Contrappunti/ La rete cambia le cose

di Massimo Mantellini - Sempre più spesso al centro del dibattito è ciò che accade in Internet e come in rete si reagisce a quanto succede al di fuori. Un progresso testimone dell'avanzare del mondo elettronico nel quotidiano di tutti

Roma - Quanti "frequentano" Internet da un po' di anni se ne saranno accorti. La capacità di influenza degli eventi che accadono in rete sul mondo reale è andata progressivamente aumentando. Le distanze fra le parole e i fatti di Internet e le parole e i fatti della nostra esperienza quotidiana fuori dalla rete sono sempre minori. Ogni giorno un passettino le avvicina di un po'.

Mentre qualche anno fa la rete italiana pativa una forma di fastidiosa afonia nei confronti del mondo delle decisioni, ed i suoi abitanti vivevano questa incomunicabilità come una sorta di frustrante censura, oggi piccoli episodi che accadono sempre più frequentemente, ci suggeriscono che qualcosa sta cambiando.

Qualche settimana fa sul web italiano qualcuno si è accorto, per la precisione un lettore di Wittgenstein, il blog di Luca Sofri, che in un collegato alla Legge Finanziaria, era contenuto un comma di variazione della Legge sul diritto d'autore. Certo, la scoperta sarebbe potuta avvenire anche altrove, ma è un fatto che la propagazione di questa notizia, le differenti possibili interpretazioni di questa nuova norma, le preoccupazioni per quanto questo piccolo comma avrebbe potuto limitare la comunicazione fra le persone, sono nate su Internet e si sono propagate come avviene solitamente su Internet: attraverso il passaparola fra tanti piccoli punti di emissione.
Sapete cosa sarebbe accaduto anche solo cinque anni fa in un caso del genere? La risposta è facile: nulla. Non sarebbe accaduto un bel niente. Nel 2001 questo giornale raccolse 56mila firme (56mila firme nella Internet italiana del 2001 era un numero molto significativo) per una petizione che sollecitava, anche in quel caso, modifiche ad un pasticciato e pericoloso intervento normativo sulla legge sul diritto d'autore (sempre quella). Quelle firme, che rappresentavano la più grande petizione mai nata sulla rete italiana, ebbero, al di fuori della rete, l'effetto di un flebile respiro dentro un monsone caraibico. Gli effetti di quella grande iniziativa digitale, sui grandi media e nel mondo politico, furono minimi e quelle firme credo se ne stiano dentro un cassetto della Camera dei Deputati in attesa di essere diversamente riciclate.

Oggi per molto meno le cose sono andate in maniera radicalmente diversa. Questo accade perché il numero di persone che vivono Internet o che almeno "osservano" Internet, è aumentato in maniera significativa. Le piccole conversazioni dentro la rete sempre più spesso diventano piccole (o grandi) conversazioni anche fuori dalla rete stessa.

Nel caso in questione è accaduto che il passaparola sul decreto, una norma sulla riduzione delle possibilità di citazione gratuita di testi editoriali, abbia prima seguito le dinamiche classiche della rete Internet, rimbalzando da sito web in sito web, generando campagne di protesta online ed accese discussioni sulla interpretazione giuridica, per poi uscire dalla rete e raggiungere le stanze della politica. La norma incriminata è stata così per ora, almeno temporaneamente, cancellata.

Cosa è cambiato rispetto a cinque anni fa? Intanto è accaduto che sempre un maggior numero di parlamentari abbia una presenza non casuale in rete. Per esempio Roberto Giochetti della Margherita, che insieme a Franco Grillini è stato il promotore dello stralcio della norma in questione, ha un weblog sul quale ha tenuto informati i suoi lettori dei passi in Commissione al riguardo. Ma non si tratta solo di questo. Esiste una attenzione generale molto superiore a ciò che accade in rete rispetto a qualche tempo fa. Per i media Internet è diventata una fonte costante di notizie più o meno importanti. Si pesca su Youtube, si citano siti web molto letti come quello di Beppe Grillo, si scrivono articoli sulle amenità che ogni giorno accadono in rete. E si scrive di come i "cittadini della rete", l'enorme nuovo altoparlante della opinione pubblica, reagiscano a ciò che accade loro intorno. Per queste ragioni di nuova centralità anche politica la rete italiana sembra sulla strada per diventare un termometro del clima del momento, da seguire e controllare con attenzione.

È normale che sia così. Sempre più persone utilizzano la rete in maniera massiccia per informarsi e dialogare, le parole della rete diventano così - e finalmente - "argomento" ovvio della comunicazione generale.

Esiste un solo grosso rischio a questo recente sdoganamento ed è legato, ancora una volta, all'errore di applicare alla rete le gerarchie comunicative alle quali siamo stati fino ad oggi abituati.

