Contrappunti/ L'uomo di vetro

di Massimo Mantellini. Un flash nelle strade di Londra, gli scanner biometrici, la sicurezza e l'autolesionismo di chi pensa che non ha nulla da nascondere e si presta dunque ad essere controllato in qualsiasi momento

Contrappunti/ L'uomo di vetroRoma - Qualche tempo fa, in una fredda notte invernale londinese, ascoltavo distrattamente il tassista algerino che mi portava all'aeroporto mentre mi raccontava come ormai Londra fosse diventata invivibile, invasa da indiani, negri e immigrati di ogni razza. Fermi ad un semaforo, fummo superati da un ciclista in mountain bike. L'uomo, nella assoluta mancanza di traffico di quelle ore notturne, attraversò l'incrocio nonostante il semaforo rosso e fu così immortalato dal flash di una macchina fotografica fissa dell'impianto semaforico che consegnò la documentazione della sua infrazione ad un computer chissà dove. Il tassista rise.

Io non so dire se si sia trattato di una semplice manifestazione di efficienza o se quel flash sia stato invece il segno di una estensione anche alle ore notturne di una logica di controllo che la tecnologia ormai consente ampiamente; certo è che l'Inghilterra ha imboccato ormai da molti anni la strada della osservazione continua dei suoi cittadini, non solo in prossimità dei semafori, ma anche in qualunque altro luogo pubblico e lo ha fatto in maniera tanto graduale e circospetta dal far sembrare normale un po' a tutti che lo shopping su Oxford Street sia costantemente monitorato da decine di occhi elettronici.

L'11 settembre ha forse restituito un minimo di decoro al nostro libero arbitrio di esseri umani: è stato infatti in quell'occasione, sull'onda di quel trauma planetario, che gran parte di noi ha come scelto di rinunciare ad un po' delle proprie libertà in cambio di una promessa di maggior sicurezza. Non che io sia contento di tutto ciò, tutt'altro, ma ero perfino più sconsolato prima, quando anche in assenza di motivazioni di urgenza come quella della ipotetica difesa dai terroristi, noi cittadini abbiamo più e più volte mostrato un assoluto disinteresse per le tematiche della privacy.
E' inutile girarci troppo intorno: la tutela della nostra libertà individuale non solo non crea un mercato di difesa (gran parte delle società che anche in rete se ne occupavano commercialmente sono fallite negli ultimi anni) ma non ha nemmeno la capacità di sollevare il nostro interesse quando ci accorgiamo che i nostri dati personali, i nostri spostamenti o le nostre abitudini di vita e di consumo generano una curiosità interessata e spesso ambigua. Il nostro livello di attenzione è da sempre in questo senso bassissimo e si riassume spesso in risposte del tipo "controllatemi pure, tanto non ho nulla da nascondere".

Si tratta di un punto di vista frequentemente ascoltato, tanto autolesionista quanto duro da scalfire, i cui effetti sono ogni giorno amplificati dallo sviluppo tecnologico che consente ormai esercizi di controllo ai limiti della fantascienza e che, con una capacità mediatica molto raffinata, ci viene ogni giorno "spiegato" come utile e irrinunciabile: come potremo in futuro fare a meno del riconoscimento facciale o dei sistemi di posizionamento dei terminali o del controllo delle comunicazioni e delle tracce elettroniche? Non potremo, e siccome siamo tutti cittadini che non hanno nulla da nascondere, la nostra scia di dati genererà solo sicurezza e grandiose opportunità di benessere. Questo almeno per quelli che ci credono.

E pensare che L'Italia nel suo mediterraneo disinteresse per tali noiose problematiche ha portato a Bruxelles come Presidente del Comitato Europeo dei Garanti della Privacy, uno dei suoi uomini migliori, Stefano Rodotà, il cui lavoro legislativo e di controllo in questi anni è stato da tutti considerato di grandissimo valore. Gli allarmi e le invocazioni che il Prof. Rodotà ha lanciato sono spesso stati vere e proprie urla nel deserto, altre volte come nel caso dell'applicazione della legge italiana sulla Privacy, hanno consentito di iniziare a scardinare un universo di privilegi dei poteri forti (si pensi solo alle banche) che fino a pochi anni fa sembrava pacifico e inattaccabile.

