10 anni di Buon senso

Ricorre il decennale di Gandalf.it, un sito a cui la rete italiana deve molto, una delle fonti più intelligenti di riflessione sull'impatto della Società dell'informazione. Denso di numeri ed articoli di primo piano

Roma - Lo scorso giugno Gandalf.it ha compiuto 10 anni: uno dei siti di maggiore interesse per orientarsi in cosa siano le nuove tecnologie, di quale impatto abbia la rete su tutti noi, di quali siano i problemi che spesso vengono sottovalutati, un sito di riferimento per analizzare anche i numeri della rete e della tecnologia. Uno spazio web gestito da un attento osservatore della nostra contemporaneità, autore di numerose pubblicazioni on e off line, nonché membro fondatore di ALCEI, l'associazione che si batte per il rispetto dei diritti civili nell'era dell'informazione: Giancarlo Livraghi. Con lui abbiamo avuto occasione di scambiare quattro chiacchiere, che riportiamo qui di seguito.

Punto Informatico: Nasceva dieci anni fa Gandalf.it e, come spiega la sua home page, è un sito in continua evoluzione. Il che richiede un grande sforzo. È un sito pieno di numeri, testi e considerazioni di enorme rilievo. Ma, al di là di questi, il suo scopo appare a un occhio profano quello di instillare un pizzico di buon senso in chi usa l'internet e in chi ci lavora. È un obiettivo riuscito?
Giancarlo Livraghi: Hai definito esattamente le mie intenzioni. Se ci sono riuscito... possono dirlo solo i lettori. Dai commenti che leggo e che sento... sembra che sia abbastanza vicino all'obiettivo. Ma non si finisce mai di imparare.
Hai ragione anche sul fatto che lo "sforzo" è pesante. E spesso lo è molto più di quello che sembra. Anche tu lo sai per esperienza... ma non tutti capiscono che dietro poche righe di testo ci possono essere settimane o mesi di lavoro, anni di ragionamenti e di verifiche.
Con i "numeri" è ancora peggio. Circola (su qualsiasi argomento) una quantità enorme di "dati" sballati o insignificanti. Non è un lavoro facile cercare di trovare quelli che hanno un senso e cercare di interpretarli in modo sensato. Comunque nei numeri non ci sono "certezze". Si tratta di capire se e dove se ne può trovare qualcuno che permetta di fare ipotesi "ragionevoli".

PI: Tra le grandi aree tematiche del sito vi è "Cultura umana della rete". Cosa intendi con questa definizione?
GL: Due cose. Una in generale. Come ho detto e scritto tante volte, la rete è fatta di persone. Le tecnologie sono strumenti - le persone sono la sostanza, il sangue vivo della rete.
L'altra è personale: spiega di che cosa mi occupo e da quale prospettiva. Al centro, per me, c'è l'umanità della rete. "Cultura", ovviamente, intesa in senso antropologico - non come intellettualismo o nozionismo dottrinario. La cultura umana è di tutti, non degli "addetti al lavori culturali".
PI: PI da sempre si occupa di libera espressione in rete, dando risalto a iniziative e notizie sull'argomento. Uno dei temi centrali di Gandalf.it è "Libertà di Parola". In che modo i destini dell'internet sono legati alla libertà di esprimere il proprio pensiero? Oggi come oggi anche nei paesi occidentali molti lavorano per comprimere gli spazi di libertà in rete...
GL: Il problema c'è, è serio e non è nuovo. Fin dalle origini, la rete è stata circondata di tentativi di reprimerla, centralizzarla, spiarla, censurarla, eccetera. Ho scritto così tante volte a questo proposito che quasi mi viene la nausea a ritornare sull'argomento. Ma continuano a esserci, troppo spesso, nuovi motivi per doverne riparlare.
Se è giusto preoccuparci di ciò che accade in Cina (e in tanti altri paesi) non possiamo trascurare quello che succede anche nei "paesi occidentali" - e in particolare in Italia. Finora nessuno, in questa parte del mondo, è riuscito a metterci del tutto la museruola (anche se l'informazione "dominante" rimane profondamente deformata). Almeno in rete siamo ancora liberi di esprimerci come vogliamo. Ma i tentativi di repressione non sono finiti e dovremo continuare a "stare in guardia".