Qualche tempo fa un mio caro amico, esperto di Internet e blogger di vecchia data, è stato invitato ad un convegno moderato da Bruno Vespa. Durante l'evento Vespa gli chiedeva quali fossero i blogger più "famosi" d'Italia. Questo mio amico, pazientemente, tentava di spiegare come fosse complicato anche solo pensare una classifica del genere, incapace di rendere la complessità dei rapporti di reciproca influenza che si creano in rete. Così un blogger può essere molto "famoso" per alcuni e pochissimo per altri: per esempio - diceva - Beppe Grillo è certamente un blogger molto letto, il suo sito web è fra i più visitati della blogosfera, ma forse non è altrettanto influente in rete rispetto a quanto si potrebbe credere. Al che Vespa ci ha pensato un po' e, forse per superare l'impasse, ha chiesto: "Vabbè, allora chi è il secondo blogger più famoso d'italia?".

Massimo Mantellini
Manteblog


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27 Commenti alla Notizia Contrappunti/ La rete cambia le cose
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  • L'informazione su internet non ha consistenza, non è credibile. E' un esercizio di comunicazione, non comunicazione vera e propria.

    So che avete già voglia di partire con gli insulti ma leggete un altro po'.

    Il fatto che non ci siano prove della pubblicazione di un articolo (può essere cambiato o cancellato in qualunque momento) lo rende lo strumento migliore per attuare il revisionismo. Non rimane nulla di tangibile o reale nè un foglio, nè una foto, solo bit, incredibilmente riproducibili ma soltanto bit.

    Non ti da la responsabilità morale di quello che scrivi (la maggior parte dei post di risposta sono anonimi).

    Basta prendere il controllo di un motore di ricerca o di un sistema operativo (uno a caso) che hanno margini di penetrazione simili a quelli del regime comunista (con percentuali bulgare) per far sparire l'informazione dalla rete (anche se è pubblicata non puoi trovarla). Se intercetti il DNS la rendi addirittura irraggiungibile.

    La distribuzione è polverizzata perchè credendo di gridare verità al mondo in realtà si parla al vento: è impossibile impostare un dibattito, in quanto chi ti risponde lo fa da partigiano attraverso prese di posizione ed insulti, senza nemmeno uno straccio di motivazione logica a supporto delle proprie tesi (lo so, non sempre è così ma finisce in questo modo nella maggior parte dei casi).

    Sembra un meccanismo che gira a vuoto: nessuno è in grado di emergere e solo quelli che, comunque, vengono da altri media riescono ad avere un po' di risonanza.

    A me dispiace perchè vedo le potenzialità incredibili di questo strumento ma ho paura che succeda la stessa cosa che è successa a Nobel: quando inventò la dinamite non immaginava o non voleva credere che sarebbe stata utilizzata per scopi bellici. Ciò lo depresse tanto che dovette inventare un premio per promuovere la fratellanza fra le persone. Internet è dinamite.

    Si dovrebbe sviluppare una coscienza per impedire che possa nascere un problema di questo tipo prima che sia tardi. Quando coloro che detengono il potere capiranno questi meccanismi non ci sarà più niente da fare, meglio stroncare sul nascere questo pericolo.

    Non so quanti risponderanno a questo post e come lo faranno. Mettiamo alla prova quello che ho scritto...
  • - Scritto da: djnaro
    > L'informazione su internet non ha consistenza,
    > non è credibile. E' un esercizio di
    > comunicazione, non comunicazione vera e
    > propria.

    Dire "l'informazione su internet" è una meta-comunicazione priva di senso, dal momento che internet è l'unico media che permette tutti i livelli di comunicazione: scritta, visiva, uditiva.


    > Il fatto che non ci siano prove della
    > pubblicazione di un articolo (può essere cambiato
    > o cancellato in qualunque momento) lo rende lo
    > strumento migliore per attuare il revisionismo.

    In realtà è meglio questo rispetto a libri cartacei dove non hai nessun confronto su ciò che leggi, e dove i riferimenti li puoi andare a cercare solo in qualche biblioteca (se li trovi, e se li possiede, etc.). Inoltre il fatto che non possa esistere un unico "revisionismo", garantisce comunque una molteplicità di informazione persistente.


    > Non rimane nulla di tangibile o reale nè un
    > foglio, nè una foto, solo bit, incredibilmente
    > riproducibili ma soltanto
    > bit.

    E' la molteplicità a fare da garante, in questo caso. Il XX secolo ha dimostrato molto bene i danni della propaganda univoca, ha spinto i tedeschi ed addirittura gli italiani a fare guerre a tutti. Eppure era tutto molto tangibile, visto che i bit manco esistevano.


