Ma siamo sicuri di volere parlare con ET?

Se lo chiedono gli scienziati che lavorano per capire quali probabilità ha la Terra di essere... notata da civiltà aliene

Roma - Se una civiltà extra-terrestre venisse a sapere che la Terra è abitata, quante possibilità ci sono che questo sarebbe un bene per il genere umano? E quante probabilità ci sono che un messaggio inviato dalla Terra, effettivamente raggiunga una forma di vita intelligente e aliena? Sono queste alcune delle domande che si pongono gli scienziati intervistati dal New Scientist, ricercatori che lavorano su tecnologie e statistiche.

Le ipotesi di lavoro sono tante, come quella del "SETI attivo", ovvero di un invio di messaggi diretto verso le stelle più vicine, laddove potrebbero trovarsi pianeti abitati. Ma non solo non è detto che i messaggi arrivino: non è neppure detto che ciò sia un bene. "Le preoccupazioni - spiega uno dei ricercatori dell'International Academy of Astronautics - vanno dal possibile pericolo fino al desiderio di trovare un accordo su ciò che va detto in tali messaggi".

Ma, al di là dei controversi progetti per raggiungere in modo "attivo" una civiltà extra-terrestre, che vanno dall'invio di micro-onde a trasmissioni satellitari fino all'invio di sonde cariche di dati, c'è anche chi cerca di valutare statisticamente quante possibilità possono avere gli alieni di individuare gli attuali segnali delle comunicazioni terrestri. Si tratta di una scala di valutazione nota come "San Marino Scale" perché ideata inizialmente a San Marino, che assegna un valore da 1 a 10 a seconda del tipo e della potenza della trasmissione. A lavorarci sono esperti come Ivan Almar del Konkoly Observatory ungherese e Paul Shuch della SETI League.
L'approfondimento del New Scientist si trova a questo indirizzo
112 Commenti alla Notizia Ma siamo sicuri di volere parlare con ET?
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  • E' gia' difficile trovare l'intelligenza qui sulla Terra, figuriamoci fra le stelle!
    non+autenticato

  • L'esempio che tu fornisci con quanto hai scritto.... calza a pennello con la prima parte del tuo post.....!
    non+autenticato
  • Se ci assomigliano e sono tecnologicamente piu' avanzati di noi faranno esattamente quello che gli stati coloniali hanno fatto nelle colonie.

    Deluso
    non+autenticato
  • - Scritto da:
    > Se ci assomigliano e sono tecnologicamente piu'
    > avanzati di noi faranno esattamente quello che
    > gli stati coloniali hanno fatto nelle
    > colonie.

    > Deluso

    Ne dubito: il problema e' che i pianeti privi di vita sono in percentuale molto maggiore di quelli abitati, quindi perche' prendersela con un mondo abitato ?
    Forse e' piu' conveniente preservarlo per studi sociologici di massa.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Se ci assomigliano e sono tecnologicamente piu'
    > avanzati di noi faranno esattamente quello che
    > gli stati coloniali hanno fatto nelle
    > colonie.
    >
    > Deluso

    penso anch'io, secondo gli studi più recenti non possono esitere forme di vita, almeno forme di vita come quelle che conosciamo (quindi tangibili e "fisiche"), che non siano basate sul carbonio ed i suoi derivati, l'unica cosa che gli si avvicina è il silicio ma non puo' formare il largo numero di composti e molecole che contengono carbonio.
    Detto questo una cosa esclude l'altra e per farla breve un organismo vivente dovrebbe praticare l'ossidoriduzione come noi per sostenere le sue funzioni vitali, quindi un pianeta ricco di ossigeno (e magari non sfruttato dal punto di vista delle risorse minerarie) è allettante.

    Questo esclude molte delle forme di vita alla "guerre stellari" e propende verso forme di vita che in una maniera o nell'altra si siano sviluppate come noi, addirittura con gambe e braccia, considerando che il principio evolutivo porta verso l'efficienza, un organismo con gambe (per muoversi) e braccia (per manipolare) è un punto di arrivo unico sia che si parli di mammiferi o chissà cosa.
  • Però l'organismo potrebbe anche non essere umanoide e per una questione di efficenza possedere più gambe e braccia le quali a loro volta potrebbero anche essere più robuste se il loro ambiente è soggetto a pressioni più elevate delle nostre
    non+autenticato
  • http://it.wikipedia.org/wiki/Equazione_di_Drake

    L'equazione di drake è un tentativo di calcolare la possibilità che nella nostra GALASSIA ci siano o si possano essere sviluppate in passato forme di vita intelligenti e civilizzate, per la precisione la quantità di queste civiltà. In alcune stime ottimistiche si parla, addirittura, di 5000 civiltà.

    E' chiaro che è assolutamente improbabile statisticamente che solo nel nostro minuscolo angolo dell'universo si siano verificate le condizioni climatiche e ambientali favorevoli allo sviluppo della vita. Considerando che di configurazioni spaziali come il nostro sistema solare chissà quante ce ne sono e/o ce ne sono state.

    Il problema è avere prova di tutto ciò. E qui ci si scontra con il paradosso di Fermi

    http://it.wikipedia.org/wiki/Paradosso_di_Fermi

    che, giustamente, afferma che se ne esistono così tante perchè almeno una di esse non si è fatta viva in qualche modo?

    Il problema è complesso, perchè potrebbe essere intanto che la più vicina delle civiltà simili alla nostra si sia già estinta da migliaia di anni, oppure che abbia metodi e tecniche di comunicazione incompatibili con le nostre o, anche (e secondo è il caso più probabile) che siano ancora allo stato primitivo, da ciò la loro impossibilità a comunicare.