E allora lascio ad una sua frase tratta da un intervento pubblicato dopo l'11 settembre la spiegazione del come mai il nostro quotidiano affermare "non ho nulla da nascondere" sia una pratica ai limiti dell'autolesionismo:

"Bisogna diffidare dell'argomento di chi sottolinea come il cittadino probo non abbia nulla da temere dalla conoscenza delle informazioni che lo riguardano. "L'uomo di vetro" è una metafora totalitaria, perché su di essa si basa poi la pretesa dello Stato di conoscere tutto, anche gli aspetti più intimi della vita dei cittadini, trasformando automaticamente in "sospetto" chi chieda salvaguardia della vita privata."

Mi sentirei di aggiungere - per terminare - che il medesimo atteggiamento e la medesima pretesa sono anche uno dei cavalli di battaglia del commercio mondiale, la cui capacità di indirizzo è perfino superiore a quella dei governi nazionali. Le tecnologie che scoprono l'uomo di vetro citato da Rodotà sono ormai fra di noi ed è vitale trovare un bilanciamento fra le possibilità di raccolta dati che offrono ed i limiti che dovranno essere loro imposti dal bene comune. Su di un piatto della bilancia stanno comodamente seduti oggi i governi nazionali con le loro esigenze di controllo della sicurezza pubblica; a fianco di essi siedono, in una curiosa sinergia, gli interessi del marketing mondiale, impegnato a escogitare le maniere più efficaci e remunerative per convincerci a comprare tutti i prodotti di cui abbiamo "bisogno". Resta da capire, una volta ovviamente esclusi tutti quelli che "non hanno nulla da nascondere" chi si siederà sull'altro piatto.

Massimo Mantellini
TAG: privacy
28 Commenti alla Notizia Contrappunti/ L'uomo di vetro
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  • vedete..io non ho molto da nascondere...
    ma....vorrei potermi muovere nel paese senza essere necessariamente rintracciabile, vorrei
    continuare a fare politica alla luce del sole senza rischiare che usino la mia presenza(anche passiva) a una manifestazione dove vi son stati disordini per incriminarmi ingiustamente
    qualcuno ha detto che cio che non e' pubblico e' immorale be..io direi che il conto bancario non deve esser segreto,il reddito,le tue proprieta
    e gli acquisti sopra una certa cifra(dove hai preso i soldi??)ma gli spostamenti,i piccoli acquisti,lo stato di salute,i gusti sono strettamente personali
    e NON pubblici
    non+autenticato
  • Penso che molti giornalisti siano a caccia di nemici invisibili (o inesistenti) onde poter comodamente combattere battaglie (e vincerle) contro il nulla.
    Cosi' come gli anti-global si scagliano contro qualcosa che neanche loro sanno bene cos'e', i giornalisti allarmisti sono sempre alla ricerca di chissa' quali congiure contro il cittadino qualunque.
    Penso che non ci voglia molto a risolvere certi problemi (purche' tecnicamente risolvibili) e che non sia neanche il caso di prospettarli cosi' giganteschi , penso basterebbe affidarsi al buon senso.
    non+autenticato
  • dimmi dove ti hanno lobotomizzato che ci vado anche io
    non+autenticato
  • dimmi dove ti hanno lobotomizzato che ci vado anche io
    non+autenticato
  • scrive mantellini:
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    con una capacità mediatica molto raffinata, ci viene ogni giorno "spiegato" come utile e irrinunciabile: come potremo in futuro fare a meno del riconoscimento facciale o dei sistemi di posizionamento dei terminali o del controllo delle comunicazioni e delle tracce elettroniche? Non potremo, e siccome siamo tutti cittadini che non hanno nulla da nascondere, la nostra scia di dati genererà solo sicurezza e grandiose opportunità di benessere. Questo almeno per quelli che ci credono.
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    a parte che non ho mai sentito parlare di alcuna campagna per la limitazione della privacy e delle liberta' personali, e poi non mi sembra che
    noi italiani si sia noti per la fiducia con cui accogliamo le promesse e le illusioni dei governanti di turno. Ho semplicemente parlato di buonsenso, quello che almeno il novanta per cento delle persone dovrebbe avere. Io quando 15 anni fa sviluppavo software poer videoteche e simili, mi trovavo spesso a dovere fare i conti con i gestori dei club che erano molto riservati nell'aprire i loro archivi agli estranei. Tutto questo senza legge sulla privacy. Era solo questione di buonsenso, loro difendevano i loro clienti dalle curiosita' dela gente.


