Il quantum computing esce dall'Utopia

NEC e NTT hanno appena stretto un accordo che conferma le buone speranze dietro quello che potrebbe rappresentare il più importante balzo in avanti del settore, l'informatica basata sui quanti

Tokyo (Giappone) - Per il quantum computer l'accordo appena annunciato tra i due giganti giapponesi NTT e NEC potrebbe rivelarsi la più importante sferzata a questa importante branca della ricerca informatica.

Inseguito da anni da team di scienziati in tutto il Mondo, e in particolare in Australia, il quantum computing si basa sulla possibilità teorica di controllare i quanti, le particelle che potrebbero portare alla realizzazione di computer infinite volte superiori rispetto a quelli attuali.

Dei dettagli dell'accordo si sa poco ma è chiaro che le due aziende, una colosso della telefonia (NTT) e l'altro dell'elettronica (NEC), faranno lavorare fianco a fianco i propri gruppi di ricerca.
NEC, in questo settore, ha recentemente ottenuto quello che è stato applaudito come un importante successo, vale a dire il controllo di un "quantum bit", ovvero di una coppia di particelle. Lo scoglio successivo, quello a cui mirano i ricercatori delle due aziende, è riuscire a controllare un numero più elevato di quelle particelle.
TAG: ricerca
1 Commenti alla Notizia Il quantum computing esce dall'Utopia
Ordina
  • A V V I S O    D I    S E M I N A R I O

    Titolo: Quantum bits e quantum computers:
    aspetti fondamentali e realizzazioni sperimentali.

    Relatore: Massimo Palma,
    INFM e Dipartimento di Scienze Fisiche e Astronomiche, Università degli Studi di Palermo.
    Data: Martedì 13 Marzo 2001, ore 16.
    Luogo: Aula D-Nord, Dipartimento Tecnologie Informazione,
    Via Bramante 65, Crema.

    Sommario: Il principale contributo che la fisica ha dato verso la costruzione di computer sempre
    più piccoli e veloci sono state per molto tempo forme di hardware sempre più
    integrabili su larga scala e con dissipazione per operazione logica sempre più
    bassa. Tuttavia classicamente la descrizione del funzionamento dei processi di
    calcolo prescinde largamente dai dettagli fisici del particolare hardware
    utilizzato. Un cambiamento di paradigma si e' imposto nel momento in cui la
    nanoelettronica ha raggiunto scale di integrazione molto prossime a quelle
    atomiche. Il comportamento di oggetti di tali dimensioni e' intrinsecamente
    quantistico. Questo ha portato ad un ripensamento dei processi di calcolo ben
    più profondo di una semplice riprogettazione dell'hardware. Basti pensare che
    un computer che obbedisce alle leggi della meccanica quantistica può trovarsi
    contemporaneamente in diverse configurazioni. Grazie a ciò un computer
    quantistico può essere programmato per fare cose che nessun computer classico
    può fare con uguale efficienza. E' stato infatti mostrato come effetti
    puramente quantistici quali il principio di sovrapposizione e l'entanglement
    possono essere utilizzati per la implementazione di algoritmi esponenzialmente
    più efficienti del loro corrispondente classico. In questo seminario verranno
    descritte le idee alla base del funzionamento dei computer quantistici ed in
    generale dei protocolli di quantum information processing. Verra' mostrato
    come un computer quantistico può essere descritto in termini di quantum gates
    che agiscono su quantum bits, ovvero in termini di una dinamica coerente
    controllata di un insieme di sistemi quantistici elementari sui quali e'
    possibile codificare informazione binaria. La realizzazione sperimentale di
    dispositivi di calcolo quantistico impone condizioni molto stringenti sulle
    caratteristiche fisiche dei possibili sistemi fisici da utilizzare. In
    particolare tali sistemi devo essere scalabili, coerenti (i.e. disaccoppiati
    dall'ambiente), "scrivibili" e "leggibili" (i.e. deve essere possibile
    preparare e misurare il loro stato rispettivamente all'inizio e alla fine del
    processo di calcolo). Verranno discusse in dettaglio il significato fisico di
    tali condizioni ed illustrate alcune tecnologie candidate. Queste sono grosso
    modo divisibili in due categorie: sistemi atomici e sistemi mesoscopici. La
    dinamica coerente dei primi e' controllabile con estrema precisione ma la loro
    scalabilità e' tecnologicamente complessa. I sistemi mesoscopici sono invece
    integrabili su larga scala ma solo da poco si sta riuscendo a controllare la
    loro dinamica coerente. Come esempi di tali due categorie verranno presentate
    rispettivamente sistemi di ioni in trappola e nanocircuiti di
    superconduttori ad effetto Josephson.

    Riferimento: Sandro L. Fornili ; SFornili@crema.unimi.it ; 0373-898.243
    non+autenticato