    D'altronde, nell'immaginario comune, l'alieno viene visto come un essere tecnologicamente avanzatissimo. Ma chi lo ha detto?

    Non nego che, però, anche io ho più volte pensato all'ipotesi che qualcuno ha fatto già in questo forum, cioè che gli alieni siamo in realtà noi tra milioni di anni (ci arriveremo?) che, scoperto il modo di viaggiare nel tempo, torniamo indietro per evitare chissà quale catastrofe...

    TAD
  • Restano entrambe fantasiose teorie, storielle che non considerano tutte le variabili in gioco. Può andare bene ragionare così quando si crea un mondo virtuale su un computer, ma non si analizza di certo la realtà in questo modo.
    Bisogna considerare tutte le possibilità e tutte le variabili per avere un'idea della realtà, e bisogna farlo su dimensioni infinite. Di fatto tutte le possibilità sono contemporaneamente valide finchè non si è potuto dimostrare l'inesistenza di una o dell'altra.



    - Scritto da: TADsince1995
    > http://it.wikipedia.org/wiki/Equazione_di_Drake
    >
    > L'equazione di drake è un tentativo di calcolare
    > la possibilità che nella nostra GALASSIA ci siano
    > o si possano essere sviluppate in passato forme
    > di vita intelligenti e civilizzate, per la
    > precisione la quantità di queste civiltà. In
    > alcune stime ottimistiche si parla, addirittura,
    > di 5000
    > civiltà.
    >
    > E' chiaro che è assolutamente improbabile
    > statisticamente che solo nel nostro minuscolo
    > angolo dell'universo si siano verificate le
    > condizioni climatiche e ambientali favorevoli
    > allo sviluppo della vita. Considerando che di
    > configurazioni spaziali come il nostro sistema
    > solare chissà quante ce ne sono e/o ce ne sono
    > state.
    >
    > Il problema è avere prova di tutto ciò. E qui ci
    > si scontra con il paradosso di
    > Fermi
    >
    > http://it.wikipedia.org/wiki/Paradosso_di_Fermi
    >
    > che, giustamente, afferma che se ne esistono così
    > tante perchè almeno una di esse non si è fatta
    > viva in qualche
    > modo?
    >
    > Il problema è complesso, perchè potrebbe essere
    > intanto che la più vicina delle civiltà simili
    > alla nostra si sia già estinta da migliaia di
    > anni, oppure che abbia metodi e tecniche di
    > comunicazione incompatibili con le nostre o,
    > anche (e secondo è il caso più probabile) che
    > siano ancora allo stato primitivo, da ciò la loro
    > impossibilità a
    > comunicare.
    >
    > D'altronde, nell'immaginario comune, l'alieno
    > viene visto come un essere tecnologicamente
    > avanzatissimo. Ma chi lo ha
    > detto?
    >
    > Non nego che, però, anche io ho più volte pensato
    > all'ipotesi che qualcuno ha fatto già in questo
    > forum, cioè che gli alieni siamo in realtà noi
    > tra milioni di anni (ci arriveremo?) che,
    > scoperto il modo di viaggiare nel tempo, torniamo
    > indietro per evitare chissà quale
    > catastrofe...
    >
    > TAD
    non+autenticato

  • >
    > D'altronde, nell'immaginario comune, l'alieno
    > viene visto come un essere tecnologicamente
    > avanzatissimo. Ma chi lo ha
    > detto?
    >

    l'immaginario comune viene dalla "vecchia" fantascienza, dove gli alieni vengono da noi, quindi sono tecnologicamente avanzati
    non+autenticato
  • - Scritto da:

    > > D'altronde, nell'immaginario comune, l'alieno
    > > viene visto come un essere tecnologicamente
    > > avanzatissimo. Ma chi lo ha detto?

    > l'immaginario comune viene dalla "vecchia"
    > fantascienza, dove gli alieni vengono da noi,
    > quindi sono tecnologicamente avanzati

    Anche perche' noi non abbiamo ancora la piu' pallida idea di come lasciare il sistema solare, quindi o vengono da noi e quindi hanno tecnologia piu' avanzata, oppure ciccia.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > - Scritto da:
    >
    > > > D'altronde, nell'immaginario comune, l'alieno
    > > > viene visto come un essere tecnologicamente
    > > > avanzatissimo. Ma chi lo ha detto?
    >
    > > l'immaginario comune viene dalla "vecchia"
    > > fantascienza, dove gli alieni vengono da noi,
    > > quindi sono tecnologicamente avanzati
    >
    > Anche perche' noi non abbiamo ancora la piu'
    > pallida idea di come lasciare il sistema solare,
    > quindi o vengono da noi e quindi hanno tecnologia
    > piu' avanzata, oppure
    > ciccia.

    Questo lo dici tu. E' di dominio pubblico che la NASA sta preparando navi spaziali con motori ad antimateria... quindi... figurarsi da quanto tempo avranno ben più che dei prototipi in sperimentazione avanzata... poi quello che si dice al pubblico è un'altra cosa, ovviamente:


    ------
    http://www.nasa.gov/mission_pages/exploration/mmb/...

    New and Improved Antimatter Spaceship for Mars Missions

    04.14.06


    Most self-respecting starships in science fiction stories use antimatter as fuel for a good reason – it’s the most potent fuel known. While tons of chemical fuel are needed to propel a human mission to Mars, just tens of milligrams of antimatter will do (a milligram is about one-thousandth the weight of a piece of the original M&M candy).

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    non+autenticato
  • ...la Terra sia una zona off limits per certi motivi e intorno (per milioni di a.l.) ci sia solo distruzione...
    e ora domandatevi perchè nessuno ufficialmente è ancora venuto.
    non+autenticato
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