    scrive mantellini:
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    Gli allarmi e le invocazioni che il Prof. Rodotà ha lanciato sono spesso stati vere e proprie urla nel deserto, altre volte come nel caso dell'applicazione della legge italiana sulla Privacy, hanno consentito di iniziare a scardinare un universo di privilegi dei poteri forti (si pensi solo alle banche) che fino a pochi anni fa sembrava pacifico e inattaccabile.
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    Rodota' ha fatto un ottimo lavoro ma senza invocazioni ed allarmismi. E poi non capisco cosa c'entrino le banche, notoriamente ipergelose dei dati dei loro clienti. Il segreto bancario è stato scardinato per alcune leggi contro la mafia ed il riciclaggio del denaro sporco, non certo per altri motivi. E sicuramente cio' non e' stato molto gradito dalle banche, tutt'altro !



    scrive mantellini:
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    E allora lascio ad una sua frase tratta da un intervento pubblicato (da Rodota') dopo l'11 settembre la spiegazione del come mai il nostro quotidiano affermare "non ho nulla da nascondere" sia una pratica ai limiti dell'autolesionismo:
    "Bisogna diffidare dell'argomento di chi sottolinea come il cittadino probo non abbia nulla da temere dalla conoscenza delle informazioni che lo riguardano. "L'uomo di vetro" è una metafora totalitaria, perché su di essa si basa poi la pretesa dello Stato di conoscere tutto, anche gli aspetti più intimi della vita dei cittadini, trasformando automaticamente in "sospetto" chi chieda salvaguardia della vita privata."
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    La frase è attribuita a Rodota': io non credo che lo stato voglia conoscere "tutto" del cittadino, ma solo quello che gli serve.
    A me non fa piacere che i miei dati possano essere conosciuti da altri anche se sono probo. Pero' è anche vero che se voglio ottenere qualcosa dalla societa' allora devo dare qualcosa in cambio. Quando voglio un lavoro, la prima cosa da fare è inviare un curriculum. E non mi risulta che chi chieda garanzie per la propria privacy sia automaticamente considerato un sospetto.


    scrive mantellini:
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    Mi sentirei di aggiungere - per terminare - che il medesimo atteggiamento e la medesima pretesa sono anche uno dei cavalli di battaglia del commercio mondiale, la cui capacità di indirizzo è perfino superiore a quella dei governi nazionali.
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    vedasi il discorso per le banche. Nessuno è piu' interessato alla protezione della privacy dei cittadini/consumatori dei colossi finanziari che gestiscono i circuiti internazionali delle carte di credito.
    Violare la privacy dei loro clienti, significherebbe per loro non avere piu' alcun cliente.

    scrive mantellini:
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    Le tecnologie che scoprono l'uomo di vetro citato da Rodotà sono ormai fra di noi ed è vitale trovare un bilanciamento fra le possibilità di raccolta dati che offrono ed i limiti che dovranno essere loro imposti dal bene comune. Su di un piatto della bilancia stanno comodamente seduti oggi i governi nazionali con le loro esigenze di controllo della sicurezza pubblica; a fianco di essi siedono, in una curiosa sinergia, gli interessi del marketing mondiale, impegnato a escogitare le maniere più efficaci e remunerative per convincerci a comprare tutti i prodotti di cui abbiamo "bisogno". Resta da capire, una volta ovviamente esclusi tutti quelli che "non hanno nulla da nascondere" chi si siederà sull'altro piatto.
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    la curiosa sinergia di cui si parla in effetti non c'e'. Anzi c'e' una divaricazione tra i governi e le aziende in questo settore.
    E poi con tutto il marketing di questo mondo , se uno i soldi non ce li ha non vedo come possa comprarsi anche quello che non gli serve.
    Lo spamming non viene effettuato dalle grosse realta' commerciali, ma da quelle piccole e semi-illegali.
    non+autenticato
  • > Lo spamming non viene effettuato dalle
    > grosse realta' commerciali, ma da quelle
    > piccole e semi-illegali.