PI: Con attenzione Gandalf.it ha seguito da sempre l'insorgere di normative a tutela dei minori in rete e le indagini penali legate al traffico di immagini di pornografia infantile. La sensazione di molti addetti ai lavori è che queste esigenze di "tutela" stiano contribuendo a restringere e ridurre le libertà in rete. Che ne pensi?
GL: Quella "sensazione" è giusta e ben motivata. Anche questa è una brutta storia che dura da più di dieci anni e che, in un modo o nell'altro, continua a ripetersi.
La sostanza dei fatti è quella che ho descritto tante volte. Un'infinità di repressioni e censure proposte o attuate con la scusa di "proteggere i minori" hanno in realtà tutt'altro scopo. E sono totalmente inutili nella prevenzione o repressione di quelle orribili forme di violenza e sfruttamento che sono, purtroppo, un male profondo e difficile da sradicare. Le "crociate" e le persecuzioni degli innocenti sono, oltretutto, una deviazione che favorisce i veri criminali.

PI: Di recente sei tornato su un problema avvertito come centrale in molti ambiti in rete e su cui PI ha lavorato molto negli ultimi mesi, quello dei sequestri di computer in fase di indagine. Anche qui, in realtà, molti ritengono che non vi siano oggi sufficienti garanzie per il cittadino, soprattutto dopo alcune inchieste che prima di finire in un buco nell'acqua hanno creato disagi enormi a chi si è visto sequestrare il proprio computer, spesso e sempre di più strumento di lavoro.
GL: Anche questa non è una storia nuova. E anche su questa ho scritto così tante volte che mi è noioso ripetermi... ma il fatto è che gli abusi continuano e questo ci costringe a ritornare sull'argomento. La cosa vergognosa è che se qualche intercettazione mette in imbarazzo qualche potente, ricco o famoso si scatenano fiumi di inchiostro e ondate di sproloqui televisivi... mentre migliaia di innocenti a cui si sequestra abusivamente un computer "non fanno notizia".

PI: C'è da stare allegri...
GL: Chiamiamola col suo nome: questa è barbarie. Il fatto grave è che gli "addetti ai lavori" (magistrati, poliziotti eccetera) lo sanno, ma vanno avanti lo stesso. Se continuano a sequestrare è più per pigrizia che per cattiveria... ma non per questo è perdonabile.
Dicono che la macchina della giustizia è sovraccarica, non hanno abbastanza risorse per fare le cose "come si deve". Credo che sia vero. Ma se cominciassero a togliere di mezzo tante istruttorie inutili... compresa, per esempio, quella assurda stortura per cui l'uso di un software non registrato, o la copia non autorizzata di un brano di musica, è considerata una violazione "penale"...
Stiamo parlando a vuoto? Non del tutto. È vero che la "cultura dominante" non ha voglia di starci a sentire. Ma non è un buon motivo per arrenderci, o per lasciarli fare. Continuiamo a fare tutto il possibile per dire la verità. Forse otterremo sempre "poco", ma è meglio di nulla. E se finora le cose non sono andate così male come alcuni vorrebbero è anche perché ci sono quelli come noi: "cani da guardia" capaci di abbaiare e magari, all'occorrenza, di mordere.
16 Commenti alla Notizia 10 anni di Buon senso
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  • Restai folgorata da Livraghi sin dagli esordi di Gandalf.it, e così questo decimo anniversario rispecchia un po' il mio decimo anniversario on line, 10 anni di navigazione, sempre contando sull'acume, il buon senso e la profonda umanità di Giancarlo Livraghi, unite a generosita', competenza ed esperienza in un ambito così complesso, come quello della comunicazione.
    Approfitto allora di questa community per rinnovare a Giancarlo il mio affetto e la mia grandissima stima!

    Con sincerita'....
    Simonetta Zandiri
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Restai folgorata da Livraghi sin dagli esordi di
    > Gandalf.it, e così questo decimo anniversario
    > rispecchia un po' il mio decimo anniversario on
    > line, 10 anni di navigazione, sempre contando
    > sull'acume, il buon senso e la profonda umanità
    > di Giancarlo Livraghi, unite a generosita',
    > competenza ed esperienza in un ambito così
    > complesso, come quello della
    > comunicazione.
    > Approfitto allora di questa community per
    > rinnovare a Giancarlo il mio affetto e la mia
    > grandissima
    > stima!
    >
    > Con sincerita'....
    > Simonetta Zandiri
    Occhiolino
    non+autenticato
  • > Chi all'epoca ha conosciuto l'internet
    > spesso oggi dichiara di aver perso
    > entusiasmo e di sentire come le promesse
    > della rete, diciamo legate ad una nuova
    > era della comunicazione tra le persone,
    > siano ora sacrificate sull'altare del
    > profitto o di interessi di parte.