    > Non ti da la responsabilità morale di quello che
    > scrivi (la maggior parte dei post di risposta
    > sono
    > anonimi).

    Quindi per "comunicazione" ti riferisci unicamente alle discussioni fra le persone, non ai blog o altri luoghi dove i "post" sono firmati eccome.
    Inoltre sarebbe da approfondire il concetto di "responsabilità morale", dal momento che le bugie più grosse normalmente sono perpetrate direttamente dai politici in televisione.


    (anche
    > se è pubblicata non puoi trovarla). Se intercetti
    > il DNS la rendi addirittura
    > irraggiungibile.

    Anche in questo caso, e fino a future rivoluzioni, il controllo su dns e sistemi operativi non è, e non può, essere univoco. La Cina non ha controllo su palladium, quindi sta sviluppando processori suoi. Forse fra qualche anno anche l'India farà lo stesso, se non la Corea o il Giappone.


    > vento: è impossibile impostare un dibattito, in
    > quanto chi ti risponde lo fa da partigiano
    > attraverso prese di posizione ed insulti, senza
    > nemmeno uno straccio di motivazione logica a
    > supporto delle proprie tesi (lo so, non sempre è
    > così ma finisce in questo modo nella maggior
    > parte dei
    > casi).

    Con gli altri media non hai nemmeno la possibilità di rispondere, il che è un grandissimo passo avanti. O un passo indietro, se stai dalla parte di chi vuole controllare le masse.


    > Sembra un meccanismo che gira a vuoto: nessuno è
    > in grado di emergere e solo quelli che,

    Il che francamente è un bene. E' necessario che qualcuno emerga? Solo se siamo in una logica di business, di guadagno, la quale fotte alla base il concetto di informazione libera (l'informazione la dai solo se rende; dai solo informazioni che rendano; tutto ciò che scrivi deve rendere).

    Ovviamente il fatto che TU debba guadagnare implica che altri debbano rimetterci, e quindi ci sarà scontro di informazione. Permettendo quindi una qualche forma di pluralismo, anche se malato. Togliendo la logica di business, togliamo la necessità di emergere, permettendo all'informazione di essere libera.


    > A me dispiace perchè vedo le potenzialità
    > incredibili di questo strumento ma ho paura che
    > succeda la stessa cosa che è successa a Nobel:

    L'informazione non è certo qualcosa di nuovo, quelli che dobbiamo temere hanno imparato un secolo fa a gestirla. E' la gente che non l'ha imparato, anche per questo vedi le decine di risposte cretine nei forum. E mai gli verrà insegnato, ovviamente.

    In realtà l'incredibile potenzialità di questo strumento consiste nel fatto che per la prima volta nella storia la gente, intesa come massa, può fare paura a chi la governa.

    Questo è il vero motivo della censura, del divieto di citare gli altri media, dell'obbligo di depositare copia, nelle biblioteche, dei siti web, del divieto di "fare i giornalisti" a chi non è iscritto all'ordine, e di tutti i maledetti bavagli che ancora inventeranno.

    P.S.: a proposito di anonimato, il mio nome e cognome non li scrivo, ma comunque il mio indirizzo IP viene registrato.
    non+autenticato
  • Premetto: Internet è fantastica e vorrei solo che riuscisse a mantenere la "purezza" che ha adesso.

    Come possiamo proteggerla dagli interventi a gamba tesa dei legislatori più o meno corrotti?

    Come possiamo disarmare quegli atteggiamenti distruttivi che possono diventare la scusa per imbrigliare l'informazione che viaggia in rete?

    La sfida che deve reggere la società dell'IT è come rallentare o fermare del tutto il degrado inevitabile che arriva con ogni nuovo strumento di comunicazione (quello che diciamo adesso di Internet è stato detto per ogni nuovo mezzo di comunicazione appena inventato).

    > Dire "l'informazione su internet" è una
    > meta-comunicazione priva di senso, dal momento
    > che internet è l'unico media che permette tutti i
    > livelli di comunicazione: scritta, visiva,
    > uditiva.

    Intendevo proprio nel senso ampio del termine.
    Ho paura che una convergenza totale possa minare il pluralismo.

    L'automobile è ottima per spostarsi ed ha dato l'impulso all'economia però non può sostituire completamente i treni, gli aerei, le navi, i canotti, le navi spaziali ecc.

    L'accentramento in server delle informazioni permette di controllarne facilmente l'erogazione.

    Giornali, televisioni, libri, memorie di massa ecc. DEVONO continuare ad esistere parallelamente. Altrimenti basta una pulsazione elettromagnetica a distruggere il sapere.

