mercoledì 13 dicembre 2006

Dipendenza da Internet? Chi semplifica sbaglia

Aumentano i disintossicandi che si rivolgono alle cliniche per liberarsi dalla dipendenza da Internet, dopo gli ultimatum di consorti e datori di lavoro. Gli studiosi avvertono: è spesso una manifestazione di disagi più profondi

Roma - Un netizen americano su otto è insonne, trascorre le sue giornate a controllare compulsivamente la casella di posta elettronica, è morbosamente attratto dai programmi di messaggeria. Dipendenza da Internet, aveva sentenziato una ricerca effettuata dalla Scuola di Medicina della Stanford University, lo scorso ottobre. Le cliniche iniziano a registrare l'affluenza di persone che vorrebbero disintossicarsi dalla dipendenza da Internet, e spesso il loro disagio nasconde tendenze depressive e problemi nell'ambito delle relazioni quotidiane.

Lo ha rivelato ad AFP il dottor Elias Aboujaoude, docente presso il dipartimento di psichiatria e scienze comportamentali dell'Università di Stanford.

Aboujaoude ha osservato un sensibile aumento di coloro che si rivolgono agli specialisti, preoccupati del fatto che Internet abbia un impatto negativo sulla propria vita. Negano, si giustificano, minimizzano. Ma quando il consorte, furente, minaccia il divorzio accusandolo di strisciare fuori dal talamo per ottundersi con i giochi online, o quando il capufficio redige un richiamo disciplinare, si sentono costretti a confessare il disagio. La tendenza colpirà anche l'Italia? Una recente ricerca commissionata da Logitech rivela che, per gli italiani dotati di notebook, il tempo trascorso davanti allo schermo supera decisamente quello condiviso con il partner. Non è dato sapere se le motivazioni lavorative addotte mascherino una dipendenza da Internet. O piuttosto una disaffezione nei confronti dei più opprimenti partner italiani.

Già nel 2002, si legge nel report dell'Università di Stanford, il sessanta per cento delle aziende consultate in un'indagine aveva pensato di regolamentare l'uso di Internet presso le postazioni di lavoro; oltre il trenta per cento di queste aziende rivelava di aver preso seri provvedimenti nei confronti dei dipendenti.

La sindrome di dipendenza da Internet sta acquistando sempre più legittimità. Information Week ha rivelato che un dipendente di IBM, licenziato per aver abusato delle chat (chat erotiche, si vocifera) durante le ore di lavoro, ha fatto appello al suo disturbo compulsivo, chiedendo ad IBM un risarcimento di cinque milioni di dollari. La notizia è stata ripresa anche sul blog del Center for Internet Addiction Recovery: viene accolta con favore la prospettiva per cui le aziende si dovrebbero occupare della riabilitazione dei loro dipendenti "netaholici".

Le manifestazioni della dipendenza dal Web non si limitano alla fruizione maniacale di pornografia o al gioco d'azzardo online: queste sono dipendenze "tradizionali", che chiamano in causa Internet solo come canale. Controllare l'email ogni cinque minuti, aggiornare compulsivamente il proprio blog con nuovi post: questi sono "segnali di allarme che indicano un vero problema", dichiara Aboujaoude, raccomandando nel contempo di usare prudenza nel parlare di dipendenza da Internet.
71 Commenti alla Notizia Dipendenza da Internet? Chi semplifica sbaglia
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  • Sì la virtualizzazione eccessiva fa male
    al fisico (ingrassi, malattie ecc.) e alla mente (dipendenza, alienazione).

    Però x alcuni è necessaria:
    io sono invalido.

    PRIMA di internet: solitudine.

    CON internet: amici, donne che mi sono venute a trovare e ho fatto anche sesso, tanti problemi burocratici in meno, tante info ecc.

    Perciò tutto dipende da eccessiva quantità di connessione.




    non+autenticato
  • Tutto esatto! Dipende dall'individuo che uso fa del mezzo e non dal mezzo in se e per se.
    non+autenticato
  • "La Repubblica Popolare Cinese aveva già preso provvedimenti in merito: si era dotata di una clinica per la disintossicazione, aveva meditato di limitare a tre ore l'uso dei videogiochi"

    3 ore? 3 ore di pc o videogame al giorno? ma non fanno altro? Io vedo i miei figli:
    1) ritorno da scuola alle 14;
    2) pranzo e 4 chiacchiere fino alle 15;
    3) playstation o pc x rilassarsi un po' fino alle 16-16,30;
    4) compiti quanto basta e di solito si fanno le 18,30;
    5) 4 chiacchiere con gli amici (o equivalente: palestra, calcio ecc.ecc.) fino a ora di cena;
    6) dopo cena vedi punto 5).

