Roma - Il Governo cinese ha ormai quasi completato lo sviluppo di un formato aperto dei documenti che, similmente all'OpenDocument di
OASIS (ODF) e all'Open XML di
Microsoft, sarà libero da royalty e si baserà sullo standard XML.
Il Chinese National Institution of Standardization (
CNIS) ha iniziato a lavorare sul nuovo formato, chiamato
Uniform Office Format (UOF), all'inizio del 2002, dunque quasi un anno prima che OASIS iniziasse a discutere di ODF. La prima bozza della specifica è stata pubblicata nel dicembre del 2005, ed il gruppo di lavoro che l'ha redatta si è detto
ormai vicinissimo a rilasciare la versione finale.
UOF sarà adottato da tutti gli enti pubblici e governativi della Cina e, come altri standard in vigore in questa nazione, le società estere che operano in questo importante mercato difficilmente potranno snobbarlo. Va però detto che UOF è stato progettato per semplificare l'interoperabilità con altri formati, ed il CNIS ha già avviato un
progetto con cui "armonizzare" il proprio standard con quello ODF. I due formati, che utilizzano come
container un file XML zippato, dovrebbero tra l'altro condividere un licenza molto simile.
In una presentazione pubblicata
qui (in inglese) da un dirigente del CNIS, Wu Zhi-gang, si spiega che UOF è stato sviluppato per
svincolare gli utenti dall'uso di un particolare formato proprietario e per ovviare ai costi legati conversione tra formati. UOF avrà anche il compito di favorire la condivisione dei documenti, semplificarne l'elaborazione, incoraggiare la concorrenza tra produttori e ridurre i costi.
UOF fa parte di
uno standard del CNIS di più ampio respiro, dedicato alle applicazioni per l'ufficio, che comprende anche una specifica per l'interfaccia grafica e un insieme di API progettate per facilitare l'implementazione di tali specifiche all'interno di altre applicazioni, sia proprietarie che open source.
Sulle principali caratteristiche di questo nuovo formato
made in China si veda anche
questo articolo pubblicato recentemente da
ConsortiumInfo.org.