Cracker si associavano per delinquere

Con un gruppo di defacer che colpiva siti nazionali ed internazionali, i magistrati di Ravenna ci sono andati leggeri: 17 mesi con sospensione condizionale della pena. Alcuni oggi sono affermati esperti di sicurezza

Roma - "Questi diavoli di Hackers". Si intitola così la sezione delle pagine web del GAT, Nucleo speciale contro le frodi telematiche della Guardia di Finanza, dedicata ad una delle più singolari vicende in materia di cracking che hanno riguardato la rete italiana. Due giorni fa è infatti stata pronunciata la sentenza che condanna i membri dell'italianissima crew "Hi-Tech Hate", un gruppo di defacer e cracker che nel 2001 aveva messo a segno numerose incursioni elettroniche anche su server di primo piano, tutte le volte con un preciso "scopo politico". I membri della crew sono stati individuati, fermati e denunciati nel gennaio del 2002.

Lavorando su quei server, i defacer nel corso di alcune settimane avevano rimpiazzato le home page e pagine di servizi di siti che vanno dalla NASA alla FAO, dal Ministero della Salute al CNR, dall'ENEA a numerosi enti locali, fino a RAI, Mediaset, Ansa ed altri ancora. Tra le "vittime" anche il sito di Claudio Baglioni, un celebre cantautore italiano.

Quattro di loro sono stati processati e hanno patteggiato la pena di un anno e cinque mesi di reclusione, che non sconteranno però in carcere avendo ottenuto la sospensione condizionale della pena. Erano accusati di "associazione per delinquere" e "intrusione informatica eseguita in concorso".
Perché qualcuno ora li chiama hacker? Perché alcuni di loro, smanettoni di primo pelo all'epoca dei fatti, sono oggi esperti informatici e bazzicano con un certo successo gli ambienti della sicurezza informatica. Tanto che uno dei condannati, ha oggi 24 anni, lavora in una multinazionale e ha presieduto la conferenza stampa in cui i cybercops nostrani hanno fatto il punto sulla vicenda. Fatto ancora più curioso se si va a rileggere i messaggi lasciati dalla crew sui siti colpiti, cose come: "Non vogliamo vivere nella disinformazione o nell'ignoranza. Non vogliamo che il mondo sia guidato dalle multinazionali, non vogliamo un mondo così. Noi siamo contro ogni forma di guerra, di oppressione, di abuso di potere".

"Le incursioni telematiche di questi pirati informatici - ha spiegato il comandante del GAT, colonnello Umberto Rapetto - aveva carattere prevalentemente dimostrativo". Rapetto parla di giovanissimi (il più piccolo aveva 15 anni all'epoca) a caccia di "sfide", che hanno però provocato conseguenze "più gravi di quanto avessero preventivato".

Un ruolo nella presentazione del caso ce l'ha proprio Baglioni: oltre ad essere stato "colpito", ha anche prodotto un breve video in cui "paragona" in qualche modo la sua bravura al pianoforte con la maestrìa informatica dei cybercops italiani. La sua video-testimonianza è disponibile a questo indirizzo.
25 Commenti alla Notizia Cracker si associavano per delinquere
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  • sito del GAT
    e poi guardate l'intro a pagamento qui
    http://www.templatemonster.com/flash-intro/9394.ht...


    ahhhhhhh secondo voi l'hanno comprata

  • - Scritto da: zulokay
    > sito del GAT
    > e poi guardate l'intro a pagamento qui
    > http://www.templatemonster.com/flash-intro/9394.ht
    >
    >
    > ahhhhhhh secondo voi l'hanno comprata

    sono esperti d'informatica, (sanno accedere il pc, avranno conseguito la'ECDL???) tu credi che sappiano qualcosa di "programmazione" Fantasma html Fantasma mah ...

    non+autenticato
  • infatti proprio per questo dovrebbero farsi un sito senza usare template già confezionati.
    ancora peggio sarebbe se li avessero usati scaricandoli abusivamente senza pagarli
    non+autenticato
  • "Unicode expoloit su iis 5.0" cosi era chiamato il trucco che usavano moltissimi script kids e/o altri per defacciare i siti.

