Contro/ Bowie e il copyright (1)

di Raimondo Bellantoni (dirittodautore.it). La celebre popstar ha previsto la fine del copyright entro 10 anni. Ma non accenna al fatto che si tratta di uno scenario drammatico che potrebbe avere conseguenze disastrose

Roma - David Bowie ha predetto un rapido e inevitabile decesso del copyright nell'arco di 10 anni. La trasformazione in atto a fronte delle nuove tecnologie, prevede il cantante inglese, muterà completamente lo scenario musicale e in generale porterà a una distruzione dei concetti di paternità e proprietà intellettuale.

Bowie consiglia quindi di trarre tutti i vantaggi possibili da questi ultimi anni di "gestione tradizionale" presagendo per gli artisti come unica fonte futura di reddito la realizzazione di tour.

Il "Duca" conclude affermando che si tratta di un avvenimento "terribly exciting".
Dal tono delle dichiarazioni parrebbe quindi che Bowie ritenga il nuovo scenario solo alla stregua di una eccitante sfida. Eccitante (forse) per chi come Bowie ha, nel corso degli anni di attività, accumulato una fortuna proprio grazie a quel copyright del quale sembra presagire con distacco la fine.

Bowie, a capo di un impero finanziario, originato in gran parte dalle royalty annualmente incassate grazie alle garanzie offerte dal sistema del copyright, parla della probabile fine dello stesso come un nobile signorotto medievale che constati la scomparsa delle quaglie dalla propria tenuta di caccia.

Peccato che lo scenario prospettato sia a dir poco drammatico.

La scomparsa di un sistema basato sulla proprietà intellettuale fa presagire una rapida scomparsa degli autori ai quali sarebbe sottratta una fondamentale fonte di reddito.
Risultato: fine della possibilità per gli autori di sopravvivere con il proprio lavoro, susseguente fine degli stessi e delle loro produzioni artistiche.

La conseguenza sarebbe un mondo in cui l'arte diverrebbe una attività "hobbistica", marginale o, nell'ipotesi più ottimistica, affidata alla lungimiranza di mecenati (con una conseguente perdita totale dell'indipendenza dell'artista).

Probabilmente al sig. Bowie la cosa non interessa, è già rassegnato a ultimare la propria triste esistenza soffocato dalle sterline, con il solo brivido di constatare se sarà in grado di reggere la scena sino a 80 anni.

E gli altri?

Raimondo Bellantoni
Dirittodautore.it
TAG: p2p
49 Commenti alla Notizia Contro/ Bowie e il copyright (1)
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  • La conseguenza sarebbe un mondo in cui l'arte diverrebbe una attività "hobbistica", marginale o, nell'ipotesi più ottimistica, affidata alla lungimiranza di mecenati (con una conseguente perdita totale dell'indipendenza dell'artista).


    perchè secondo TE adesso sono indipendenti? ma per favore....

    non+autenticato
  • La musica e' nata insieme all'umanita, e se vogliamo contare solo qli ultimi cinque secoli, sono stati prodotti una miriade di capolavori da gente come Monteverdi, Bach, Mozart, Beethoven, Haendel, Purcell, Brahms che nonostante l'assenza del diritto d'autore sono riusciti ad esprimere il loro genio e a condurre quasi sempre una vita dignitosa. E la musica che l'attuale diritto d'autore protegge e' non è certo paragonabile a quella citata. Con un diritto dd'autore molto piu' labile probabilmeente ci libereremmo di tanti prodotti musicali cinematografici ecc. di infimo livello: cosa solo vantaggiosa.

    Comunque credo che sia necessario da una parte una tutela forte del diritto d'autore nei confronti di chi lo viola in maniera industriale (i produttori clandestini di CD e musicassette), accompagnato dalla tollerenza (o meglio liberalizzazione)nei confronti degli utenti che si scambiano musica, video, libri. Ciò per i seguenti motivi.
    -Chi duplica industrialmente musica (o video) sono spesso organizzazioni criminali e come tale vanno combattute, cosa che non si puo' dire per chi presta un cd all'amico.
    -La maggior parte della muica copiata dal privato (ma anche del software) NON corrisponde a mancate vendite, nonostante quanto dicano RIIA a BSA. Lo studente di ingegneria che collezziona versioni di Autocad, Microstation, ProEngeneering, non le avrebbe MAI potute acquistare. Potendo usufruirne di copie piratate invece diverra' un utente REGISTRATO quando avviera' una attivita' professionale.
    Altra questione che andrebbe modificata e' quella delle utilizzazioni libere che dovrebbero essere ampliate. Ora produrre un CD multimediale o fotocopiare una pagina di una rivista e' una specie di supplizzio. Dovrebbe essere possibile utilizzare liberamente una certa quota significativa di opere di ingegno (musica, libro, video) senza vincoli di diritto d'autore, ma con l'obbligo di citare la fonte. Una percentuale fissa (p.e. il 15%) non danneggerebbe nessuno, ma farebbe solo pubblicita' all'originale.
    Se passa l'attuale concezione restrittiva del diritto d'autore dovremmo considerare illegali anche le biblioteche, perche' ogni libro dato in prestito corrisponde a una mancata vendita!

