
Non la pensa come il collega di Governo
Beatrice Magnolfi, sottosegretario diessino all'Innovazione nella PA. A suo dire "Internet non deve essere soltanto un territorio di diritti, ma anche di doveri e la consapevolezza dei rischi non deve mai soverchiare quella delle opportunità".
Magnolfi, che ha parlato al convegno TelePA2006 di Roma, ha spiegato che "il Governo guarda con attenzione al tema delle regole della rete" e ha rivendicato che fu proprio l'Italia ad Atene a proporre quella costituzione per Internet che Fioroni ritiene "troppo complessa".
Magnolfi sostiene che "nella rete di seconda generazione, in cui i contenuti sono prodotti dagli utenti, con livelli bassi o inesistenti di intermediazione, insieme alla libertà di esprimere il proprio pensiero, deve crescere anche la responsabilità personale delle azioni che si compiono".
Va detto che già oggi, come noto, esistono regole severe sulla diffamazione, anche se compiuta via Internet, così come una direttiva europea
già recepita dall'Italia nel 2003 sostanzialmente esclude la responsabilità per i fornitori di servizi nella Società dell'Informazione. E non a caso l'occhio di Magnolfi, al contrario apparentemente di quello di Fioroni, viaggia sul piano internazionale. A suo dire "gli strumenti legislativi di cui si dispone oggi sono certamente inadeguati. È necessaria una nuova regolamentazione a livello internazionale che tuteli da una parte la libertà di espressione e dall'altra la dignità personale".
A detta di Magnolfi se ci si limita alla repressione
non si va da nessuna parte, cosa tanto più vera se si intende colpire chi gestisce i siti, un chiaro riferimento alla
denuncia piovuta su Google Italia per un video pubblicato da terzi su Google Video.
"Le misure di repressione o di censura preventiva - sottolinea il sottosegretario - oltreché lesive delle libertà fondamentali, sono inefficaci, perché troppo numerosi sono i contenuti immessi giornalmente in rete". Non solo, Magnolfi ritiene un errore "far ricadere la responsabilità
esclusivamente (corsivo della redazione, ndr.) sui gestori dei siti, che non sono gli autori dei contenuti e che, attualmente, secondo la direttiva europea del 2000, sono tenuti a rimuovere i contenuti illegali non appena ne siano a conoscenza".