L'Italia oscurerà molti altri siti

Dopo il sequestro del traffico degli italiani diretti sui siti delle scommesse ora si punta ad impedire l'accesso a pagine pedo-pornografiche. Molti gli applausi. C'è chi chiede censure più estese e chi, invece, teme per il domani

L'Italia oscurerà molti altri sitiRoma - In rete non si parla d'altro: il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni ha posto il proprio autografo sotto il testo di un decreto concepito come un giro di vite contro lo sfruttamento in Internet della pornografia infantile. La maggiore novità del testo, che avvicina il nostro paese a procedure che in Europa erano fin qui state varate solo nel Regno Unito, sta nell'obbligare i provider a dotarsi di nuovi sistemi di filtraggio della navigazione Internet.

Il nuovo decreto, spiega il ministero TLC, obbliga gli ISP a bloccare l'accesso ai siti del pedoporno entro 6 ore dalle segnalazioni che giungeranno ai provider secondo una procedura che sarà attivata dal Ministero.

Il decreto, nato anche con il contributo del ministero all'Innovazione nella PA entrerà in vigore ai primi di marzo: da qui ad allora i provider dovranno studiare e realizzare i sistemi tecnici da adottare per garantire il filtering.
"I siti segnalati dal Centro - si legge nella bozza del decreto (riprodotta in seconda pagina) - possono essere inibiti al livello minimo di nome a dominio ovvero a livello di indirizzo IP ove segnalato in via esclusiva". I filtri dovranno essere tali da:
- garantire l'impossibilità di accedere e di apportare modifiche non autorizzate all'elenco dei siti inibiti;
- permettere l'inibizione dei siti segnalati indipendentemente dalla codifica dei caratteri utilizzata".

Secondo Gentiloni "il decreto rafforza la lotta contro i contenuti pedopornografici e lo sfruttamento dei minori attraverso Internet". "La rete - ha dichiarato - è una straordinaria fonte di informazione ed un motore dell'innovazione. Per difendere la libertà contro ogni tentazione di censura preventiva e generalizzata, peraltro impraticabile, occorre colpire in modo certo ed efficace chi ne fa una uso criminoso contro i bambini".

A stabilire su quali siti i mouse degli italiani non potranno scorazzare sarà il Centro nazionale per il contrasto della pedopornografia, organismo coordinato dalla Polizia Postale e già previsto dalla legge anti-pedoporno del 1998. Il Centro manterrà aggiornata la lista dei siti vietati e la trasmetterà, secondo determinate procedure, ai responsabili incaricati presso i singoli provider. Ogni sei mesi verrà effettuata una verifica dello stato della censura per valutare i risultati ottenuti.

L'annuncio del decreto, ripreso da decine di spazi di informazione, ha raccolto un applauso pressoché unanime nel mondo della politica e dell'associazionismo pro-infanzia. Il ministro alla Famiglia Rosi Bindi ha sottolineato che il decreto è essenziale e si aggiunge al disegno di legge sul reato di adescamento di minorenne via Internet

Save the Children parla di decreto "molto rilevante" in quanto "l'oscuramento del sito impedisce che le immagini, testimonianza e documento dell'abuso e delle violenze compiuti su decine di migliaia di bambini e bambini, circolino più volte, reiterando e riproducendo la violenza e l'abuso già inflitti a quei minori". Secondo la celebre organizzazione non basta però colpire soltanto i siti web in quanto vanno pensate nuove norme e nuovi controlli anche per "altri canali di diffusione del materiale pedopornografico: per esempio le chat, il filesharing o altre forme emergenti di social networking, e i blog".

