HackIt 06 è qui!

Nessuno sponsor, ancora una volta l'appuntamento degli hacker nostrani è auto-finanziato. L'ottava edizione dell'hackmeeting è l'occasione per fare il punto su diritti, censura, tecnologie di controllo e software libero

HackIt 06 è qui!Roma - Gli interessati sapranno soltanto oggi come arrivare nell'area di Parma al luogo ove si terrà HackIt 06, versione 2006 di quell'Hackmeeting che ormai da anni rappresenta un appuntamento irrinunciabile per l'informatica degli hacker, per i libertari dell'era digitale e per chi intende battersi a difesa dei diritti dell'utente.

La riservatezza sul "dove" è solo uno degli elementi che caratterizzano l'appuntamento di quest'anno, che si terrà tra l'1 e il 3 settembre, pensato per avvicinare ulteriormente le realtà dell'hacktivism nostrano alla necessità di mobilitazione politica. Lo dice con chiarezza il Manifesto di HackIt, disponibile sul sito ufficiale, una energetica dichiarazione di diversità e alternativa:

"Il nostro essere hacker si mostra nella quotidianità anche quando non usiamo i computer, si mostra quando ci battiamo per far cambiare le cose che non ci piacciono, come l'informazione falsa ed imposta, come l'utilizzo di tecnologie non accessibili e costose, come il dover recepire informazioni senza alcuna interattività e il dover subire da spettatori l'introduzione di tecnologie repressive e censorie.
Siamo sinceramente spaventati dalla velocità con la quale la tecnologia viene legata a doppio filo al controllo sociale, alle imprese belliche, ad una malsana e schizofrenica paura del proprio simile: il nostro approccio è diametralmente opposto".
Connotato come festa della tecnologia libera, Hackmeeting "è l'incontro delle comunità e delle controculture digitali italiane. Tre giorni di seminari, giochi, feste, dibattiti, scambi di idee, apprendimento collettivo, autodifesa digitale e arte libera".

Una lunga lista di incontri consentirà a tutti i partecipanti di approfondire sviluppo e utilizzo di specifiche tecnologie (da Tor alle reti neurali) e le potenzialità di mezzi di diffusione del sapere (copyleft, file sharing), ma anche di lavorare sul fronte delle "libertà digitali", dai fatti della censura alla mobilitazione dei "pirati italiani", dal trusted computing alla privacy.

L'organizzazione è quella di sempre e prevede possibilità di permanenza nei locali e negli spazi dell'hackmeeting, con sacco a pelo e tende al seguito, a coloro che vengono da fuori città. Negli stessi luoghi tutto quello che servirà alla comunità informatica italiana a vivere gomito a gomito una tre giorni che negli anni ha acquisito una crescente maturità, dando vita anche a progetti di largo respiro che prendono spunto proprio dalle esperienze maturate sia durante gli hackmeeting che, nel corso dell'anno, sviluppate in seno alla mailing list (hackmeeting@inventati.org).