    AHAHAHAHHAHAHAHA
    oddio oddio
    AHAHAHAHHAHAHAHA

    ok
    ok
    ok
    AHAHAHAHAHAHAHAHHAA
    non riesco a trattenermi
    bbbbbbbbbbb
    AHAHAHAHAHAHAHHHAHAAH



    non+autenticato
  • - Scritto da: roby
    > -----------------------
    > a parte che non ho mai sentito parlare di
    > alcuna campagna per la limitazione della
    > privacy e delle liberta' personali...

    Eheheheh, lo voglio vedere il politico che viene a dirti "Io sono contro la privacy"...
    Come per il razzismo, nessuno mai e' razzista. Ma...

    > Rodota' ha fatto un ottimo lavoro ma senza
    > invocazioni ed allarmismi.

    Insomma... definiamoli come vogliamo, ma non erano certo dei "state tranquilli, va tutto bene"...


    > La frase è attribuita a Rodota': io non
    > credo che lo stato voglia conoscere "tutto"
    > del cittadino, ma solo quello che gli serve.

    E qui sta il punto. Come dicevo prima, nessuno e' contro la privacy, ma...
    Come sempre, tutto si gioca su quel "ma".

    > E non mi risulta che chi chieda
    > garanzie per la propria privacy sia
    > automaticamente considerato un sospetto.

    Dai tempo al tempo. Quella denunciata e' una tendenza che portera' proprio in questa direzione, se non bloccata in tempo.

    > vedasi il discorso per le banche. Nessuno è
    > piu' interessato alla protezione della
    > privacy dei cittadini/consumatori dei
    > colossi finanziari che gestiscono i circuiti
    > internazionali delle carte di credito.
    > Violare la privacy dei loro clienti,
    > significherebbe per loro non avere piu'
    > alcun cliente.

    Correggerei in "violare la privacy dei loro clienti ed essere cosi' babbei da farsi beccare dagli stessi".


    > la curiosa sinergia di cui si parla in
    > effetti non c'e'. Anzi c'e' una
    > divaricazione tra i governi e le aziende in
    > questo settore.

    Piu' che altro non e' affatto curiosa. Ricordo che siamo in un sistema capitalistico.

    > Lo spamming non viene effettuato dalle
    > grosse realta' commerciali, ma da quelle
    > piccole e semi-illegali.

    Chi e' senza peccato...Sorride
    non+autenticato
  • > con una capacità mediatica molto raffinata,
    > ci viene ogni giorno "spiegato" come utile e
    > irrinunciabile: come potremo in futuro fare
    > a meno del riconoscimento facciale o dei
    > sistemi di posizionamento dei terminali o
    > del controllo delle comunicazioni e delle
    > tracce elettroniche? Non potremo, e siccome
    > siamo tutti cittadini che non hanno nulla da
    > nascondere, la nostra scia di dati genererà
    > solo sicurezza e grandiose opportunità di
    > benessere. Questo almeno per quelli che ci
    > credono.
    > -----------------------
    > a parte che non ho mai sentito parlare di
    > alcuna campagna per la limitazione della
    > privacy e delle liberta' personali,
    il risultato finale non cambia...cambia solo la percezione del risultato finale...
    sai che in america vendono i cellulari solo con gps incorporato ???? ufficialmente per poterli trovare in caso di svenimento e roba cosi...

