Dossier/ TLC revolution 1: il punto

di M. Favara Pedarsi - La rete infrastrutturale è nelle mani di un solo operatore ma le ipotesi di separazione gestionale o strutturale non reggono. Una disamina delle TLC italiane già all'attenzione del ministro Gentiloni

Dossier/ TLC revolution 1: il punto Roma - Con questo articolo si inaugura un dossier a puntate, a cadenza settimanale, dedicato alle telecomunicazioni italiane in un momento storico in cui i nostri amministratori decideranno come impiegare le nuove tecnologie wireless che potrebbero sbloccare il mercato, ridurre ad un decimo la bolletta dell'italiano e azzerare il digital divide in ogni sua forma, nel giro di 12 mesi.

Ho sentito la necessità di scrivere perchè in base a quello che ho potuto leggere ed ascoltare in questi mesi, nonostante la palese necessità di riforma delle TLC, nonostante la disponibilità di tecnologie adeguate, nonostante che il blocco involontario imposto dal precedente governo abbia preservato lo spettro radio da pericolosi fenomeni cleptocratici ed è quindi oggi ancora disponibile, e nonostante le dichiarazioni contenute nel programma elettorale del governo in carica, temo fortemente che il wireless sarà un'altra opportunità di sviluppo mancata; una possibilità che, a giudicare dalle deludenti e pericolose performance del sistema Italia, non dovremmo gettare al vento con tanta leggerezza.

Questa puntata è dedicata al contesto globale, i problemi e le necessità italiane, le soluzioni vecchie e nuove, i rischi ad esse collegati e le mie forti perplessità. Nella seconda puntata fornirò, in un ottica di sviluppo sostenibile, una mia rielaborazione delle TLC italiane. Infine nella terza puntata descriverò brevemente la mia personale ricetta, un progetto che il Ministro delle Comunicazioni, On. Paolo Gentiloni, si è detto ben disposto a ricevere e che il 25 luglio scorso, su sua indicazione, ho consegnato.
Sono certo che ogni italiano, indipendentemente da sesso, età, estrazione sociale e credo politico/religioso, si possa rendere conto che la capacità di comunicazione delle persone è in qualche modo direttamente proporzionale alla capacità del paese di produrre beni, servizi e, in particolar modo, idee; più in generale di produrre benessere. Ne abbiamo esempio infinito nella vita quotidiana: le aziende con i sistemi informativi, manager e adolescenti con il telefono cellulare, universitari con il web ed il download, impiegati con la rete aziendale, "casalinghe&casalinghi" con il telefono di casa. Sono tutti mezzi di comunicazione, che hanno velocizzato o semplicemente facilitato operazioni che facevamo da tempo, oppure amplificato i loro effetti, aumentando di fatto le nostre possibilità e la nostra produttività, sia essa rivolta allo svago, allo studio o al lavoro.

Credo pertanto di poter sorvolare sulla dimostrazione del ruolo centrale che le TLC hanno nella società, in ogni settore economico, e in definitiva nella capacità che ogni paese ha di competere a livello internazionale: una competizione che, seppur mitigata dalle necessarie collaborazioni trasversali che abbiamo impiantato, e prima ancora delle lotte interne dovute ad interessi individuali, rappresenta il termine ultimo con cui tutti noi dobbiamo confrontarci per aggiudicarci le risorse naturali del pianeta e quindi veder prosperare la nostra civiltà, l'italianità.
87 Commenti alla Notizia Dossier/ TLC revolution 1: il punto
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  • Citando un noto spot di una famosa casa produttrice di computer (che si può trovare anche in un frutteto:)), dico che solo chi pensa di poter cambiare le cose alla fine le cambia davvero.

    Lo sterile accanimento contro monopoli, Afef, Costanzo, e lo stesso Berlusconi, sarebbe assolutamente insignificante se nessuno proponesse un'alternativa valida al marcio sistema attuale delle TLC.

    Aspettando con ansia la soluzione che l'Autore ci annuncia, spero che lo spot di cui sopra possa arricchirsi di una personalità.