    > Inoltre il fatto che non
    > possa esistere un unico "revisionismo",
    > garantisce comunque una molteplicità di
    > informazione
    > persistente.

    metà dei miei bookmarks di un paio di anni fa rimanda a siti che non esistono più. L'informazione non è più persistente e tantomeno molteplice (sono rimasti solo i bookmarks dei siti dei grandi gruppi)

    > E' la molteplicità a fare da garante, in questo
    > caso. Il XX secolo ha dimostrato molto bene i
    > danni della propaganda univoca, ha spinto i
    > tedeschi ed addirittura gli italiani a fare
    > guerre a tutti. Eppure era tutto molto tangibile,
    > visto che i bit manco
    > esistevano.

    Perchè, scusa, nonostante Internet ne sappiamo di più sulle torri gemelle? ne sappiamo di più su Ustica? Siamo venuti a capo di enigmi importanti?

    Il segnale rischia di venire coperto dal rumore di fondo.

    L'email è spaventosamente comoda ma ho dovuto chiudere una casella perchè lo spam mi faceva perdere i messaggi.


    > Anche in questo caso, e fino a future
    > rivoluzioni, il controllo su dns e sistemi
    > operativi non è, e non può, essere univoco.

    Lo stato italiano ha bloccato gli accessi ai siti di gioco d'azzardo esteri (quando poteva limitarsi ad una schermata di avviso).

    La telecom ascolta...

    Google e Yahoo bloccano le ricerche non autorizzate ai cinesi.

    Dovremmo fermarli prima che peggiori la situazione altrimenti Internet diverrà una trappola

    > Il che francamente è un bene. E' necessario che
    > qualcuno emerga?

    Dicevano lo stesso col comunismo e sappiamo come è finita...

    Perchè si deve sempre andare da un'eccesso all'altro? o esaltazione assoluta del singolo o massificazione e annullamento della personalità

    > Solo se siamo in una logica di
    > business, di guadagno, la quale fotte alla base
    > il concetto di informazione libera

    > (l'informazione la dai solo se rende; dai solo
    > informazioni che rendano; tutto ciò che scrivi
    > deve
    > rendere).

    Questa è la mentalità di oggi ma dobbiamo riuscire a traghettare la società fuori da questo tunnel


    > In realtà l'incredibile potenzialità di questo
    > strumento consiste nel fatto che per la prima
    > volta nella storia la gente, intesa come massa,
    > può fare paura a chi la
    > governa.

    Ho paura che diventi un'arma a doppio taglio

    > P.S.: a proposito di anonimato, il mio nome e
    > cognome non li scrivo, ma comunque il mio
    > indirizzo IP viene
    > registrato.

    Se dico che mi sono risposto da solo come fa la gente a smentirmi?
  • ehm, veramente è grazie ad internet che ho potuto approfondire sulla questione 11 settembre, roba che i media classici non dicono, solo ora in vista delle prossime elezioni in america qualcuno si sta svegliando e iniziano ad accusarsi per qualcosa.. quisquilie ancora.. e solo da pochi mesi in italia alcune trasmissioni hanno curato l'argomento, vedi matrix su canale 5
    non+autenticato
  • > Come possiamo proteggerla dagli interventi a
    > gamba tesa dei legislatori più o meno
    > corrotti?

    In nessun modo. Intanto perché questi legislatori non possiamo manco sceglierli (noi votiamo un partito, e questi fa sedere chi pare a lui). Ed inoltre perché i grossi interessi di pochi prevalgono sempre sui piccoli interessi dei tanti.


    > Come possiamo disarmare quegli atteggiamenti
    > distruttivi che possono diventare la scusa per
    > imbrigliare l'informazione che viaggia in
    > rete?

    A questo è facile rispondere: non facendoci prendere per il didietro, da quando andiamo a fare la spesa a quando votiamo, a quando leggiamo e scriviamo. Parzialmente questo risponderebbe anche alla domanda più sopra, ma tant'è.


    > come rallentare o fermare del tutto il degrado
    > inevitabile che arriva con ogni nuovo strumento

    Il degrado non è nello strumento, ma in chi lo usa.
    La TV nelle mani dei politicanti di oggi fa schifo, ma negli anni '60 fece cose tipo "Non è mai troppo tardi", che contribuì ad alfabetizzare la popolazione.

    Internet siamo anche noi a "farla". Quindi la domanda diventa: "come facciamo a fermare o rallentare il degrado di noi stessi?"


    > Giornali, televisioni, libri, memorie di massa
    > ecc. DEVONO continuare ad esistere
    > parallelamente. Altrimenti basta una pulsazione
    > elettromagnetica a distruggere il
    > sapere.

