Per contrastare queste eventualità, si sta provando a introdurre un sistema che verifichi, mediante leggeri impulsi elettrici, la reazione involontaria del dito del soggetto. Il sistema ha dei risvolti macabri, ma non appare risolutivo: anche degli arti ben mozzati reagiscono a questo tipo di stimoli. E comunque la sicurezza non è garantita: lo sfioramento del sensore potrebbe essere
imposto sotto minaccia.
La soluzione potrebbe risiedere nell'
accoppiamento di diverse tecniche di autenticazione biometrica, ha affermato Mainguet.
Integrando parametri quali
geometria o
conformazione venosa della mano, caratteristiche del
volto, pigmentazione e disposizione delle fibre radiali dell'
iride, forma delle
orecchie, si potrebbe rendere difficile la vita a ladri di identità e
cracker (a meno che non si specializzino in diverse branche della chirurgia). E si potrebbero liberare impiegati e utenti, con relativa tranquillità e gradito sollievo, dalla scocciante incombenza di memorizzare una serie insignificante di caratteri.
E se l'associazione di identificativi biometrici non dovesse bastare, esistono
tecniche di autenticazione basate su parametri comportamentali: riconoscimento dell'
emissione vocale, del modo di
battere sulla tastiera, della firma.
Sono inoltre sul mercato
sistemi adattivi capaci di associare parametri cognitivi a quelli comportamentali, riconoscendo e autenticando un utente a partire dal modo in cui ricorda un evento significativo che appartiene al suo vissuto. Questa è la proposta di alcune società. La
piattaforma software UNOMI è in grado di monitorare, analizzare e memorizzare reazioni e comportamenti dei soggetti (movimenti del mouse, tempi di reazione) messi in atto nel corso della ricostruzione di un evento mediante domande a risposta obbligata. Associandoli a dei parametri situazionali ricorrenti, quali luogo e momento dell'accesso, sa creare dei
PassThought, dei Pass-Pensieri, dei profili adattivi unici per ciascuno.
L'uomo, con i suoi attributi fisici, comportamentali e cognitivi rappresenta un
unicum e si fa password: è innegabile la difficoltà di clonarlo ma, se ciò fosse possibile, il furto di identità risulterebbe un
passe-partout irreversibile. Le serrature si possono sostituire, le password modificare e le carte di credito disattivare. L'iride, un'impronta digitale, o uno schema mentale, no.
Gaia Bottà