Il presidente dell'Osservatorio sui diritti dei Minori Antonio Marziale parla di decreto che "si contraddistingue in positivo" nella UE e che dovrebbe spingere gli europarlamentari italiani ad alimentare un "tavolo di lavoro" sovranazionale sul problema del pedoporno ("Non è più possibile ragionare in termini nazionalistici, soprattutto se i fenomeni veicolano attraverso il villaggio globale mediatico"). Sulla stessa linea Luigi Camilloni, presidente dell'Osservatorio sociale, secondo cui ci vorrebbero leggi internazionali ad hoc che prevedano "forti sanzioni penali e pecuniarie per i provider che trasmettono immagini pedopornografiche". Secondo Maria Rita Munizzi del Moige il decreto "è un passo importante" anche se "non si può credere che da solo rappresenti la soluzione a tutto". Secondo il Moige occorre sensibilizzare e informare sul fenomeno in particolare i minori.

Il celebre parroco don Fortunato di Noto assieme al giornalista Mario Campanella in una nota applaude al decreto ma segnala come non basti attivarsi a livello italiano perché "bisogna agire in sede ONU, sensibilizzando i paesi che hanno aderito alla convenzione di Ginevra sui diritti dell'Infanzia e chiedere loro comportamenti simili in difesa dei bambini vittime di questo orrendo crimine".

Secondo Anna Serafini, presidente diessino della Commissione bicamerale per l'Infanzia, il decreto valorizza "due risorse decisive per contrastare i crimini della pedopornografia: la Polizia Postale e gli Internet Provider. Dalla loro assidua e continua azione di coordinamento, finalmente bambini e ragazzi potranno essere tutelati in modo efficace". Applaude al decreto Gentiloni anche il capogruppo UDC alla Camera dei Deputati, Luca Volonté, secondo cui il decreto va nella giusta direzione: "Se il decreto va in questa direzione, alla Camera avremo buone ragioni per accelerare l'iter e migliorare il provvedimento".

Tutto bene dunque? Non la pensa così chi in queste ore sottolinea gli ostacoli tecnici legati ad una simile forma di censura, ambiguità segnalate proprio dai provider. Secondo Paolo Nuti, vicepresidente di AIIP, "il blocco di un indirizzo IP potrà comportare non solo l'oscuramento del sito incriminato, ma anche di migliaia di altri siti collegati che con la pedopornografia non hanno nulla a che vedere. Altri problemi potrebbero sorgere con gli indirizzi IP dinamici, che vengono cioè attribuiti in un certo momento a un sito e qualche ora dopo ad un altro, assolutamente incolpevole".

Il timore di molti è che i meritori obiettivi della legge cozzino con il funzionamento della rete, cosa tutt'altro che rara per molte delle più recenti normative approvate in Italia in tema di Internet. Altri, tra cui lo stesso Nuti, si interrogano sulla possibilità che da una censura contro il pedoporno, il nuovo sistema di filtering possa finire per essere esteso anche ad altri settori "sgraditi" delle attività online.

Di seguito il testo della bozza del decreto Gentiloni.
554 Commenti alla Notizia L'Italia oscurerà molti altri siti
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  • scusate ma io una volta pensavo che si trattasse di incompetenza e di ignoranza dei politici italiani, ora inizio a pensare che si tratti di operazioni di controllo e di censura intenzionali e con scopi ben precisi:
    http://maus-blog.blogspot.com/2007/01/censura-inte...
    non+autenticato

  • - garantire l'impossibilità di accedere e di apportare modifiche non autorizzate all'elenco dei siti inibiti;

    Ovvero ? Metteranno una guardia armata vicino ad ogni pc con il compito di impedire il cambio dei DNS ?

    - permettere l'inibizione dei siti segnalati indipendentemente dalla codifica dei caratteri utilizzata".

    Prima di cercare queste soluzioni che si preoccupino di quella sopra o come al solito si legifera tanto per fare ?
    non+autenticato
  • Nel 2004 è stato arrestato un tizio che faceva apologia alla Pedofilia su Internet.
    L'uomo, un giovane veneto, istigava e giustificava la commissione di reati di violenza sessuali sui bambini.
    http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2004/0...
    non+autenticato
  • - Scritto da:
    > Nel 2004 è stato arrestato un tizio che faceva
    > apologia alla Pedofilia su
    > Internet.
    > L'uomo, un giovane veneto, istigava e
    > giustificava la commissione di reati di violenza
    > sessuali sui
    > bambini.
    > http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2004/0

    Conosco già questo caso. Il giovane non aveva 26 anni come si vuole far credere nell'articolo per giustificare in parte la violenza che ha subito (e sta subendo) da parte dei suoi aguzzini moralisti, ma molti meno.