    Questo d'inverno: se fuori è bello saltano il punto 3 a pié pari...

    Se poi si parla di adulti il tempo a disposizione è ancora meno (se uno a lavorare ha da lavorare, altrimenti se non ha da fare un cazzo beato lui), quindi...

    Che tristezza!
    non+autenticato
  • se vabbè ma tu quanto ci stai davanti al pc?
    non+autenticato
  • Allora potremmo anche dire che tanta gente è dipendente da "non internet". E passa il tempo a parlare con dei decerebrati al mercato.

    Che stronzate.
    non+autenticato
  • visto che straparlano sui disagi degli utenti internetdipendenti che scelgono di poter scegliere cosa guardare o scrivere, secondo loro perchè hanno profondi disagi, quando ci sono casi molto più gravi di utenti telelobotomizzati dagli sponsor di turno, dalle velina e da maurizio costanzo e marito. E a questi poveracci nessuno ci pensa.

    AngiolettoAnonimo

    non+autenticato
  • ...in questo mare.

    Il fatto è che da fastidio che uno vada a informarsi su internet, perchè ora come ora è il mezzo di comunicazione che ti da la possibilità di avere una visione più obbiettiva della reltà!
    Su internet un individuo è attivo, in quanto le notizie va a cercarsele, mentre, ad esempio, davanti alla tv il soggetto è passivo e quindi subisce quello che gli dice il governo (RAI) o quello che gli dice il Berlusca (MEDIASET).
    Al potere fa comodo che tu sia passivo, che tu non abbia la possibilità di esprimere le tue idee liberamente, confrontarti con altre persone e farti una idea propria: loro vogliono massificarti in modo da controllarti meglio. L'unica possibilità che hanno è quella di far passare chi passa ore su internet come un "drogato"; però se le tue ore le spendi davanti alla TV a guardar reality a loro va bene, perchè comunque riescono a rincretinirti e a controllarti più facilmente!

    Godetevi internet finche resiste! Navigate, navigate, e ancora navigate!!!!!!
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > ...in questo mare.
    >
    > Il fatto è che da fastidio

    A chi?

    > che uno vada a
    > informarsi su internet, perchè ora come ora è il
    > mezzo di comunicazione che ti da la possibilità
    > di avere una visione più obbiettiva della
    > reltà!

    Orpo allora perche' non hanno mai chiuso biblioteche e vietato giornali, associazioni, circoli, viaggi, negato il transito di merci, negato lo studio delle lingue straniere?

    > Al potere fa comodo

    Che potere?
    A parlare di videodipendeza non ci risulta siano elementi del potere, ma in genere ricercatori del comportamento, medici o piccoli guru del mondo tecnlogico che vengono poi pappagallati da giornalisti piu' o meno addentro in materia quando scrivono articoli di costume.

    Su, svelaci i retroscena dei rapporti tra i ricercatori della Scuola di Medicina della Stanford University e il "potere".

    > che tu sia passivo, che tu
    > non abbia la possibilità di esprimere le tue idee
    > liberamente, confrontarti con altre persone e
    > farti una idea propria: loro vogliono
    > massificarti in modo da controllarti meglio.

    Ma guarda, che il fronte della massificazione della popolazione non passa certo per TV internet e giornali.

    Passa per la scuola dell'obbligo.
    No?
    Allora perche' hai esordito con "e il naufragar m'è dolce in queto mare"? Hai espresso le tue idee con parole altrui.
    Cultura italiana? Certo. Programma ministeriale. Pure.
    Se io ti dico che sei come il buon samaritano, perche' mi comprendi? Perche' sei stato educato fin da piccolo da persone che intendevano darti una loro forte impronta.
    Alfabetizzazione, qui sta il nodo. Chi sa leggere e scrivere non puo' ignorare le leggi del paese.
    Chi studia diventa parte della massa della popolazione che con il suo lavoro serve il paese con una coscienza ed un etica ed una cultura uniforme. Sei stato educato ad essere italiano e a pensare italiano ben prima e ben maggiormente della TV, e soprattutto in un periodo della vita in cui eri molto ricettivo.

    > L'unica possibilità che hanno è quella di far
    > passare chi passa ore su internet come un
    > "drogato"

    L'unica possibilità, che sciocchezza. Come se chi facesse parte di questo "potere" avesse come UNICA possibilita' un dileggio del navigare su internet. Che gruppo di impotenti costituisce questo "potere"!

    > alla TV a guardar reality a loro va bene

    Sono ANNI ed ANNI che si parla di dipendenza da TV, videodipendenti, ecc.
    Dove e quando va bene?

    non+autenticato
  • Continua pure a fartelo postare in quel posto: se sei cieco mi dispiace per te!
    non+autenticato
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