    > avere. Io quando 15 anni fa sviluppavo
    > software poer videoteche e simili, mi
    > trovavo spesso a dovere fare i conti con i
    > gestori dei club che erano molto riservati
    > nell'aprire i loro archivi agli estranei.
    > Tutto questo senza legge sulla privacy. Era
    > solo questione di buonsenso, loro
    > difendevano i loro clienti dalle curiosita'
    > dela gente.
    si ma se non fosse cosi ???? questo "buonsenso" sta scomparendo...certo non da oggi a domani, ma ne riparliamo fra 20 anni...se saremmo ancora qua...

    > Rodota' ha fatto un ottimo lavoro ma senza
    > invocazioni ed allarmismi. E poi non capisco
    > cosa c'entrino le banche, notoriamente
    > ipergelose dei dati dei loro clienti. Il
    > segreto bancario è stato scardinato per
    > alcune leggi contro la mafia ed il
    > riciclaggio del denaro sporco, non certo per
    > altri motivi. E sicuramente cio' non e'
    > stato molto gradito dalle banche, tutt'altro
    sai che le banche si scambiano informazioni tra di loro ???? sui clienti intendo...uno mette il tuo nome li e compare un po tutto...certo magari non hanno TUTTI accesso...pero e la stessa cosa...QUALCUNO c'e l'ha...
    A ME QUESTO NON VA BENE...non perche ho qualcosa da nascondere ma perche una banca deve interessarsi ad un conto che io ho presso un'altra banca ???? o altre informazioni del genere...perche a qualcuno deve interessare...se volevo avevo solo un conto e mettevo tutto in un solo conto...cosi la banca aveva le informazioni...no, qua si scavalca il singolo e le banche (e solo un'esempio vale per tanti altri) ottengono le informazioni con varie scuse come limitare le truffe, limitare i rischi, ecc...vai di fantasia qua...
    questo vale per i comuni mortali chi ha tanti soldi nel conto gode di altre condizioni...inclusa la privacy...
    allora immagina un mondo dove mettendo insieme i dati delle banche, della sanita, delle assicurazioni, tutto insieme si ha un profillo completo di una persona...
    quanto guadagna che gli piace cosa guarda in tv (immagina quello che hai guardato pay per view e fra poco apparecchi in grado di monitorare ogni secondo), a chi spedisce sms e cosa c'e scritto, e fra poco anche i suoi commenti su internet...tipo i post di usenet che google tiene in memoria da anni...
    come ti senti ???? tranquillo ???? beato te...
    naturalmente ci saranno i voti che hai preso a scuola, il tuo QI, la foto della patente, ecc...TUTTO...
    e chi non avra tante informazioni da offire verra automaticamente considerato sospetto...proprio perche e consuetudine avere qualsiasi informazione su un individuo...e perche TANTO NON C'E NULLA DA NASCONDERE...
    vedrai poi quando incomincieranno le modifiche genetiche e le relative basi dati...

    > probo. Pero' è anche vero che se voglio
    > ottenere qualcosa dalla societa' allora devo
    > dare qualcosa in cambio. Quando voglio un
    > lavoro, la prima cosa da fare è inviare un
    > curriculum.
    anche qui si potrebbe migliorare la cosa...i dati personali dovrebbero essere forniti solo dopo essere stati assunti...

    >E non mi risulta che chi chieda
    > garanzie per la propria privacy sia
    > automaticamente considerato un sospetto.
    con calma piano piano ci arriviamo...riparliamone fra 20 anni...

    > vedasi il discorso per le banche. Nessuno è
    > piu' interessato alla protezione della
    > privacy dei cittadini/consumatori dei
    > colossi finanziari che gestiscono i circuiti
    > internazionali delle carte di credito.
    > Violare la privacy dei loro clienti,
    > significherebbe per loro non avere piu'
    > alcun cliente.
    e perche ????

    > la curiosa sinergia di cui si parla in
    > effetti non c'e'. Anzi c'e' una
    > divaricazione tra i governi e le aziende in
    > questo settore.
    insomma...