    E' un luogo comune, almeno in parte. Sulla rete Internet com'e' ora, c'e' posto per tutti. Oggi basta una linea veloce (ma ho visto farlo anche da dietro una banale ISDN) e la volonta' e la competenza necessaria, per "fare sito". Da soli o in gruppo, si puo' e si deve. Il perche' e' a discrezione di chi decide di farlo. L'importante e' esserci per dire cio' che si ha da dire e mettere a disposizie cio' che si puo'.

    Certo, la problematica infrastrutture non e' da poco e il discorso neutralita' nemmeno. Francamente, spero in chi utilizza la Rete anche perche' si facciano le necessarie pressioni su tutti coloro che possono decidere: aziende e soggetti politici. Basta pensare che, se un'azienda X mi offre un servizio che non mi piace, posso andare da qualcun altro. Ci sono gia' organizzazioni con il preciso intento di sciogliere un eventuale "cartello" o di impedirne a priori la formazione. Non e' una novita': si sente parlare molto spesso di riforme o di regole ad hoc per molte situazioni ma, a grattar bene sotto la superficie, si scopre che i meccanismi di controllo necessari spesso ci sono gia' e che passano inosservati. Forse dovremmo preoccuparci di meno dei calciatori e di piu' di far funzionare come si deve queste cose.
    non+autenticato

  • > basta una linea veloce ...

    Sara'... ma, guardacaso, oggi l'adsl funziona malissimo. Molti siti (compreso PI) sono di una lentezza esasperante.

    Forse e' perche' alla Telecom hanno altro per la testa che far funzionare i sistemi? O e' solo che, a forza di complicare le cose, funziona tutto sempre peggio?
    non+autenticato
  • io ricordo con piacere una cena -era il 2001- a discutere e raccontarsi - c'era livraghi, elena antognazza, mafe... e non ricordo chi altri... ricordo benissimo pero' che il buon livraghi era l'unico ancora lucido, nonostante le quantità smodate di vino e grappa che avevamo bevuto...
    bei tempiSorride

    Morloi
    non+autenticato
  • Livraghi è certamente persona intelligente ed autorevole, però anche lui ha preso delle topiche eccezionali: una delle peggiori è stata proprio quella sulla rete.

    Ce lo ricordiamo bene quando faceva lo scettico ad oltranza, e anzi teorizzava l'uso della "rete off line" (sic!), e altre sue previsioni sballate.

    Sosteneva ad esempio che la TUT (tariffa urbana a tempo) non era un ostacolo alla diffusione di internet (!) e a dimostrazione della sua tesi faceva il paragone bizzarro coi telefonini, che è come paragonare un ferro da stiro con una bistecchiera.

    Scriveva addirittura il Nostro su Interlex N. 91 - 21 luglio 1999 a proposito degli altissimi costi di connessione:

    "I costi non sono esorbitanti... un'ora di collegamento in ore serali costa 1500 lire: cioe' meno che farsi spedire un CD o andare al bar con gli amici - e
    meno di un biglietto del tram"


    Ovviamente non aveva capito niente della rete, di internet, che il futuro era proprio la connessione veloce e permanente. Certo per uno studioso della comunicazione resta un infortunio un po' imbarazzante: nulla di male naturalmente, può capitare a tutti di avere la vista corta, anche Bill Gates all'inizio non credeva in Internet A bocca aperta

    Non so se Livraghi oggi, come tanti, si sia ricreduto, folgorato sulla via di Damasco. Lo spottone di P.I. serve forse a risollevare un po' la sua immagine, sepolta dalle ormai migliaia di "opinionisti" sulla rete, più o meno autorevoli.

    Livraghi merita ovviamente rispetto ma rimane soprattutto un grande esperto di pubblicità: però i tempi cambiano rapidamente e anche la pubblicità e i pubblicitari sembrano troppo spesso ancorati a modelli del passato, non sanno vedere oltre.

    Oggi non c'è più solo Livraghi e pochi altri ad esprimere idee e pareri: le fonti si sono moltiplicate enormemente.

