Contrappunti/ Dall'11/9 all'11/9

di Massimo Mantellini - In questi cinque anni si è fatto di tutto per trasformare la rete nel nome dell'anti-terrorismo. Ma la rete muta da sé e fornisce strumenti di libertà che un patriot non basta a fermare

Contrappunti/ Dall'11/9 all'11/9Roma - Credo di essere stato uno dei pochi ad apprendere da Punto Informatico ciò che stava accadendo negli Stati Uniti l'11 settembre 2001. Ricordo perfettamente che quel pomeriggio, entrando in casa aprii la homapage di Punto e lessi una ultimora per me incomprensibile. Diceva più o meno: "Attentati a New York, la rete in tilt". Questo messaggio e la successiva immediata constatazione che nulla stava funzionando sui siti web informativi di tutto il mondo, furono il mio primo contatto con gli eventi drammatici di quella giornata che non dimenticheremo.

Quella sera scrissi un pezzo che cercava di dar conto di quanto era accaduto alla rete Internet nella comunicazione dell'emergenza, così come l'avevo vissuta in quel pomeriggio fatto di continui andirivieni fra le immagini delle TV e gli oceani di parole che attraversavano la Internet quasi testuale di quelle ore.

La Radio Svizzera Italiana, che nell'anniversario dell'evento dedica oggi tutta la programmazione ad argomenti correlati agli "Attacchi all'America", mi ha chiesto qualche settimana fa un commento su come sia diventata la rete dopo l'11 settembre. Ho risposto dicendo che dal 2001 ad oggi Internet si è dotata di nuovi efficaci strumenti per descrivere l'emergenza. Ho risposto anche dicendo che l'11 settembre è stato, in USA come altrove, una scusa per stringere il cordone dei controlli sulla libertà di espressione e di manifestazione del pensiero.
È come se gli eventi mediatici più drammatici degli ultimi anni, quell'11 settembre 2001, il catastrofico tsunami asiatico del dicembre 2004, gli attentati a Londra nel 2005, avessero fatto da punto di svolta alla comprensione dell'esistenza di nuovi strumenti collaborativi su Internet, in grado di cambiare completamente la nostra osservazione degli eventi improvvisi che accadono nel pianeta. Una sottile trama tecnologica che comprende le funzioni foto-video ormai in dotazione in ogni telefono cellulare, la diffusione dei collegamenti internet senza fili, la nascita, avvenuta negli ultimi anni, di strumenti software in grado di aggregare ed indicizzare in tempo reale informazioni di ogni tipo nel momento stesso in cui affluiscono in rete, ha causato una vera e propria rivoluzione nei processi di descrizione dell'emergenza.

Ovunque, in questo istante, avvenga un evento degno di attenzione da parte non solo dei media ma anche dei semplici cittadini, esisterà l'occhio e l'orecchio elettronico di qualcuno in grado di descriverlo. Una volta raccontato e messo su Internet sarà semplicissimo per chiunque seguire questo flusso di dati: attraverso i feed dei blog, usando il tagging di motori di ricerca "live" come Technorati o mediante una semplice ricerca testuale su Flickr o YouTube.

Nessun inviato speciale di nessun grande giornale arriverà più in tempo sul luogo dove sta accadendo "il fatto" per descrivercelo in anteprima. Nessuna grande rete televisiva planetaria avrà più anteprime differenti dal ritrasmettere ciò che i testimoni hanno visto e già descritto ore prima su Internet.

Qualcuno sostiene autorevolmente che esista una sorta di complementarietà informativa nata negli ultimi anni: l'attitudine dei cittadini tecnologici a partecipare alla elaborazione della notizia nell'emergenza. Secondo questo punto di vista i contributi dei testimoni integrano e valorizzano i contenuti giornalistici prodotti dalla stampa professionale. Sempre più spesso i grandi media "usano" i contributi amatoriali e gratuiti dei cittadini nella confezione della propria offerta mediatica a pagamento. Ciò accade, nella gran parte dei casi, su base volontaria, facendo leva su un desiderio un poco demodé di ciascuno di noi di testimoniare comunque ciò che ha visto, meglio se su un medium a grande visibilità.

Il mio punto di vista è che si tratti di una situazione di transizione. Certo i siti web dei grandi quotidiani continueranno a scrivere a caratteri sempre più grandi "mandateci le vostre foto" oppure, "spediteci via mail le vostre testimonianze", i giornalisti continueranno a monitorare blog e mailing list per carpire (nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di "prelievo senza citazione") notizie e punti di vista utili all'articolo che stanno scrivendo e questo è, da un certo punto di vista, normale.