    > E poi con tutto il marketing di questo mondo
    > , se uno i soldi non ce li ha non vedo come
    > possa comprarsi anche quello che non gli
    > serve.
    il fatto e questo...nessuno deve dirmi cosa devo comprare come e quando...ho bisogno di qualcosa ???? okey mi metto a cercare confronto varie alternative e in funzione delle mie necessita io decido...
    tutto con calma e rispettando la privacy...
    invece le imprese dicono dammi i tuoi dati, fammi leggere le tue preferenze, i tuoi interessi ed io ti riempio di roba...
    ignorando che chi ha un certo interesse gia conosce tutto del settore...un geologo conoscera gia tutte le pubblicazioni di geologia...ma intanto qualcuno di una rivista di geologia guarda il mio profillo (solo si fa per dire) per vedere che non lo sono...e si potrebbe andare avanti all'infinito...
    TUTTO QUESTO NON VA BENE...
    DISCORSO CHIUSO...

    non+autenticato
  • E per la nostra burocrazia, questo è un problema!

    Immanuel Kant asseriva che quello che non si può rendere pubblico, è immorale.

    Senza giungere a queste esagerazioni, dobbiamo però tenere conto dei danni economici e morali prodotti dalla nostra legge sulla privacy, o probabilmente da una sua applicazione superficiale o manipolata.
    Nella mia attività lavorativa ho visto centinaia di esempi al limite del ridicolo; ne cito uno che ho vissuto personalmente: il cellulare (omnitel); è stato usato in modo fraudolento da terzi non autorizzati. Ebbene, non è stato possibile conoscere i numeri chiamati; inoltre, nei tabulati normalmente inviati, le ultime cifre del numero telefonico non vengono mai mostrate per problemi di "privacy"; ma quale privacy del cavolo? Se il telefono è mio, sono io che faccio le telefonate; sono io il titolare dei dati... Sveglia!
    Credo che si stia cercando semplicemente di spostare, con la scusa della privacy, il controllo dei dati da una istituzione all'altra.
    L'uomo resta di vetro, forse anche più sottile; ma, forse, con questa legge, si illude di non esserlo.
    Questo mi ricorda la leva, di un famoso esperimento (molto crudele) sui babbuini, con i quali essi avevano l'impressione di controllare l'ambiente circostante... Pare che l'idea di manipolare una leva diminuisse il loro stress... Brutta storia!

    No; la soluzione è un altra: riuscire a non essere "vittime" di manipolazioni e condizionamenti è soprattutto uno stato mentale e culturale. Ben altri sono gli strumenti per contrastare i "controlli" del sistema.
    Infine, teniamo presente che tutte le istituzioni hanno già agevolmente aggirato l'ostacolo: se non firmi la liberatoria sulla privacy, non ti forniscono il servizio... Il solito sistema italiano: fatta la legge... Trovato l'inganno.

    Per riprendere la metafora della bilancia (che rappresenta un po' il gioco di equilibri di potere), mi preoccuperei soprattutto di chi sta sotto ai piatti, perché viene continuamente schiacciato ad ogni effimero mutamento di potere.
    non+autenticato
  • > Infine, teniamo presente che tutte le
    > istituzioni hanno già agevolmente aggirato
    > l'ostacolo: se non firmi la liberatoria
    > sulla privacy, non ti forniscono il
    > servizio... Il solito sistema italiano:
    > fatta la legge... Trovato l'inganno.
    ecco e qui che la legge va modificata...non si deve permettere una cosa simile...
    come facevo un esempio...non poter entrare in un supermercato se non hai un chip nella mano...quindi per comodita uno dice si...QUINDI NON E UNA LIBERA SCELTA...
    non+autenticato
  • A Lugano (CH) da _anni_ ai semafori ti fanno la foto se passi con il rosso (noi Italiani che andiamo la' lo sappiamo benissimo, specialmente dopo che sono arrivate le prime multe).

    Io sono piu' tranquillo se c'e' un apparecchio in grado di provare la mia innocenza se un imbecille passa con il rosso e centra la mia auto, anche perche', in mancanza di testimoni, un sinistro ad un semaforo e' sempre una brutta gatta da pelare.