    Su questo sono perfettamente d'accordo. Anche perché l'informazione, nelle macchine, deve essere tenuta "viva". Oggi possiamo leggere roba di 500 anni fa, poiché è fissata su carta e conservata da qualche parte. Fra 500 anni non credo che funzioneranno molti link disponibili oggi Sorride


    > Perchè, scusa, nonostante Internet ne sappiamo di
    > più sulle torri gemelle? ne sappiamo di più su
    > Ustica? Siamo venuti a capo di enigmi
    > importanti?

    Gli "enigmi importanti" sono coperti dai segreti di stato dei politicanti e dagli interessi di chi se li compra, mica da altro.

    E cmq la risposta è sì, ne sappiamo tanto di più.


    > Lo stato italiano ha bloccato gli accessi ai siti
    > di gioco d'azzardo esteri (quando poteva
    > limitarsi ad una schermata di
    > avviso).

    Che c'entra con l'informazione... se è per questo i politicanti sono stati tutti d'accordo nel bloccare il servizio de "Le Iene" che avrebbe mostrato quanto sono fatti. Brutta cosa, per l'informazione, avere padroni.


    > La telecom ascolta...

    ... e saremo anche tutti perfettamente profilati grazie ai chip RFID, quando dovremo barcamenarci per riuscire a mangiare tutti i giorni coi soldi delle pensioni che non avremo.


    > Dovremmo fermarli prima che peggiori la
    > situazione altrimenti Internet diverrà una
    > trappola

    Internet è l'unico modo, oggi, per uscire dalla trappola. E per fermarli occorre che tanta gente sia d'accordo nel farlo, e poi lo faccia.
    Come? Scegliendo cosa acquistare, fondamentalmente. Sarebbe già un primo passo.


    > > Il che francamente è un bene. E' necessario che
    > > qualcuno emerga?
    >
    > Dicevano lo stesso col comunismo e sappiamo come
    > è
    > finita...

    Il comunismo non c'entra, anche perché se ascoltiamo i comunisti pare che il vero comunismo non sia mai stato applicato (e anche questo lo si può apprendere su internet).

    Io ho parlato di logica di business e tu hai risposto col comunismo. Sono schemi vecchi e logori, entrambi fallimentari in senso globale.

    A meno che non si voglia considerare un successo il fatto che "noi" civilizzati mangiamo l'80% delle risorse del pianeta in uno sviluppo insostenibile (vedi, sempre su internet, il rapporto fra quanto cibo può produrre il suolo terrestre ed il fabbisogno alimentare della popolazione umana in crescita); ed il fatto che dovremo continuare ad ammazzare (o fare ammazzare) i poveracci del terzo mondo che pure vorrebbero avere il diritto di tenere la pancia piena tutti i giorni.


    > Perchè si deve sempre andare da un'eccesso
    > all'altro? o esaltazione assoluta del singolo o
    > massificazione e annullamento della
    > personalità

    Ah non lo so, il comunismo l'hai tirato fuori tu. Io dico che tutti i giorni leggo articoli firmati da persone di cui ho imparato a conoscere i nomi, li rispetto e ringrazio per quello che fanno. A volte mi permetto anche di commentarli, e leggo -non sempre con piacere- gli altri che commentano.

    Dove sono le "personalità annullate"? Solo nelle aziende, se ci pensi. Dove c'è un padrone che paga perché la gente faccia quello che dice lui e se non gli va bene può andare altrove.
    non+autenticato
  • > In nessun modo. Intanto perché questi legislatori
    > non possiamo manco sceglierli (noi votiamo un
    > partito, e questi fa sedere chi pare a lui).

    Penso, invece, che finchè hanno fatto comodo la gente li ha seguiti e sfruttati ora, in piena dipendenza come tossici, non riusciamo più a farne a meno. Abbiamo la classe politica che ci rappresenta al meglio, sono solo la punta di un'enorme montagna di m...a nascosta sotto il pelo dell'acqua. Dargli addosso è troppo semplice...

    Dovremmo riuscire a mediare una transizione morbida per non rischiare che venga giù il castello di carte.

    > inoltre perché i grossi interessi di pochi
    > prevalgono sempre sui piccoli interessi dei
    > tanti.

    fino a quando i tanti non si incazzano

    > A questo è facile rispondere: non facendoci
    > prendere per il didietro, da quando andiamo a
    > fare la spesa a quando votiamo, a quando leggiamo
    > e scriviamo. Parzialmente questo risponderebbe
    > anche alla domanda più sopra, ma
    > tant'è.

    Io penso che un po' di digiuno non farebbe male al carattere degli italiani (spontaneo, naturalmente) bisogna colpirli li dove gli fa più male: nel portafogli. Scegliere di non scegliere, di non comprare, di non votare ma ormai siamo viziosi e viziati non credo che sia possibile un atto di forza di questo tipo...