    Non era laureato bensì solo diplomato.

    Il sito io non l'ho visto ma da quello che mi è stato detto, altro non era che una collezione di documenti trovabili comunque online su siti esteri e frequentato da pochissime persone (il sito era su solo da alcuni mesi).

    Da quello che mi è dato sapere ha dovuto patteggiare perché non aveva i soldi per potersi difendere anche se non mi pare che il calvario in cui hanno voluto metterlo sia finito.

    Una tipica vergogna dei giustizieri che si trovano a fare i PM e che nascondono il loro desiderio di nuocere e far del male a coloro che non la pensano come loro sfruttando una legge di origine fascista che nulla ha a che vedere con la democrazia ma tanto a che vedere con il farsi belli sulla stampa e intimidire tutti gli altri.
    Un insulto alla libertà di stampa e al diritto di ogni cittadino di manifestare liberamente il proprio pensiero come sancito dall'articolo 21 di quel pezzo di carta evidentemente inutile che è la nostra Costituzione.

    E, per completezza, da quello che mi è stato detto, in nessuna parte del suo sito ha mai giustificato o incoraggiato o "istigato" la violenza contro nessuno... come dice anche l'articolo in questione.

    È stato definito uno dei massimi ideologi della pedofilia online ma in realtà era solo un ragazzo _giovane_ che voleva esprimere le sue idee CREDENDO di vivere in regime democratico. Un giovane che non solo non era "uno dei massimi ideologi della pedofilia online" ma che si limitava a fare il copia e incolla di ciò che era stato scritto da altri anonimi e da tempo disponibile liberamente su altri siti.

    Giovane a cui i suoi aguzzini hanno mandato all'aria la vita senza aver mai fatto del male a nessuno, senza aver mai toccato un bambino in vita sua e senza aver trovato nulla sul suo PC, abusando del potere a loro conferito probabilmente sui capricci di qualche prelato che dice di vuole difendere i giovani dalla violenza ma che in realtà fa violenza lui stesso su chiunque abbia idee ed ideali diversi dai suoi.
  • - Scritto da: Wakko Warner
    > - Scritto da:
    > > Nel 2004 è stato arrestato un tizio che faceva
    > > apologia alla Pedofilia su
    > > Internet.
    > > L'uomo, un giovane veneto, istigava e
    > > giustificava la commissione di reati di violenza
    > > sessuali sui
    > > bambini.
    > >
    > http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2004/0
    >
    > Conosco già questo caso. Il giovane non aveva 26
    > anni come si vuole far credere nell'articolo per
    > giustificare in parte la violenza che ha subito
    > (e sta subendo) da parte dei suoi aguzzini
    > moralisti, ma molti
    > meno.
    >
    > Non era laureato bensì solo diplomato.
    >
    > Il sito io non l'ho visto ma da quello che mi è
    > stato detto, altro non era che una collezione di
    > documenti trovabili comunque online su siti
    > esteri e frequentato da pochissime persone (il
    > sito era su solo da alcuni
    > mesi).
    >
    > Da quello che mi è dato sapere ha dovuto
    > patteggiare perché non aveva i soldi per potersi
    > difendere anche se non mi pare che il calvario in
    > cui hanno voluto metterlo sia
    > finito.
    >
    > Una tipica vergogna dei giustizieri che si
    > trovano a fare i PM e che nascondono il loro
    > desiderio di nuocere e far del male a coloro che
    > non la pensano come loro sfruttando una legge di
    > origine fascista che nulla ha a che vedere con la
    > democrazia ma tanto a che vedere con il farsi
    > belli sulla stampa e intimidire tutti gli
    > altri.
    > Un insulto alla libertà di stampa e al diritto di
    > ogni cittadino di manifestare liberamente il
    > proprio pensiero come sancito dall'articolo 21 di
    > quel pezzo di carta evidentemente inutile che è
    > la nostra
    > Costituzione.
    >
    > E, per completezza, da quello che mi è stato
    > detto, in nessuna parte del suo sito ha mai
    > giustificato o incoraggiato o "istigato" la
    > violenza contro nessuno... come dice anche
    > l'articolo in
    > questione.
    >
    > È stato definito uno dei massimi ideologi della
    > pedofilia online ma in realtà era solo un ragazzo
    > _giovane_ che voleva esprimere le sue idee
    > CREDENDO di vivere in regime democratico. Un
    > giovane che non solo non era "uno dei massimi
    > ideologi della pedofilia online" ma che si
    > limitava a fare il copia e incolla di ciò che era
    > stato scritto da altri anonimi e da tempo
    > disponibile liberamente su altri
    > siti.
    >
    > Giovane a cui i suoi aguzzini hanno mandato
    > all'aria la vita senza aver mai fatto del male a
    > nessuno, senza aver mai toccato un bambino in
    > vita sua e senza aver trovato nulla sul suo PC,
    > abusando del potere a loro conferito
    > probabilmente sui capricci di qualche prelato che
    > dice di vuole difendere i giovani dalla violenza
    > ma che in realtà fa violenza lui stesso su
    > chiunque abbia idee ed ideali diversi dai
    > suoi.


