Broadband TV, il futuro delle TLC

Déjà vu nel mondo TLC: anche AT&T, come Telecom Italia, lancia un servizio di IPTV. Gli operatori di telefonia si convertiranno tutti in media company?

New York - Quanto può costare un servizio che offre all'utente 20 canali TV, visibili sullo schermo di un computer (o di un televisore) collegato ad Internet in banda larga? Poco meno di 16 euro al mese, se si vive negli States e l'operatore che lo offre si chiama AT&T.

L'operatore USA ha infatti annunciato ieri l'imminente lancio di un nuovo servizio che prevede un'offerta TV su Internet, con la promessa di dare agli utenti 20 canali televisivi, inclusi quelli di Fox News e Weather Channel. Il servizio si chiamerà AT&T Broadband TV e sarà commercializzato al prezzo di 19,99 dollari al mese a beneficio dei clienti dotati di connettività broadband.

AT&T ha dichiarato che il servizio non escluderà gli utenti "on the road", ossia coloro che si spostano frequentemente (per lavoro o per diporto): ad essi sarà consentito di vedere la tv in diretta via notebook con una connessione con velocità minima di 500 kbps. AT&T ha infatti siglato una partnership con MobiTV specializzata nel TV broadcasting per reti mobili, con cui potrà offrire contenuti televisivi con canali come Food Network, History Channel e Bloomberg tv.
Il servizio, che richiede Windows Media Player, prevede la possibilità di fruire di una visione full screen (a schermo intero, pieno). AT&T Broadband TV sarà inoltre disponibile anche ad utenti di altri provider e fruibile attraverso servizi di connettività WiFi presenti sul territorio nazionale.

L'offerta sopra descritta dà modo ad AT&T di presentarsi con un'immagine di "media company", la stessa a cui ambisce Telecom Italia che si prepara, attraverso la costituzione di due società, a liberarsi della rete fissa e della rete mobile, per concentrarsi sulla banda larga e sui servizi della sua Alice Home TV, ai cui utenti offrirà il catalogo della 20th Century Fox, la stessa Fox offerta dalla Broadband TV di AT&T che fa parte di News Corporation, il colosso che fa capo a Rupert Murdoch.

La scelta degli operatori di dirigersi verso lo status di "media company" in collaborazione con l'editore australiano è importante. Per i suoi riflessi finanziari (o borsistici) si tratta di un business interessante e per il gruppo Telecom può definirsi strategico perché il mondo dei contenuti televisivi rappresenta una realtà di cui ha un'esperienza limitata (attraverso Telecom Italia Media). Come osservano gli analisti del settore, produrre contenuti in Italia è un'impresa onerosa e per questo motivo si rivela conveniente la partnership con il gruppo che fa capo a Rupert Murdoch.

Il quale a sua volta ne può trarre vantaggio, perché la possibilità di entrare nelle case degli utenti mediante la connettività broadband gli consente di allargarsi più facilmente ad una clientela che la tv via satellite non può raggiungere. Copertura ADSL2+ permettendo.

Dario Bonacina
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