Arbitraggio sui motori di ricerca: che roba è?

di Mauro Lupi - Le manovre di alcuni webmaster per massimizzare i profitti delle inserzioni pubblicate tramite terzi lasciano gli utenti in un mare di pubblicità senza coordinate. Ecco cosa sta succedendo

Roma - In questo pezzo parliamo dell'arbitraggio sui motori di ricerca, argomento rilanciato in questi giorni anche da un articolo su Forbes.

Prima però occorre descrivere il contextual advertising (chi lo conosce, salti pure questo paragrafo). Funziona così: un gestore di siti web (publisher) inserisce nelle sue pagine la pubblicità degli inserzionisti dei motori di ricerca (il servizio di contextual advertising di Google si chiama AdSense). Ogni volta che uno di questi spazi pubblicitari viene cliccato, il publisher riceve una percentuale di quello che incassa il motore di ricerca dall'inserzionista.

Uno dei modi (a volte l'unico) utilizzato dai publisher per sviluppare visite, è quello di acquistare click utilizzando gli stessi i motori di ricerca. L'accorgimento è quello di pagare questi click un po' meno di quanto si ricaverà dagli importi che deriveranno dal contextual advertising ospitato sulle proprie pagine.
Probabilmente è capitato a tutti di selezionare un box pubblicitario su Google e finire su una pagina che in realtà è una mera raccolta di altri link sponsorizzati. Ok, quella pagina è tipicamente parte di un sito affiliato a Google, Yahoo!, o a qualche altro network, di cui riprende una serie di investitori pubblicitari. Attenzione, non è un fenomeno da poco: sono migliaia i siti che operano in questo modo (molti anche in Italia) e c'è anche chi attraverso questo meccanismo guadagna milioni di dollari come segnala l'articolo di Forbes, su cui si sofferma anche Andy Beal.

L'arbitraggio è comunque una pratica lecita, applicata peraltro in molti altri settori economici. Tuttavia, l'uso che se ne fa sui motori di ricerca penalizza sensibilmente, a mio modo di vedere, l'esperienza di navigazione. A volte, facendo ricerche su keyword competitive, è quasi impossibile arrivare ad un sito finale se non passando per questa specie di "filtri pubblicitari". Questi siti affiliati inoltre, non sempre indicano chiaramente che i link che propongono sono pubblicità pagata. Così come è piuttosto evidente il cointeresse dei motori di ricerca a stimolare questo meccanismo perché, di fatto, moltiplicano i loro introiti pubblicitari prendendo sia i denari dei publisher che degli inserzionisti ospitati sui siti dei publisher stessi.

L'attenzione sull'arbitraggio è anche dimostrata dal fatto che da qualche edizione delle conferenze Search Engine Strategies c'è un'apposita sessione dedicata al fenomeno. Sulla conferenza di Chicago tenuta in questi giorni c'è un sintetico resoconto su Search Engine Roundtable in cui si sottolinea altresì l'associazione che si sente fare spesso tra arbitraggio e click fraud (l'ultima quella di BusinessWeek). In alcune occasioni mi ha sorpreso ascoltare l'opinione di alcuni di questi publisher (ma anche degli stessi motori di ricerca) secondo la quale sembra che agli utenti piaccia finire su questo tipo di siti. Praticamente, pare ci sia la consapevolezza di trovarsi in un catalogo di inserzionisti, ma con la comodità di averli tutti disponibili in una pagina. Insomma una specie di surrogato delle directory, le quali per contro sono state relegate negli ultimi anni in qualche angolo nascosto dei motori di ricerca.

Io non sono molto convinto dell'utilità di questi contenuti, specie in veste di utente dei motori di ricerca. Non a caso, le regole più recenti imposte agli inserzionisti di Google dovrebbero rendere meno facile creare delle pagine di scarsa qualità per l'utente. Tuttavia, a me sembra si stia evolvendo la logica delle doorpages, ossia le pagine web zeppe di keyword ripetute che cercano di scalzare la vetta dei risultati standard, additate come spam dagli stessi search engine. In quel caso, nella maggior parte dei casi, almeno si arrivava su una pagina aziendale coerente con le keyword cercate. Oggi invece si clicca sulla pubblicità sui motori di ricerca e si finisce troppo spesso su una raccolta di ulteriore pubblicità, non sempre palesata come tale, su cui i primi a guadagnare sono proprio i motori di ricerca che sono partner dei siti in questione.

Che ne dite?

Mauro Lupi
Mauro Lupi Blog


Nota: Mauro Lupi è co-fondatore e presidente di Ad Maiora

Tutti gli interventi di M.L. sono disponibili a questo indirizzo
35 Commenti alla Notizia Arbitraggio sui motori di ricerca: che roba è?
Ordina
  • pur di guadagnare 10 euro in più al mese, sti webmaster da 4 soldi hanno distrutto il concetto di sito web.

    Sempre più banner, pornazzi, tette al vento, culi nudi con il tatuaggio "goooooooogle" invadono i maggiori portali di informazione e general purpose italiana.

    Non se ne può più.

    Ripeto, se questo è il web di gooogle e jobs siamo messi bene, sisi!!!

    ArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiato


    PS: Fan WindowsFan Windows
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > pur di guadagnare 10 euro in più al mese, sti
    > webmaster da 4 soldi hanno distrutto il concetto
    > di sito
    > web.
    >
    > Sempre più banner, pornazzi, tette al vento, culi
    > nudi con il tatuaggio "goooooooogle" invadono i
    > maggiori portali di informazione e general
    > purpose
    > italiana.
    >
    > Non se ne può più.
    >
    > Ripeto, se questo è il web di gooogle e jobs
    > siamo messi bene,
    > sisi!!!
    >
    > ArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiato
    >
    >
    > PS: Fan WindowsFan Windows


    tanto per cominciare questo 3d è chiaramento un flame che la redazione dovrebbe bannare in toto,

    per chiarezza, ci sarebbe da dire che

    1) google adsence ha permesso un rinascimento del web
    permettendo a siti piccoli e piccolissimi di sopravvivere evitando di essere schiacciati da portaloni idioti tipo jumpy e supereva

    2) ribadisco il concetto che senza google a quest'ora il web sarebbe diventato come l'etere dominato solo da grandi nomi come SKY, Mediaset o RAI

    3) che razzo c'entra Jobs in tutto questo? hai le idee confuse? si molto

    4) il 99% dello schifo che c'è sul web è colpa di Wincess, se Wincess fosse stato un tantinello più sicuro "by design" avremmo un web più vivibile...

    5) ergo, se devi dare la colpa a qualcuno dalla a Micro$oft

    6) Se su una ricerca noti dello SPAM, Google ti permette anche di segnalarlo, fallo!


    Fan AppleFan LinuxFan AmigaFan AtariFan Commodore64
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    >
    > - Scritto da:
    > > pur di guadagnare 10 euro in più al mese, sti
    > > webmaster da 4 soldi hanno distrutto il concetto
    > > di sito
    > > web.
    > >
    > > Sempre più banner, pornazzi, tette al vento,
    > culi
    > > nudi con il tatuaggio "goooooooogle" invadono i
    > > maggiori portali di informazione e general
    > > purpose
    > > italiana.
    > >
    > > Non se ne può più.
    > >
    > > Ripeto, se questo è il web di gooogle e jobs
    > > siamo messi bene,
    > > sisi!!!
    > >
    > > ArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiato
    > >
    > >
    > > PS: Fan WindowsFan Windows



    > tanto per cominciare questo 3d è chiaramento un
    > flame che la redazione dovrebbe bannare in toto,
    >
    >
    > per chiarezza, ci sarebbe da dire che
    >
    > 1) google adsence ha permesso un rinascimento del
    > web
    > permettendo a siti piccoli e piccolissimi di
    > sopravvivere evitando di essere schiacciati da
    > portaloni idioti tipo jumpy e
    > supereva

    Si e no. Da tempo è in voga una certa prostituzione del web, pseudositi con mezza informazione inframmezzata di adsense. Webmaster che realizzandone quintali infarciscono il web di poltiglia inutile e che sono il risultato diretto di Adsense.
    E' vero che i portaloni sono stomachevoli, ma le pagine personali c'erano ed esistevano solo ed esclusivamente per portare un po' di conoscenza, di condivisione e divertimento, senza doppi fini.


    > 2) ribadisco il concetto che senza google a
    > quest'ora il web sarebbe diventato come l'etere
    > dominato solo da grandi nomi come SKY, Mediaset o
    > RAI
    >
    > 3) che razzo c'entra Jobs in tutto questo? hai le
    > idee confuse? si
    > molto

    TI SBAGLI, Jobs è il principale responsabile, meglio dire colpevole, di un sacco di cose, potremmo partire dalle rughe intorno agli occhi al calo di turismo nelle zone balneari nella stagione invernale. Se non sei informato ti conviene non parlarne!

    > 4) il 99% dello schifo che c'è sul web è colpa di
    > Wincess, se Wincess fosse stato un tantinello più
    > sicuro "by design" avremmo un web più
    > vivibile...

    E' vero, ma secondo me stai andando leggermente offtopics...

    > 5) ergo, se devi dare la colpa a qualcuno dalla a
    > Micro$oft

    Solo per aver realizzato e diffuso con prepotenza Internet Explorer andrebbe abbattuta in un sol colpo, ma ho come l'impressione che siamo offtopics, o no?

    > 6) Se su una ricerca noti dello SPAM, Google ti
    > permette anche di segnalarlo,
    > fallo!
    >
    >
    > Fan AppleFan LinuxFan AmigaFan AtariFan Commodore64

  • > Solo per aver realizzato e diffuso con prepotenza
    > Internet Explorer andrebbe abbattuta in un sol
    > colpo, ma ho come l'impressione che siamo
    > offtopics, o
    > no?

    si, ma è bene ridabire il concetto ogni tanto Occhiolino
    non+autenticato
  • un grande divulgatore! Di nome e di fatto. Complimenti!
    non+autenticato
  • Che si chiami "arbitraggio" o "click farms", questa tattica subdola e' in giro da almeno 4 anni, in maniera massiccia.

    Mi sembra che il campanello d'allarme sia fatto suonare un po' tardi... Per farsi pubblicita'? Indiavolato
    non+autenticato
  • Non sono sicuro di aver capito: avete un link di esempio? Grazie!
    non+autenticato
  • Ad esempio, uno degli inserzionisti su Google per il termine "carte di credito" è CreditCards.Migliori-Offerte.it che porta all-indirizzo: http://www.migliori-offerte.it/search.php?q=carte+...

    Qui ci sono solo altri inserzionisti che pagano per una parte altri motori di ricerca e per l'altraparte l'azienda che ha composto la pagina.

    ciao,
    Mauro
  • chiedo: trattandosi questa di una pratica odiosa (altro che amata dagli utenti!) potrebbe essere una buona pratica quella di aggiungere i siti segnalati dagli utenti della mia lan come "quelli che mi fanno perdere tempo" e bannare gli ip o gli indirizzi in modo che facciano redirect su una pagina che dice (velocemente!) "sito cazzata, ritenta! CLICK" e il click ti riporta alla home?

    che ne dite? idea inutile e/o sciocca?
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
Successiva
(pagina 1/2 - 10 discussioni)