    quoto assolutamente
    con la libertà di espressione non si scherza
    ricordo che appena qualche mese fà accade una cosa simile e chiusero un sito che poco aveva a che fare con la pedofilia childliberation che avevo anche visitato una volta ..per la grave colpa di aver proposto di estendere i diritti umani ai minori
    ..che orrendo crimine!!..
    ne sai qualcosa Wakko? sai se sia finito in carcere o che?


    cmq secondo te come hanno fatto a tracciarli? non usavano anonimizzatori?come pensi che sia accaduto sotto quel punto di vista?
  • - Scritto da: freenetdreamer
    > ne sai qualcosa Wakko?

    Si, non molto però.

    > sai se sia finito in
    > carcere o
    > che?

    Non è ancora finita. Tuttavia era incensurato quindi dubito che finirà in galera. Il danno che i suoi aguzzini gli hanno comunque già fatto è chiaramente enorme.

    > cmq secondo te come hanno fatto a tracciarli?

    Tracciarli? Il gestore del sito era solo lui.
    Non usava anonimizzatori, perché avrebbe dovuto? Era solo un giovane ragazzo ingenuo che ha pensato di vivere in un Paese libero e non riteneva certo di essere il "massimo esponente della pedofilia online". Se lui era il "massimo esponente" io sono Babbo Natale, la Fata Turchina, la Fata dei Dentini, la Befana, il Bianconiglio, Fievel sbarca in America, le tre vacche magre e le tre vacche grasse tutto insieme.

    > non
    > usavano anonimizzatori?come pensi che sia
    > accaduto sotto quel punto di
    > vista?

    Il sito non sembra essere stato hostato in Italia (ottima scelta), tuttavia l'indirizzo email pubblicato sul sito era ospitato da un server italiano... immagino che abbiamo usato quello per risalire a lui.
    Ma ti ripeto, non aveva preso nessuna precauzione a parte hostare il sito altrove, proprio perché non riteneva di fare nulla di male.
  • > i suoi aguzzini gli hanno comunque già fatto è
    > chiaramente
    > enorme.


    E il danno che lui ha fatto alla società ?

    Quanti pedofili insicuri grazie a lui si sono sentiti "legittimati moralmente" a fare le loro porcate ?

  • - Scritto da: Godai Yusaku
    > E il danno che lui ha fatto alla società ?

    Nessuno.

    > Quanti pedofili insicuri grazie a lui si sono
    > sentiti "legittimati moralmente" a fare le loro
    > porcate
    > ?