    Con stima,

    R.R.
    non+autenticato
  • Attualmente il paese con la rete a banda larga più veloce e capillare del mondo è la Corea del Sud. Se c'è un modello da studiare è quello coreano, altro che la Gran Bretagna degli anni '80.
    Mi piacerebbe leggere su PI una serie di articoli che studi il caso della Corea e proponga una strada per replicare in Italia il suo successo.
    non+autenticato
  • io scrivendo una tesi sulla neutralità della rete, puuoi darmi qualche fonte sul modello coreano...grazied
    non+autenticato
  • o le cose cambiano o presto metteremo un antenna sul tetto e ci gestiremo da soli, le tecnologie ci sono e non abbiamo bisogno di qualcuno che ci tenga per il colletto o che ci schiavizzi, l'accesso alle informazioni non puo essere un diritto di pochi privilegiati. Adesso basta ! E' ora di reagire.
    Autogetitevi come faremo noi, condivisione della connessione per tutti via wireless, mesh e tutto quello che puo essere utile.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > o le cose cambiano o presto metteremo un antenna
    > sul tetto e ci gestiremo da soli, le tecnologie
    > ci sono e non abbiamo bisogno di qualcuno che ci
    > tenga per il colletto o che ci schiavizzi,
    > l'accesso alle informazioni non puo essere un
    > diritto di pochi privilegiati. Adesso basta ! E'
    > ora di
    > reagire.
    > Autogetitevi come faremo noi, condivisione della
    > connessione per tutti via wireless, mesh e tutto
    > quello che puo essere
    > utile.

    Non li "avvertire" fallo e basta! mi pare la cosa migliore!
    OcchiolinoOcchiolinoOcchiolino
    non+autenticato
  • Ho lasciato in effetti spazio ad equivoci di questo tipo. In quell'anno infatti vi fu sia la privatizzazione di BT in UK, sia la separazione della rete di AT&T in USA (gennaio 1984). Purtroppo, vista la mole di informazioni che volevo includere, non avevo spazio per riassumere degnamente entrambe le cose come avevo fatto in prima stesura e ho finito per fare un mix poco ortodosso.

    Tuttavia credo che ai fini dell'articolo per fortuna non ci siano stravolgimenti: la separazione è materia vecchia e la situazione inglese presenta diversità sostanziali rispetto a quella italiana. Prima tra tutte l'assenza in Italia di una autorità di controllo solida ed efficace su cui fare affidamento.
    In ogni caso grazie della precisazione e spero che, vista la competenza, vorrai lasciare un commento alla fine dei 3 appuntamenti programmati!

    ciao

    Michele F.P.


    - Scritto da:
    > la trovate qui:
    >
    > http://blogs.it/0100206/2006/09/08.html#a5791
    >
    >
    > Beppe Caravita
    non+autenticato
  • Proprio per nulla!
    Invece di sorvolare... proviamo a vedere che differenza ci sia tra le telecomunicazioni e le cosidette telco's....

    Il "sorvolo" di questo punto rischia di essere critico e di non fare comprendere il come e il perchè della particolare situazione italia.

    Anzi l'itaia è piena di gente che "sorvola" non se ne sente alcuna mancanza.

    Quello che manca è una reale liberalizzazione dei mercati (chi deve crepare crepi pure) quanto al "riacquisto" cerchiamo di essere un pelino più seri il debito ASTRONOMICO di telecom è già fin troppo distribuito sulle spalle dei cosidetti "risparmiatori"...
    Oggettivamente siamo in una situazione in cui telecom ha comprato (non con i suoi soldi ma coi nostri facendoseli "prestare" da noi) ciò che era già nostro (e con questa fanno 2 volte che paghiamo la cosiddetta infrastruttura) vogliamo ricomprarla (magari con tanto di debito) che così facciamo 3?....

    Quante volte dobbiamo comprarla sta benedetta "preziosa" (fatta di tecnologie e centraline obsolete) infrastruttura?

    E se invece di "comprare" lasciassimo a ciascuno ciò che ha e permettessimo a chiunque (comuni compresi) di fare e affittare o vendere una infrastruttura magari con tecnologie nuove e poco costose wirepoco costose (wireless) ?
    e se permettessimo ai grandi operatori (che hanno km di cavi (eni ferrovie ecc.) di offrire il trasporto intercity ?

    Forse non piacerebbe al tronchetto? e neppure al berlusca?... peccato! crepino pure!
    non+autenticato

  • - Scritto da:

    >
    > Forse non piacerebbe al tronchetto? e neppure al
    > berlusca?... peccato! crepino
    > pure!

    Veramente non pacerebbe ad Afef, quindi le cose rimangono come sono... Con la lingua fuori
    non+autenticato
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