    Le telecamere ai semafori fanno paura solamente a chi passa con in rosso, non a chi rispetta la legge.


    Ciao,
    luigi
    non+autenticato
  • Concordo, ma se ci aggiungiamo un rivelatore di velocita' che ti assicura un esborso di 250 euro se passi a 51km/h anziche' <= 50km/h, allora mi girano. E mi girano pure se mi fotografano perche' mentre transitavo era sopraggiunto da 1 ns il rosso (purtroppo, lo confesso, alle volte con l'arancione ci sono passato).
    Potresti invocare flessibilita'. Ma allora la regola non e' piu' regola, quindi meglio fare a meno dei flash!!! (Mi sembra una buona flessibilita'!!!)
    non+autenticato
  • scusa pig , ma dal tuo ragionamento si evince che piu' che fare a meno dei flash tu vorresti fare a meno dei semafori stessi !
    non+autenticato


  • - Scritto da: luigi
    > A Lugano (CH) da _anni_ ai semafori ti fanno
    > la foto se passi con il rosso (noi Italiani
    > che andiamo la' lo sappiamo benissimo,
    > specialmente dopo che sono arrivate le prime
    > multe).

    Passa a Zurigo (CH), e Lugano ti sembrera' il paradiso Sorride Praticamente _tutti_ i semafori ti fanno la foto, e in piu' ci sono un centinaio di radar fissi sparsi nei punti piu' strategici della citta' ...

    > Le telecamere ai semafori fanno paura
    > solamente a chi passa con in rosso, non a
    > chi rispetta la legge.

    <aneddoto>
    C'era quel tale che si e' visto recapitare una multa per eccesso di velocita', sempre a Zurigo. Si e' rifiutato di pagarla, dato che sosteneva di non essere lui al volante (Dalla fotografia non si capiva). Quando gli hanno chiesto chi guidasse la sua automobile quel giorno, si e' rifiutato di rispondere dato che la legge Svizzera vieta di testimoniare a favore o contro un parente stretto (Genitore, _moglie_, fratello) Sorride ...
    </aneddoto>
    non+autenticato
  • non bastava l'uomo..ora pure nei libri...MA SI PUO ????
    ovviamente UK

    http://news.bbc.co.uk/hi/english/uk/newsid_1958000...
    Stopping the book thieves

    (ti pareva che non veniva fatto per un nobile e alto scopo)
    non+autenticato


  • - Scritto da: blah
    > non bastava l'uomo..ora pure nei libri...MA
    > SI PUO ????

    Una soluzione...
    Compra il libro, vai a casa, apri il microonde, inserisci il libro e lo "cucini" per una 30ina di secondi...
    Il chip va a "farsi friggere" e le pagine rimarranno frescheSorride)))

    > Stopping the book thieves

    Mi ricorda come l'FBI tracciava (o lo fa tutt' ora), alcuni libri "sensibili", tipo il mein kampf ...

    > (ti pareva che non veniva fatto per un
    > nobile e alto scopo)

    ...Il controllo totale della popolazione. I foschi scenari alla blade runner purtroppo stanno diventando realta'.


    non+autenticato
  • Scusa la mia ignoranza, ma a quanti gradi arriva il microonde? Temo che fino a 250 gradi il cippetto regga senza problemi, anche per una settimana. Se consideri poi che ne garantiscono il corretto funzionamento fino a 120 gradi (l'id e' considerata piu' importante, quindi 120 gradi, non i classici 85!).
    non+autenticato
  • - Scritto da: pig
    > Scusa la mia ignoranza, ma a quanti gradi
    > arriva il microonde?

