Linden Lab ha creato l'infrastruttura di
Second Life e la rete degli utenti costruisce tutto il resto. Un mondo che
si autoalimenta con contenuto generato dagli utenti, con originali modelli di business che sorreggono la struttura economica. "La nostra strategia è fornire degli strumenti che invitino a creare e migliorare l'esperienza in Second Life, che lascino agli utenti la possibilità di decidere cosa può essere fatto, e come", ha dichiarato il direttore del marketing di Linden. Fra gli strumenti in questione, il
linguaggio di scripting Linden.
Ed ecco che, data briglia sciolta ai suoi abitanti, Second Life si riempie di
Grandi Fratellie di giornali (per la gioia degli affamati di succulente storie dal metamondo, farà la sua comparsa anche un
tabloid,
annuncia il
Guardian). Ecco che con Second Life si possono creare modelli di business, si possono "fare i soldi" (e si può pensare di
tassarli!).
Il tutto mentre la popolazione delle isole del metamondo virtuale cresce, cresce senza posa. Attratti da un paese dei balocchi in cui tutto è possibile, vivono in Second Life 1,3 milioni di
avatar. Per un giro d'affari di 6 milioni di dollari, di dollari veri, triplicati rispetto ai 2 milioni di pochi mese fa.
Il potenziale di successo sembra esplosivo, ma non mancano le perplessità di alcuni blogger: per ora,
in termini di usabilità, è più comodo comprare attraverso il browser. Ritengono che iniziative come quelle di Amazon siano
solo una novità e che, come per tutte le novità, una volta provata, l'interesse sia destinato a scemare.
L'esperienza immersiva con risvolti nel mondo reale, invece, a parere di
altri blogger, si rivela entusiasmante. A differenza dell'Amazon tradizionale, si può acquistare, si possono scambiare pareri fra utenti interagendo in uno spazio tridimensionale. Dimensione che potrebbe rappresentare una
killer application per l'ecommerce.
Il CEO di Linden Labs, Philip Rosedal, si dice certo del futuro. In un recente
articolo su
Business Week, Rosedale spiega che Second Life può essere vista come una
piattaforma sociale, esperienziale, che potrebbe offrire opportunità di sviluppo a moltissimi diversi player.
E si spinge oltre: Second Life potrebbe diventare
il browser 3D del futuro, avvicinando sempre di più la Rete a costituire una replica del mondo reale fatta ad immagine e somiglianza dei desideri degli utenti. Pagine web come stanze, link come corridoi e autostrade,
avatar come puntatori, un gioco di scatole cinesi che affascina e confonde.
Gaia Bottà