I giornalisti italiani, benchè molto attenti al gossip finanziario, non verificano e non indagano MAI sulle "malattie" del sistema. Prendendo per oro colato tutto ciò che i più grandi finanzieri dicono o scrivono, si rischia di sminuire il proprio mestiere a mero "ambasciator" che non porta mai pena! Questo perché in questo momento di trambusto l'attenzione verte soprattutto sul pettegolezzo e non su una fotografia dettagliata di ciò che è il sistema TLC italiano!
La stampa WEB è sempre ben attenta a ciò che succede in questo mercato, ma quella tradizionale sembra abbia "paura" a scrivere queste verità. Infatti non ha fatto eco la
notizia di AGOSTO che col senno di poi risulta veggente.
ADD come più volte ha ribadito sostiene ed incoraggia lo scorporo della rete Telecom, non per osteggiare tale società, ma per dare slancio al mercato TLC in Italia a tutto vantaggio di imprese, istituzioni e cittadini che ormai da troppo tempo attendono fiduciosi.
Deve quindi essere attuata la divisione di Telecom Italia in due società distinte, sul modello inglese, una che si occupi della rete e della vendita all'ingrosso, con tariffe uguali per tutti gli operatori, l'altra della vendita dei servizi al dettaglio, servizi che acquisterebbe alle stesse condizioni dei competitor, dalla prima società.
La società gestore della rete dovrebbe a tutti gli effetti essere una società garante, nel rispetto di nuove regole, stabilite dalle autorità garanti delle comunicazioni e del mercato, e dal ministero delle comunicazioni.
Tale società infatti avrebbe in mano uno degli asset fondamentali del "sistema Italia", e di conseguenza deve essere sottoposta a vincoli nella sua gestione.
L'onere di questa nuova entità sarebbe di garantire presso le centrali il servizio universale, contemplando obbligatoriamente anche la predisposizione per l'accesso all'ultimo miglio a chiunque abbia licenza di operatore con il giusto costo di affitto.
Tutti gli operatori, alle stesse condizioni, riscatterebbero all'ingrosso il canone telefonico dallo Stato, che dovrà fissarne l'entità calcolandolo con il metodo cost plus cioè basandosi sui costi effettivi sostenuti per fornire il servizio di accesso.
In questo modo si premierebbero gli operatori che hanno investito nella costruzione di una rete di accesso proprietaria e si incentiverebbero tutti gli operatori a investire in una propria infrastruttura, questo porterebbe ampi benefici agli utenti, che avrebbero maggiori possibilità di scelta, con tariffe minori e qualità dei servizi più elevata, grazie all'aumento della concorrenza. Naturalmente Telecom continuerebbe a dover essere notificato come operatore dominante almeno finché la sua quota di mercato non risulti inferiore al 50%.
Tale decisione secondo noi aiuterebbe anche la telefonia, ricordiamo che nei territori digital divisi infatti non è possibile utilizzare servizi di altri provider.
Non vogliamo tediare, ma rimarcare che il problema non si pone solo nei luoghi dispersi ma alle porte della grande città, e spesso anche all'interno della grande città stessa.
Un'altra parola andrebbe spesa per quelle associazioni, stile Confindustria, Confcommercio e altre, delle quali non abbiamo mai sentito o letto dichiarazioni a difesa dei propri consociati digital divisi. Questo fa capire sempre più come l'interesse "privato" sia più forte e penetrante del bene pubblico! In questa maniera NON SI PUÒ FARE "SISTEMA PAESE"! NON È POSSIBILE INNOVARE SENZA UNO SBOCCO SULLA RETE!
La nostra ipotesi non è una ingerenza nei confronti di una azienda privata, ma l'applicazione, vedi in UK, di quelle che sono regole fondamentali per un mercato libero e realmente competitivo.
ADD da tempo si batte perché ci sia lo scorporo della rete, ritiene che questa decisione non sia più rimandabile.
Infatti crediamo che ogni azione che venga incontro alle necessità degli utenti, comprese aziende ed istituzioni, debba avere il nostro plauso.
Dalle ultime notizie però non crediamo si stia procedendo in questo senso e riteniamo, contrariamente a quanto affermato dall'ex presidente di TI, che l'autorità garante delle comunicazioni si sia comportata, storicamente, in maniera sin troppo "soft" con l'incumbent.
Crediamo che le istituzioni, compresa la comunità europea, non abbiano garantito abbastanza una pari dignità nell'accesso alle nuove tecnologie ed una apertura VERA del mercato. Ancora oggi utenti italiani pagano di più per avere di meno rispetto ai nostri cugini francesi. Ma di questa cosa ce ne siamo dimenticati? Abbiamo vinto i mondiali ma come sempre ci perdiamo la faccia?
Siamo, come al solito, disponibili ad apportare il nostro contributo e ci auguriamo che tutto questo chiasso mediatico possa, in qualche modo, dare lo spunto per un riassesto dell'intero sistema e che per una volta si riesca ad oltrepassare l'ostacolo di slancio senza vivere perennemente nell'urgenza, proiettando verso il futuro l'intera nazione.
In questo senso chiediamo che prevalga "L'INTERESSE NAZIONALE" su posizioni di parte. Che ogni schieramento politico, i diretti interessati e tutte le associazioni in causa guardino al di là del proprio naso!
Nella speranza che il Neo presidente, Sig. Guido Rossi, ascolti il grido che tutto il mercato ed i poveri sfortunati digital divisi gli rivolgono che dovrebbe dare quella scossa che servirebbe all'intera nazione, gli auguriamo Buon Lavoro.