    Infine una (pazza??!!) previsione. Anche l'analogico ha ormai una qualità eccellente e nessun meccanismo di protezione può impedire di registrare con una coppia di microfoni su un buon registratore a cassette il CD protetto da due dozzine di sistemi anticopia.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Massimo Giordani
    > La musica e' nata insieme all'umanita

    vero!

    > sono stati prodotti una miriade di capolavori

    vero!

    > che nonostante l'assenza del diritto d'autore sono riusciti ad esprimere il loro genio e a condurre quasi sempre una vita dignitosa.

    non sempre purtroppo, molti grandissimi artisti sono morti nella completa miseria, pur non avendo vissuto una vita di sprechi... semplicemente non hanno mai avuto quattrini... per questo ritengo che il copyright, se ben usato, e' una conquista sociale e non deve essere una "palla al piede" per lo sviluppo della cultura e dell'arte.

    > E la musica che l'attuale diritto
    > d'autore protegge e' non è certo
    > paragonabile a quella citata.

    in alcuni casi assolutamente no, in altri ci si e' avvicinati... non e' che tutta la musica prodotta nel '900 sia da buttare, dai...

    > Con un diritto d'autore molto piu' labile probabilmente ci libereremmo di tanti prodotti di infimo livello

    probabilmente si, ma non necessariamente.   
    > Comunque credo che sia necessario da una
    > parte una tutela forte del diritto d'autore
    > nei confronti di chi lo viola in maniera
    > industriale

    d'accordo! spesso le associazioni tipo RIAA considerano (sbagliando) alla stessa stregua chi fa della duplicazione di materiale protetto da copyright una fonte di guadagno e chi invece copia un cd di un amico. Inoltre quando contestano i dati sui materiali scaricati e non venduti, non si tiene conto che spesso capita di scaricare gli stessi brani piu' volte e che a volte si scaricano dei brani, giusto perche' di si', ma che altrimenti non si comprerebbero comunque.

    La tolleranza e' ovvia contro i "pirati" domestici perche'
    a) metterli in galera vorrebbe dire mettere in galera milioni di persone solo in Europa e altrettanti milioni in America.
    b) qualsiasi sistema di protezione e' prima o poi aggirabile, e piu' e' complesso piu' si alzano i costi di produzione del materiale. Se lo stesso "investimento" venisse tramutato in sconti sul materiale originale ne verrebbero vendute piu' copie.
    c) in alcuni casi, e Microsoft docet, avere schiere di "pirati" abituati ad usare il proprio software fanno comodo quando sono "costretti" ad aprire licenze.
    non+autenticato
  • Hai ragione! Infatti la mancanza di diritto d'autore attuerà una selezione naturale dei talenti. Infatti i grandi della musica da te citati non hanno conosciuto crisi creative e per loro comporre era un esigenza spirituale prima che economica. Gli inetti, come tanti artisti famosi resi tali dallo show business, avranno difficoltà a creare musica in modo facile come invece il talento permette di fare a chi ce l'ha, e pertanto, prima che riescano a produrre un brano decente passerà molto tempo e nel frattempo per sopravvivere avranno dovuto cercarsi un altro lavoro.

    P.S. Per correttezza dìinformazione alcuni dei grandi da te citati, comunque pubblicavano le partiture e gli editori gli corrispondevano i compensi. Certamente non erano compensi miliardari come quelle delle Pop Stars di oggi.
    non+autenticato
  • Premessa antiquerela: tutte quelle che seguono sono soltanto mie opinioni personali. Nel caso che vi sentiste offesi da esse, potete ignorare il messaggio oppure suggermi diverse parti anatomiche.

