martedì 24 ottobre 2006

Più vicino il mantello dell'invisibilità

Passi avanti nella realizzazione di tecnologie e materiali che permettono di rendere un oggetto invisibile all?occhio umano. Ci lavorano alla Duke University, sulle tracce delle già numerose ricerche in materia

Il traguardo tagliato dai ricercatori della Duke University non è la prima tappa raggiunta nella corsa all'invisibilità. Sono numerosi e variegati i precedenti tentativi.

Ray Alden, ingegnere della North Carolina, nel 2002 lavorava su un'idea empiricamente semplice. Un oggetto viene ricoperto da sensori e da dispositivi capaci di emettere luce. Se la superficie retrostante l'oggetto raccoglie informazioni riguardo all'intensità della luce e del colore, gli emissori di luce, posti sulla superficie frontale, proiettano raggi di luce che riproducono mimeticamente ciò che si trova dietro l'oggetto. Il risultato, per l'osservatore, è la "trasparenza" dell'oggetto che osserva.

L'idea, concettualmente, è molto simile a quella sviluppata nel 2004 da Susumu Tachi, Masahiko Inami and Naoki Kawakami presso l'università di Tokio. Il camuffamento ottico si serve di una sorta di impermeabile di carta stagnola e della Retro-reflective Projection Technology. Una videocamera registra ciò che avviene alle spalle del soggetto e trasmette l'immagine ad un proiettore puntato su di lui. Grazie allo speciale materiale di cui è composto il suo "impermeabile", diventa virtualmente trasparente.
Applicazioni di questa tecnologia sono previste in ambito aeronautico, per facilitare le pratiche di atterraggio, rendendo trasparente la superficie inferiore dell'aereo, o a bordo delle automobili, per semplificare parcheggi troppo ardui.Concettualmente più complessa è l'idea di Nader Engheta e Andrea Alù, ricercatori alla University of Pennsylvania. Prevedevano nel 2005, l'avvento di nubi di elettroni capaci di assorbire la luce a particolari lunghezze d'onda. Lasciando che la luce attraversi lo strato "nuvoloso", si nasconde ciò che è posto dietro lo "scudo".

Altro promettente mantello capace di garantire l'invisibilità è quello sviluppato all'inizio del 2006 da Oleg Gadomsky, ricercatore russo presso la Università statale di Ulyanovsk. Uno strato di microscopiche particelle d'oro sarebbe capace di rendere invisibili gli oggetti che ricopre.

Graeme Milton della Utah University e Nicolae-Alexandru Nicorovici della Sydney University of Technology hanno invece teorizzato la possibilità di costruire delle superlenti in grado di occultare (parzialmente, e a determinate condizioni) degli oggetti posti vicino ad essi. Questo risultato è dovuto al fatto che le superlenti sono capaci di invertire la traiettoria della luce, grazie ad un indice di rifrazione negativo: non producono l'invisibilità, ma una condizione di assenza di luce, e quindi di non-visibilità.

Inizino a tremare i maghetti di J.K.Rowling, i Romulani e i Klingon di Star Trek, sulle loro astronavi occultabili, i fisici del calibro di Griffin (l'uomo invisibile di H.G.Wells) e gli appassionati di Tolkien: i loro segreti stanno per essere svelati.

Gaia Bottà
61 Commenti alla Notizia Più vicino il mantello dell'invisibilità
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  • L'errore "epistemologico" riguardo al concetto di teletrasporto forse lo si deve imputare alla saga di star trek.

    Il teletrasporto per il mondo accademico consiste "semplicemente" nel trasporto d'informazione tra due punti e non nella ''disintegrazione'' di materia in un punto A e nella conseguente ''ricostruzione'' in un punto B.

    Anche nell'attuale caso di trasporto di fotoni s'intende il trasporto di uno stato quantico di una sorgente luminosa (laser di una prefissata frequenza) verso alcuni atomi (di cesio mi pare) posti a distanza ravvicinata, senza alcun utilizzo di supporto fisico.

    Il trasporto di uno stato quantico in soldoni significa semplicemente trasporto d'informazione e non di materia.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > L'errore "epistemologico" riguardo al concetto di
    > teletrasporto forse lo si deve imputare alla saga
    > di star trek.
    >
    >
    > Il teletrasporto per il mondo accademico consiste
    > "semplicemente" nel trasporto d'informazione tra
    > due punti e non nella ''disintegrazione'' di
    > materia in un punto A e nella conseguente
    > ''ricostruzione'' in un punto
    > B.
    >
    > Anche nell'attuale caso di trasporto di fotoni
    > s'intende il trasporto di uno stato quantico di
    > una sorgente luminosa (laser di una prefissata
    > frequenza) verso alcuni atomi (di cesio mi pare)
    > posti a distanza ravvicinata, senza alcun
    > utilizzo di supporto fisico.
    >
    >
    > Il trasporto di uno stato quantico in soldoni
    > significa semplicemente trasporto d'informazione
    > e non di materia.

