Un ebook contro la cultura del DRM

Nasce per contrapporsi al libro di Captain Copyright che in Canada vogliono diffondere nelle scuole. Per ricordare ai bimbi che condividere e partecipare è una bella cosa

Roma - Dalla guerra legale su P2P e dintorni si passa alla guerra culturale vera e propria: è disponibile online da qualche tempo un singolare e divertente libriccino pensato per i bambini, per insegnare loro che condividere ciò che si ha con gli altri non è un male, anzi è un bene.

"The pig and the box", è un PDF liberamente scaricabile che racconta la storia di un arguto maiale che trova una scatola magica che ha il potere di duplicare tutto ciò che le viene messo all'interno. Il maiale diventa così ossessionato dalla scatola e dalle sue capacità, e così sospettoso di chiunque la voglia usare, che costringe la gente a portarsi a casa gli oggetti duplicati in speciali ceste che hanno delle funzionalità che ricordano da vicino le tecnologie di Digital Rights Management (DRM). "È una favola - scrive l'autore - con una morale molto moderna".

A realizzarla è il celebre blogger canadese MCM, artista e scrittore, che sul proprio sito ha postato la favola (qui la versione italiana) spiegandone le finalità e consentendo a tutti di scaricarla grazie all'adozione di licenza Creative Commons che ne impedisce il solo sfruttamento commerciale. È un progetto in divenire che fruisce anche dei molti contributi e commenti che pervengono al sito.
La cover dell'ebookLa sua nascita, come accennato, non è un caso: si tratta di una favoletta che risponde a Captain Copyright, l'ultima creatura pro-DRM e pro-Diritto d'autore per bambini partorita da Access Copyright, omologa canadese della SIAE. Il sito del Capitano Copyright è ricolmo di giochi per bambini, tutti intesi a far capire loro i limiti imposti dal diritto d'autore nella circolazione delle opere. Un'operazione culturale in grande stile che ha già ottenuto l'avvallo del Governo di Ottawa.

Di interesse, come segnalava il celeberrimo blog Boing Boing, le clausole sul copyright presenti sul sito stesso di Captain Copyright: si va dal "non vi è permesso tagliare l'HTML di queste pagine per incollarlo su altre pagine web" al più naif divieto di porre link all'iniziativa su siti che la criticano.
18 Commenti alla Notizia Un ebook contro la cultura del DRM
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  • Ho letto la versione italiana della storiella e devo dire che rispetto a quella originale appare un po' composta da termini forzati. La traduzione e' infatti un po' improvvisata, e in alcuni casi non e' stata proprio fatta : c'e' una frase in inglese !.

    Ritengo anche che la favola non renda pienamente il senso per un bambino delle problematiche che si intendono illustrare. Pero' alla fine si comprende che condividere e' una cosa positiva, e in generale questo vale sempre.

    Un consiglio : non masterizzate conigli che saltano e gridano Lollipop Jones. (PS: anche questo andava forse tradotto in qualcosa di evocativo ?).
  • Sostanzialmente a regolare l'uso che gli altri posso fare di una tua idea / lavoro o invenzione.

    Come principio è corretto, il fatto che poi queste nuove mafie se ne approfittino è un altro discorso.
    non+autenticato
  • Ho verificato sul sito da voi indicato ed ora esiste anche la versione in italiano

    A bocca aperta
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Ho verificato sul sito da voi indicato ed ora
    > esiste anche la versione in
    > italiano
    >
    > A bocca aperta

    benissimo.
    non+autenticato
  • Ci sono un po' di refusi nella versione italiana...
    non+autenticato
  • I porci non hanno limite finchè gli si da noccioline loro grufano e cercano di "imporciare" anche i più piccoli con metodi disgustosi rotolarsi in cavilli burocratici e cause legali=fango...
    Comunque... c'è solo una cosa da dire a questi signORCI: pensate come saremmo a quest'ora se Archimede si fosse tenuto per se i suoi preziosissimi principi (molto più preziosi rispetto libri universitari di dubbia utilità, o film hollywoodiani che... lasciamo perdere) e Leonardo Da Vinci, ma per citare una cosa su tutte: LA SCRITTURA di cui voi stessi vi servite per porciare come descritto sopra...
    non+autenticato
  • > pensate come saremmo a quest'ora se Archimede si fosse tenuto per se i suoi
    > preziosissimi principi (molto più preziosi rispetto libri universitari di dubbia
    > utilità, o film hollywoodiani che... lasciamo perdere) e Leonardo Da Vinci

    Evitiamo di dire cavolate: Archimede SI E' TENUTO PER SE' I SUOI PRINCIPI e Leonardo da Vinci era ossessionato dalla segretezza dei suoi lavori.
    Per fortuna, nonostante questo, tutti noi conosciamo le opere di Archimede e di Da Vinci (ma è certo che non conosciamo molte altre opere tra le quali alcune potrebbero essere più importanti di quelle, che sono andate perdute prima che qualcuno riuscisse a renderle pubbliche).