    Non e' questione di gradi... in un forno a microonde se ci hai fatto caso, la plastica, carta e tutti i materiali non organici o non ferrosi, non producono calore.
    Il funzionamento di un microonde e' dovuto all' agitazione termica prodotta nella materia organica dall'acqua, irradiata dalla Radiofrequenza del magnetron del forno (il generatore di microonde).
    Le microonde fonderebbero quasi all' istante i circuiti del chip, per via delle correnti indotte prodotte dalla RF (ovviamente anche dall'energia termica conseguente).
    La carta rimarrebbe fredda (sempre che non sia bagnata) e il chip "bruciato" (nel gergo elettronico...).
    Puoi provare questo effetto tutti i giorni, per esempio inserendo la classica vaschetta di alluminio vuota nel forno (sconsigliabile farlo, danneggeresti il magnetron).

    Saluti.
    non+autenticato
  • Guarda, se vuoi divertirti, senza sfasciare il microonde puoi fare un bell'esperimento che vale piu di 1000 parole:
    metti nel micro o la paglietta per grattare le pentole (e ridi vedendo l'acciaio bruciare!) o la carta delle sigarette (quella con la stagnola)
    non+autenticato
  • - Scritto da: Talebano
    > Guarda, se vuoi divertirti, senza sfasciare
    > il microonde puoi fare un bell'esperimento
    > che vale piu di 1000 parole:
    > metti nel micro o la paglietta per grattare
    > le pentole (e ridi vedendo l'acciaio
    > bruciare!) o la carta delle sigarette
    > (quella con la stagnola)

    [OT]
    Alcuni esperimenti interessanti (Plasma a pressione ambienteSorride
    http://jnaudin.free.fr/html/oa_plasmoid.htm
    non+autenticato
  • Ti adoro!!!
    E adoro internet!
    porca vacca, erano settimane che non "surfavo" cosi!!

    Giovedi sfondo il mio microonde e venerdi mi faccio un pannello al plasma!!
    Ti ringrazio!!!! Occhiolino)))))))

    P.S. Non e' che hai altri link fighi? Questo era spaziale!!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Talebano
    > Ti adoro!!!
    > E adoro internet!
    > porca vacca, erano settimane che non
    > "surfavo" cosi!!
    >
    > Giovedi sfondo il mio microonde e venerdi mi
    > faccio un pannello al plasma!!
    > Ti ringrazio!!!! Occhiolino)))))))
    >
    > P.S. Non e' che hai altri link fighi? Questo
    > era spaziale!!

    [Ot]
    Eccoti accontentato
    http://www.amasci.com/tesla/tesla.html
    http://ghg.ecn.purdue.edu/~ghg/

    P.S.: Non provarci a casaSorride))

    prova qui... ne avrai per giorniSorride
    http://directory.google.com/Top/Recreation/Humor/S.../
    non+autenticato
  • OK, grazie per la spiegazione. Fa piacere imparare qualcosa di nuovo ogni giorno!
    non+autenticato
  • > Una soluzione...
    > Compra il libro, vai a casa, apri il
    > microonde, inserisci il libro e lo "cucini"
    > per una 30ina di secondi...
    > Il chip va a "farsi friggere" e le pagine
    > rimarranno frescheSorride)))
    poi arriveranno i chip intelligenti...non sottovalutare l'ingegno umano (indirizzato male)...

    > > Stopping the book thieves
    >
    > Mi ricorda come l'FBI tracciava (o lo fa
    > tutt' ora), alcuni libri "sensibili", tipo
    > il mein kampf ...
    bastava leggerlo in biblioteca...o farsi una copia con uno scanner portatile...ma si sa i pesciolini abboccano all'amo...

    > > (ti pareva che non veniva fatto per un
    > > nobile e alto scopo)
    >
    > ...Il controllo totale della popolazione. I
    > foschi scenari alla blade runner purtroppo
    > stanno diventando realta'.
    dicevo uno scopo alto e NOBILE...
    Occhiolino
    dall'articolo sembra che ci siano 400 milliardi di danni all'anno da libri rubati...ma cazzo in inglittera rubano tutti ?????
    400 milliardi / 20.000 lire (prezzo un libro) = circa 2.000.000 di libri....
    MA COME CAZZO FANNO A RUBARE 2.000.000 DI LIBRI ???? ALL'ANNO...

    non+autenticato
  • se gli scozzesi sono tirchi, gli inglesi sono dei ladri !
    non+autenticato