    > La TV nelle mani dei politicanti di oggi fa
    > schifo, ma negli anni '60 fece cose tipo "Non è
    > mai troppo tardi", che contribuì ad alfabetizzare
    > la popolazione.

    Più che della politica è la Tv del profitto, come se la cultura avesse senso per quanti soldi porta...

    > Internet siamo anche noi a "farla". Quindi la
    > domanda diventa: "come facciamo a fermare o
    > rallentare il degrado di noi
    > stessi?"

    Non credo che siamo noi a farla: le macchine le mettono i grandi gruppi, se riuscissimo a renderci indipendenti potremmo garantire un minimo di libertà. Dovremmo batterci per l'apertura del wimax prima ancora che comincino le gare d'appalto (sappiamo che finiranno in mano a Telecom e compagni).

    > E cmq la risposta è sì, ne sappiamo tanto di più.

    Abbiamo arrestato i colpevoli? oppure tutto questo marasma di informazioni serve a buttare fumo negli occhi?

    > > Lo stato italiano ha bloccato gli accessi ai
    > siti

    > Che c'entra con l'informazione... se è per questo
    > i politicanti sono stati tutti d'accordo nel
    > bloccare il servizio de "Le Iene" che avrebbe
    > mostrato quanto sono fatti. Brutta cosa, per
    > l'informazione, avere
    > padroni.

    L'insabbiamento già c'è stato una volta...

    Che fossero drogati lo si sapeva già (non so se ricordi quando fermarono lo spacciatore di Miccichè dentro al ministero e la cosa si risolse in una nuvola di fumo)

    Il fatto che l'attacco venga in questo preciso momento da una televisione di Sberla, quando Sberla sta all'opposizione mi sembra, sinceramente, strumentale. Io non ci casco in questo tranello di comunicazione antipolitica.
    Se davvero ci tenevano dovevano farlo all'epoca e non ora.

    > Il comunismo non c'entra,

    non era per politica intendevo solo dire che la massificazione non porta da nessuna parte: la gente comune fa solo "volume" nella società i grandi cambiamenti li sviluppano solo poche persone che dovrebbero emergere in un contesto di meritocrazia non per diritti di appartenenza ad un gruppo.

    > A meno che non si voglia considerare un successo
    > il fatto che "noi" civilizzati mangiamo l'80%
    > delle risorse del pianeta in uno sviluppo
    > insostenibile

    In base ad un censimento gli obesi sono un miliardo mentre sono 850 milioni quelli che muoiono di fame nel mondo.

    In occidente due persone su cento si occupano di procurare il cibo alle altre 98. La produzione alimentare è soggetta alle politiche economiche (quote latte e distruzione alimenti in eccesso). I soldi per lo sviluppo vengono spesi dai paesi poveri per le armi e lo sfruttamento.

    > vorrebbero avere il diritto di tenere la pancia
    > piena tutti i
    > giorni.

    Cambiamo i modelli di business ma non colpevolizziamoci per essere nati in occidente (come in Darfur non devono essere colpevoli per essere nati in Sudan).


    > Ah non lo so, il comunismo l'hai tirato fuori tu.

    E me ne pento perchè rischio che venga frainteso il resto del discorso...

    > Dove sono le "personalità annullate"? Solo nelle
    > aziende, se ci pensi. Dove c'è un padrone che
    > paga perché la gente faccia quello che dice lui e
    > se non gli va bene può andare
    > altrove.

    Ci sono molti che si crogiolano nel proprio stato di servitù e non saprebbero nemmeno cosa fare senza un padrone.

    Sono liberi di sentirsi servi, l'importante è che non rompano le palle a chi non vuole padroni...
  • Il diritto d'autore... i politici fanno gli interessi delle aziende e la fanno pagare a chi osa citare un "megafono aziendale" (giornalista, scrittore, scribacchino in genere) che scrive o blatera su un qualsiasi media finanziato da una azienda.

    Poscia ridicolo che 'sta gente usi internet come fonte per poi rivendere le loro caccole al grosso pubblico. Allora chi copia chi???

    Una cosa è certa: dal 2000 sono privo di televisione, e la mia vita è migliorata da allora. Chissà se è una coincidenza.
    non+autenticato
  • "La norma incriminata è stata così per ora, almeno temporaneamente, cancellata."

    Temporaneamente è la parola chiave. La storia non è ancora finita.
    Ovviamente nulla toglie al tuo discorso, ma la questione citata, che interessa molto anche a me come immagino a tanti altri, non si può certo dire conclusa.
  • Per carità, sono d'accordo con mante, però 'caputtana, cambia anche un po' argomento, abbiamo capito che hai a cuore un mondo fatto di informazione non gerarchizzata ma da pari a pari.
    Ripetere sempre le stesse cose alle medesime persone assume l'aria di uno sfogo piuttosto che di un reale desiderio di migliorare il futuro.

