Chip cerebrale sconfigge la tetraplegia

Nuova sperimentazione di BrainGate: un successo strepitoso. Un 25enne tetraplegico è riuscito ad usare il computer con la sola forza del pensiero. Si accendono le speranze per molti portatori di handicap

Londra - Primo successo per BrainGate, il discusso impianto cerebrale sviluppato da Cyberkinetics Inc.. La prima sperimentazione clinica del dispositivo, che permette di comandare un computer attraverso 100 elettrodi sulla corteccia cerebrale, si è rivelato un successo: un giovane tetraplegico è infatti riuscito ad utilizzare Internet e scrivere e-mail grazie alla sola forza del pensiero.

Il chip è stato infatti realizzato per captare specifici impulsi cerebrali, provenienti dalla zona del cervello adibita al movimento del corpo: in questo modo, il 25enne inchiodato su una sedia a rotelle è stato in grado di controllare il computer ed interfacciarsi ad un braccio robotico, così da riacquistare un certo grado di mobilità e funzionalità. Il soggetto equipaggiato di BrainGate, che viene innestato attraverso una delicata operazione neurochirurgica, è dotato di un cavo che parte direttamente dal proprio encefalo e si collega ad un computer. Un apposito software riesce quindi a "leggere" l'attività cerebrale del soggetto e trasformarla in istruzioni digitalizzate e codificate.

"BrainGate", spiega il Dott. Leigh Hochberg, responsabile di questo primo test clinico del chip, "viene installato su una specifica area del cervello, detta corteccia motoria". I neuroni hanno il compito di impartire istruzioni ai muscoli, attraverso la spina dorsale. "Anche a distanza di anni da un incidente o da una patologia che porta alla paralisi", ha spiegato Hochberg, "la corteccia motoria continua ad inviare istruzioni ai muscoli: adesso possiamo utilizzare queste istruzioni per pilotare periferiche esterne".
Entro il 2007, il chip BrainGate sarà disponibile sul mercato globale e potrà infondere speranza a tutte le persone immobilizzate, così da recuperare le capacità di base per interagire col mondo circostante e le altre persone. "Questa è l'alba di una nuova era per le neurotecnologie", ha enfatizzato il prof. John Donoghue, socio fondatore della Cyberkinetics nonché preside del Dipartimento di Scienze neurologiche della Brown University. "Siamo ai primi passi, ma adesso abbiamo i presupposti tecnologici per allacciare il cervello umano direttamente alle macchine: è un'invenzione rivoluzionaria".

Negli Stati Uniti questo tipo di invenzioni gode di cospicui finanziamenti da parte del governo, attualmente impegnato nella realizzazione di protesi bioniche che sfruttano il principio delle cosiddette "interfacce neurali". Gli scienziati hanno impiegato oltre 20 anni per arrivare alla costruzione di BrainGate: i primi esperimenti in questo campo sono stati condotti negli anni ottanta e l'uso di queste tecnologie è appena iniziata.

Tommaso Lombardi
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