    Il problema della segretezza della scienza si è risolto con l'avvento del diritto d'autore; solo che questo diritto è stato poi prevaricato dagli editori: il copyright, diritto di copia, non ha nulla a che fare con l'autore, è l'esclusiva garantita da leggi dello Stato ad un editore di pubblicare un'opera, in cambio della possibilità dello Stato di controllare la pubblicazione.
    Solo che oggi togliere dalle mani degli editori questo potere di esclusiva è complicato, per via degli enormi interessi in gioco.
    In un mercato veramente libero dovrebbe essere vietato ad un editore di detenere il monopolio su un'opera: se così fosse, gli autori potrebbero ricevere compensi da CHIUNQUE volesse pubblicare la loro opera - e quindi potrebbero guadagnare di più sulle loro creazioni migliori.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > > pensate come saremmo a quest'ora se Archimede
    > si fosse tenuto per se i
    > suoi
    > > preziosissimi principi (molto più preziosi
    > rispetto libri universitari di
    > dubbia
    > > utilità, o film hollywoodiani che... lasciamo
    > perdere) e Leonardo Da
    > Vinci
    >
    > Evitiamo di dire cavolate: Archimede SI E' TENUTO
    > PER SE' I SUOI PRINCIPI e Leonardo da Vinci era
    > ossessionato dalla segretezza dei suoi
    > lavori.
    > Per fortuna, nonostante questo, tutti noi
    > conosciamo le opere di Archimede e di Da Vinci
    > (ma è certo che non conosciamo molte altre opere
    > tra le quali alcune potrebbero essere più
    > importanti di quelle, che sono andate perdute
    > prima che qualcuno riuscisse a renderle
    > pubbliche).
    >
    > Il problema della segretezza della scienza si è
    > risolto con l'avvento del diritto d'autore; solo
    > che questo diritto è stato poi prevaricato dagli
    > editori: il copyright, diritto di copia, non ha
    > nulla a che fare con l'autore, è l'esclusiva
    > garantita da leggi dello Stato ad un editore di
    > pubblicare un'opera, in cambio della possibilità
    > dello Stato di controllare la
    > pubblicazione.
    > Solo che oggi togliere dalle mani degli editori
    > questo potere di esclusiva è complicato, per via
    > degli enormi interessi in
    > gioco.
    > In un mercato veramente libero dovrebbe essere
    > vietato ad un editore di detenere il monopolio su
    > un'opera: se così fosse, gli autori potrebbero
    > ricevere compensi da CHIUNQUE volesse pubblicare
    > la loro opera - e quindi potrebbero guadagnare di
    > più sulle loro creazioni
    > migliori.


    Ottimo post, chapeu.
  • - Scritto da:

    > Evitiamo di dire cavolate: Archimede SI E' TENUTO
    > PER SE' I SUOI PRINCIPI e Leonardo da Vinci era
    > ossessionato dalla segretezza dei suoi
    > lavori.

    non è proprio così, almeno per Leonardo da Vinci (per Archimede non saprei).
    Leonardo faceva studi che erano contrari ai principi morali della chiesa cattolica dell'epoca e anche delle leggi e dalla mentalità delle persone.
    Molte cose doveva farle in segreto per evitare di lasciare prove che lo condannassero.
    Per esempio diseppelliva cadaveri di notte e li sezionava per vedere come era fatta la struttura interna.

    Ci sono state sempre grossi sospetti e più volte ha rischiato di essere incriminato, ma mancavano le prove o qualche amico potente riusciva a toglierlo dagli impicci.

    Per questi motivi cercava di tenere nascosti tutti i suoi studi.

    > Il problema della segretezza della scienza si è
    > risolto con l'avvento del diritto d'autore; solo

    non è neanche tanto vera questa affermazione.

    All'epoca c'erano persone che tenevano per se quello che scoprivano, non tanto per segretezza, ma perché non avevano nessuno con cui parlarne o non erano interessati a diffondere quello che conoscevano ... studiavano con la sola finalità di scoprire la realtà, senza nessun interesse nel diffondere tali informazioni.

    Per esempio Newton aveva fatto scoperte sin dalla sua età giovanile e il mondo scientifico ha cercato queste sue risposte per decenni ... poi uno scienziato dell'epoca parlando con Newton scoperse che Newton sapeva le risposte a molti quesiti per loro irrisolti e lo convinse a rivelarli alla comunità scientifica.

    Il copyright (o diritto d'autore) è nato, soprattutto, per permettere all'autore di godere dei frutti delle sue scoperte/lavori.
    All'epoca, ad esempio, se un musicista componeva un'opera, allora chiunque poteva vantarla come propria in un altro paese o comunque eseguirla senza nemmeno indicare chi fosse l'autore.