    Il fenomeno dei bloggers è l'ultimo esempio della rete che si evolve, ovviamente contrastato e sminuito dai soliti dinosauri.

    http://aghost.wordpress.com/

  • - Scritto da: aghost
    > Livraghi è certamente persona intelligente ed
    > autorevole, però anche lui ha preso delle
    > topiche eccezionali: una delle peggiori
    > è stata proprio quella sulla
    > rete
    .

    A me non pare proprio.
    >
    > Ce lo ricordiamo bene quando faceva lo scettico
    > ad oltranza, e anzi teorizzava l'uso della "rete
    > off line" (sic!), e altre sue previsioni
    > sballate.
    Quali altre "previsioni sballate"?... E poi, quando sei collegato in UMTS e paghi a traffico, non credo che ti piaccia regalare soldi per tutto il traffico "automatico" generato dai computer WinZoz. Sarebbe piu' logico fare tutto a modem spento e poi spedire in un colpo solo. Risparmi e lavori meglio... come ai tempi della TUT.

    > internet (!) e a dimostrazione della sua tesi
    > faceva il paragone bizzarro coi telefonini, che è
    > come paragonare un ferro da stiro con una
    > bistecchiera.
    Anche qui, consentimi, non sono d'accordo. I telefonini (ma anche le sigarette e l'alcool) dimostrano che il costo e' una variabile secondaria nell'orientamento delle scelte delle persone. C'e' gente che si fa (giustamente) scrupoli nell'acquistare beni superflui che pero', davanti al "vizio" non capisce piu' nulla.
    >

    > Ovviamente non aveva capito niente della
    > rete
    , di internet, che il futuro era proprio
    > la connessione veloce e permanente.
    Se vuoi passare ore a leggere pagine web, scaricare musica illegalmente, guardare video in streaming ecc. ecc., forse. Ma se usi la mail, frequenti newsgroup, pubblichi periodicamente contenuti, cioe' se usi la rete in modo attivo, credo che tu abbia torto.

    Certo per uno
    > studioso della comunicazione resta un infortunio
    > un po' imbarazzante: nulla di male naturalmente,
    > può capitare a tutti di avere la vista corta,
    Al contrario, mi pare che la vista di Livraghi sia molto lunga, mentre la Vista di Gates ancora la si riesce a vedere...:)
    Lo
    > spottone di P.I. serve forse a risollevare un po'
    > la sua immagine,
    Perche' parli di spotttone? Livraghi era online quando un mare di noi nemmeno ancora sapeva cosa fosse la rete e credo che abbia dimostrato di non aver bisogno di "marchette" (a differenza di altri "opinionisti" che si sbattono in ogni modo per uno straccio di link su PI.


    > Oggi non c'è più solo Livraghi e pochi altri ad
    > esprimere idee e pareri: le fonti si sono
    > moltiplicate enormemente.

    > Il fenomeno dei bloggers è l'ultimo esempio della
    > rete che si evolve, ovviamente contrastato e
    > sminuito dai soliti
    > dinosauri.
    Questa non la capisco. I blog sono siti personali realizzati con una tecnologia diversa. Tutto qui. Dove sarebbe la novita'?
    non+autenticato
  • > > Ce lo ricordiamo bene quando faceva lo scettico
    > > ad oltranza, e anzi teorizzava l'uso della "rete
    > > off line" (sic!), e altre sue previsioni
    > > sballate.
    > Quali altre "previsioni sballate"?... E poi,
    > quando sei collegato in UMTS e paghi a traffico,
    > non credo che ti piaccia regalare soldi per tutto
    > il traffico "automatico" generato dai computer
    > WinZoz. Sarebbe piu' logico fare tutto a modem
    > spento e poi spedire in un colpo solo. Risparmi e
    > lavori meglio... come ai tempi della
    > TUT.

    mi spieghi come fai a scrivere un articolo o un testo o fare una ricerca se non puoi avere accesso alle fonti?
    ma che discorsi sono, è ovvio che un pc deve essere sempre collegato alla rete!