  • - Scritto da: avvelenato
    > Per carità, sono d'accordo con mante, però
    > 'caputtana, cambia anche un po' argomento,
    > abbiamo capito che hai a cuore un mondo fatto di
    > informazione non gerarchizzata ma da pari a
    > pari.
    > Ripetere sempre le stesse cose alle medesime
    > persone assume l'aria di uno sfogo piuttosto che
    > di un reale desiderio di migliorare il
    > futuro.

    io credo che tu a parte generalizzare l'argomento non lo consideri nella sua specificità

    questa news chiarifica un "prendere atto di". Non è quasi nemmeno una proposta... sono considerazioni. Mante è un opinionista di PI, per come la vedo io.

    tra 20 anni potremmo raccogliere tutti i suoi interventi - solo i suoi - e fare un riassunto di cosa è successo ad internet e al mondo della comunicazione online, tutto questo con una visione abbastanza disincantata ma non per questo disinnamorata del mezzo.

    non+autenticato

  • - Scritto da:
    >
    > - Scritto da: avvelenato
    > > Per carità, sono d'accordo con mante, però
    > > 'caputtana, cambia anche un po' argomento,
    > > abbiamo capito che hai a cuore un mondo fatto di
    > > informazione non gerarchizzata ma da pari a
    > > pari.
    > > Ripetere sempre le stesse cose alle medesime
    > > persone assume l'aria di uno sfogo piuttosto che
    > > di un reale desiderio di migliorare il
    > > futuro.
    >
    > io credo che tu a parte generalizzare l'argomento
    > non lo consideri nella sua
    > specificità
    >
    > questa news chiarifica un "prendere atto di". Non
    > è quasi nemmeno una proposta... sono
    > considerazioni. Mante è un opinionista di PI, per
    > come la vedo
    > io.
    >

    Sì, ma io è da 2 anni che leggo di mante che bisognerebbe prendere atto di questo e di quello.
    L'ho capito che è entusiasta del mondo che verrà; ciò che voglio dire è che ripeterlo ad ogni minima caccavella che succede
    1) non informa nessuno
    2) può scocciare
    3) rischia di inflazionare il messaggio, e questo è grave, porterebbe addirittura ad un effetto opposto.

    > tra 20 anni potremmo raccogliere tutti i suoi
    > interventi - solo i suoi - e fare un riassunto di
    > cosa è successo ad internet e al mondo della
    > comunicazione online, tutto questo con una
    > visione abbastanza disincantata ma non per questo
    > disinnamorata del
    > mezzo.
    >

    Alla faccia del riassunto, 20 anni di post per dire praticamente la stessa cosa che è riuscito a dire (bene, non lo nego) in uno!Sorride
  • come vorrei essere dello stesso parere del sig Mantellini, ma purtroppo ritengo che comunque abbiamo ancora troppo poco potere, in compenso sappiamo più cose, che però fanno innervosire di più:
    tutte le magagne dei politici (destra, sinistra, indifferente)
    tutte le magagne dietro gli attentati
    tutte le magagne sul signoraggio
    tutte le magagne sui servizi essenziali che dovrebbero essere garantiti al cittadino

    e noi che potere abbiamo di cambiare le cose se già nelle ultime elezioni ci hanno propinato in alcune regioni un sistema di votazione elettronica di dubbia utilità? (quando già del sistema manuale non che mi fidassi molto)

    e nella vita di ogni giorno, mi sovvengono, dopo ogni situazione negativa anche secondaria, i motivi/cause che hanno portato al che si realizzasse..e rosico..

    però non riesco più a mettermi le fette di prosciutto agli occhi per tentare di vivere felice.. anche se nel frattempo mi sembra che molta gente, non internauta, sia come gli abitanti del paesino di quel film, IT, dove sotto sotto tutti sapevano del mostro, che da generazioni faceva sparire i bambini.. tutti sapevano ma nessuno faceva nulla..
    ah!

    scusate l'ot :x
    non+autenticato

  • - Scritto da:


    > e noi che potere abbiamo di cambiare le cose se
    > già nelle ultime elezioni ci hanno propinato in
    > alcune regioni un sistema di votazione
    > elettronica di dubbia utilità?


    iniziamo a dire che questa motivazione che dai, per giustificare la presunta impossibilità di "fare qualcosa" è una grande cazzata.

    VUOI fare qualcosa?

    I mezzi sono gli stessi di prima.

    Anzi, ne hai alcuni di più, piccoli, ma presenti.