Ma non esiste alcuna ragione per cui (come per esempio è accaduto per le prime immagini degli attentati di Londra, caricate dai presenti direttamente su Flickr e da lì finite poi sui grandi media) il testimone di un evento drammatico debba utilizzare un mediatore professionale qualsiasi, per trasmettere al mondo ciò che ha visto. Gli strumenti di social software disponibili da qualche tempo a questa parte aggiungono ogni giorno nuove funzionalità e quello che ieri era patrimonio di qualche geek domani sarà normale utilizzo alla portata di chiunque.

Nuovi strumenti tecnologici sono destinati a disegnare nuovi scenari, non tanto e non solo per vecchie professioni come quella giornalistica, ma anche, e direi soprattutto, per la libera circolazione della informazione e per la libertà di espressione.

Se si osserva lo scenario da quest'ultimo punto di vista, appare abbastanza chiara e certamente dotata di una qualche preveggenza, la scelta di George Bush di promulgare a poche settimane da quel nefasto 11 settembre il Patriot Act, un editto antiterrorismo americano (ma seguito da molte analoghe iniziative legislative nei paesi occidentali) che ha portato meno libertà di stampa, meno privacy e meno libertà di espressione. Come se monitoraggio e controllo fossero le chiavi per salvare il mondo.

Il che, ovviamente, non è.

Massimo Mantellini
Manteblog


Gli editoriali di M.M. sono disponibili a questo indirizzo
182 Commenti alla Notizia Contrappunti/ Dall'11/9 all'11/9
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  • La versione ufficiale è sicuramente lacunosa in molte parti, quindi, diciamo la verità, sicuramente ci stanno nascondendo qualcosa.

    Le versione del complotto fa gola a molti, fa quadrare tante cose che non tornano nella versione ufficiale e soddisfa il bisogno di "mistero" che in tanti credono ci sia nel governo americano.

    Come da titolo, però, una cosa non mi torna: se si vuol credere alla tesi del complotto e se vogliamo credere a tutti i documentari-articoli-interviste e silenzi disponibili un pò ovunque, ma ci rendiamo conto delle centinaia se non migliaia di persone che dovrebbero essere coinvolte?
    Cos'e', la CIA e l'NSA hanno sterminato tutti quello che avrebbero potuto parlare?
    O vogliamo credere che da un giorno all'altro controllori di volo e dipendenti di aeroporti hanno deciso di stare zitti e passare il resto della loro vita con un groppo alla gola che non potrà mai andare giù?
    Quanto devono averli pagati?

    Se a qualcuno risulta che ci siano stati licenziamenti, omicidi o scamparse di semplici cittadini implicati in questa vicenda mi faccia sapere.
    non+autenticato
  • Ti potrà sembrare O.T. Ma chiediti:

    Quanti presidenti, dirigenti, arbitri, giocatori, giornalisti erano coinvolti in Calciopoli? Una delle obiezioni che i miei amici juventini mi facevano ogni qual volta li accusavo di “furti” era proprio che una cosa del genere avrebbe coinvolto troppa gente...

    Mi dicevano:

    Vuoi che un giocatore non parli, quando cambia squadra?
    Vuoi che un giornalista come Biscardi non gridi al “gomblotto”? O che un Tosatti non dica niente?
    E poi un Galliani vuoi che non denunci Moggi e viceversa?

    ...

    Tornando al 9/11 pensa ad esempio all'aeroporto di Washington Dulles: i 5 dirottatori sono stati tutti fermati, perquisiti col metal detector (che ha suonato), uno non parlava inglese e non aveva il passaporto, (queste info arrivano dal 9/11 commission report)

    Perché non furono fermati lì? La commissione dice negligenza + fortuna... nessun dipendente è stato licenziato però.. ohibò

    Tutti complici di chi ha organizzato il complotto? Direi di no.

    Sappiamo però che c'erano delle esercitazioni di dirottamento proprio in quel giorno (ahh il caso...) e magari era arrivato un avvertimento in aeroporto che molto vagamente avvertiva di “lasciar passare” generici “falsi dirottatori” x le esercitazioni. (il tutto ovviamente senza specificare chi e quanti).

