Chi deposita il Web in biblioteca?

di L. Spallino (Webimpossibile.net) - La norma che obbliga al deposito in biblioteca di siti web e newsletter va avanti e il pasticcio continua: rinviata la decisione sulle modalità, rimangono le sanzioni per chi non ottempera

Roma - "Obbligatorio depositare siti e newsletter!" titolava Punto Informatico il 12 maggio 2004, all'indomani della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della legge 15 aprile 2004, n. 106 "Norme relative al deposito legale dei documenti di interesse culturale destinati all'uso pubblico". La legge rendeva obbligatorio il deposito di "documenti destinati all'uso pubblico e fruibili mediante la lettura, l'ascolto e la visione, qualunque sia il loro processo tecnico di produzione, di edizione o di diffusione, ivi compresi i documenti finalizzati alla fruizione da parte di portatori di handicap" (articolo 1). Una disposizione talmente generica da ricomprendere tutto quanto circolante su Internet.

Le obiezioni circa l'inapplicabilità di una simile norma ad una realtà in costante mutamento come Internet, non produssero alcun effetto. Fu invece il timore di essere sommersi da migliaia e migliaia di CD e floppy che spinse la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, uno dei due destinatari (assieme alla Biblioteca nazionale centrale di Roma) del deposito, ad emanare il 20 maggio 2004 un comunicato nel quale si confermava l'intento del legislatore circa "la raccolta e la conservazione dei siti web (come di tutte le altre pubblicazioni digitali)", ma si raccomandava "di non inviare copie di siti web alla nostra biblioteca", nell'attesa dell'emanazione del Regolamento attuativo previsto dall'articolo 5 della Legge.

Il comunicato della Biblioteca Nazionale era ? e rimane ? importante per un altro motivo: la Biblioteca sottolineava con chiarezza che il deposito fisico del sito non sarebbe stato necessario in quanto le biblioteche nazionali che stanno cooperando a livello internazionale "concordemente indicano nell'harvesting - ossia nella raccolta delle pagine web effettuata tramite un software (crawler) - la modalità più efficiente e sostenibile di deposito". In buona sostanza: chi pubblica siti web liberamente accessibili in rete, non deve depositare niente, perché sarà il crawler gestito dall'istituzione depositaria che provvederà in modo automatico.
Tutto tace sino all'estate 2006, quando il 18 agosto esce, sulla Gazzetta Ufficiale n. 191, il Decreto del Presidente della Repubblica 3 maggio 2006, n. 252, contenente il Regolamento attuativo della legge (al momento disponibile solo sul portale dei Chimici Italiani), il quale dedica un intero capo (il settimo, articoli da 37 a 40), ai documenti diffusi tramite rete informatica. Cosa sia un documento e cosa sia una rete informatica non si dice: ma la cosa ha poca importanza perché, per come è scritto l'articolo 4 della legge, qualunque cosa circoli su Internet è un documento.

Se, infatti, sono classificati come documenti libri, opuscoli, pubblicazioni periodiche, carte geografiche e carte topografiche, atlanti, grafica d'arte, video d'artista, manifesti, musica a stampa, microforme, foto, musiche e video, film e sceneggiature, un documento diffuso tramite rete informatica è tutto ciò che non rientra in quest'elenco (articolo 4, lettera r). Il documento diffuso su rete informatica è dunque come l'araba fenice di Metastasio: che vi sia ciascun lo dice, dove ? o, meglio, cosa - sia nessun lo sa.

Sta di fatto che il Regolamento (articolo 37) conferma l'obbligo del deposito dei documenti diffusi tramite rete informatica, rinvia ad un successivo Regolamento l'individuazione delle modalità di deposito e rimette al Ministero la promozione di "forme volontarie di sperimentazione del deposito (...), mediante la stipulazione di appositi accordi con i soggetti obbligati". Delle modalità di raccolta in automatico resta un modesto accenno, quando si afferma che gli accordi sperimentali prevederanno, "ove possibile, anche forme automatiche di raccolta, secondo le migliori pratiche e conoscenze internazionali del settore". Insomma: non è per nulla scontato che il meccanismo dell'harvesting diventi la norma.

Nell'attesa di leggere l'emanando Regolamento, per il quale non c'è alcuna indicazione temporale, il legislatore ha pensato bene di esonerare sin d'ora dall'obbligo del deposito "i documenti diffusi su rete informatica destinati ad essere fruiti da gruppi di utenti con accesso riservato, quali quelli contenuti in una rete Intranet", salvo ulteriori indicazioni in proposito sulla base dei risultati della fase di sperimentazione (articolo 39).

Ma nessun passo indietro è stato fatto sul fronte delle sanzioni: il legislatore ha, infatti, fissato i criteri di determinazione della sanzione monetaria che l'articolo 7 della legge stabilisce "pari al valore commerciale del documento, aumentato da tre a quindici volte, fino ad un massimo di 1.500 euro". Per l'ipotesi in cui il valore commerciale dei documenti diffusi tramite rete informatica non sia dichiarato, il Regolamento rimette alla Direzione generale per i beni librari, sentita la Biblioteca nazionale centrale di Firenze, il compito di determinarne il valore "sulla base del valore commerciale di prodotti similari o dei costi di produzione stimati" (articolo 40, primo comma), mentre nella fase di sperimentazione sono sospese le (ulteriori?) sanzioni previste dall'articolo 43 del Regolamento (articolo 40, secondo comma).