    > Anche qui, consentimi, non sono d'accordo. I
    > telefonini (ma anche le sigarette e l'alcool)
    > dimostrano che il costo e' una variabile
    > secondaria nell'orientamento delle scelte delle
    > persone. C'e' gente che si fa (giustamente)
    > scrupoli nell'acquistare beni superflui che
    > pero', davanti al "vizio" non capisce piu' nulla.

    hai ragione, ma se per lo stesso, identico vizio a 500km(AKA fuori dall'Italia) lo paghi metà...le palle un pò ti girano

    > Se vuoi passare ore a leggere pagine web,
    > scaricare musica illegalmente, guardare video in
    > streaming ecc. ecc., forse. Ma se usi la mail,
    > frequenti newsgroup, pubblichi periodicamente
    > contenuti, cioe' se usi la rete in modo attivo,
    > credo che tu abbia
    > torto.

    falso, a meno che tu ti limiti a leggere,
    se però vuoi pure scrivere, ti servono le fonti...
    sennò sei pari ad un ciarlatano, come attendibilità.

    > Certo per uno
    > > studioso della comunicazione resta un infortunio
    > > un po' imbarazzante: nulla di male naturalmente,
    > > può capitare a tutti di avere la vista corta,
    > Al contrario, mi pare che la vista di Livraghi
    > sia molto lunga, mentre la Vista di Gates ancora
    > la si riesce a
    > vedere...:)
    > Lo
    > > spottone di P.I. serve forse a risollevare un
    > po'
    > > la sua immagine,
    > Perche' parli di spotttone? Livraghi era online
    > quando un mare di noi nemmeno ancora sapeva cosa
    > fosse la rete e credo che abbia dimostrato di non
    > aver bisogno di "marchette" (a differenza di
    > altri "opinionisti" che si sbattono in ogni modo
    > per uno straccio di link su
    > PI.
    >
    >
    > > Oggi non c'è più solo Livraghi e pochi altri ad
    > > esprimere idee e pareri: le fonti si sono
    > > moltiplicate enormemente.
    >
    > > Il fenomeno dei bloggers è l'ultimo esempio
    > della
    > > rete che si evolve, ovviamente contrastato e
    > > sminuito dai soliti
    > > dinosauri.
    > Questa non la capisco. I blog sono siti personali
    > realizzati con una tecnologia diversa. Tutto qui.
    > Dove sarebbe la
    > novita'?

    il numero sempre maggiore e il fatto che trovi persone molto preparate...
    spesso sono i giornalisti stessi ad aprire un blog per poter dire quello che non possono dire con il loro lavoro (i motivi li sappiamo)...
    non+autenticato

  • > > Se vuoi passare ore a leggere pagine web,
    > > scaricare musica illegalmente, guardare video in
    > > streaming ecc. ecc., forse. Ma se usi la mail,
    > > frequenti newsgroup, pubblichi periodicamente
    > > contenuti, cioe' se usi la rete in modo attivo,
    > > credo che tu abbia
    > > torto.
    >
    > falso, a meno che tu ti limiti a leggere,
    > se però vuoi pure scrivere, ti servono le
    > fonti...
    > sennò sei pari ad un ciarlatano, come
    > attendibilità.


    Perfettamente d'accordo e diro' di piu',
    la persona che parla di scaricare illegalmente,
    guardare video ecc non ha la minima idea
    di cosa voglia dire avere la possibilita'
    di costruire un sito (o qualsiasi altro sevizio)
    e ospitarlo sul proprio calcolatore senza
    dipendere da altri....
    Per poter offrire servizi all'esterno serve
    un collegamento permanente (e un indirizzo
    fisso anche meglio) e partecipare attivamente
    alla rete significa anche questo.
    non+autenticato

  • > Perfettamente d'accordo e diro' di piu',
    > la persona che parla di scaricare illegalmente,
    > guardare video ecc non ha la minima idea
    > di cosa voglia dire avere la possibilita'
    > di costruire un sito (o qualsiasi altro sevizio)
    > e ospitarlo sul proprio calcolatore senza
    > dipendere da altri....
    ... fammi capire... e secondo te a quanti milioni di persone "scappa" di fare il sito tutto da soli?

    > Per poter offrire servizi all'esterno serve
    > un collegamento permanente (e un indirizzo
    > fisso anche meglio) e partecipare attivamente
    > alla rete significa anche questo.
    Certo, ma non SOLO questo.
    non+autenticato
  • > > e ospitarlo sul proprio calcolatore senza
    > > dipendere da altri....
    > ... fammi capire... e secondo te a quanti milioni
    > di persone "scappa" di fare il sito tutto da
    > soli?

    E allora? Se la possibilita' tecnica non
    viene preclusa non preoccuparti che i programmi
    per sfruttarla senza essere espertoni fioriscono
    eccome, basta un ftp server con una bella password
    per condividere con chi ci pare, e solo con
    loro, i nostri files. e questo e' solo un
    esempietto.