    > che questo diritto è stato poi prevaricato dagli
    > editori: il copyright, diritto di copia, non ha

    gli editori erano un po' la "morte" dei compositori.
    Un editore dell'epoca di solito stampava di tutto e nella maggior parte dei casi non riconosceva nulla all'autore. Per esempio pagava uno studente per tradurre un'opera di un altro stato e poi la pubblicava a suo nome. O addirittura pubblicava opere di autori della stessa patria senza corrispondere nulla a questo, a volte neanche il titolo di autore.
    Altre volte pubblicavano opere di studenti o persone di poco conto facendole risultare prodotte da personaggi famosi, solo per incrementare le vendite.
    L'autore poteva far poco, se non pubblicare delle smentite (alle volte alcuni sono stati accusati dalla giustizia dell'epoca e anche finiti in galera per pubblicazioni imputate a loro, ma scritte da altri).
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > > pensate come saremmo a quest'ora se Archimede

    [...]

    > Evitiamo di dire cavolate: Archimede SI E' TENUTO
    > PER SE' I SUOI PRINCIPI
    Questo e' falso.
    Archimede aveva, nell'antichita', la stessa fama che Einstein ha avuto nella nostra epoca.


    > e Leonardo da Vinci era
    > ossessionato dalla segretezza dei suoi
    > lavori.
    Come ti e' stato detto da altri: aveva i suoi buoni motivi.
    Cmq si, il Da Vinci detestava essere copiato, al punto da introdurre, volutamente, degli errori nei suoi progetti cosi' che un eventuale "copione" avrebbe passato un brutto quarto d'ora.
    Come nel caso dell'aliante: la posizione del pilota va invertita rispetto a quanto indicato nel progetto, o si precipita.


    > Per fortuna, nonostante questo, tutti noi
    > conosciamo le opere di Archimede e di Da Vinci
    > (ma è certo che non conosciamo molte altre opere
    > tra le quali alcune potrebbero essere più
    > importanti di quelle, che sono andate perdute
    > prima che qualcuno riuscisse a renderle
    > pubbliche).

    Archimede corrispondeva con scienziati di tutto il mondo (il mediterraneo, all'epoca, era il Mondo) ed ha lasciato sufficienti testimonianze a sconfessare questa tua tesi.

    Quello che Archimede non ha diffuso mai sono state le scoperte in campo bellico: la manus ferrea, gli specchi ustori (leggenda), le baliste che affondavano le navi ecc... di quelle s'e' perso quasi tutto, tranne che nel ricordo di chi s'e' imbattuto nelle sue scoperte.
    Si narra che i Romani, durante l'assedio di Siracusa, fuggissero terrorizzati al solo sporgere di un bastone da dietro le mura!


    [...]
    > più sulle loro creazioni
    > migliori.

    Per il resto ti quoto tutto e dico che hai ragione, ragionissima: grazie al diritto d'autore gli autori non fanno piu' la fame, ma il ruolo dell'editore quale "morte" dell'autore e' tutt'altro che tramontato.

    Adesso gli autori non muoiono piu' di fame, ma appetito.

    Ciau
    >GT<
  • > Evitiamo di dire cavolate

    GPL.
    non+autenticato
  • http://www.afi.mi.it/rnews.asp?id=116

    Io ci sono stato. Da noi regalano pure i Gadget ai ragazzini: lo scandalo sta nel fatto che non c'è nessun contraltare "libero" (CopyZero, Creative Commons, ecc).

    Arrabbiato

    Marco Ravich
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > http://www.afi.mi.it/rnews.asp?id=116
    >
    > Io ci sono stato. Da noi regalano pure i Gadget
    > ai ragazzini

    E chiamano pure la campagna “Rispettiamo la creatività”: insegnare ai bambini che se copiano le parole della loro canzone preferita sul loro diario compiono un illecito penale ... Sorride

    Se i discografici rispettassero la creatività, non avrebbero ad esempio fatto causa ai The Verve perchè "Bitter sweet symphony" usava un pezzettino di una registrazione dei Rolling Stone di cui nessuno ricorda più neppure il titolo, togliendo loro i guadagni su una delle più famose canzoni del XX secolo ...
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    >
    > Se i discografici rispettassero la creatività,
    > non avrebbero ad esempio fatto causa ai The Verve
    > perchè "Bitter sweet symphony" usava un
    > pezzettino di una registrazione dei Rolling Stone
    > di cui nessuno ricorda più neppure il titolo,
    > togliendo loro i guadagni su una delle più famose
    > canzoni del XX secolo
    > ...

    Non lo sapevo!!!Deluso
    mi dici il titolo della canza dei rollin, se la sai?
    I verve sono stati uno dei miei gruppi preferiti.....
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