Infine: chi controllerà che il deposito avvenga? L'articolo 41 rimette agli istituti depositari "il controllo sull'adempimento degli obblighi di deposito legale". Per i documenti diffusi tramite rete informatica, saranno dunque la Biblioteca nazionale centrale di Firenze e la Biblioteca nazionale centrale di Roma a vigilare sul rispetto della legge.

Più di un milione di domini.it e 350.000 blog stimati: questo è oggi lo stato del web in Italia. Come e con quali mezzi le Biblioteche nazionali provvederanno a censirli, archiviarli e tenerli controllati, non si sa.

Lorenzo Spallino
webimpossibile.net
81 Commenti alla Notizia Chi deposita il Web in biblioteca?
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  • ragazzi leggo con grande sorpresa l'elenco di critiche, ma qualcuno di voi ha finito di leggere l'articolo ? nessuno deve spedire nulla, esistono dei meccanismi automatici di recupero delle informazioni da web che certo richiedono grandi quantita' di spazio

    avete una vaga idea di quali siano le finalita' di una biblioteca nazionale ???

    bene, una delle finalita' e' la conservazione della memoria storica di un paese !

    la conservazione del web a livello mondiale esiste gia' da tempo.... conoscete internet archive ? guardate qua --> http://www.archive.org/

    questa organizzazione USA fa proprio questo di lavoro e a cosa serve ??? serve a lasciare traccia dell'evolversi della nostra storia, delle modalita' di comunicare, dei metodi di vendita, etc..., etc....

    provate ad inserire un indirizzo web in "take me back" per esempio http://punto-informatico.it e avrete delle piacevoli sorprese

    ciao
    non+autenticato
  • inoltre attualmente tutte le case editrici che pubblicano un libro in Italia, ne inviano una copia cartacea anche alle Biblioteche Centrali; lo spazio fisico a questo punto e' molto molto di piu' di quello elettronico !!!!
    non+autenticato
  • Anche se non ci scrivo molto, ho anch'io un mio blog.
    Dovrei depositarlo?
    Ma, bando alle ciance, resta il fatto che pure questo depositare
    1 milione di domini.it, e "soltanto" 350.000 blog, non è altro che un cosiddetto democratico modo di controllare più capillarmente il mondo internettiano del nostro Paese.
    Già, ficcano il naso tutti i sacrosanti giorni, nei nostri pc.
    Non contenti di agire così, pretendono da noi anche che ci si dia la zappa sui piedi da soli?
    Quello che mi da molto ai nervi, è che chi decide siano presi certi provvedimenti, ha poi la faccia tosta di parlare della situazione internettiana cinese quasi che, in Italia (e nel resto d' Europa), non vi fossero situazioni ugualmente pesanti...
    Mi sa che hanno fatto il funerale alla Democrazia, da un pezzo.! Se mi fossi trovato in Cina, non avrei scritto la metà di questo commento in quanto mi avrebbero arrestato mentre ero ancora davanti al computer a scrivere!
    Da noi ,ancora non si è arrivati a tanto ma, secondo Voi, quanto tempo è rimasto, perché anche noi si sia del tutto ingabbiati?
    Meno male che , essendo alquanto complessa, l' operazione non potrà avviarsi e procedere tanto facilmente.
    Tenendo conto del detto :" Prevenire è meglio che curare"
    anche noi, dovremmo unirci contro queste antidemocratiche manovre nell' ambito della rete internettiana.
    Gliela faremo?

                                                                Ciao

                                                         Tristano99
  • Ma uno mica depositare un diario in biblioteca.
    Non deve mica depositare una copia di tutte le sue lettere.

    L'unica cosa che vanno depositate sono le cose stampate.
    Non mi risulta poi che si devono depositare le trasmissioni televisive e radiofoniche.

    Allora perche' qualsiasi cosa circoli via intenet deve essere depositato
  • > Allora perche' qualsiasi cosa circoli via intenet
    > deve essere
    > depositato

    Perché i "legislatori" hanno una vaga idea di cosa sia internet.
    Ti sembra che i politici sappiano di cosa ha bisogno la gente?
    Lo stesso vale per internet.

    Ma noi italiani conosciamo i nostri polli e di di queste stron.... ce ne freghiamo altamente.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > > Allora perche' qualsiasi cosa circoli via
    > intenet
    > > deve essere
    > > depositato
    >
    > Perché i "legislatori" hanno una vaga idea di
    > cosa sia internet.
    >
    > Ti sembra che i politici sappiano di cosa ha
    > bisogno la
    > gente?
    > Lo stesso vale per internet.
    >
    > Ma noi italiani conosciamo i nostri polli e di di
    > queste stron.... ce ne freghiamo
    > altamente.