    Ognuno è responsabile per le proprie azioni. Lui ha PIENO DIRITTO di esprimere la sua opinione in merito a QUALUNQUE tema, così come ce l'hai tu e ce l'ho io. Inoltre non ha MAI predicato la violenza. Se qualcuno ha mal interpretato le sue parole e ha causato violenza su qualcun'altro non è certo colpa sua.
  • > Ognuno è responsabile per le proprie azioni. Lui
    > ha PIENO DIRITTO di esprimere la sua opinione in
    > merito a QUALUNQUE tema, così come ce l'hai tu e
    > ce l'ho io. Inoltre non ha MAI predicato la
    > violenza. Se qualcuno ha mal interpretato le sue
    > parole e ha causato violenza su qualcun'altro non
    > è certo colpa
    > sua.


    Devo pensare che non è chiara la differenza tra adulto e bambino ? A chi e soprattutto perchè mi verrebbe da chiedermi..

    Avere contatti sessuali con i bambini è SEMPRE violenza.. Apologia di reato è un crimine..

    In questo caso il più schifoso in assoluto..
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 06 gennaio 2007 19.16
    -----------------------------------------------------------

  • - Scritto da: Godai Yusaku
    >
    > > Ognuno è responsabile per le proprie azioni. Lui
    > > ha PIENO DIRITTO di esprimere la sua opinione in
    > > merito a QUALUNQUE tema, così come ce l'hai tu e
    > > ce l'ho io. Inoltre non ha MAI predicato la
    > > violenza. Se qualcuno ha mal interpretato le sue
    > > parole e ha causato violenza su qualcun'altro
    > non
    > > è certo colpa
    > > sua.
    >
    >
    > Devo pensare che non è chiara la differenza tra
    > adulto e bambino ? A chi e soprattutto perchè mi
    > verrebbe da
    > chiedermi..
    >
    > Avere contatti sessuali con i banbini è SEMPRE
    > violenza.. Apologia di reato è un
    > crimine..
    >
    > In questo caso il più schifoso in assoluto..

    Non credo proprio. Come vedi non siamo d'accordo.

    Tu non puoi decidere ciò che sia o meno lecito dire, non può farlo nessuno. Né io né tu né nessun'altro.

  • > Non credo proprio. Come vedi non siamo d'accordo.

    Non credi ? Per te quindi è lecito avere rapporti sessuali con bambino ?

    > Tu non puoi decidere ciò che sia o meno lecito
    > dire, non può farlo nessuno. Né io né tu né
    > nessun'altro.

    Non lo decido io; è la legge: apologia di reato..

  • - Scritto da: Godai Yusaku
    [CUT]

    Sei OT. Vedi l'altra mia risposta.

  • - Scritto da: Wakko Warner
    >
    > - Scritto da: Godai Yusaku
    > [CUT]
    >
    > Sei OT. Vedi l'altra mia risposta.

    Idem..
  • "The Internet interprets censorship as damage and routes around it"A bocca aperta
    non+autenticato
  • E' un vero dilemma...
    Certo la pedopornografia è un problema serio e sicuramente ci vuole repressione...ma oscurare è il sistema giusto?
    Quando leggo che si mette mano ad internet, che si censura, che si oscura,sento un forte senso di disagio.
    Internet non si deve toccare, internet deve restare un porto franco, internet deve difendere la propria libertà! Chi controlla le foto inviate da cellulare a cellulare? Chi controlla la posta? Oscuriamo per caso le compagnie telefoniche? Oscuriamo le poste?
    Un malato (pedofilo) smetterà di esserlo semplicemente perchè è più difficile reperire la sua ossessione?
    Ho paura che si possa utilizzare la scusa della pedopornografia per censurare ed invadere la privacy così come con la scusa della lotta al terrorismo negli USA si sono violate tutte le norme sulla privacy con orrore degli stessi giudici.
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    Modificato dall' autore il 04 gennaio 2007 23.48
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