Domani, in un luogo che dovrebbe essere specificato oggi, si terrà la conferenza stampa ufficiale di presentazione del nuovo meeting.
144 Commenti alla Notizia HackIt 06 è qui!
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  • Prima di giudicare perchè non ci andate ?Cylon
  • Piccola premessa antitroll
    Ho frequentato per anni diversi centri sociali qui a Torino ,Prinz-Eugen Asilo occupato El-paso l' Albero (chi se lo ricorda?).
    Non capisco perche' associare un evento che ha a che fare con la tecnica, con la politica, anche se "dalla parte che piace a me".
    Mi sembra che soprattutto per quello che riguarda il free-soft sia gia abbastanza un terreno minato .
    Qualcuno mi puo' spiegare?
    frog
    455
  • Semplicemente perchè in ogni cosa che fai c'è un approccio di fondo che ci porterà alla fine a qualcosa.
    Farò un esempio conosciuto: siccome tutti bevono cocacola essa fa un sacco di soldi e ne ha abbastanza da poter corrompere i governi in sudamerica in modo che non permettano ai sindacati locali di difendere i lavoratori impiegati dalla cocacola (per chi volesse trolleggiare: in rete, in siti anche di avvocati usa, troverete molta documentazione al riguardo, e anche relativa ad atteggiamenti ben peggiori).
    Quando tu vai in un centro sociale e non in una discoteca lo fai perchè effettui una scelta ben precisa.
    Quando io uso il software open source, anche.
    Subire la tecnologia passivamente è il peggior comportamento (a mio avviso) che si può tenere, e credo che sia assolutamente necessario un approccio diverso, e radicale, nell'uso degli strumenti che il progresso ci mette a disposizione.
    Fingere che la tecnologia (come qualsiasi altra cosa) sia un campo neutro è compiere una bestialità: la tecnologia può essere usata per riempire di telecamere una città e mettere dentro dei ragazzini che scrivevano su un muro, oppure per schedare i gusti sessuali di tutti i cittadini, o ancora per impedire ad una popolazione di vedere siti contro il governo, ecc ecc.
    Bene, io non voglio trovarmi fianco a fianco con le persone che avvallano o, ancora peggio, contribuiscono all'esistenza di questi sistemi. Per farlo mi devo trovare in luoghi dove so che l'approccio "subiamo" sia meno radicato possibile (il che non vuol dire che non esista), per cui devo creare dei legami che mi permettano di estendere questo mio approccio alla tecnologia anche fuori dalla tecnologia stessa.
    I luoghi ideali sono quelli che già cercano di trovare (magari non riuscendoci o riuscendoci male) metodi alternativi e non convenzionali di esistenza.
    Poi se qualcuno preferisce lo smau e sorride meravigliato quando scopre che la sua carta d'identità elettronica con dati riservati è leggibile un po' da chiunque, beh, che viva felice.
    non+autenticato
  • CUT

    > Quando tu vai in un centro sociale e non in una
    > discoteca lo fai perchè effettui una scelta ben
    > precisa.
    > Quando io uso il software open source, anche.

    Esatto, ma non e' una scelta politica.Tra i programmatori open, sicuramente tanti non la pensano come me.....ma e' un bene, non un male.



    > Subire la tecnologia passivamente è il peggior
    > comportamento (a mio avviso) che si può tenere, e
    > credo che sia assolutamente necessario un
    > approccio diverso, e radicale, nell'uso degli
    > strumenti che il progresso ci mette a
    > disposizione.

    Ma per non subire passivamente, bisogna avere un peso.Ed associare questo peso ad una sottocategoria di persone non credo che faccia bene.



    >
    > Fingere che la tecnologia (come qualsiasi altra
    > cosa) sia un campo neutro è compiere una
    > bestialità: la tecnologia può essere usata per
    > riempire di telecamere una città e mettere dentro
    > dei ragazzini che scrivevano su un muro, oppure
    > per schedare i gusti sessuali di tutti i
    > cittadini, o ancora per impedire ad una
    > popolazione di vedere siti contro il governo, ecc
    > ecc.

    Infatti questo e' un argomento che "torna" all' interno di una manifestazione strutturata cosi'.
    Linux ed il free soft no.




    > Bene, io non voglio trovarmi fianco a fianco con
    > le persone che avvallano o, ancora peggio,
    > contribuiscono all'esistenza di questi sistemi.

    Chiunque atilizzi tecnologia e soprattutto software open, potenzialmente puo' farlo.Non e' pero' intrinseco di un programma o dell' informatica in generale.
    E' qui che voglio arrivare.Se fosse una manifestazione che tratta le implicazioni della tecnologia rispetto alla politica.....ok.Ma se si parla di tecnica la politica, almeno ufficialmente dovrebbe stare fuori, proprio perche' ottimi informatici possono pensare che sia giusto fare cose che a te non piacciono, e rimanere ottimi informatici comunque.