    Appena si accorgono che dovrebbero depositare anche le copie dei siti dei partiti o aboliscono la legge o si fanno un'esenzione ....

    e visto che a quel punto si accorgerebbero che lo stesso problma ci sarbbe anche per le loro aziende personali (o di famiglia, ecc.) allora scelgono di abolirla in toto.
  • Questa non l'avevo mai sentita, e ogni volta che uno aggiorna il sito che fa? Manda un CD nuovo? E se si tratta di un Blog che si aggiorna magari ogni 10 minuti? Può aspettare 24 ore o deve mandare gli aggiornamenti in tempo reale?
    Il valore dei documenti poi come si fa a determinare?
    Ma certa gente si rende conto delle enormi cazzate che fa?
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Questa non l'avevo mai sentita, e ogni volta che
    > uno aggiorna il sito che fa? Manda un CD nuovo? E
    > se si tratta di un Blog che si aggiorna magari
    > ogni 10 minuti? Può aspettare 24 ore o deve
    > mandare gli aggiornamenti in tempo
    > reale?
    > Il valore dei documenti poi come si fa a
    > determinare?
    >
    > Ma certa gente si rende conto delle enormi
    > cazzate che
    > fa?

    usare google no eh?
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    >
    > - Scritto da:
    > > Questa non l'avevo mai sentita, e ogni volta che
    > > uno aggiorna il sito che fa? Manda un CD nuovo?
    > E
    > > se si tratta di un Blog che si aggiorna magari
    > > ogni 10 minuti? Può aspettare 24 ore o deve
    > > mandare gli aggiornamenti in tempo
    > > reale?
    > > Il valore dei documenti poi come si fa a
    > > determinare?
    > >
    > > Ma certa gente si rende conto delle enormi
    > > cazzate che
    > > fa?
    >
    > usare google no eh?

    in che senso?
    non+autenticato
  • > Ma certa gente si rende conto delle enormi
    > cazzate che
    > fa?

    No.
    La piupparte non ha mai usato il web direttamente, e quando sente parlare di rete pensa a quella dei polli !

    Anche certi giornalisti sono agli stessi livelli, quelli che parlano del "popolo della rete"......por'annoi !
    non+autenticato


  • > Anche certi giornalisti sono agli stessi livelli,
    > quelli che parlano del "popolo della
    > rete"......por'annoi
    > !

    il popolo della rete esiste.

    il fatto che tu lo ignori, significa che ti autoescludi.

    io per esempio sento di farne parte.
    non+autenticato
  • Detto così pare che si riferisca a 4 gatti con gli occhiali spessi che non ha altro di meglio da fare che stare davanti al pc...

    Il popolo della rete siamo tutti, è talmente diffuso l'uso di internet per qualsiai cosa si voglia fare nella vita, che parlare di "popolo" non ha senso....è riduttivo !
    non+autenticato
  • Bravo!! Hai detto una cosa sensata.
    Io dico che, gli "STRONZETTI" del Potere non sanno minimamente che cosa significhi INTERNET.

    Che dire??? VAFFANCULO agli impomiciati.
  • Art. 7.
    (Sanzioni)
    1. Chiunque vìola le norme della presente legge è soggetto ad una sanzione amministrativa pecuniaria pari al valore commerciale del documento, aumentato da tre a quindici volte, fino ad un massimo di 1.500 euro.

    Quindi se il mio documento non vale commercialmente nulla (CREATIVE COMMONS) la sanzione è 15 volte 0.




    non+autenticato
  • Sbagliato. Il valore commerciale è determinato (se non dichiarato o non applicato) in base al costo di produzione di un analogo documento sul mercato.

    In definitiva il valore commerciale di un documento (o il concetto di valore commerciale in genere) non è il prezzo a cui lo vendi ma quanto costa produrlo e/o quanto potresti ricavarci se dovessi venderlo.

    Sulla falsariga del tuo discorso se domani regalassi a tua moglie/fidanzata un anello con un diamante del valore di 1500 euro lei potrebbe rimanere delusa poichè le hai fornito un anello senza valore: infatti è un regalo dal suo punto di vista, quindi ha prezzo = 0.

    Non confondere il valore con il prezzo, son cose diverse.

    Cordialmente
  • Il tuo ragionamento è giusto, ma c'e un problema: se io vendo l'anello con diamante in effetti posso ricavare 1500 euro, se invece volessi vendere, ad esempio, l'articolo "Chi deposita il web in biblioteca?" dubito che qualcuno lo comprerebbe quindi il suo valore è 0. Come questo anche altri siti.
    Discorso diverso è il dominio per il quale molti sarebbero disposti a pagare molto per avere "www.punto-informatico.it".
    non+autenticato
  • Gia' e' la stessa cosa che capita in dogana.

    Tu magari una certa merce l'hai pagata 10 dolari o anche meno, ma chi stabilisce quanto devi pagare decide che vale 1000 euro .. che fare?

    Ha ragione solo lui, a nulla valgono fatture ed offerte ....
    non+autenticato
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