frequenze del protocollo 802.11 sono state recentemente liberalizzate per l'uso domestico mentre necessitano di una semplice autorizzazione amministrativa per quello esterno), economica e molto potente attraverso la quale "comunicare".

La seconda, tanto per ritornare con i piedi per terra, è una domanda ed è questa: quanto tempo occorrerà e quali strade si dovranno percorre per ricacciare indietro l'idea che comunicare via computer può essere oggi possibile saltando una grossa parte degli intermediari fino a ieri ritenuti indispensabili e a costi infinitamente minori?

Massimo Mantellini
TAG: mondo
63 Commenti alla Notizia Contrappunti/ Quella connettività anarcoide
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  • OK tutti pronti all'universal sharing
    non+autenticato
  • Articolo eccezziunale veramente!!!
    Sorride))
    non+autenticato


  • - Scritto da: case
    > ..a voi no?

    ah beh, si. tutto lavoro risparmiato
    non+autenticato
  • ..Non è forse questa la natura di Internet ?!

    Internet è Anarchia. D'altronde i militari l'hanno lasciata alla societa' civile perche' non potevano piu' controllarla...

    Cosa cambia da una ethernet ad una ATM, una wdmd fino and una WI-FI ?!?
    La tecnologia si piega alle esigenze della societa'!! Sempre che ci sia un bisogno sociale sotteso allo sviluppo della tech..

    Avete "aperto" i vs pc e files a tutti gli hacker con Napster? Allora nn avrete problemi ad installare WI-FI. Condividere e far circolare le info diverra' piu' importante di chiuderle e "bloccarle". C'è bisogno di un salto concettuale.E passa la paura...

    A Fiaumiciaino e a Lainaite c'è gia il WI_FI!!
    http://www.megabeam.it/
    http://www.repubblica.it/online/tecnologie_interne...
    ..vedi articolo repubblica!

    Come è nata Internet? Forse come oggi le comunita' WI_FI? Una volta rotta una barriera l'informazione rompe tutte le altre dighe..

    Il prob delle TElco non nostro. Se ognuno si paga il suo "pezzo" di NEt loro da chi prendono i soldi.(questa frase mi ricorda la prima definizione che ho sentito di internet... la rete è di tutti perche' ognuno si paga la sua "tratta" di cavi e router..)

    In fondo anche oggi le telco quello che fan pagare non è internet ma l' "accesso"...
    Internet continua di fatto ad essere gratis.
    Se salta l'accesso...

    Che forse è LA CONVERGENZA??!! Spingitoriii di cavalieri!! E le BBS chi se le ricorda ??!
    ....
    connection refused...zZZ!
    non+autenticato


  • - Scritto da: case
    > ..Non è forse questa la natura di Internet ?!
    >
    > Internet è Anarchia. D'altronde i militari
    > l'hanno lasciata alla societa' civile
    > perche' non potevano piu' controllarla...


    fonte di questa notizia?



    > Cosa cambia da una ethernet ad una ATM, una
    > wdmd fino and una WI-FI ?!?



    ah sono abbastanza parecchio tanto molto d'accordo. quasi.



    > La tecnologia si piega alle esigenze della
    > societa'!! Sempre che ci sia un bisogno
    > sociale sotteso allo sviluppo della tech..


    è sotteso.


    > Avete "aperto" i vs pc e files a tutti gli
    > hacker con Napster? Allora nn avrete
    > problemi ad installare WI-FI. Condividere e
    > far circolare le info diverra' piu'
    > importante di chiuderle e "bloccarle". C'è
    > bisogno di un salto concettuale.E passa la
    > paura...



    non so perché ma sembra che non ci credi mica tanto.

    io credo che se un hacker si impippa la mia collezione di mp3, fa solo bene.
    che me ne frega?
    evviva!
    evviva la diffusione!
    anzi, sai che faccio?
    scrivo un articolo "RISERVATO PERSONALE" su ciò che penso della mia ditta, con dati riservati e operazioni che mi puzzano tanto ... anche solo come disonestà "sociale".
    e lo lascio li.

    non lo do a nessuno.
    :)





    > Il prob delle TElco non nostro. Se ognuno
    > si paga il suo "pezzo" di NEt loro da chi
    > prendono i soldi.(questa frase mi ricorda la
    > prima definizione che ho sentito di
    > internet... la rete è di tutti perche'
    > ognuno si paga la sua "tratta" di cavi e
    > router..)


    Luca Schiavoni non la pensa così.
    cerca "ciuccio" nella ricerca di PI ... secondo lui sono SOLO i provider e le aziende a pagare.
    (non è proprio così, ma fatti tu una tua opinione leggendo l'articolo, un po' vecchio ma sempre buono)


    > In fondo anche oggi le telco quello che fan
    > pagare non è internet ma l' "accesso"...

    che è quello da cui vogliamo staccarci.
    e ci faranno pagare anche l'aria allora?
    credo di si.