    > Per farlo mi devo trovare in luoghi dove so che
    > l'approccio "subiamo" sia meno radicato possibile
    > (il che non vuol dire che non esista), per cui
    > devo creare dei legami che mi permettano di
    > estendere questo mio approccio alla tecnologia
    > anche fuori dalla tecnologia
    > stessa.

    Stallman e Torvalds la pensano politicamente in maniera sostanzialmente opposta.E guarda un po' te che cosa hanno combinato


    > I luoghi ideali sono quelli che già cercano di
    > trovare (magari non riuscendoci o riuscendoci
    > male) metodi alternativi e non convenzionali di
    > esistenza.

    Vanno benissimo per molte cose (io mi ricordo gli inviti a cena ai vecchietti del quartiere, era bello vedere un nonnino ed un punkettone mangiare e conversare vicini)ma non per l' informatica.Perche' la liberta' informatica riguarda tutti di destra e di sinistra.E non solo.


    >
    > Poi se qualcuno preferisce lo smau e sorride
    > meravigliato quando scopre che la sua carta
    > d'identità elettronica con dati riservati è
    > leggibile un po' da chiunque, beh, che viva
    > felice.


    Non sarebbe megli informarlo?Magari cosi' a protestare per questo sarebbero taaaante persone in piu'.Ma se uno non va' ad una manifestazione per via del luogo dove questa si tiene, sicuramente e' un limite suo.....ma non si ottiene il risultato.E si danneggia che slega questo discorso dalla politica.Insomma si fa' il gioco degli "altri".


    Che ne dici?

    Saluti.
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 31 agosto 2006 13.45
    -----------------------------------------------------------
    frog
    455
  • ...del forum di Punto-Informatico.
    Non ho capito bene da che genere di gente è frequentato oggi questo sito, ma sono assolutamente certo che un bel po' di anni fa, quando era molto più amatoriale e molto meno invaso di pubblicità, le discussioni erano di livello molto superiore.
    Cioè: l'hackmeeting vi fa schifo? Pensate che sia una merda fumare marijuana se uno vuole? Non venite! Che problema c'è, mica tutti devono fare tutto. Io ad un sacco di cose non partecipo per scelta.
    Però mi chiedo: quanto tempo avete da passare dietro alle tastiere senza fare null'altro che stare qui nel forum a dare degli sfigati, drogati, lussuriosi, ecc ecc a tutti quelli che si sbattono per organizzare una cosa?
    L'hackmeeting è una realtà, da nove anni viene insultato e da nove anni è un appuntamento riconosciuto. Se non piace ci si potrebbe magari sbattere per organizzare qualcosa di diverso, che affronti temi seri invece delle cagate dell'hackmeeting, dove ci possa andare gente seria invece dei drogati dell'hackmeeting, dove possano partecipare liberamente anche quelli con la maglietta "viva il duce" al posto di quei comunisti dell'hackmeeting.
    Stare qui a trollare su quanto faccia schifo l'hackmeeting dimostra solamente che avete moltissimo tempo da perdere sul forum, che il vostro concetto di uso della rete è trolleggiare, che non siete in grado di proporre qualcosa di alternativo.
    Anche se andate allo SMAU purtroppo non ve lo state organizzando voi: non sentirete guardando una proiezione in un corso il brivido del "l'ho fatto io". C'è un sacco di gente che non condivide l'hackmeeting, che vomiterebbe in faccia a Torvalds, che crede che Stallman sia un coglione, ma che FA COSE. Molte più cose che scrivere "gnegnegne drogati" come un bambino di 6 anni.
    non+autenticato
  • dato che per motivi di lavoro non potro' andarci mi domando se e' stato previsto uno streaming audio (meglio se video) per gli interventi dei vari "guru"..
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > dato che per motivi di lavoro non potro' andarci
    > mi domando se e' stato previsto uno streaming
    > audio (meglio se video) per gli interventi dei
    > vari
    > "guru"..

    Quali "guru"? Deluso
    non+autenticato
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