    Ovviamente questa è una ipotesi che ho buttato lì (le esercitazioni erano vere) ma, complotto o meno, questi sono saliti e nessuno è risultato responsabile di queste negligenze (anche parecchi altri furono fermati negli altri voli)

    A.
    non+autenticato
  • http://www.youtube.com/watch?v=a86Jp2pjXw0

    The tower collapses and i play with my meat

    I like to watch
    non+autenticato
  • .....di 2 palazzi crollati.
    E' da stamattina alle 7 che ne sento parlare nei nostri telegiornali e non hanno ancora finito adesso.
    Si può sapere cosa è successo e dove sono crollati sti 2 palazzi per far tanto chiasso?
    non+autenticato
  • I primi cinque anni sono passati dalla prima della commedia "Demolition Day".
    Qual struggente ricordo di una burla a cui ha creduto, o ha voluto credere, gran parte della nostra cultura del mediatico.
    Due grattacieli sono stati demoliti per avere la scusa di devastare il mediooriente e se ne commemora ancora la giornata, invece di ricordare che da quel giorno, la nostra umanità è sempre più sull'orlo di una crisi di nervi.
    Invece di ricordare che non c'è alcuna prova che siano stati dei terroristi islamici a causare il fracasso, si commemora la caduta di tre edifici che si vuol credere abbattutti da due aerei.
    Invece di ricordare che da quel giorno maledetto si sono combattutte due guerre che non sono ancora finite (secondo voi la guerra in Iraq è finita o no?) al fine di rubare del petrolio, si commemorano i quasi tremila morti dell'immane demolizione, dimenticando che con quelle due guerre sono morte oltre mezzo milione di persone e sono state demolite due nazioni, non due edifici.
    Forse che le vite umane abbiano diritto diverso alla commemorazione ed alla compassione?
    Anche in italia si commemorerà l'11 settembre, giorno del mio 45 compleanno, ma lo si farà in modo del tutto diverso a seconda dei network. Ecco il palinsesto dei programmi al riguardo.
    - Il giorno 11 andrà in onda su Raiuno alle 14 e 30 "11 settembre 2001 - Cerimonia di commemorazione del quinto anniversario degli attentati"
    - Su Raidue andrà in onda alle 21.00 il film "11 settembre 2001" (11 registi per 11 episodi di 11 minuti l'uno)
    - La buona Raitre fa finta di nulla e condivido il suo distacco
    - Su Canale 5 - l'ammiraglia di Mediaset - il crespo Mentana fa lo speciale antigiornalistico di Matrix dal titolo nauseante "L'onore e il rispetto" (a chi? Alle vittime irachenafghane!)
    - Rete 4 - l'antipatica - non si cura di questa data e tra sitcom e telefilm aspetta che passi questo giorno
    - Italia 1 ... non è un canale televisivo!
    - La 7 dedica a questo giorno la "docu-fiction" (ma i fatti sono abbastanza fiction da poter essere visionati senza bisogno di attori) "9/11 (The Day the World Changed)
    Degli altri canali TV non me ne frega nulla, dei satellitari ancora meno.

    Il bello viene il giorno dopo che, come all'epoca dei fatti sembrava tutto chiaro e finito, vede tutti i canali far finta di nulla ed aver chiuso il caso (come fece Bush additando i colpevoli negli afghani e negli iracheni), mentre l'unica che esce dal coro è Raitre che manda in onda l'unico film controcorrente su quel disastro della verità, "Farenhiet 9/11". Il film, che ho visto, è incompleto e non del tutto chiaro, ma mostra come effettivamente il piano fosse ben preparato e accuratamente soppesato proprio da Bush e dai suoi uomini fedeli (l'ermafrodito Condy, il prostatico Rumsfeld, il pentecostale Ashcroft ed altri).
    Consiglio a tutti di guardarlo e di vederlo e, dopo aver fatto ciò, di rispondere a queste poche domande :
    - Il mondo è più sicuro dopo che gli americani hanno devastato Iraq e Afghanistan?
    - Il crollo delle Torri Gemelle è stato un effetto o una causa?
    - Pensate di potervi fidare degli attuali sistemi di informazione?
  • Ecco, bravo. Ora torna a giocare con le matite colorate e non dar fastidio agli adulti.
    non+autenticato

  • chi ti paga ? e quanto ?

    non+autenticato

  • - Scritto da:
    >
    > chi ti paga ? e quanto ?
    >

    La CIA. 100$ a messaggio
    non+autenticato
  • Amico, questo si chiama "silenzio stampa" (tanto per dire)... Indiavolato
    non+autenticato
  • Come ha fatto molta gente a telefonare dall'aereo se le stazioni raziobase per telefonia cellulare sono puntate verso il basso e irradiano il segnale all'altezza degli edifici?
    Ricordo che gli aerei volano alti e secondo me non c'è segnale.

    Ciao
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Come ha fatto molta gente a telefonare dall'aereo
    > se le stazioni raziobase per telefonia cellulare
    > sono puntate verso il basso e irradiano il
    > segnale all'altezza degli
    > edifici?
    > Ricordo che gli aerei volano alti e secondo me
    > non c'è
    > segnale.
    >
    > Ciao

    infatti, è una grande balla.
    non+autenticato
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