    > > alla rete significa anche questo.
    > Certo, ma non SOLO questo.

    Embe'? perche' io ho detto "solo questo"?


    E comunque il punto resta che la possibilita'
    di restare connessi permanentemente e'
    importante e cambia radicalmente il livello
    di partecipazione e fruibilita' della rete
    da parte delle persone.
    E' una verita', punto e basta.
    non+autenticato

  • > mi spieghi come fai a scrivere un articolo o un
    > testo o fare una ricerca se non puoi avere
    > accesso alle
    > fonti?
    > ma che discorsi sono, è ovvio che un pc
    > deve essere sempre collegato alla
    > rete!

    Forse e' ovvio per chi opera nella tecnologia. Ma il resto del mondo (che per la stragrande maggioranza non ha un computer e nemmeno un telefono) non ha bisogno di linee superveloci e sempre connesse. Non sto dicendo che la bandalarga sia un male. Osservo soltanto che l'esistenza delle Ferrari non obbliga tutto il mondo ad averne una, specie se si abita in posti con strade piccole e limiti di velocita'.

    > falso, a meno che tu ti limiti a leggere,
    > se però vuoi pure scrivere, ti servono le
    > fonti...
    > sennò sei pari ad un ciarlatano, come
    > attendibilità.
    Beh, la rete non e' certo il massimo quanto ad attendibilita'. Un lavoro serio sulle fonti si fa ancora, spesso, su carta. E in ogni caso, anche se dovessi passare qualche ora ogni tanto collegato per documentarmi, questo non giustificherebbe comunque di per se' una connessione always on.

    > il numero sempre maggiore e il fatto che trovi
    > persone molto
    > preparate...
    > spesso sono i giornalisti stessi ad aprire un
    > blog per poter dire quello che non possono dire
    > con il loro lavoro (i motivi li
    > sappiamo)...

    OK, ma questo e' solo un problema di tecnologia. Puoi comunicare e dire cose "scomode" anche con un bel sito fatto di sano HTML statico.
    non+autenticato
  • >OK, ma questo e' solo un problema >di tecnologia. Puoi comunicare e >dire cose "scomode" anche con un >bel sito fatto di sano HTML >statico.

    No, puoi anche scriverlo direttamente con la vernice sui muri...Sorride
    non+autenticato

  • > Forse e' ovvio per chi opera nella tecnologia. Ma
    > il resto del mondo (che per la stragrande
    > maggioranza non ha un computer e nemmeno un
    > telefono) non ha bisogno di linee superveloci e
    > sempre connesse. Non sto dicendo che la
    > bandalarga sia un male. Osservo soltanto che
    > l'esistenza delle Ferrari non obbliga tutto il
    > mondo ad averne una, specie se si abita in posti
    > con strade piccole e limiti di
    > velocita'.

    Ma che discorsi del menga, che c'entra qui
    chi non usa il computer?!?
    E chi parla di obblighi?
    Si sta semplicemente dicendo che l'uso di una
    connessione permanente permette una
    partecipazione in rete e delle possibilita'
    molto piu' amplie per cui e' giusto ed
    auspicabile che questa possibilita' non sia
    preclusa ma disponibile ad un costo
    accettabile.

    non+autenticato
  • chiunque ha provato adsl si è reso conto come la connessione permamente, e in banda larga, cambi radicalmente l'approccio alla rete. I collegamenti mordi e fuggi, tanto cari alla telecom che ci lucrava scatti alla risposta e tariffe a tempo, impongono un uso assolutamente castrante della rete.

    Ragioniamo solo in termini di possibili esplorazioni, stimoli, idee nuove, anche opportunità di lavoro che possono nascere con la possibilità di una connessione decente e permanente, anziche quella con l'orologio in mano e gli scatti che corrono.

    Mezzi rivoluzionari come la radio e la tv, che sviluppo avrebbero avuto con gli scatti alla risposta e la tariffa a tempo, a 3000 lire l'ora come ai tempi della tut? Questo vale a maggior ragione per la rete, in cui finalmente le persone possono essere attive e non passive come davanti alla Scatola.

    http://aghost.wordpress.com/
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    Modificato dall' autore il 19 settembre 2006 15.35
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  • ricordo con piacere molti articoli sul suo sito.

    domani spero che potrò confermare il piacere di leggere questo articolo
    non+autenticato