    Quello che non caspisco è :
    nel 2001 ci fu moltissima informazione su tale tecnica diffusa da qualche anno. E la Microsoft aveva gia rilasciato la patch(un po in ritardo forse). Inoltre alcuni libri di informatica indicavano e spiegavano nei dettagli tale intrusione e come difendersi (utente userinternet solo lettura).
    Il fatto che siti importanti (e non quelli di sempronio) non fossero protetti contro tale exploit non è forse una mancanza maggiore di chi amministrava il sito??


    Ossia chi lascia la porta aperta può poi lamentarsi se un kid per gioco entra???

    non+autenticato
  • Non so. Se io lascio la porta di casa aperta e un ladro mi entra in casa e mi ruba il televisore, il ladro puo' essere arrestato, incriminato e condannato.

    Boh, io direi di si
    non+autenticato
  • Ocio.. se beccate un MeNToRz la porta la dovete solo sprangare...
    non+autenticato
  • si propio geniale sta storia della sospenzione della pena, così tutti quelli che vogliono intraprendere una carriera da sfasciatori di siti si sentiranno tranquilli, anzi sono anche incentivati se mi beccano mi incoronano hacker
    cosi trovo un bel posto di lavoro ...
    non+autenticato

  • > si propio geniale sta storia della sospenzione
    > della pena,

    Ho come il dubbio che tu capisca poco di legalese. In caso contrario sapresti che la "condizionale" è una spada di Damocle sulla tua testa...
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    >
    > > si propio geniale sta storia della sospenzione
    > > della pena,
    >
    > Ho come il dubbio che tu capisca poco di
    > legalese. In caso contrario sapresti che la
    > "condizionale" è una spada di Damocle sulla tua
    > testa...


    ROFTL!

    La condizionale in Italia come una spada di Damocle?
    Ma per favore... meno smanettamenti sul pc ed uscite di più e forse scoprirete un mondo fatto di persone davvero cattive che nemmeno con 4 condanne per spaccio finiscono dentro, figuriamoci 4 nerds con una "condizionale" per reati informatici.Occhiolino
    non+autenticato
  • Io ho sentito che la MeNToRz cR3w è stata internata nel Castello di If come il Conte di Montecristo. C'è gia chi profetizza il loro ritorno...
    non+autenticato
  • trovo inogbile che un hacker dopo aver realizzato un reato possa trovare incaricbhi di lavoro nello stesso settore e non abbia neanche la pena.
    Come dire che il crimine paga.
    A questo punto propongo di assumere tutti i violentatori di donne come guardie del corpo alle stesse, sicuramente conoscono i trucchi per evitare di "darla", ma lo stesso vale per i pedofili, assumiamoli a difesa dei bambini.

    Io sono un hacke nel snso che indago, cerco apro , non mi accontanto e cerco di apere ma non facci atti illegali, so come forzare un computer e per farlo magari di attrezo in asa ma non forzo il computer di altri ne ci penso.

    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > trovo inogbile che un hacker dopo aver realizzato
    > un reato possa trovare incaricbhi di lavoro nello
    > stesso settore e non abbia neanche la
    > pena.
    > Come dire che il crimine paga.
    > A questo punto propongo di assumere tutti i
    > violentatori di donne come guardie del corpo alle
    > stesse, sicuramente conoscono i trucchi per
    > evitare di "darla", ma lo stesso vale per i
    > pedofili, assumiamoli a difesa dei
    > bambini.
    >
    > Io sono un hacke nel snso che indago, cerco apro
    > , non mi accontanto e cerco di apere ma non facci
    > atti illegali, so come forzare un computer e per
    > farlo magari di attrezo in asa ma non forzo il
    > computer di altri ne ci
    > penso.
    >



    Mah... All' epoca quei ragazzetti avevano 14, 15 anni ed essere svegliati alle 8 di mattina dalla postale non e' certo una bella esperienza. A cui aggiungere la strizza e la vergogna di dover spiegare ai genitori che caxxo hai combinato.

