mercoledì 13 dicembre 2006

Dipendenza da Internet? Chi semplifica sbaglia

Aumentano i disintossicandi che si rivolgono alle cliniche per liberarsi dalla dipendenza da Internet, dopo gli ultimatum di consorti e datori di lavoro. Gli studiosi avvertono: è spesso una manifestazione di disagi più profondi

Il refresh continuo delle email, l'assuefazione alle chat e ai giochi online, infatti, mascherano sovente un disturbo comportamentale più vasto, che affligge l'individuo nella sua vita quotidiana.

La dipendenza da Internet, spesso, è una manifestazione, o una conseguenza di depressione o di difficoltà nelle relazioni faccia a faccia, problematiche che inducono l'individuo a segregarsi davanti alla fredda luce del monitor. Questo isolamento non può che complicare la situazione: l'innaturale vita virtuale in cui si scivola, afferma Aboujaoude, è spesso difficile da scindere dalla vita reale.

La dipendenza da Internet sembra non conoscere frontiere né differenze di età. Nei giorni scorsi, riporta China.org, il Centro nazionale cinese per i Bambini ha rilasciato un report in cui si sono sondate le abitudini online dei minorenni cinesi. Il 13,2 per cento di questo segmento di netizen soffre di dipendenza da Internet, avverte il report, pur non specificando chiaramente la natura di sintomi e manifestazioni della dipendenza.
L'indagine appare come uno strumento di pressione sul governo, per ottenere un giro di vite che sappia tutelare i giovani. La Repubblica Popolare Cinese aveva già preso provvedimenti in merito: si era dotata di una clinica per la disintossicazione, aveva meditato di limitare a tre ore l'uso dei videogiochi e aveva tentato di proibire agli oltre 15 milioni di giovani netizen l'accesso agli Internet point.

Mentre l'American Psychiatric Association sta meditando di inserire l'Internet Addiction Disorder nel prossimo manuale diagnostico, molti dissentono.

Johnatan Bishop, ricercatore esperto in comunità virtuali, è scettico: Internet è un ambiente, al pari della vita reale, e le persone possono dipendere da alcuni aspetti della vita su Internet ma non da Internet in sé.

Il blog di Psychcentral, in linea con la posizione di Aboujaoude, invita alla prudenza, a non semplificare. Considera l'Internet Addiction Disorder l'attuale volto della ricorrente minaccia tormentonedella dipendenza dai media.

Gaia Bottà
71 Commenti alla Notizia Dipendenza da Internet? Chi semplifica sbaglia
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  • Sì la virtualizzazione eccessiva fa male
    al fisico (ingrassi, malattie ecc.) e alla mente (dipendenza, alienazione).

    Però x alcuni è necessaria:
    io sono invalido.

    PRIMA di internet: solitudine.

    CON internet: amici, donne che mi sono venute a trovare e ho fatto anche sesso, tanti problemi burocratici in meno, tante info ecc.

    Perciò tutto dipende da eccessiva quantità di connessione.




    non+autenticato
  • Tutto esatto! Dipende dall'individuo che uso fa del mezzo e non dal mezzo in se e per se.
    non+autenticato
  • "La Repubblica Popolare Cinese aveva già preso provvedimenti in merito: si era dotata di una clinica per la disintossicazione, aveva meditato di limitare a tre ore l'uso dei videogiochi"

    3 ore? 3 ore di pc o videogame al giorno? ma non fanno altro? Io vedo i miei figli:
    1) ritorno da scuola alle 14;
    2) pranzo e 4 chiacchiere fino alle 15;
    3) playstation o pc x rilassarsi un po' fino alle 16-16,30;
    4) compiti quanto basta e di solito si fanno le 18,30;
    5) 4 chiacchiere con gli amici (o equivalente: palestra, calcio ecc.ecc.) fino a ora di cena;
    6) dopo cena vedi punto 5).

    Questo d'inverno: se fuori è bello saltano il punto 3 a pié pari...

    Se poi si parla di adulti il tempo a disposizione è ancora meno (se uno a lavorare ha da lavorare, altrimenti se non ha da fare un cazzo beato lui), quindi...

    Che tristezza!
    non+autenticato
  • se vabbè ma tu quanto ci stai davanti al pc?
    non+autenticato
  • Allora potremmo anche dire che tanta gente è dipendente da "non internet". E passa il tempo a parlare con dei decerebrati al mercato.