    > Internet continua di fatto ad essere gratis.


    finalmente qualcuno che capisce il concetto!


    > Che forse è LA CONVERGENZA??!! Spingitoriii
    > di cavalieri!! E le BBS chi se le ricorda
    > ??!
    > ....
    > connection refused...zZZ!

    spingitori di spingitori di cavalieri! su RIEDUCAitonal channel.
    non+autenticato

  • - Scritto da: case
    > ..Non è forse questa la natura di Internet ?!
    >
    > Internet è Anarchia. D'altronde i militari
    > l'hanno lasciata alla societa' civile
    > perche' non potevano piu' controllarla...
    >
    > Cosa cambia da una ethernet ad una ATM, una
    > wdmd fino and una WI-FI ?!?
    > La tecnologia si piega alle esigenze della
    > societa'!! Sempre che ci sia un bisogno
    > sociale sotteso allo sviluppo della tech..
    >
    > Avete "aperto" i vs pc e files a tutti gli
    > hacker con Napster? Allora nn avrete
    > problemi ad installare WI-FI. Condividere e
    > far circolare le info diverra' piu'
    > importante di chiuderle e "bloccarle". C'è
    > bisogno di un salto concettuale.E passa la
    > paura...
    >
    > A Fiaumiciaino e a Lainaite c'è gia il
    > WI_FI!!
    > http://www.megabeam.it/
    > http://www.repubblica.it/online/tecnologie_in
    > ..vedi articolo repubblica!
    >
    > Come è nata Internet? Forse come oggi le
    > comunita' WI_FI? Una volta rotta una
    > barriera l'informazione rompe tutte le altre
    > dighe..
    >
    > Il prob delle TElco non nostro. Se ognuno
    > si paga il suo "pezzo" di NEt loro da chi
    > prendono i soldi.(questa frase mi ricorda la
    > prima definizione che ho sentito di
    > internet... la rete è di tutti perche'
    > ognuno si paga la sua "tratta" di cavi e
    > router..)
    >
    > In fondo anche oggi le telco quello che fan
    > pagare non è internet ma l' "accesso"...
    > Internet continua di fatto ad essere gratis.
    > Se salta l'accesso...
    >
    > Che forse è LA CONVERGENZA??!! Spingitoriii
    > di cavalieri!! E le BBS chi se le ricorda
    > ??!
    > ....
    > connection refused...zZZ!


    Io sono daccordo su tutto, sono sempre stato dell'idea della condivisione dell'informazione "volente o nolente", l'unica cosa che non vorrei condividere sono le password per accedere al mio conto in banca, sai com'è...
    non+autenticato
  • 'sta storia di collegare il condominio è come quella del computer che serve alla mamma per sapere della ricetta... la sento da quando ero bambino e fin da allora mi sembrava una gran cazzata: che me ne frega dei pc dei condomini, con tutto il rispetto (spero non mi sentano)?

    questa tecnologia mi sembra buona per gli uffici, specialmente quelli dove il cablaggio è impraticabile per diversi motivi.

    in ogni caso, avete qualche esperienza "live"? cosa c'è tra il dire e il fare? I driver delle schede fungono senza problemi? La velocità reale qual'è?

    Matro
    non+autenticato
  • scusa ma allora sei proprio TARDO ma TARDO di quelli tosti neh ?
    Non hai capito che con un sistema del genere si puo' offrire accesso internet ad alta vvelocita' ad un condominio o ad un intero isolato ?
    Non hai capito che si possono bypassare i gestori di telefonia, fissa e cellulare facendo transitare il traffico voce sempre attraverso l'accesso condiviso ad internet ?
    non+autenticato
  • hem cippotto,

    chi aggancia internet al "bocchettone condominiale"? mi spieghi come questo avviene tecnologicamente e commercialmente? perchè chi fa questo sicuramente se lo fa pagare.

    e il fatto che sia condominiale, ripeto, per me è irrilevante.
    non+autenticato

  • - Scritto da: matro
    > hem cippotto,
    >
    > chi aggancia internet al "bocchettone
    > condominiale"? mi spieghi come questo
    > avviene tecnologicamente e commercialmente?
    > perchè chi fa questo sicuramente se lo fa
    > pagare.
    >
    > e il fatto che sia condominiale, ripeto, per
    > me è irrilevante.

    beh si potrebbe immaginare il caso di 7/8 utenti che condividono un accesso web ad ampia banda tipo adsl/hdsl/fastweb.

    In questa maniera si potrebbero diminuire i costi di parecchie volte.

    Inoltre un gateway per le comunicazioni cellulari abbasserebbe drasticamente il costo delle stesse, utilizzando un servizio Voice-Ip e facendole transitare su internet . Mi pare che qualche casa produttrice abbia gia' progettato la costruzione di cellulari compatibili GSM/Wi-fi.
    Inoltre non bisogna dimenticare lo standard 801.11a (o b?) quello consente il roaming fra reti Wi-Fi e tutto il resto.
    non+autenticato
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