    Indubbiamente se la sono cercata, ma a chi mette sotto qualcuno con la macchina ( ubriaco ), danno di meno.



    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > trovo inogbile che un hacker dopo aver realizzato
    > un reato possa trovare incaricbhi di lavoro nello
    > stesso settore e non abbia neanche la
    > pena.
    > Come dire che il crimine paga.
    > A questo punto propongo di assumere tutti i
    > violentatori di donne come guardie del corpo alle
    > stesse, sicuramente conoscono i trucchi per
    > evitare di "darla", ma lo stesso vale per i
    > pedofili, assumiamoli a difesa dei
    > bambini.
    >
    > Io sono un hacke nel snso che indago, cerco apro
    > , non mi accontanto e cerco di apere ma non facci
    > atti illegali, so come forzare un computer e per
    > farlo magari di attrezo in asa ma non forzo il
    > computer di altri ne ci
    > penso.
    >

    Mha.. l'unica cosa ignobile è quello che hai scritto.
    non+autenticato
  • Non diciamo scempiaggini.
    A parte che più torniamo indietro con gli anni e più vediamo che passare da "blackhat" a "legale" era MOLTO più comune di oggi, l'articolo spiega benissimo che perfino i Finanzieri li definiscono sornionamente "hacker" proprio perchè rispettano della gente che ha fatto una cazzata ma non ha dimostrato cattive intenzioni.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > http://www.demauroparavia.it/50997

    c'è chi puo' e chi non puo'....
    non+autenticato
  • Hackers Are Not Crackers

    Ormai quando si parla di “ Hacker “ nei media, si parla sempre e comunque dei pirati informatici. Chiunque di voi abbia letto qualche libro serio sull’argomento, sa benissimo che non è così!

    Gli hacker non sono i pirati informatici, bensì la loro antitesi. Sono hacker coloro che hanno scritto il sistema operativo LINUX. Sono hacker coloro che hanno ampliato e sviluppato la vechcia DARPAnet in tutto ciò che oggi noi chiamiamo “ INTERNET “. Sono hacker tutti gli amanti della cultura (informatica in particolare, ma non solo ), tutti coloro che amano imparare, studiare, sfamare la propria curiosità ogni giorno, scoprire, fare a pezzi per ricostruire. Senza gli hacker l’informatica, oggi, non sarebbe sicuramente la stessa. Eppure tutti i giorni, qui o la, leggiamo di attacchi “ hacker “, di “ hacker “ che scrivono virus, o hacker che entrano nel computer di un utente, di una banca. Entra nel computer di una banca, solo per correggere gli errori,tappare i buchi e le eventuali falle che ci sono nel sito,dare consigli per aumentare la protezione dei dati…..E chi ama questa cultura, sente lo stomaco annodarsi, sente lo sconforto salire, prende ogni giorno coscienza di quanto possa essere ignorante certa gente. Eppure reagire non serve a nulla. E-mail su e-mail, ma mai nessuna risposta. Ma chi crede nell’etica che appartiene alla cultura hacker, sa che non può darsi per vinto.Proprio per far fronte, quindi, agli abusi nell’uso del termine “ hacker “ da parte dei mass media, è nata l’organizzazione che risponde la nome di HANC ( acronimo di Hackers are not crackers ) , e che cerca di unire gli sforzi di tutti quegli amanti della filosofia hacker, che ne hanno piene le scatole della malainformazione in materia di informatica. Chiunque ne abbia voglia può aiutare l’ HANC segnalando tramite l’apposito form, eventuali abusi del termine “ hacker “ nei mass media. In seguito, uno dei 4 coordinatori, invierà alla redazione della testata in questione, una e-mail a nome dell’organizzazione, spiegandone l’errore che ha commesso. Tutte le e-mail inviate ( e le eventuali risposte ) saranno ad ogni modo pubblicate nell’apposita sezione della HANC.
    Per Info : info@hancproject.org - www.hancproject.org
  • Grazie, ci serviva questo illuminante intervento.
    non+autenticato
  • oCio bR0 i MeNToRz oWNaNo!
    non+autenticato
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