    Se vuoi esporti in prima persona non hai che da farlo. Io so bene che i politici che ci sono non mi stanno bene, ma persino nel mio COMUNE, io NON MI SONO CANDIDATO per fare il sindaco.
    Sembrerà una cazzata, ma ogni volta che ci sono le elezioni io mi lamento perchè non ci sono alternative: fanno schifo a destra, fanno schifo a sinistra, anzi quasi non si capisce dove siano destra e sinistra... e poi li conosco, sia in uno schieramento che - quando sono fortunato e c'è - nell'altro, ci sono persone a cui non darei in mano da tenere la bicicletta 3 minuti.

    Sono imbroglioni nel loro mestiere in un modo che in paese si vede bene ma - come in tanti altri casi - non si può dimostrare o non trovi gente che ti aiuta. Oppure sono interessati e opportunisti, sono violenti, sono razzisti... Magari sono convincenti, magari hanno proteste da fare che io condivido.
    Ma raramente la prima cosa che fanno quando vanno al potere è risolvere il problema in questione... passa sempre in primo piano l'interesse personale, il soldo, e spesso la visione politica violenta, qualunque essa sia.

    Eppure io non mi sono candidato, non mi sono nemmeno informato per capire cosa devo fare.

    Ecco che, vedi, si POTREBBE fare qualcosa.




    > però non riesco più a mettermi le fette di
    > prosciutto agli occhi per tentare di vivere
    > felice...

    e meno maleSorride


    >anche se nel frattempo mi sembra che
    > molta gente, non internauta, sia come gli
    > abitanti del paesino di quel film, IT, dove sotto
    > sotto tutti sapevano del mostro, che da
    > generazioni faceva sparire i bambini.. tutti
    > sapevano ma nessuno faceva nulla..
    >
    > ah!
    >
    > scusate l'ot :x

    non è tanto OT, no no.

    ma come in IT, qualcuno che fa qualcosa arriva. QUel che c'è da dirsi è: come l'ha fatto lui, così ogni giorno possiamo fare tutti noi

    Ti capisco, però. Non mi sento migliore di te. Semplicemente mi do tranquillamente tutta la colpa.
    non+autenticato
  • ma vedi per esempio per candidarti in politica con le nuove leggi elettorali non si vota più il candidato ma il partito, poi è il partito che fa i suoi ammagli e mette la lista di chi deve salire, come la stila sta lista?
    e già ti bloccano


    a livello comunale, come ho accennato, la gente è troppo menefreghista, anche se lo stato ci spenna, basta che ha quattro piacerini in cui rifugiarsi, e si accontenta (le partite di calcio sul satellite, il cellulare sempre carico e/o con offerte, la spesa al discount)


    il problema è anche, nei paesini come il mio, che la gente è troppo invischiata, si sono fatti in passato troppi favori fra di loro che ora non possono più uscirne dal giro, pena il cospargersi il capo di cenere (oltre al rischiare multe e sanzioni )

    che ti devo dire, un esempio banale, per le visite per il riconoscimento di problemi, per avere quindi sussidi quali accompagnamento, pur se il cittadino che va lì per farsi visitare soffre, lo rimandano a casa se non si ha la raccomandazione del medico legale, ora.. raccomandazione che si paga

    e se io a queste persone porto l'esempio: "ma se il poliziotto sventa la rapina, gli dai la mancia? no, non dovrebbe essere così anche per le visite?" mi sento dire: è sempre andato così, e così andrà, ora, io posso e voglio cambiare, ma in maniera non violenta, come fai a convincere tutta sta gente? che tra l'altro non usa internet, non è che tutti leggano in rete, alcuni si sono presi il pc giusto per scaricare canzoni :x
    ma anche ragazzi che ho conosciuto in varie chat, se prendi e inizia a parlare dei problemi ti dicono: ah ma che stai parlando di politica? no grazie
    e in chat no
    e dal vivo la gente lascia correre
    e che potere legale hanno i blog? quando in materia penale e finanziaria non si accettano raccolte di firme?

    ma prendi pure tutte le magagne che scopre striscia la notizia, ma ti pare che tutti vengono poi colpiti duramente? tipo quel responsabile medico che scappava al cronista di striscia?
    per superare le magagne che han fatto in campo medico, trovano altre magagne in campo giudiziario, prolungano i processi, li fanno andare in prescrizione..


    comunque, nonostante tutto, spero in un futuro migliore, magari un giorno si potrà tutti partecipare attivamente alla gestione dello stato/comune/regione mediante metodi univoci di riconoscimento
    (anche se temo che quel futuro sia ancora ben lontano, se non cambiano le teste della gente comune con un paio di generazioni.. la vedo dura)
    non+autenticato
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