    Che stronzate.
    non+autenticato
  • visto che straparlano sui disagi degli utenti internetdipendenti che scelgono di poter scegliere cosa guardare o scrivere, secondo loro perchè hanno profondi disagi, quando ci sono casi molto più gravi di utenti telelobotomizzati dagli sponsor di turno, dalle velina e da maurizio costanzo e marito. E a questi poveracci nessuno ci pensa.

    AngiolettoAnonimo

    non+autenticato
  • ...in questo mare.

    Il fatto è che da fastidio che uno vada a informarsi su internet, perchè ora come ora è il mezzo di comunicazione che ti da la possibilità di avere una visione più obbiettiva della reltà!
    Su internet un individuo è attivo, in quanto le notizie va a cercarsele, mentre, ad esempio, davanti alla tv il soggetto è passivo e quindi subisce quello che gli dice il governo (RAI) o quello che gli dice il Berlusca (MEDIASET).
    Al potere fa comodo che tu sia passivo, che tu non abbia la possibilità di esprimere le tue idee liberamente, confrontarti con altre persone e farti una idea propria: loro vogliono massificarti in modo da controllarti meglio. L'unica possibilità che hanno è quella di far passare chi passa ore su internet come un "drogato"; però se le tue ore le spendi davanti alla TV a guardar reality a loro va bene, perchè comunque riescono a rincretinirti e a controllarti più facilmente!

    Godetevi internet finche resiste! Navigate, navigate, e ancora navigate!!!!!!
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > ...in questo mare.
    >
    > Il fatto è che da fastidio

    A chi?

    > che uno vada a
    > informarsi su internet, perchè ora come ora è il
    > mezzo di comunicazione che ti da la possibilità
    > di avere una visione più obbiettiva della
    > reltà!

    Orpo allora perche' non hanno mai chiuso biblioteche e vietato giornali, associazioni, circoli, viaggi, negato il transito di merci, negato lo studio delle lingue straniere?

    > Al potere fa comodo

    Che potere?
    A parlare di videodipendeza non ci risulta siano elementi del potere, ma in genere ricercatori del comportamento, medici o piccoli guru del mondo tecnlogico che vengono poi pappagallati da giornalisti piu' o meno addentro in materia quando scrivono articoli di costume.

    Su, svelaci i retroscena dei rapporti tra i ricercatori della Scuola di Medicina della Stanford University e il "potere".

    > che tu sia passivo, che tu
    > non abbia la possibilità di esprimere le tue idee
    > liberamente, confrontarti con altre persone e
    > farti una idea propria: loro vogliono
    > massificarti in modo da controllarti meglio.

    Ma guarda, che il fronte della massificazione della popolazione non passa certo per TV internet e giornali.

    Passa per la scuola dell'obbligo.
    No?
    Allora perche' hai esordito con "e il naufragar m'è dolce in queto mare"? Hai espresso le tue idee con parole altrui.
    Cultura italiana? Certo. Programma ministeriale. Pure.
    Se io ti dico che sei come il buon samaritano, perche' mi comprendi? Perche' sei stato educato fin da piccolo da persone che intendevano darti una loro forte impronta.
    Alfabetizzazione, qui sta il nodo. Chi sa leggere e scrivere non puo' ignorare le leggi del paese.
    Chi studia diventa parte della massa della popolazione che con il suo lavoro serve il paese con una coscienza ed un etica ed una cultura uniforme. Sei stato educato ad essere italiano e a pensare italiano ben prima e ben maggiormente della TV, e soprattutto in un periodo della vita in cui eri molto ricettivo.

    > L'unica possibilità che hanno è quella di far
    > passare chi passa ore su internet come un
    > "drogato"

    L'unica possibilità, che sciocchezza. Come se chi facesse parte di questo "potere" avesse come UNICA possibilita' un dileggio del navigare su internet. Che gruppo di impotenti costituisce questo "potere"!

    > alla TV a guardar reality a loro va bene

    Sono ANNI ed ANNI che si parla di dipendenza da TV, videodipendenti, ecc.
    Dove e quando va bene?

    non+autenticato
  • Continua pure a fartelo postare in quel posto: se sei cieco mi dispiace per te!
    non+autenticato
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