    Bravo!Sorride
    Tu hai capito! Gli ingegneri qui dentro una sega. Anni buttati nel cesso.
    non+autenticato
  • il coeficiente di rifrazione e diffrazione varia al variare delle condizioni di luce (per usare parole semplici). Il problema dei materiali è il minimo. Niente è impossibile, e senza dubbio questi sono esperimenti utili. ma qui sembra che ci sia qualcosa di simile allo scienziato che se ne esce con affermazioni stupefacenti al fine di ottenenere finanziamenti dal governo. Negli USA la ricerca va forte perchè ottieni un sacco di soldi per te e per le tue sperimentazioni quando ottieni risultati. E' un sistema che evita gli sprechi di denaro pubblico. Ma non sarebbe la prima volta che qualche scienziato privo di scrupoli annuncia qualcosa che poi si rivela un flop... dopo aver speso milioni di dollari ed essersi fatto ricco. Vedi il libro "Le bugie della Scienza" e altri testi simili.
    non+autenticato
  • - Scritto da:
    > il coeficiente di rifrazione e diffrazione varia
    > al variare delle condizioni di luce (per usare
    > parole semplici). Il problema dei materiali è il
    > minimo. Niente è impossibile, e senza dubbio
    > questi sono esperimenti utili. ma qui sembra che
    > ci sia qualcosa di simile allo scienziato che se
    > ne esce con affermazioni stupefacenti al fine di
    > ottenenere finanziamenti dal governo. Negli USA
    > la ricerca va forte perchè ottieni un sacco di
    > soldi per te e per le tue sperimentazioni quando
    > ottieni risultati. E' un sistema che evita gli
    > sprechi di denaro pubblico. Ma non sarebbe la
    > prima volta che qualche scienziato privo di
    > scrupoli annuncia qualcosa che poi si rivela un
    > flop... dopo aver speso milioni di dollari ed
    > essersi fatto ricco. Vedi il libro "Le bugie
    > della Scienza" e altri testi
    > simili.

    Quoto! Non hanno inventato un bel NULLA..Sorride
    ma qui tutti ad applaudire.Occhiolino

    Telegiornali compresi!A bocca aperta
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 26 ottobre 2006 01.04
    -----------------------------------------------------------
    non+autenticato
  • Ma ne sentiamo davvero la necessità? Ci vogliamo davvero bere la storia dell'arredo urbano?
    non+autenticato
  • Confrontate l'articolo di PI con quello apparso su "Le scienze" di ottobre, le superlenti non potrebbero mai avere proprietà così esotiche!

    Si parla di "metamateriali" che avrebbero un indice di rifrazione negativo, il ché suggerisce usi e potenzialità abbastanza inusuali, come la possibilità di mettere a fuoco un oggetto di dimensioni inferiori alla lunghezza d'onda, ma non certo la "privazione" della luce!
    Anche perché ovviamente la luce non può viaggiare all'incontrario se non per via di una riflessione, cosa che renderebbe la superlente un banalissimo specchio. Una spiegazione più accurata, seppur comunque a livello divulgativo, la trovate su le scienze...

  • - Scritto da: avvelenato
    > Confrontate l'articolo di PI con quello apparso
    > su "Le scienze" di ottobre, le superlenti non
    > potrebbero mai avere proprietà così
    > esotiche!

    Forse intendevi dire _esoteriche_ ?


  • - Scritto da: KerNivore
    >
    > - Scritto da: avvelenato
    > > Confrontate l'articolo di PI con quello apparso
    > > su "Le scienze" di ottobre, le superlenti non
    > > potrebbero mai avere proprietà così
    > > esotiche!
    >
    > Forse intendevi dire _esoteriche_ ?
    >

    no, anche se il senso non differisce di tanto (entrambe le parole sono usate in senso lato, facci caso).

  • - Scritto da: avvelenato
    >
    > - Scritto da: KerNivore
    > >
    > > - Scritto da: avvelenato
    > > > Confrontate l'articolo di PI con quello
    > apparso
    > > > su "Le scienze" di ottobre, le superlenti non
    > > > potrebbero mai avere proprietà così
    > > > esotiche!
    > >
    > > Forse intendevi dire _esoteriche_ ?
    > >
    >
    > no, anche se il senso non differisce di tanto
    > (entrambe le parole sono usate in senso lato,
    > facci
    > caso).

    Hai sbagliato termine, non arrampicarti sugli specchi.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    >
    > Hai sbagliato termine, non arrampicarti sugli
    > specchi.
    Troll chiacchierone
    non+autenticato
  • ridurre l'impatto ambientale di interi palazzi? Ma fatemi il piacere.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > ridurre l'impatto ambientale di interi palazzi?
    > Ma fatemi il
    > piacere.


    già, e l'impatto fisico di quando uno ci va a sbattere ?Occhiolino
    non+autenticato
  • così i kamikaze avranno più problemi a centrare i grattaceli americani Rotola dal ridere
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > ridurre l'impatto ambientale di interi palazzi?
    > Ma fatemi il
    > piacere.

    bhe ho visto palazzi (sud africa) coperti di specchi immersi nel verde ...
    l'impatto e' minimo anzi spettacolare ...

    il problema e' che nelle nostre città il verde è estinto ....

    una antenna camuffata da albero ...
    resta un'antenna
    non+autenticato
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