    Questo articolo, come pure il suo autore, mi fanno pena e disgusto. Qui non si mette affatto in dubbio il sacrosanto diritto d'autore; cio` su cui si sta dibattendo e` invece il pizzo che associazioni per delinquere come la RIAA e la SIAE ci fanno pagare su opere d'intelletto non loro, che vengono in parte ridistribuiti ai soliti noti e in parte restano a loro (perche` gia`, anche i vermi che lavorano per la SIAE devono mangiare, di certo non possono andare a fare un lavoro vero).

    Sono soprattutto i PICCOLI autori (quelli sui quali la SIAE se la mena tanto) che trarranno enormi vantaggi quando tutti questi usurai dell'ingegno altrui se ne andranno affanculo, e quando il fenomeno della distribuzione diretta (che gia` ora fa capolino per alcuni big) dilaghera`. I piccoli autori non ricavano NULLA dalla SIAE, per loro e` unicamente un ostacolo e un fastidio.

    Preferisco dare dieci euro direttamente all'autore piuttosto che cinque euro all'autore e quindici euro a tutti gli sciacalli di contorno. Mi sembra cosi` ovvio. Gli unici che non possono essere d'accordo sono ovviamente gli sciacalli stessi e gli idioti; fate una bella cosa, ignorateli. Oppure ignorate me e continuate pure a comprare il vostro feticistico "supporto originale" credendo cosi` di aiutare gli autori.
    non+autenticato
  • non occorreva che ti esponessi tanto con termini che alcuni potrebbero ritenere offensivi, dato che la maggior parte di persone nel forum erano d'accordo con le tue idee.

    anch'io sono d'accordo che SIAE, RIAA e compagnia bella speculino indebitamente sulle opere altrui. Una delle poche cose che alla SIAE dovrebbero fare (cioe' almeno controllare l'autenticita' dei brani) non la fanno (e un piccolo esempio e' Sanremo).

    anch'io sono d'accordo sul fatto che le major e le altre etichette pensino ad arricchire smodatamente chi ha gia' fama e denaro e non pensino ai piccoli artisti, per i quali, in effetti, le spese da onorare alla SIAE & compagnia bella diventano piu' un ostacolo che altro.

    anch'io sono d'accordo che una distribuzione piu' diretta limiterebbe drammaticamente i costi delle opere e favorirebbe una maggiore "meritocrazia" in campo musicale.

    > Preferisco dare dieci euro direttamente
    > all'autore piuttosto che cinque euro
    > all'autore e quindici euro a tutti gli
    > sciacalli di contorno. Mi sembra cosi`
    > ovvio.

    lo e', e tutti quelli che amano la musica lo pensano!

    L'unica cosa e' che io spero che il copyright, inteso come riconoscimento attraverso ricompensa di una proprieta' intellettuale non decada. Cioe' che un domani tutta la musica sia scaricabile gratuitamente (legalmente). Il modello piu' blando di copyright che mi posso immaginare e' una sorta di "shareware" o "donationware" musicale.

    E' come con il calcio: e' giusto che ci sia il professionismo, e' giusto che i calciatori si dedichino interamente alla loro disciplina e che siano pagati, ma non e' giusto che abbiano degli stipendi faraonici... ci sono molti punti in comune con il mercato musicale gestito dalle majors... non ultimo quello che entrambi questi sistemi stanno collassando proprio perche' indebitamente "gonfiati"Occhiolino
    non+autenticato
  • GREAT!
    ...vorrei un sito che raccolga le coordinate bancarie degli artisti!
    non+autenticato
  • "...presagendo per gli artisti come unica fonte futura di reddito la realizzazione di tour."

    ...avevo scritto la stessa identica cosa un anno fa nel forum di mp3Italia Sorride)))))

    non+autenticato
  • ... ma quante cazzate! Pensa la tragedia se una come Mariah Carey non guadagnasse almeno 50 milioni di dollari per un album! Il senso dell'arte è proprio di essere puro strumento di immensi guadagni, vero? Ripeto: quante cazzate. Se c'è un campo in cui il copyright è davvero (ancora più) indifendibile, è la musica. Signor Dirittodautore.it, provi a sostituire il concetto di "hobby" con quello di "passione". Sapete tutti quanto costa una chitarra o una tastiera, vero? Sì, come un bel telefonino.
    Spero che il copyright affondi, e con lui le majors.
    non+autenticato
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